<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532</id><updated>2011-11-28T01:49:39.666+01:00</updated><category term='RAZZISMO'/><category term='CASA'/><category term='SOLIDARIETA&apos;'/><category term='FASCISMO e ANTIFASCISMO'/><category term='EUROPA'/><category term='ANTIMAFIA'/><category term='CRIMINALCAPITALISMO'/><category term='CULTURA'/><category term='andiamo a costruir La Destra con Storace'/><category term='Immigrazione'/><category term='NUCLEARE'/><category term='SCANDALI'/><category term='INFORMAZIONE LIBERA'/><category term='politica Alessandria'/><category term='Figli di...'/><category term='Cresce &quot;La destra&quot; in Piemonte'/><category term='RAZZISDMO'/><category term='InComune'/><category term='SOCIETA&apos;'/><category term='BANCHE'/><category term='Cresce la destra'/><category term='DESTRA'/><category term='GIOVANI'/><category term='SICUREZZA'/><category term='Mutuo Sociale'/><category term='da Il Giornale del 5.1.2008'/><category term='GIUSTIZIA'/><category term='POPOLO LIBERI'/><category term='Riflessioni tra politica e storia'/><category term='Politica'/><category term='INFORMAZIONE'/><category term='Elezioni'/><title type='text'>A tutta destra!</title><subtitle type='html'>per una politica di VERA DESTRA!</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>161</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-6102641794538727845</id><published>2011-08-14T11:59:00.000+02:00</published><updated>2011-08-14T11:59:01.914+02:00</updated><title type='text'>Globalismo e Mercati,  Hybris e Némesis  - di: Alberto B. Mariantoni</title><content type='html'>&lt;br /&gt;Non è escluso che alcuni lettori, già prima di iniziare a percorrere il testo di questa mia riflessione, possano eccepirmi: ma che c’entrano delle nozioni culturali dell’antica Grecia (come ὕϐρις/húbris/hybris = dismisura, eccesso, oltraggio; e Νέμεσις/ Némesis = la collera o la vendetta divina), con le umilianti e mortificanti fregature che il cosiddetto “Mercato globale” continua quotidianamente a dare al “Popolo-bue”?  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capisco l’eventuale sorpresa, ma se una tale correlazione potrebbe apparire ai più come una specie di forzatura letteraria, coloro che avranno il tempo e la pazienza di seguire il mio ragionamento, potranno facilmente accorgersi che quelle nozioni c’entrano. Altroché se c’entrano! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima, però, di poterne scoprire l’eventuale concatenazione, cerchiamo di fare il punto della situazione, incominciando con il focalizzare e decifrare il primo soggetto di questa analisi: il “Liberismo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa “scuola di pensiero” (prettamente ideologica, e poco economica, mi permetto di sottolineare), tende a caratterizzarsi, in generale, per la sua fedeltà e sottomissione a tre dogmi fondamentali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.	“Nel campo economico esiste un ordine naturale che tende ad organizzarsi spontaneamente, purché gli individui siano lasciati liberi di agire, ispirandosi ai loro propri interessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.	 Quest’ordine naturale, è il migliore, il più capace di assicurare la prosperità delle nazioni; è superiore a qualsiasi altro ordinamento artificiale che si potrebbe ottenere attraverso l’impiego di leggi umane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.	 Non esiste nessun antagonismo, ma armonia tra i diversi interessi individuali, e l’interesse generale concorda ugualmente con gli interessi individuali. Questa armonia, forma l’essenza stessa dell’ordine naturale” (Pierre Reboud, “Précis d’Economie Politique”, Tome premier, Dalloz, Paris, 1939, pag. 52).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, senza dover superfluamente dare risalto al fatto che qualsiasi dogma è semplicemente la più grande offesa che si possa perpetrare nei confronti dell’intelligenza umana, vediamo cosa diceva, a proposito del “Liberismo”, il Dizionario di filosofia e scienze umane di Emilio Morselli, edito da Signorelli, a Milano, nel 1988: “Liberismo (o Liberalismo Economico): teoria secondo cui il modo migliore per promuovere lo sviluppo economico è quello di lasciare l’iniziativa privata in piena libertà d’azione, escludendo ogni ingerenza artificiale da parte dello Stato. Ipotesi di fondo del liberismo è l’esistenza di un ordine naturale in campo economico analogo a quello del mondo fisico; ne derivano due postulati: a) la concorrenza perfetta premia i migliori ed elimina i cattivi operatori; b) il meccanismo naturale dei prezzi che, in regime di libera concorrenza, trova il proprio freno nella legge della domanda e dell’offerta. Queste tesi del liberismo classico, elaborato dai grandi economisti settecenteschi (A. Smith, D. Ricardo, T. Malthus), non trovano più riscontro nella realtà economica moderna, sia nelle premesse che nelle conseguenze”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena 23 anni fa, quindi, il “Liberismo” era ufficialmente morto o considerato un qualcosa che, in tutti i casi, non trovava “più riscontro nella realtà economica moderna, sia nelle premesse che nelle conseguenze”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dagli anni ’90 del secolo scorso ad oggi, invece, si continua a cercare di convincere l’uomo della strada che il medesimo “Liberismo” sarebbe il nec plus ultra del progresso e dello sviluppo delle nostre società. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo, nonostante che i suoi suddetti dogmi – ciclicamente attivati e, ogni volta, testardamente ed illogicamente messi in pratica (in particolare, tra il 1852 ed il 1890; tra il 1911 ed il 1915 e tra il 1920 ed il 1930, con i “risultati” che conosciamo…), irragionevolmente riproposti (negli anni 1950/1960, dalla “scuola di Chicago”: Milton Friedmann, Feldstein, Moore, etc.) e, dal 1992 (cioè, dopo la caduta del muro di Berlino ed il crollo dell’ex Unione sovietica), politicamente propagandati e fideisticamente diffusi come indiscutibili ed incontestabili – abbiano, nel loro ricorrente confronto con la realtà, invariabilmente “toppato” su tutta la linea e si siano costantemente ed immutabilmente rivelati per quello che in realtà sono e sono sempre stati: una semplice mega-truffa planetaria, ai danni dell’uomo della strada, da parte dei soliti noti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedremo, tra poco, il perché quei dogmi sono una semplice frode.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cerchiamo, ora, di individuare ed approfondire le principali peculiarità del secondo attore di questa analisi: lo “Stato” o gli “Stati”.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Thomas Hobbes, nel suo Leviatano (1651), ci dice che “lo Stato rappresenta l'istanza unitaria e sovrana di neutralizzazione dei conflitti sociali e religiosi attraverso l'esercizio di una summa potestas, espressa attraverso la forma astratta e universale della legge che si legittima in base al mandato di autorizzazione degli individui, in cui si realizza il meccanismo della rappresentanza politica”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In che consisterebbe, in particolare, quella sua summa potestas? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiste soprattutto nel fatto che qualsiasi Stato (dal lat. statum = ‘condizione’, ‘posizione’; riepilogativo di: status civitas = ‘Stato della città’, o status rei publicae = ‘Stato della cosa pubblica’) è, per antonomasia, simultaneamente sovrano, indipendente e spersonalizzato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ sovrano, in quanto è superiore (dal lat. sŭpĕrans, antis = ‘predominante’; da cui, il tardo lat. superanus, a, um = ‘soprano’ o ‘che sta sopra’, ed il francese souverain = sovrano) ad ogni altro soggetto politico, economico, sociale, giuridico (individuale o collettivo) che esiste ed agisce all’interno dei suoi confini politici. E’ indipendente (in = negazione di, dipendente: quindi, che ‘non è soggetto a vincolo di nessun genere, da parte di nessuno’), in quanto, nei rapporti con altri Stati, non accetta – se non in modo concordato e consensuale (dopo essere stato, come minimo, preventivamente autorizzato da un referendum popolare) e su un piano di ordinaria reciprocità ed equità – nessuna rinuncia alle sue prerogative. E’ spersonalizzato, in quanto – qualunque sia o possa essere la rappresentanza politica che il Popolo-Sovrano ha occasionalmente scelto per far gestire o amministrare la cosa pubblica – è sempre il Governo pro tempore della Nazione che ha l’obbligo di conformarsi ai fondamenti dello Stato (che sono stati preventivamente espressi dalla volontà popolare, condensati nei termini della sua Costituzione e continuano ad essere difesi e garantiti dalle sue leggi), e non il contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intendiamoci, il Governo di una Nazione può pure decidere di cambiare i fondamenti dello Stato a cui appartiene, ma prima deve comunque chiederne l’autorizzazione e l’avallo da parte del Popolo-Sovrano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto, per permettere a chiunque di potersi davvero rendere conto che anche la teoria dello Stato – a causa dell’accettazione incondizionata dei dogmi del “Liberismo” da parte della forze politiche (al Governo ed all’Opposizione) delle nostre Nazioni – è diventata una semplice truffa ai danni del cittadino, è sufficiente porsi queste semplici domande:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.	E’ mai possibile, ad esempio, che l’insieme delle forze politiche di una Nazione – che ufficialmente dovrebbero operare nell’interesse dei cittadini e dello Stato che esse stesse rappresentano ed amministrano – per cercare di forzare le realtà oggettive dei nostri Paesi e farle coincidere con i dogmi dell’ideologia (il “Liberismo”) nella quale credono o si identificano, si sforzino principalmente di sottomettere i nostri Paesi alle cosiddette “Leggi del Mercato” e, favorendo la speculazione finanziaria internazionale, privino arbitrariamente da un lato i cittadini e lo Stato della loro inalienabile sovranità e, dall’altro, facciano addirittura  pagare, a questi ultimi, i ripetuti e costanti fallimenti della loro astratta ed inattuabile teoria ideologica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.	Se uno Stato, per poter ordinariamente esistere ed operare, non solo accetta – sulla base della medesima ideologia “liberista” – di rinunciare a “battere moneta” (che è una delle due prerogative del Principe, assieme al ‘monopolio dell’utilizzo della Forza armata’), ma è nientemeno costretto a chiedere in prestito dei capitali sul mercato libero, c’è ancora da domandarsi le ragioni per cui il nostro debito pubblico (assieme agli interessi che debbono essere pagati sul medesimo debito), è sempre più esponenziale, fino a diventare strutturalmente inestinguibile?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.	E’ accettbile che uno Stato, su sollecitazione di un qualunque Governo in carica, prenda l’iniziativa di scatenare una vera e propria  caccia all’evasione fiscale – fino al parossismo di appostare degli agenti della Guardia di Finanza fuori dai Bar dove andiamo a bere un caffè o mangiare un tramezzino, per controllare de visu se abbiamo o no il relativo scontrino della nostra consumazione, ed allo stesso tempo – non conosca (o faccia finta di non conoscere) il nome ed il cognome (o la personalità giuridica o morale) degli speculatori internazionali che, come se niente fosse, spostano, ogni giorno, migliaia di miliardi di dollari o di euro, da una borsa all’altra del Pianeta, facendo fallire (se il caso si presenta) intere economie nazionali, senza che questi ultimi possano essere in qualche modo identificati, recensiti e tassati, come qualunque altro cittadino del mondo, sia sui loro capitali che sui loro ingenti profitti?  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se tutto ciò è ammissibile e tollerabile, viene spontaneo domandarsi: a cosa servono gli Stati se non a continuare indebitamente a sgassare i cittadini per conto terzi e raschiare il fondo del barile dei nostri introiti e dei nostri risparmi, per permettere a chi è già ricco di diventare più ricco, con l’appoggio incondizionato ed il sostegno pratico della Forza pubblica che dovrebbe essere, invece, il principale baluardo della nostra tutela? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed aggiungo: qualora tutto ciò sia davvero ineluttabile (come spesso cercano di convincerci…), allora, aboliamo gli Stati. Mettiamoci tranquillamente l’anima in pace ed accettiamo, di buon grado, di farci direttamente governare dalle strutture della speculazione internazionale. Così, almeno, avremo come minimo economizzato l’insieme dei costi astronomici della politica che, come abbiamo già visto, serve esclusivamente a farci meglio depredare dagli innominabili ed insaziabili manovratori della finanza cosmopolita!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo, per concludere il nostro giro d’orizzonte, il terzo ed ultimo attore di questa medesima disamina: “l’Uomo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cos’è l’Essere umano? E’ quell’individuo (dal lat. individuus, a, um: quell’aggettivo, cioè, che non potrà mai essere o diventare soggetto di se stesso!) che serve esclusivamente al “Liberismo”, per avere al suo cospetto quella massa indefinita di produttori e di consumatori non organizzati e, quindi, imporre unilateralmente le sue regole del gioco all’insieme dei prestatori d’opera ed il suo monopolio (settore per settore) nel campo dei prodotti e dei prezzi? Oppure, è l’anathrôn-ha-opôpé dei Greci: quell’essere animato, cioè, diverso dagli altri animali, che ragiona ed è sensibile?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quest’ultimo caso, come è falice desumerlo, sarebbe praticamente impossibile continuare a considerarlo uno dei tre fattori della produzione e seguitare altresì a compararlo agli altri due che sono – come tutti sanno – la “tecnologia” ed il “capitale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha mai visto, infatti, fino ad oggi, piangere o ridere, esaltarsi o disperarsi, amare o odiare, provare simpatia o antipatia, affinità o diffidenza, affetto o repulsione, gioia o dolore, un tornio o un cassetto pieno di soldi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, i bricconi di cui sopra – vista l’attiva ed interessata complicità della Casta politica (di destra, di sinistra e di centro) del nostro Paese e dei Media (i valvassini dei precedenti) che ne amplificano studiatamente le “gesta” e la “parola” –  sembrano comunque essere riusciti a far credere ai cittadini delle nostre società, perfino una tale insostenibile bizzarria!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Convincendo l’uomo della strada che ciò che custodiva o teneva in tasca era più importante di lui, i principali sostenitori dell’ideologia “Liberista” hanno semplicemente permesso che fosse apertamente e legalmente perpretato nei suoi confronti, il più grande e ripugnante dei crimini che la Storia abbia fino ad oggi conosciuto: quello, in particolare, di trasformare psicologicamente il medesimo essere umano – originariamente soggetto e finalità della Storia, della Politica e dell’Economia – in volontario ed inconsapevole oggetto di un’astratta e nefasta ideologia che, ponendo il danaro al centro della società, ha ridotto l’Uomo ad una semplice cosa o bene mobile. E, come tale, lo ha reso suscettibile di essere assunto a discrezione ed al minor prezzo possibile, nonché licenziato in tronco, in qualsiasi momento, senza nessun preavviso, né valido motivo, ed affidato unicamente al buon volere delle “Leggi della domanda e dell’offerta”. Il tutto, ovviamente, per permettere ai principali promotori ed organizzatori del cosiddetto “Mercato globale” di ottenere, anche nel contesto del cosiddetto “Mercato del lavoro” (come se l’Uomo potesse essere comparato ad un chilo di patate o di zucchine…) – con l’appoggio diretto o indiretto dei Sindacati embedded ed il connivente e prezzolato avallo dei responsabili dei nostri Governi e dei nostri Stati – il massimo del profitto!  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, dunque, anatomizzata e resa intelligibile anche quest’ennesima truffa che il “Liberismo” ha riservato alle nostre società. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conoscendo, ora, la natura ed il ruolo reale dei diversi attori di quest’abominevole e grottesca rappresentazione epocale che abbiamo ormai l’abitudine di definire il mondo contemporaneo, chiunque, tra i lettori di quest’approfondimento, potrà, da questo momento, agevolmente individuare e facilmente riconoscere l’hybris a cui mi sono riferito all’inizio di quest’articolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto altrimenti, in che consisterebbe, dunque, la dismisura, l’eccesso e/o l’oltraggio del “Liberismo” nei confronti dei cittadini dei diversi Stati del mondo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mio avviso, consiste principalmente nel far credere al solito “uomo della strada” (ingenuo e sprovveduto per definizione) che la medesima “mano invisibile” che dovrebbe immancabilmente contribuire ad arricchire ognuno di noi (ma, in realtà, rimpingua soltanto qualcuno, impoverendo sempre di più – salvo le classiche eccezioni che confermano la regola – chi è già povero o diseredato!), è ugualmente responsabile – di tanto in tanto (sic!) – delle crisi economiche (come se queste ultime fossero un casuale o involontario incidente della vita e della Storia…) che, da all’incirca due secoli e mezzo, continuano ciclicamente ad affliggere e tormentare l’insieme delle nostre società. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo, quando chiunque abbia un minimo di infarinatura a proposito dell’Economia politica, sa benissimo che il cosiddetto “Libero mercato”:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	E’ solo ed esclusivamente il “Mercato” delle Multinazionali e dei Trust finanziari che tende invariabilmente a spazzare via i singoli operatori. In altri termini: per un Bill Gates (il Sig. “Avviso Porte”, si potrebbe liberamente tradurre in italiano!) che riesce a fare fortuna dal nulla, quanti “poveri cristi” ci lasciano le penne, cercando o sperando di poterlo davvero diventare? E se, per pura ipotesi, tutti riuscissimo a diventare Bill Gates che valore avrebbe essere un Bill Gates?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	E’ come un “fiume in piena”, a cui se non vengono preventivamente e drasticamente innalzati gli “argini” della morale societaria e della legge, distrugge tutto al suo passaggio; mentre invece, se “incanalato” precauzionalmente all’interno delle succitate “barriere di contenimento” ed inframezzandogli sul suo percorsco magari una turbina, è in grado di produrre altra energia, ed ancora altra energia (l’esempio più conosciuto, a quanto ne so io, sembra essere stato il miracolo economico italiano degli anni ’30). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	Produce sistematicamente delle situazioni economiche, nelle quali i prezzi delle differenti Nazioni tendono sempre ad allinearsi su i più alti ed i salari su i più bassi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	Tende regolarmente a monopolizzare i guadagni ed a socializzare le perdite. In altre parole, ciò che i vari promotori ed organizzatori del “Mercato globale” riescono a rapinare all’interno di uno Spazio economico, lo tengono in larga parte per sé; e quando il medesimo “mercato” che hanno precedentemente investito incomincia inevitabilmente a saturarsi, licenziano le maestranze e delocalizzano le loro imprese, lasciando sulle braccia dell’intera società, le spese e gli oneri economici e sociali dei danni che, con il loro ordinario agire, sono riusciti a realizzare.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	Agisce sistematicamente, nei confronti dei diversi Spazi economici del mondo, come l’andirivieni incessante ed incontrollabile delle maree: vale a dire, ruba qui e porta lì; poi, ruba lì e porta qui; dopo ancora, ruba di nuovo qui e porta di nuovo altrove; etc. All’infinito. Con la differenza che questa volta (cioè, da una quindicina di anni a questa parte), il cosiddetto Occidente (Stati Uniti, Europa, Giappone ed alcuni Paesi del Sud-Est asiatico) non potrà affatto essere in grado – dopo aver impoverito le nostre Nazioni (nonostante tenti di far ridurre i salari dei nostri lavoratori, al medesimo livello di quelli che vengono attualmente praticati in Cina ed in India) – di defraudare gli ex-Paesi emergenti (diventati, ormai, a pieno titolo, delle vere e proprie potenze, finanziarie, bancarie, industriali, commerciali e logistiche), per due semplici ragioni: la prima è che l’Occidente ha ormai perduto – a netto vantaggio della Cina e dell’India (insomma, per fare più soldi, l’Occidente ha venduto a quei Paesi, perfino la “corda per farsi impiccare”!) – il monopolio dei suoi cinque tradizionali pilastri economici: la finanza, la banca, l’apparato industriale, le infrastrutture commerciali e quelle dei trasporti; la seconda, è che – sarà bene tenerlo a mente – la Cina e l’India sono due potenze nucleari, a cui sarà molto difficile, in un prossimo futuro, cercare di togliere il “tappetino” da sotto i loro piedi, per tentare di scippare le loro attuali e future ricchezze, nella speranza di poterle, un giorno, ri-portare in Occidente!  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Individuata chiaramente l’hybris, è sufficiente fare mente locale, per capire la valanga di bugie che ogni giorno ci vengono raccontate dai nostri “politici” e sistematicamente rilanciate sul mercato dai vomitevoli e supersperimentati pennivendoli del medesimo sistema, per cercare di farci tranquillamente o inconsapevolmente trangugiare l’amara pillola del nostro, ormai (nella sopraindicata situazione), impossibile futuro…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Stati e gli Istituti bancari del cosiddetto Occidente (Italia ed Europa comprese), da circa 10/15 anni, sono quasi tutti in fallimento o, nel peggiore dei casi, in semplice e celata bancarotta fraudolenta. Il denaro (quello vero) essendo, nel frattempo, filato via, come era naturale che fosse, in quelle parti del mondo che gli possono più facilmente garantire di potere largamente decuplicare o centuplicare, in rendite e profitti, le somme inizialmente investite. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa ci fanno credere, invece, i nostri “politici”? Ovviamente, che da noi tutto va bene! Anzi, meglio… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo il funzionamento dei loro premeditati e criminali marchingegni finanziari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nostri Stati – ormai irrimediabilmente asserviti alle Caste politiche bipartisan che sono al servizio del “liberismo/globalismo” – per tentare di tenere la “bocca fuori dell’acqua” alle popolazioni dei nostri Paesi e non farle immediatamente ed irrimediabilmente affogare, travolte dai debiti, nell’insolvibilità e nel caos, emettono dei Buoni del tesoro (cioè, dei pagherò a breve o lunga scadenza, su cui lo Stato stesso dovrà, presto o tardi, pagare degli interessi) e li affidano a delle banche private (Bankitalia o BCE o Federal Reserve = kif, kif!). Le medesime Banche, dal canto loro, per simulare un formale pagamento, danno in cambio ai nostri Stati, dei bellissimi biglietti di carta colorati e stampati che sono concessi in locazione, al loro valore facciale, ai nostri Ministeri del Tesoro che a loro volta, dopo averci pagato il famoso “signoraggio” (altri debiti, per il contribuente), li incamerano sotto forma di moneta contante e li utilizzano per “tappare i buchi” più urgenti che sono stati precedentemente generati dalla loro medesima gestione del Paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un punto di vista contabile, le due vicendevoli operazioni di cassa non sembrano fare una piega: entrambi gli “attori” (gli Stati + le Banche) di questa moderna commedia dell’arte, depositando ufficialmente nei loro forzieri i rispettivi foglietti di carta colorati e considerandoli come dei veri e propri attivi, sono in grado di presentare, agli eventuali audit pubblici o alle più mediatizzate Agenzie di rating, dei corretti bilanci. Al punto che ambedue gli “attori” possono continuare ad apparire – agli occhi del profano (ma non degli speculatori borsistici!) – come dei soggetti economici e giuridici perfettamente solvibili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma chi pagherà, alla fine (questo, naturalmente, nessuno ce lo dice!) il loro ingegnoso “giochino” delle suddette reciproche “cambiali”? Noi. Semplicemente noi! Gli “scemi del villaggio”… Con l’acre e spossante sudore della nostra fronte ed i nostri immani, quotidiani ed ingiusti sacrifici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sarebbe da evocare altre ed infinite bugie, come quelle, ad esempio, relative al supposto “rilancio” dell’economia dei nostri Stati, abbassando i salari, diminuendo le spese pubbliche, abolendo gli assegni sociali, togliendo le tasse alle imprese, alzando l’età pensionabile, decurtando le pensioni già esistenti (non quelle milionarie dei “signori della politica”, chiaramente!) ed eliminando la loro reversibilità per i poveri vedovi e vedove; oppure, come quelle riguardanti il “rilancio” della produzione dell’auto (se anche riuscissimo a regalare, a costo zero, 1 milione di vetture ai primi che ne facessero richiesta, dove le parcheggeremmo e come faremmo, ormai, a circolare sulle nostre strade o all’interno delle nostre città?), permettendo contemporaneamente ad un qualunque Marchionne di turno di riportare la figura ed il ruolo del lavoratore, alla medesima miserevole condizione di semplice bestia da soma, senza nessun diritto, descritta da Marx, nella prima parte del suo Capitale; o ancora, come quelle concernenti il “riassorbimento” dell’attuale disoccupazione, cercando di accogliere, a più non posso, all’interno di un “bicchiere” chiamato Italia o di un “boccale” chiamato Europa, l’immenso e brulicante Oceano di miseria che il “Liberismo” stesso, con le sue guerre (per la pace) e lo sfuttamento capillare dell’insieme delle risorse dei Paesi del Terzo mondo, ha provocato sul nostro Pianeta. Ma fermiamoci qui…       &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avendo capito (spero…) quanto mi sono permesso fino ad ora di evidenziare, il lettore, en passant, avrà altrettanto compreso il significato ed il senso della némesis greca o, se si preferisce, della collera o della vendetta divina a cui ho ugualmente fatto riferimento all’inizio di questa mia riflessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intendiamoci, però. Chiunque sia riuscito a focalizzarne ed afferrarne il concetto, non mi venga ugualmente a chiedere, per cortesia, in che modo o maniera mettere in pratica la sua individuale collera e vendetta nei confronti dei delinquenti di cui sopra e di quanti, fino a questo momento, hanno legalmente permesso a questi ultimi di esercitare impunemente la loro “arte criminale”: quella, cioè, che ci sta letteralmente e collettivamente portando alla rovina, se non facciamo nulla per fermarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unica cosa che posso consigliare al lettore in questo contesto, è che le nostre possibili ed inesorabili rivincite e le eventuali e sacrosante sanzioni che dovranno comunque essere inflitte ai responsabili della catastrofe generalizzata che – da tempo, ormai – siamo costretti a subire e sopportare sulla nostra pelle, potranno davvero essere realmente esercitate, soltanto quando riusciremo ad avere il coraggio civile e morale di deporre momentaneamente al guardaroba le nostre reciproche “fisse” ideologico-politico-partitiche-religiose. Dopo di ché, mettendo assieme la totalità delle nostre forze e delle nostre capacità e competenze, potremo essere senz’altro in condizione di ribellarci e di combattere e sconfiggere qualunque nemico. E questo, per poterci finalmente liberare dall’assurda e nefasta iattura del “liberismo/globalismo” e riconquistare, per noi ed i nostri figli, nonché per i figli dei nostri figli, le irrinunciabili e, fino ad oggi, furbescamente estorte o ladronescamente defraudate prerogative di libertà, indipendenza, autodeterminazione e sovranità politica, economica, culturale e militare che – fino a prova del contrario – spettano, per diritto naturale, a qualsiasi Popolo-Nazione del mondo che ancora sia in grado di essere cosciente e degno di questo nome!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alberto B. Mariantoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-6102641794538727845?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/6102641794538727845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=6102641794538727845' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/6102641794538727845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/6102641794538727845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2011/08/globalismo-e-mercati-hybris-e-nemesis.html' title='Globalismo e Mercati,  Hybris e Némesis  - di: Alberto B. Mariantoni'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-7677461297381692638</id><published>2011-08-13T20:35:00.002+02:00</published><updated>2011-08-13T21:44:00.359+02:00</updated><title type='text'>L'Era della Rassegnazione? (Un articolo di Marco Tarchi - da meditare)</title><content type='html'>L'ERA DELLA RASSEGNAZIONE (da La Roccia di Erec - Idee - Diorama n. 303) &lt;br /&gt;Chi ha più di trentacinque anni, e ha speso una quota del proprio tempo occupandosi del mondo che gli ruota intorno, difficilmente avrà dimenticato il clima che si diffuse negli ambienti politici ed intellettuali nei giorni e nei mesi che seguirono la caduta del muro di Berlino. Quella data dell’ottobre 1989 parve universalmente segnare un evento fatidico, un punto di svolta, e il crollo dell’impero sovietico che di lì a poco ne seguì non fece che confermare la prima impressione. Quanti avevano in uggia il duopolio che dalla conferenza di Yalta in poi aveva indirizzato le sorti del mondo esultarono. Dilagarono i sogni di nuovi scenari in cui i vincoli oppressivi del bipolarismo si sarebbero sciolti. Nelle ristrette ma vivaci cerchie che si attribuivano l’etichetta del non-conformismo e non avevano mai digerito molte delle conseguenze del disastroso secondo conflitto mondiale, a partire dal soggiogamento dell’Europa alle due superpotenze e dalla sua vertiginosa perdita di influenza sullo scacchiere planetario, si arrivò a supporre che si dovessero abbandonare le elucubrazioni sulla possibile costruzione di una Terza via di organizzazione della società diversa dal liberalismo e dal socialismo e si dovesse passare con urgenza alla riflessione su una Seconda via, dal momento che a rimanere in piedi era ormai quasi solo quel modello politico-culturale che si era dato – abusivamente ma efficacemente – il nome di Occidente e si fondava, per dirla con le parole di un analista che pure non ne è un critico prevenuto, su “una visione immobile del mondo, dominata da un pugno di principi guida: l’internazionalismo, l’espansione illimitata dell’individualismo e dei suoi diritti, l’idolatria del proceduralismo consensualistico, l’idea che l’economia rappresenti il regolatore supremo delle collettività umane”.[1] Sgombrato il campo dalle suggestioni di un “socialismo reale” ormai fallito, si pensava, la partita si sarebbe giocata tra quella vecchia formula che tante cattive prove aveva dato di sé e una visione alternativa ancora in gran parte da costruire, ma di cui esistevano i presupposti. Sgretolate le fondamento dell’esaurita dicotomia sinistra/destra, molte e sino ad allora disperse energie sarebbero confluite attorno a un progetto che all’individualismo opponeva la solidarietà organica, la tutela dell’interesse collettivo, il recupero del senso di comunità e la tutela del diritto alla specificità dei popoli; al cosmopolitismo omogeneizzante che faceva da sostrato all’internazionalismo opponeva l’elogio delle identità plurali e della diversità culturale; al dominio dell’economia sulla politica opponeva non solo il rovesciamento di quel rapporto ma anche il riconoscimento primario dei valori non-economici, spirituali e di “qualità della vita”, in ogni campo.&lt;br /&gt;Erano sogni, ma gli oltre vent’anni trascorsi li hanno derubricati ad illusioni, che a volte appaiono risibili persino a una parte di coloro che li avevano alimentati. Il tracollo del “blocco orientale” non ha restituito all’Europa alcuna compattezza sostanziale, e soprattutto non le ha restituito l’indispensabile sensazione di possedere, in mancanza di una lingua o di una radice etnoculturale, un’anima comune. Al bipolarismo che aveva fondato un condominio sul pianeta si è sostituita una voglia unilaterale di egemonia che ha prodotto instabilità e guerre a getto continuo nel proposito, fin qui incompiuto, di affermare un ordine planetario a sovranità limitata controllato da un unico gendarme riconosciuto. I guasti di un capitalismo sempre meno umano e produttivo sono stati moltiplicati dall’espansione parossistica dello strapotere finanziario, che con la globalizzazione ha inaugurato l’era delle delocalizzazioni e dell’economia virtuale. L’esplosione dei flussi migratori di massa ha assecondato le aspettative di chi, da molto tempo, esaltava le società multietniche per le loro capacità di dissolvere le “barriere” identitarie e disgregare le appartenenze a gruppi stabili, in nome e per conto di una “società di mercato” la cui pietra miliare è l’individuo. La diffusione degli stili di vita ispirati al consumismo, considerati l’unica tangibile prova dell’accesso ad un mondo migliore (prima di tutto perché emancipato dall’impiccio di regole dettate dalla tradizione), ha propagato ovunque un materialismo pratico che ha ridotto la coltivazione di una dimensione spirituale dell’esistenza a grottesca sopravvivenza di superstizioni fuori moda.&lt;br /&gt;E la consacrazione dell’ideologia dei diritti dell’uomo – ipocrita e a geometria variabile secondo le convenienze del momento – ha sepolto la nozione del dovere verso qualunque entità che trascenda la soggettività individuale, fatto salvo uno strumentale culto formale di istituzioni che vengono considerate democratiche solo fintanto che servono gli interessi delle élites di potere, e quando cessano di farlo, magari per il voto “sbagliato” del corpo elettorale, sono additate alla pubblica esecrazione.&lt;br /&gt;In questo scoraggiante panorama, i “non conformisti degli anni Ottanta” hanno offerto pessima prova di sé. Hanno iniziato alcuni intellettuali di punta formatisi in ambienti di sinistra e largamente predominanti nelle università e nell’editoria, che nel volgere di pochi anni si sono allineati al nuovo Zeitgeist, limitandosi tutt’al più a connotare la loro marcia di avvicinamento a tappe forzate all’ideologia liberale di qualche accento di apertura “sociale”, fornendo una serie disarticolata di versioni progressiste del modello occidentale. E nel loro caso il tragitto non è stato particolarmente disagevole, date le posizioni di privilegio e di prestigio che da tempo detenevano e il favore dell’apparato massmediale che ne ha amplificato esternazioni, conversioni, ripensamenti, prese di posizione. Più accidentato, ma non troppo dissimile nella direzione di marcia, è stato l’itinerario delle molto più esigue truppe che avevano mosso sino ad allora i propri passi in un perimetro convenzionalmente definito “di destra”. Qui, ad attraversare le linee per primi non sono stati i pochi che si erano scelti ruoli di intervento culturale –di fatto, un pulviscolo di soggetti, mai fra di loro troppo coesi, il cui raccordo passava solo dalla collaborazione alle modeste testate giornalistiche “di area” – ma gli esponenti politici, ansiosi di cogliere l’occasione finalmente maturata per riguadagnare il campo della legittimità, da sempre irraggiungibile albero della cuccagna. Per appagare la peraltro comprensibile aspirazione, costoro non si sono fatti scrupolo di abbandonare quasi immediatamente i segni più evidenti dell’imbarazzante diversità coltivata nel tepore della nicchia in cui avevano trascorso decenni, e con lo stesso vigore con cui in precedenza avevano respinto come eretiche le proposte di evoluzione e riflessione autocritica che erano state loro rivolte da navigatori borderline del loro bacino d’utenza, hanno abbracciato la via di ben più decise e spudorate abiure. Gli “intellettuali d’area” li hanno seguiti a distanza, a volte con disagio, a volte con la vana speranza di vedersi riconosciuti ruoli di precursori e mentori.&lt;br /&gt;Sarebbe fuori luogo – non in assoluto, ché anzi una storia di queste transumanze dovrà pur essere scritta un giorno, senza furori ma anche senza compiacenze, ma in questa sede – tracciare momenti e tappe di questo ripiegamento convergente, da sinistra e da destra, verso quel “centro medico” (per dirla con il Cacciari dei tempi belli) liberale che ha fagocitato pressoché ogni velleità di pensiero critico e ha piegato quel poco che ne resta ai propri fini, facendone lo spauracchio delle “nostalgie del totalitarismo” utile a zittire ogni voce di radicale dissenso. Ci vorrebbero troppo tempo, troppo sforzo di memoria, troppa documentazione, troppa cura dei dettagli. Ma quanto mai opportuno è descrivere il punto di arrivo di quel percorso, a cui non si può dare che un nome: l’avvio di un’era della rassegnazione. Rassegnazione a vivere in un eterno presente, nel migliore dei mondi possibili – quello che Fukuyama aveva sottilmente descritto e predetto nell’immagine della “fine della Storia”, che vedeva nel modello politico, culturale e sociale del liberalismo realizzato il non plus ultra del cammino della civiltà umana. Rassegnazione ad accettare, in un primo momento, la mentalità diffusa del nostro tempo come immodificabile, salvo poi, cammin facendo, convincersi che in fondo non è poi così sbagliata: che il consumismo è divertente, che forse la spiritualità è un ingannevole feticcio, che l’orizzonte del vivere è tutto qui e ora, che essere tutti uguali e cancellare ogni segno distintivo fra gli individui – e non fra le persone, concetto troppo impegnativo e complicato – sarebbe più “giusto” che continuare a riconoscersi reciprocamente diversi. Rassegnazione a pensare che, in fondo, a Occidente il mondo è libero da tradizioni, convinzioni e convenzioni che impediscono a ciascuno di comportarsi come più gli aggrada, e occidentalizzare l’intero pianeta non sarebbe male. E, soprattutto, rassegnazione a rinunciare a ogni progetto di modificare lo stato di cose vigente, perché si sa cosa si lascerebbe ma non cosa potrebbe scaturire dal cambiamento.&lt;br /&gt;È per questo che, a sinistra come a destra, anche in ambienti che un tempo si volevano ribelli e radicali, cresce la propensione a condividere pubblicamente giudizi storici su eventi del passato che sono stati per decenni oggetto di accese contese, pensando che una memoria “condivisa” possa favorire compromessi bilateralmente utili sul terreno politico, spartizioni di risorse, alternanze pacifiche e quindi, a turno, vantaggiose. E prosperano le professioni di fede nei valori del politicamente corretto, nella filosofia dei diritti dell’uomo, nell’universalismo omologante. Mentre annoiano, disturbano, appaiono ripetitivi e inefficaci le critiche ai capisaldi dell’ordine vigente. Criticare l’americanismo? È fuori moda. Aprire gli occhi sulle tante forme in cui, dietro le presunte esplosioni del “desiderio di libertà” qua e là per i continenti, si mettono in opera i dispositivi di occidentalizzazione del mondo? Dà un fastidio quasi fisico, puzza di complottismo. Indignarsi di fronte ai crimini che Usa ed alleati perpetrano in nome dei sacri principi che ci assicurano di voler difendere, denunciare le menzogne dietro cui li celano? Sa di litania risaputa. Prendersela con la Nato, con l’Onu, con il profluvio di organizzazioni internazionali che servono realmente solo gli interessi di quella Nuova Classe che Christopher Lasch fustigava? Appare, a seconda dei casi, sconveniente o inutile.&lt;br /&gt;Dopo due secoli fin troppo effervescenti, siamo entrati in un tempo in cui l’orizzonte delle teorie politiche e sociali è integralmente desertificato. All’orizzonte non si profilano modelli alternativi all’esistente. E tutti i segnali di insofferenza che le rivolte, i voti di protesta, le ondate di “indignazione” inviano faticano ad uscire dal recinto di soluzioni già sperimentate. C’è chi ha, con riferimento alla visione del mondo “specialmente forte nell’Europa occidentale” cui sopra facevamo riferimento, ha creduto di individuare nel voto crescente per formazioni politiche populiste un segnale di reazione, poiché quella visione “agli occhi delle popolazioni europee appar[irebbe] ormai sempre più incongrua rispetto ai nuovi scenari interni e internazionali”, e ne ha tratto la conclusione che “le oscure prospettive della crescita economica; il calo demografico e l’invecchiamento con il dubbio futuro dei sistemi pensionistici; l’immigrazione; l’avvento di universi culturali, come quello elettronico-telematico, inediti e pervadenti, profondamente spaesanti; la messa in crisi degli antichi paradigmi della sessualità, della procreazione e della genitorialità: tutto contribuisce a diffondere nella massa dei meno istruiti, dei più anziani, dei soggetti deboli – cioè, nella maggioranza –, un clima di inquietudine, di timori oscuri, di ricerca non tanto di sicurezza quanto di certezze, di valori stabili e riconosciuti”[2].&lt;br /&gt;Può essere. Ma, a parte il fatto che questa rappresentazione dei fatti continua a perpetuare l’immagine di una componente residuale – debole, anziana, meno istruita: una sorta di relitto –  portata a resistere a tendenze che, evidentemente, i forti, i giovani, gli istruiti accolgono con favore se non con entusiasmo, quasi che fossero foriere di effetti positivi, il problema è che quelle certezze, quei valori stabili e riconosciuti di cui si parla, nel quadro attuale nessuno è in grado di fornirli. E, parimenti, nessuno indaga la possibilità di battere altre vie. Ci si rassegna. E si punta sul fatto che gli inquieti, i delusi, gli insofferenti, i ribelli, ingabbiati nella logica dell’insuperabilità dello status quo, finiranno per accettare il destino degli animali selvatici rinchiusi in uno zoo: occuparsi giorno per giorno della sopravvivenza, aspettando inconsapevolmente il giorno della fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOTE&lt;br /&gt;[1] Ernesto Galli della Loggia, La frattura culturale, in “Corriere della Sera”, 20 aprile 2011, pag. 1. Il riferimento qui è alle élites che indirizzano l’azione dell’Unione europea, ma ci pare si possa estendere senza abusi al modello generale che le ispira.&lt;br /&gt;[2] Ibidem.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[tratto da Diorama letterario n. 303]&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-7677461297381692638?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/7677461297381692638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=7677461297381692638' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7677461297381692638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7677461297381692638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2011/08/lera-della-rassegnazione.html' title='L&apos;Era della Rassegnazione? (Un articolo di Marco Tarchi - da meditare)'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-3225474086545921510</id><published>2011-07-26T22:39:00.000+02:00</published><updated>2011-07-26T22:39:33.846+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DESTRA'/><title type='text'>BUON COMPLEANNO A LA DESTRA  (Un articolo di Francesco Storace)</title><content type='html'>26 lug 2011 &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quattro anni fa nasceva La Destra. Sfogliammo il calendario assieme a Teodoro Buontempo e a un gruppo di uomini e donne e ci vedemmo con un notaio per approvare lo statuto della fondazione.&lt;br /&gt;Ricordo con emozione quella giornata del 2007 in cui in molti decidemmo una svolta coraggiosa alla nostra vita. Scegliemmo il 26 luglio e non il 25, che ricordava il tradimento…. E quanti ne avremmo incontrati lungo la nostra strada di traditori….&lt;br /&gt;Ora, quattro anni dopo, siamo gia’ alla vigilia del secondo congresso nazionale, non ne esistono partiti cosi’ rispettosi delle regole. Ci vedremo a Torino, a novembre.&lt;br /&gt;La mente va ai sacrifici compiuti dalla nostra gente. Non e’ stato facile per nessuno resistere alle lusinghe, alle promesse di carriere facili, e se qualcuno di noi oggi e’ nelle istituzioni regionali – Lazio e Campania -  e’ perche’ ci abbiamo creduto, abbiamo faticato, ce lo siamo conquistato il diritto a esistere.&lt;br /&gt;Esistere: ce lo negava Gianfranco Fini. Che prima mise il veto a noi e ci fece buttare fuori dal Parlamento; e poi lo mise a Berlusconi. Ma gli e’ andata male all’ex-capo della destra italiana. Noi non siamo morti e il cavaliere e’ sempre la’, a palazzo Chigi. Anche se ammaccato, sta sempre meglio del presidente della Camera, il cui inesistente futuro e’ sotto gli occhi di tutti.&lt;br /&gt;Ora dovremo decidere per il domani. Il congresso sara’ decisivo per noi e non ci potremo permettere di sbagliare. Va ricreata la destra del popolo italiano, che non e’ un miscuglio di estremismi che a furia di rivendicare modelli scandinavi magari si trovera’ a dover spiegare che differenze ci sono con un pazzo che scanna cento persone in Norvegia. No, noi siamo la destra della Patria che non rinuncia alla propria storia e alla propria identita’, e che guarda al futuro puntando ad affermarsi con le armi della democrazia e non con quelle del terrore.&lt;br /&gt;Dovremo scegliere la classe dirigente. E un partito e’ forte soprattutto quando puo’ prescindere dai nomi. Non e’ obbligatorio che sia io a guidare ancora il movimento. Quando lo fondai quattro anni fa, non c’erano i problemi di oggi, si poteva puntare a veleggiare. Questo e’ un partito – come tutti i partiti di destra – ricco di individualita’. Ma quando le individualita’ sfociano nel personalismo, l’errore e’ vicino. Per continuare a guidarlo ho bisogno di avere le spalle coperte da chi punta il mirino all’esterno e non all’interno. Chi pensa di avere avversari nel partito, fa bene a votare un altro segretario. Chi vuole che sia ancora io, lavori al progetto politico e non solamente a se stesso. La base di partenza, per me, e’ chi sta nelle istituzioni. Senza gli eletti – pochi che siano – non si riparte.&lt;br /&gt;    Francesco Storace&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-3225474086545921510?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/3225474086545921510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=3225474086545921510' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3225474086545921510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3225474086545921510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2011/07/buon-compleanno-la-destra-un-articolo.html' title='BUON COMPLEANNO A LA DESTRA  (Un articolo di Francesco Storace)'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-3061908358112817156</id><published>2011-07-01T23:16:00.000+02:00</published><updated>2011-07-01T23:16:22.093+02:00</updated><title type='text'>LA PROVINCIA DI ALESSANDRIA  AUMENTA L’ADDIZIONALE SULLA RCAUTO:</title><content type='html'>LA PROVINCIA DI ALESSANDRIA AUMENTA L’ADDIZIONALE SULLA RCAUTO:&lt;br /&gt;3.000.000 EURO IN PIU’ presi dalle tasche di Automobilisti e Autotrasportatori&lt;br /&gt;Approfittando di una delle possibilità offerte da uno dei decreti attuativi del federalismo fiscale, le Province possono mettere le mani in tasca ai cittadini “amministrati” in modo legale e quanto mai certo. La Legge dà facoltà alle Province di aumentare l’addizionale che già si paga sulla Polizza per l’Assicurazione su tutti i veicoli a motore (la RC Auto) ed oggi fissata al 12,50% dell’ammontare del premio pagato fino a un massimo di 3,5 punti in più, cioè fino al 16%.&lt;br /&gt;In realtà la Legge darebbe anche la facoltà di diminuire l’addizionale, ma questa ipotesi non sembra sia allo studio di nessuna giunta Provinciale. La maggior parte sono incerte sull’aumento o no, o meglio sull’entità dell’aumento.&lt;br /&gt;Fra tutte però spicca la Giunta della Provincia di Alessandria che ha deciso di proporre l’aumento massimo: 3,5% in più, per un totale di 3Milioni di €uro in più tolti dalle tasche degli automobilisti e degli Autotrasportatori della provincia di Alessandria. Per Gianfranco Comaschi, assessore al Bilancio della provincia di Alessandria, i 3 milioni che arriveranno dall'aumento dell'imposta sono indispensabili. «Quest'anno – dice – ci siamo trovati davanti un taglio dei trasferimenti statali di 3,4 milioni, la leva fiscale è una scelta obbligata».&lt;br /&gt;"Ma non si era detto di abolire le Province?", si chiede Aldo Rovito, segretario provinciale de La Destra di Alessandria, "anche perchè non si capisce tanto bene a cosa servano, se non ad aumentare la spesa clientelare a creare incarichi e a dispensare consulenze; il danno che questo aumento causerà all'economia della nostra Provincia sarà notevole: tutti coloro che usano l'auto per lavoro ne saranno danneggiati, ma non solo loro: avranno aumento dei costi tutte le aziende di trasporto che immatricolano gli autoveicoli nella nostra Provincia: le conseguenze saranno subite da tutti i consumatori perchè l'aumento delle spese di trasporto, farà aumentare il costo delle merci".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-3061908358112817156?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/3061908358112817156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=3061908358112817156' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3061908358112817156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3061908358112817156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2011/07/la-provincia-di-alessandria-aumenta.html' title='LA PROVINCIA DI ALESSANDRIA  AUMENTA L’ADDIZIONALE SULLA RCAUTO:'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-2276034997392021177</id><published>2011-06-12T19:33:00.001+02:00</published><updated>2011-06-12T19:57:20.367+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BANCHE'/><title type='text'>JOHN PERKINS:  Confessioni di un sicario dell'economia</title><content type='html'>(Pubblico questo articolo, anche senza aver controllato la fonte, perchè lo ritengo molto interessante.)&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il banchiere John Perkins rivela: sono stato arruolato dal governo degli Stati Uniti allo scopo di&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;risucchiare le ricchezze di paesi poveri. Che un banchiere intitoli le sue memorie "Confessioni di un&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;sicario dell'economia" è già clamoroso. Ma ciò che il banchiere John Perkins rivela nel suo libro,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Confessions of an economic hit man" (1) è spaventoso: racconta di essere stato arruolato dal&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;governo Usa allo scopo di risucchiare a favore degli Stati Uniti le ricchezze di paesi poveri, e&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ciò "attraverso manipolazioni economiche, tradimenti, frodi, attentati e guerre".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le rivelazioni di Perkins gettano una luce del tutto nuova anche sulle motivazioni dell'invasione&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;dell'Irak. John Perkins dice di essere stato reclutato quando era ancora studente, negli anni '60, dalla&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;National Security Agency (NSA), l'entità più segreta degli Stati Uniti, e poi inserito dalla stessa&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NSA in una ditta finanziaria privata. Lo scopo: "Per non coinvolgere il governo nel caso venissimo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;colti sul fatto". Quale fatto? Abbastanza semplice.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come capo economista della ditta privata Chas.T.Main di Boston con 2 mila impiegati, Perkins&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;decideva la concessione di prestiti ad altri paesi. Prestiti che dovevano essere "molto più grossi di&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;quel che quei paesi potessero mai ripianare: per esempio un miliardo di dollari a stati come&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;l'Indonesia e l'Ecuador". La condizione connessa con il prestito era che in massima parte venisse&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;usato per contratti con grandi imprese americane di costruzioni e infrastrutture, come la Halliburton&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;e la Bechtel (strutture petrolifere).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Queste ditte costruivano dunque reti elettriche, porti e strade nel paese indebitato; il denaro prestato&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;tornava dunque in Usa, e finiva nelle tasche delle classi privilegiate locali, che partecipavano&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;all'impresa. Al paese, e ai suoi poveri, restava lo schiacciante servizio del debito, il ripagamento&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;delle quote di capitale più gli interessi. L'Ecuador, dice Perkins, è oggi costretto a destinare oltre&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;metà del suo prodotto lordo - cioè di tutta la ricchezza che produce - per il servizio dei debiti&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;contratti con gli Usa. Ma questo è solo il primo passo. Gli Usa, indebitando quei paesi, vogliono&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;in realtà "renderli loro schiavi", dice Perkins. All'Ecuador, non più in grado di ripagare,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Washington chiede di cedere parti della foresta amazzonica ecuadoriana per farla sfruttare da&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;imprese americane. E' questa la logica imperiale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra i massimi successi dei "sicari economici", Perkins rievoca l'accordo riservato fra gli Usa e la&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;monarchia saudita ai tempi della prima crisi petrolifera negli anni '70. Per gli Stati Uniti, era&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;necessario tramutare il rincaro del greggio da sciagura a opportunità. La famiglia dei Saud, del&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;resto, affogava nei petrodollari: le fu proposto di investirli in titoli Usa e in grandi opere. La Bechtel&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(chi scrive fu in Arabia all'epoca e può testimoniarlo) ricoprì il reame desertico di nuove città e di&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;impianti di raffinazione per lo più inutili; la famiglia Saud accettò di mantenere il greggio entro&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;limiti di prezzo desiderabili per gli Usa, in cambio dell'assicurazione americana che Washington&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;avrebbe sostenuto il loro potere per sempre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"E' questo il motivo primo della prima guerra all'Irak", dice Perkins, e dell'intreccio privilegiato di&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;affari e finanza tra i sauditi e i Bush. Secondo Perkins, gli Usa cercarono di ripetere l'accordo con&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Saddam Hussein, "ma lui non c'è stato". Da qui la sua rovina. Perché, dice Perkins, "quando noi&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;sicari economici falliamo il bersaglio, entrano in gioco gli sciacalli. Sono gli uomini della Cia, che&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;cercano di fomentare un golpe; se nemmeno questo funziona, ricorrono all'assassinio. Ma nel caso&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;dell'Irak, gli sciacalli non sono riusciti ad arrivare a Saddam: lui aveva delle controfigure, la sua&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;guardia era troppo attenta. Perciò si è decisa la terza soluzione: la guerra".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perkins ha conosciuto personalmente Omar Torrijos, il generale e dittatore di Panama degli anni&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;'70, morto in un incidente aereo nel '78. Torrijos fu ucciso, spiega Perkins, perché aveva stilato un&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;accordo coi giapponesi per la costruzione di un secondo canale di Panama, ed aveva ottenuto&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;dall'Onu nel 1973 una risoluzione che obbligava gli Usa a restituire alla sovranità panamense il&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;vecchio Canale. Le multinazionali americane "erano estremamente arrabbiate con Torrijos".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per questo scopo, quando Reagan divenne presidente, gli furono fatti scegliere come ministri due&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;alti funzionari della Bechtel, Caspar Weinberger alla Difesa e George Schultz - il che rivela molto&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;sul ripugnante potere degli affari nella politica Usa - per costringere Torrijos con le minacce a&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;rompere i negoziati coi giapponesi (che stavano soffiando alla Bechtel l'affare del secolo) e di&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;rinnovare il trattato del Canale di Panama, riconsegnandolo agli americani. Torrijos rimase sulle sue&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;posizioni: furono mandati in azione gli "sciacalli".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'aereo di Torrijos, dice Perkins, cadde per un magnetofono che era stato riempito di esplosivo. La&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;stessa fine di Enrico Mattei. Conclude Perkins: "il denaro che gli Usa adoperano per indebitare i&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;paesi poveri non è neppure denaro americano. Sono la Banca Mondiale e il Fondo Monetario&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;a fornirlo". A fornire ai poveri la corda per impiccarsi.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;___________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. "Hit man" è il sicario prezzolato, il bastonatore assoldato dalla mafia e&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dalle ditte americane per picchiare gli scioperanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FONTE:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.corsera.it/modules.php?name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=20040409156456&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://newsgroup.economia.virgilio.it/newsgroup/thread.jspa?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-2276034997392021177?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/2276034997392021177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=2276034997392021177' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2276034997392021177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2276034997392021177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2011/06/john-perkins-confessioni-di-un-sicario.html' title='JOHN PERKINS:  Confessioni di un sicario dell&apos;economia'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-2250038329586687224</id><published>2011-06-06T16:54:00.000+02:00</published><updated>2011-06-06T16:54:12.074+02:00</updated><title type='text'>Considerazioni post-elettorali: un appello a tutti coloro che si sentono "di Destra"</title><content type='html'>‘E indubbio che le ultime elezioni amministrative abbiano deluso anche chi tra noi de La Destra sperava che l’essere rientrati nella coalizione di centro destra avrebbe costituito la medicina buona per farci improvvisamente assurgere a più alti livelli di consenso. Tralasciamo ogni considerazione sui candidati sbagliati, o scelti solo all’ultimo minuto, sui Sindaci che hanno amministrato male e non potevano sperare in una rielezione, o sulle alleanze decise solo all’ultimo minuto, per fermarci al dato evidente: il centro destra esce, per la prima volta dal 2008, sconfitto da una elezione. Il nostro risultato non poteva non risentire dell’andamento generale, non perché fosse sbagliata la nostra posizione politica “di destra”, bensì per altri motivi. Non avendo ancora una solida struttura organizzativa, nel momento in cui il voto d’opinione dal centrodestra si sposta verso il centrosinistra è ovvio che non potevamo intercettare il voto d’opinione; così come l’essere rientrati nell’alleanza con Berlusconi nel momento in cui l’astro di Berlusconi sembra cominciare ad oscurarsi, non poteva certo favorirci. &lt;br /&gt;Ciò non toglie che abbiamo fatto bene ad uscire da Alleanza Nazionale quando Fini stava per scioglierla nel PdL, così come abbiamo fatto bene, Come partito La Destra,&amp;nbsp;a perseguire l’alleanza con il PdL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma oggi, che il Berlusconismo sembra iniziare la sua fase calante, che fare? (storico interrogativo di leniniana memoria).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrebbe essere affascinante perseguire la cosiddetta “unità d’area”, ma, non solo l’esperienza mi racconta delle difficoltà sopratutto a livello periferico che si incontrano, a volte anche solo per interloquire con gli amici della Fiamma o con quelli di Forza Nuova (anche se esistono casi, pochi, in cui invece si realizzano ottime collaborazioni), ma ritengo riduttiva una simile prospettiva, in quanto ritengo che in Italia una forza di destra, nazionale, popolare e sociale può aspirare, come in altri Paesi europei (dalla Francia alla Finlandia, alla Svezia, all’Ungheria) a raggiungere il 20 % dei consensi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peraltro anche il rincorrere generali senza eserciti, ma con vaste e variegate clientele, come potrebbe essere il richiamo a questo o a quel personaggio ex-A.N., non ci porterebbe più lontano. Il nostro appello va invece rivolto a tutti coloro che, avendo votato PdL o Lega negli anni passati, si sentono ancora profondamente di destra, perché credono ancora nei valori tradizionali della destra, e cioè: Legalità, Ordine, senso dello Stato, come appartenenza ad una Comunità che, essendo Nazionale, è per questo, anche solidale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dobbiamo riuscire a farci capire dai giovani che non trovano lavoro e pensano di non aver più futuro, dalle donne che, avendo avuto un figlio hanno dovuto abbandonare il posto di lavoro, dai due milioni di anziani che vivono con meno di 500 Euro al mese, da chi un lavoro non ce lo ha e da chi lo ha perso, dal piccolo imprenditore strozzato dalle banche e da un fisco sempre più ottuso, per trasmettere il nostro messaggio di solidarietà tra le generazioni, tra i territori, tra i ceti sociali, per chiedere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-riduzione consistente delle imposte e semplificazione burocratica per chi ha redditi inferiori a 60.000 €. l’anno;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-tutela delle produzioni italiane, incentivi e meno tasse per chi assume e per chi trasforma contratti precari in contratti a tempo indeterminato, lotta a chi esporta capitali e delocalizza imprese;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- aumento degli assegni familiari per i minori a carico e incentivi economici alle famiglie che assistono in casa un disabile o un anziano non autosufficiente;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-riaffermare il prevalere della dimensione politica su quella economica, per indirizzare a fini di benessere sociale l’impresa, anche in vista di ulteriori necessarie liberalizzazioni, che eliminino tutti i monopoli, sia pubblici che privati;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-riforma presidenzialista dello Stato, per riaffermare il prevalere della legalità e della trasparenza e ridurre i costi della politica abolendo il bicameralismo e riducendo il numero dei parlamentari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo il posto in Italia degli “indignados” delle piazze spagnole. Abbiamo ancora un sogno da trasmettere alle nuove generazioni.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Aldo Rovito&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-2250038329586687224?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/2250038329586687224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=2250038329586687224' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2250038329586687224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2250038329586687224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2011/06/considerazioni-post-elettorali-un.html' title='Considerazioni post-elettorali: un appello a tutti coloro che si sentono &quot;di Destra&quot;'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-1378318700600059074</id><published>2011-06-06T15:21:00.000+02:00</published><updated>2011-06-06T15:21:31.310+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica Alessandria'/><title type='text'>Alessandria:La Destra esce dalla maggioranza e l'anno prossimo Claudio Prigione sarà candidato Sindaco</title><content type='html'>Si è tenuta stamattina nella Sala del Consiglio Comunale di Alessandria la preannunciata Conferenza stampa dei consiglieri de La Destra, Claudio Prigione e Aldo Rovito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In apertura, il Capogruppo Claudio Prigione ha letto la dichiarazione con la quale i due Consiglieri hanno annunciato l’uscita dalla maggioranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successivamente, il Consigliere Rovito, anche come Segretario Provinciale de La Destra, ha annunciato che l’anno prossimo La Destra presenterà come proprio candidato Sindaco il collega &lt;strong&gt;Claudio Prigione&lt;/strong&gt; (imprenditore, mandrogno doc, è di Litta Parodi, era stato eletto quattro anni fa nella lista di Forza Italia, con una ottima dote di preferenze). La candidatura di Claudio Prgione sarà sostenuta anche da due liste civiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Dichiarazione dei Consiglieri Prigione e Rovito&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;Sono passati ormai quattro anni dalle elezioni comunali in cui il centro-destra è risultato vincitore. In questo periodo io e il collega Rovito siamo usciti dal partiti in cui eravamo stato eletti, Forza Italia e AN, confluiti poi nel PDL, perché non credevamo in quel progetto (e gli avvenimenti degli ultimi mesi pare ci stiano dando ragione) ed entrammo a far parte de La Destra di Storace. Crediamo sempre più di aver fatto una buona scelta che rispecchia i nostri sentimenti e idee politiche per la grande importanza che viene data in questo partito al sociale, alla meritocrazia, alla storia, agli italiani protagonisti in Patria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevamo sottoscritto, sia io che Rovito, nel 2007 il programma di governo per i cinque anni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo atteso, lungamente, che venisse attuato, che venissero evitati gli sprechi, le consulenze inutili, gli incarichi a persone non meritevoli, tutto quello che la politica purtroppo fa a spese del cittadino contribuente, fatti che si evidenziarono da subito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo atteso che Alessandria diventasse finalmente sicura, ordinata, pulita, vivibile dagli anziani, attraente per i giovani, invece nonostante qualche piccolo sforzo è rimasta la solita città grigia forse con qualche fiore in più anche se maltenuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non possiamo e non vogliamo essere assimilati ancora a tale gestione della città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A livello nazionale confermiamo fermamente la nostra appartenenza al centro destra, ma dichiariamo oggi di volerci staccare dalla gestione locale, uscire dalla maggioranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recentemente in occasione dell’approvazione del bilancio consuntivo pur esprimendo forti dubbi sulla gestione cittadina, abbiamo ancora una volta dato un voto politico che, in periodo elettorale, voleva dimostrare la nostra appartenenza alla coalizione nazionale di governo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’ora in poi voteremo in consiglio comunale secondo il nostro giudizio su ogni singolo argomento, proiettati verso la nostra futura visione di Alessandria: sicura, pulita, ordinata, luminosa, vivibilissima, con grande attenzione al commercio, risorsa importante della Città, all’artigianato ed a tutte le attività economiche locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo consapevoli che le risorse economiche dei Comuni sono scarse, che lo saranno ancora di più nei prossimi anni, e che non si può ulteriormente elevare il livello delle imposte e delle tariffe: proprio per questo bisogna evitare gli sprechi, le consulenze inutili, il proliferare di aziende, e i piani fantasiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Claudio Prigione Aldo Rovito&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-1378318700600059074?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/1378318700600059074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=1378318700600059074' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/1378318700600059074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/1378318700600059074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2011/06/alessandriala-destra-esce-dalla.html' title='Alessandria:La Destra esce dalla maggioranza e l&apos;anno prossimo Claudio Prigione sarà candidato Sindaco'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-2634812803555607501</id><published>2011-06-05T21:58:00.003+02:00</published><updated>2011-06-05T22:12:48.811+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BANCHE'/><title type='text'>Fondazione CrA al bivio, tra logiche localistiche e ambizioni nazionali</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Nel regno di Palenzona si confrontano posizioni divergenti sul futuro dell’ente mandrogno: a partire dalla collocazione del principale asset bancario, promesso in dote ai milanesi. Ma il matrimonio non funziona.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria rappresenta un caso singolare all’interno del panorama delle istituzioni ex bancarie minori, solo per dimensione, della regione. Questa particolarità non va cercata nel rapporto che l’ente alessandrino intrattiene con il territorio di riferimento ma in alcune particolarità statutarie, nella presenza tra i vertici di nomi “eccellenti” anche per lo scenario nazionale e per la passata e attuale gestione dell’attivo patrimoniale più importante della Fondazione, rappresentato dall’omonima cassa di risparmio, che ha fatto storcere il naso a più d’un osservatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sostegno allo sviluppo economico e sociale del territorio da parte della Fondazione CR Alessandria non manca. Sotto l’attenta guida del Consiglio Generale e del presidente Grand’Ufficiale Pier Angelo Taverna, la Fondazione alessandrina spende, come riporta il bilancio 2009, l’ultimo disponibile, oltre sei milioni di euro in progetti destinati allo sviluppo dei settori rilevanti. Il 45 per cento del totale, pari a oltre 2.700.000 euro, è indirizzato a progetti nel settore dell’arte e dei beni culturali; il 17 per cento – poco oltre il milione di euro – allo sviluppo locale e all’edilizia popolare. Cifre di poco inferiori al milione di euro finanziano progetti per l’educazione e l’istruzione, la salute pubblica e la medicina. In analogia alla consorella astigiana, anche nel caso di Alessandria destano qualche perplessità i soli 190.000 euro devoluti alla ricerca scientifica e tecnologica: l’importante settore ottiene solo il tre per cento del monte finanziamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse a causa della maggiore risonanza storica che la città di Alessandria ha avuto nei secoli passati e della centralità geografica all’interno dell’ormai scomparso triangolo industriale, la Fondazione non si limita a svolgere la propria attività in provincia ma, come recita lo Statuto, opera prevalentemente nel territorio della regione. Inoltre, nel caso di interventi ad alto contenuto sociale, purché riconducibili ai settori di cui sopra, può operare anche al di fuori del territorio nazionale, direttamente o in partnership con altri organismi nazionali o internazionali. L’esempio più attinente è rappresentato dalla partecipazione all’Associazione The World Political Forum, fondata dall’ultimo premier dell’Unione Sovietica Gorbaciov, il cui scopo è di favorire i contatti tra gli scienziati della politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel momento di scrivere le regole di assegnazione delle cariche societarie, lo Statuto dimentica la vocazione regionale o internazionale e conferma lo stretto legame con il territorio. Coloro che sono chiamati a dettare la strategia di gestione della Fondazione sono i quindici componenti del Consiglio Generale, dei quali due sono designati dal Prefetto di Alessandria, altri due dalla Provincia e tre dal Comune. Anche la curia alessandrina ha voce in capitolo: infatti il Vescovo di Alessandria invia un suo rappresentante in Consiglio. Gli otto consiglieri designati dagli enti e forze sociali locali hanno il potere di nominare altri sette consiglieri, cha devono essere scelti tra personalità di chiara e indiscussa fama e competenza. I componenti del Consiglio Generale durano in carica sei esercizi e nominano i componenti del Consiglio di amministrazione della Fondazione, che riveste grande importanza in quanto ha le chiavi della gestione ordinaria dell’istituto. Oltre alla presenza di Taverna, presidente anche del Consiglio di amministrazione, spicca il nome di Fabrizio Palenzona, che dopo essere stato sindaco di Tortona e presidente della provincia di Alessandria, si è lanciato nel mondo dell’alta finanza, ove attualmente riveste le cariche di vicepresidente Unicredit, presidente di Gemina, dell’Associazione concessionarie autostradali, Aeroporti di Roma e, dulcis in fundo, consigliere di amministrazione di Mediobanca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come anticipato, risulta particolarmente contrastato il rapporto tra la Fondazione e la banca da cui fu scorporata nel 1991 per effetto della legge Amato, la Cassa di risparmio di Alessandria, che ne rappresenta, forse ancora per poco tempo, l’asset più importante. A fine 1994, Alessandria precorre i tempi e decide di dare il via alle alleanze bancarie tra Piemonte e Lombardia, che quasi mai hanno portato buone notizie per il territorio regionale. La Fondazione CR Alessandria conferisce il cinquantuno per cento delle azioni della banca in Carinord, holding creata insieme all’ex Cassa di risparmio delle provincie lombarde (Cariplo), che detiene la maggioranza azionaria della nuova società, alla Fondazione CR Spezia e alla Fondazione CR Carrara, che conferiscono le loro casse di risparmio. La finanziaria avrebbe dovuto avere il ruolo, nella salvaguardia dell’identità di ogni singola azienda, di programmare e coordinare le attività svolte dalle partecipate, al fine di promuoverne la competitività e i risultati economici e finanziari. Le Fondazioni minori rispetto alla Cariplo, ritenevano che la via dell’aggregazione fosse obbligata, in analogia al comportamento di tante altre banche a quei tempi, ma non hanno mai creduto fino in fondo all’opportunità: in quest’ottica trova la sua motivazione il venti per cento della Cassa di Alessandria che la Fondazione mantiene sui libri contabili. Non tutte le componenti della Fondazione erano d’accordo con l’operazione: nel 1994 il professore Maurizio Cavallari, consigliere della Fondazione, l’assessore comunale Marco Melchiorre e alcuni consiglieri comunali di Alessandria (Andrea Ferrari, Pietro Caramello, &lt;strong&gt;Aldo Rovito,&lt;/strong&gt; Carlo Vergagni e Gabrio Secco) presentarono un ricorso al Ministro del Tesoro in carica, Lamberto Dini, per fare invalidare la delibera di confluenza. In particolare, Cavallari affermò che al momento della delibera del Consiglio, allora presieduto da Gianfranco Pittatore, che diede il via libera al progetto “Carinord”, lui era assente e quindi non ha potuto esprimere il suo voto in qualità di “consigliere incaricato della tutela del patrimonio”. La delibera di adesione a Carinord fu avallata dal ministero e il ricorso respinto in quanto “non è presente il rischio di dispersione del patrimonio”. Il ricorso non fece piacere a Pittatore e agli altri consiglieri che chiesero un risarcimento a Cavallari pari a un miliardo e mezzo di vecchie lire. In effetti un minimo effetto di dispersione del patrimonio si ebbe a causa dell’intervento dell’antitrust e di Banca d’Italia che obbligarono Carinord allo stop quinquennale di nuovi insediamenti di sportelli. Cavallari non era il solo a temere gli effetti dell’operazione Carinord: più o meno nel medesimo periodo temporale anche il presidente della provincia di Massa Carrara Franco Gussoni, quello della locale Camera di Commercio, Giuseppe Tramonti e tre consiglieri della Fondazione Cassa di Carrara, presentarono richiesta di annullamento della delibera di confluenza, ottenendo il medesimo rifiuto ministeriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto non portò i frutti economici e patrimoniali attesi e nel 2003, Banca Intesa, che aveva incorporato Cariplo, vende con molto piacere l’ottanta per cento di Cassa di risparmio di Alessandria alla Banca Popolare di Milano. La Fondazione mandrogna, oltre a mantenere il venti per cento della Cassa, ottiene il 7,3 per cento del capitale della banca milanese, una della maggiori in Italia. Trascorre un anno e la Fondazione, forse per esigenze di cassa, diminuisce la quota detenuta in BPM al due per cento. Manovra miope, anche se con alta probabilità necessaria, perché diminuisce le possibilità di far sentire la propria voce in Consiglio di amministrazione. In conseguenza, dopo aver investito cifre cospicue per mettere a posto la Cassa di Risparmio di Alessandria, gravata da eccessivi rischi e crediti di dubbia esigibilità, la BPM, anch’essa in acque poco tranquille, decide di integrare al suo interno le banche minori per conseguire risparmi di costi. Il piano industriale della banca milanese prevede l’integrazione in due tempi di Cassa di Alessandria entro il 2011. La Fondazione ha deciso di ostacolare i piani di BPM perché non vuole che la sua quota sia diluita in conseguenza dell’incorporazione, ma l’unico risultato conseguito ha visto le dimissioni del consigliere in BPM in quota Fondazione, Francesco Bianchi, per dissidi tra l’operato di quest’ultimo e il mandato che gli aveva affidato l’istituto alessandrino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Fondazione CR Alessandria rivolse i suoi interessi oltre provincia, a differenza di altre consorelle quale la Fondazione CR Asti, e ha usato come carta da visita il suo gioiello di famiglia. La via intrapresa non ha portato i frutti sperati per due motivi: il peso specifico che la Cariplo, una della più importanti banche nazionali, rappresentava, e la scarsa fiducia che alcune componenti locali hanno sempre riposto nell’operazione. La conclusione della vicenda, con ampia probabilità, priverà il territorio alessandrino e la regione di un marchio conosciuto e necessario al territorio.&lt;br /&gt;(Da Lo Spiffero del 25 Maggio 2011 - &lt;a href="http://www.lospiffero.com/"&gt;http://www.lospiffero.com/&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-2634812803555607501?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/2634812803555607501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=2634812803555607501' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2634812803555607501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2634812803555607501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2011/06/fondazione-cra-al-bivio-tra-logiche.html' title='Fondazione CrA al bivio, tra logiche localistiche e ambizioni nazionali'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-60929396361977027</id><published>2011-06-04T20:13:00.001+02:00</published><updated>2011-06-04T20:53:15.403+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BANCHE'/><title type='text'>Fassino a Consorte: aspetta a denunciare</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Fassino a Consorte: aspetta a denunciare&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L’ex ad: «In realtà abbiamo già in mano il 51 per cento»&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Gianluigi Nuzzi da Milano&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Per portare Unipol e le coop rosse al comando di Bnl, nei momenti decisivi della scalata Gianni Consorte potè contare su «coperture politiche», salde alleanze con i vertici dei Ds, assai interessati ai destini della banca e quindi partecipi. Lo si capisce dalla telefonata intercettata tra Consorte e Piero Fassino, segretario dei Ds, anticipata sabato scorso da Il Giornale e di cui oggi siamo in grado di fornire ulteriori elementi. Ma lo si evince anche dal brogliaccio delle intercettazioni, come quella del 18 luglio con il vice direttore de L’Unità Rinaldo Gianola. Ecco il sunto dal brogliaccio: «Gianni dice che lui ha la maggioranza (di Bnl, ndr), dice di non aver fatto una mossa senza preavvertire la Consob. Rinaldo chiede se Abete ha fatto ”delle porcate“ a favore di Della Valle e degli altri, Gianni dice che si troveranno dei grandi scheletri. Gianni dice che intanto lui inizia a far partire le denunce verso chi l’ha calunniato. Rinaldo chiede se sul fronte politico, Fassino e gli altri, lui sia coperto. Gianni dice sì». La liaison con gli esponenti dei Ds, le coperture emergono in tutta la loro consistenza anche dagli appuntamenti o dalle telefonate intercettate dell’allora presidente di Unipol con esponenti di primo piano della Quercia: D’Alema, Fassino, il tesoriere Sposetti. In particolare, i colloqui registrati sul telefonino di Consorte con Fassino sono cinque per oltre venti minuti complessivi di dialogo. La telefonata della svolta dovrebbe essere quella del 18 luglio. In mattinata, alle 12, Unipol comunica al mercato che, sciolto il cosiddetto contropatto degli immobiliaristi, si prepara a lanciare un’Opa obbligatoria su Bnl in contanti a 2,7 euro. L’Ansa lancia la notizia alle 12.21. Dopo un’ora Consorte si dedica ai suoi rapporti politici. Prima si sente tre volte con il senatore dei Ds Latorre, già assistente di Massimo D’Alema, poi chiama Fassino, che tra l’altro aveva sentito proprio la sera prima alle 23.30. Entrambi sembrano soddisfatti con un Fassino insolitamente diretto: «E allora siamo padroni di una banca?», si lascia scappare e Consorte: «È chiusa, sì, è fatta». Il segretario dei Ds mostra un attimo d’esitazione. Capisce di essersi mostrato troppo euforico al telefono e allora preferisce correggersi: «Siete voi i padroni della banca, io non c’entro niente». Consorte: «Sì, sì è fatta, è stata una vicenda, credimi, davvero durissima... però sai... (parola incomprensibile, ndr)». E Fassino che conviene: «Già, ormai è proprio fatta».&lt;br /&gt;FASSINO, BNL E LE COOP&lt;br /&gt;Il segretario dei Ds vuol però capire bene come verrà gestito il passaggio di quote dal contropatto agli alleati di Unipol. E se c’è certezza del controllo della banca. A Consorte chiede il quadro della situazione: «Alla fine emerge - spiega Consorte - che abbiamo diciamo quattro coop...». Fassino: «E quanto prendono?» Consorte: «Quattro cooperative il 4 per cento». Fassino ancora non conosce i dettagli delle quote che verranno cedute e chiede se il 4 per cento sia per ciascuna cooperativa. Consorte: «No, no, no. L’uno per cento l’una». E Fassino ripete: «Uno per cento per quattro». Consorte: «Proprio così». Fassino: «Queste cooperative che poi sono Adriatica, Liguria, Piemonte e Modena ». Consorte: «Poi ci sono quattro istituti di credito italiani che sono al 12%. Infine banche estere come Nomura, Credit Suisse e Deutsche Bank che hanno l’un per cento, l’altra circa il 14,5». E Fassino attento che ripete: «14 e mezzo». Consorte: «Sì, poi c’è anche Gnutti e Hopa... il 4,99%. Marcellino Gavio e Pascotto... all’1 e mezzo». Fassino sembra come prendere nota: «Insieme?». Consorte: «Certo, e poi Unipol chiude al 15%».&lt;br /&gt;«IMMOBILIARISTI FUORI»&lt;br /&gt;C’è da festeggiare. Consorte indicati i prossimi soci, elenca le conquiste portate a casa. Primo: «Gli immobiliaristi sono totalmente fuori». Ma Fassino interrompe, pensa al futuro: «Tu ora che operazione fai dopo questo?». E Consorte annuncia il lancio dell’Opa, all’epoca previsto per settembre. Fassino sorpreso: «Hai già lanciato l’Opa obbligatoria?». Consorte: «Già, proprio al medesimo prezzo delle cessioni delle azioni degli immobiliaristi». Fassino: «2,7 euro?». Consorte: «Via ogni speculazione, sono trattati tutti uguali. Per legge potevamo fare a 2,55». Fassino: «Bbva cosa offre?» Consorte. «2,52 in azioni, noi offriamo in instant cash». Fassino: «Cazzo». Poi Consorte svela il piano: «In realtà noi abbiamo già in mano il 51%», ovvero la maggioranza ancor prima del lancio dell’Opa. Fassino vuol capire meglio e chiede: «Noi abbiamo il 15 più 4 delle Coop fa il 19 a noi, e come arrivi al 51 tu?». Consorte lo tranquillizza: «Con le banche più...». E il segretario: «Ah sì, questa somma qui, fa il 51 certo». Consorte si mostra ancor più chiaro: «Quelle aziende ci hanno rilasciato un diritto a comprare i loro titoli dietro nostra semplice richiesta se dall’Opa non dovessero arrivare azioni». Fassino: «Ho capito». Consorte: «Quindi noi come Unipol prendiamo comunque il 51». Fassino. «Ho capito». Consorte: «Se invece dall’Opa ci arrivano le azioni, quelli se le tengono». Fassino: «Se tu arrivi al 51 in altro modo loro si tengono quello». Unipol ha già conquistato Bnl: basta lanciare l’Opa con l’ok di Bankitalia. Un bel colpo dell’ingegnere, un’operazione «che nessuno aveva né immaginato né pensato».&lt;br /&gt;I COMPAGNI PARVENU&lt;br /&gt;Ma bloccare la strada agli spagnoli può esser letto come un’azione a difesa degli interessi italiani. Nessun problema: «Abbiamo zittito i parvenu - gongola Consorte - quelli che sostenevano che era un’azione nazionalistica. Eh... ci sono tre banche internazionali: Nomura, quarta nel mondo, Suisse è tra le prime in Europa». Anche qui Fassino guarda più i profili concreti e chiede: «Possibili ricorsi in sede giudiziaria?» temendo magari la via crucis dei lodigiani nella scalata Antonveneta. Consorte ancora tranquillizza: «Noi ad oggi non ne vediamo neanche uno...». Il segretario Ds non si convince, teme qualche ricorso: «Cioè il fatto - riflette - che contestualmente siano avvenute tutte queste cessioni...». Ma Consorte si mostra strasicuro: «Questo è il concerto fra gli alleati con le quote già in mano. Poi l’Opa senza penalizzare nessuno». E Fassino «Bene, bene».&lt;br /&gt;L’ORA DELLA RIVINCITA&lt;br /&gt;Con il 51% già in tasca Consorte vuole qualche rivincita e medita di «denunciare uno per uno» tutti quelli che l’hanno osteggiato con accuse per lui infondate. Ma Fassino pragmatico gli dà consigli, gli indica come muoversi. Lo frena pensando agli obiettivi più importanti da raggiungere: «Prima di denunciare - lo esorta - aspetta. Prima portiamo a casa tutto». Poi con Bnl sotto l’ombrello Unipol se ne riparlerà. Anche perché siamo solo agli inizi. Per Fassino gli imprenditori che sostengono il Bbva «ora si scateneranno ancora di più. Ieri hai visto il... No, ieri non l’hai visto, hai lavorato tutto il giorno. Ieri il Sole ha fatto un’intera pagina contro di me». Per Consorte al foglio della Confindustria guardano la scalata di Unipol in chiave solamente politica: «Questi dicono: cazzo, adesso i Ds, oltre ad avere il mondo delle coop, Unipol, oltre ad avere il Monte dei Paschi, che non è così, hanno anche la banca Bnl. Il ragionamento demenziale che fanno è questo qui».&lt;br /&gt;«COMPORTATEVI BENE»&lt;br /&gt;A Fassino pare importare poco. Insiste invece perché Consorte rimanga concentrato sugli obiettivi. Bisogna portare a casa tutto. E lo stimola: «Va bene e intanto noi lavoriamo, ma perché poi demenziale?». Consorte: «No, noi sosterremo che è demenziale». Fassino ritiene più importante indicare la propria linea politica, e suggerisce come «comunicare» la svolta: «Voi avete fatto un’operazione di mercato, quello che ho sempre sostenuto io. Industriale». Consorte recepisce al volo: «Industriale e di mercato». Fassino: «Esatto, ora dovete comportarvi bene. Preoccupatevi bene di come comunicate in positivo il piano industriale». Il segretario esita tra il «noi» e il «voi»: «Perché il problema adesso è dimostrare che noi abbiamo... che voi avete un piano industriale». Consorte: «No, ma noi l’abbiamo veramente!». E Fassino laconico: «Eh lo so, bisogna farlo».&lt;br /&gt;SALVARE L’IMMAGINE&lt;br /&gt;Serve concordare un piano di comunicazione su questa operazione. Da diffondere come «di mercato e industriale». Allontanando ogni illazione su interessi politici. Fassino: «Fino adesso stanno utilizzando l’idea che era soltanto un problema di accaparrarsi la banca e poi però non sanno cosa farne, non è così». Consorte invece, suggerisce una linea più aggressiva: «Noi invece sosterremo questa tesi: che loro la banca la stavano svendendo». Il segretario è d’accordo. «E anche - incalza l’allora presidente di Unipol - che l’hanno gestita coi piedi deve finire. Lo dirò fra quattro o cinque mesi quando avrò visto dentro. Io adesso dico che era un’operazione che stava svendendo, visti i valori proposti dalla Bbva, la banca agli spagnoli, svuotandola di contenuti perché come tutte le banche, avrebbe portato via tutte le attività qualificate a Madrid e avrebbero ridotto la Bnl a una rete. Con noi invece la banca rimarrà a Roma, gli portiamo un milione di clienti, poi facciamo diventare Unipol una delle prime quattro banche italiane». Fassino non ha nulla da obiettare: «Bene». Il manager: «E dopo ci confrontiamo». Fassino di nuovo: «Bene». E Consorte è rincuorato: «Bene, ero sicuro che si poteva parlare. Grazie». Fassino: «Bene, vediamoci presto ti chiamo per fissare in settimana».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-60929396361977027?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/60929396361977027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=60929396361977027' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/60929396361977027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/60929396361977027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2011/06/fassino-consorte-aspetta-denunciare.html' title='Fassino a Consorte: aspetta a denunciare'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-1751851901011237226</id><published>2011-06-03T23:57:00.002+02:00</published><updated>2011-06-04T00:02:58.315+02:00</updated><title type='text'>I giovani e la politica</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ho passato quasi tutta la giornata di sabato scorso ad assistere al convegno “Confronto, Libertà, Partecipazione 2011”, organizzato dai movimenti giovanili di PdL, PD, UDC, IDV e Lega Nord, con il contributo di Regione, Provincia, Comuni di Alessandria, Acqui Terme, Casale, Novi,Ovada, Tortona, Valenza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al di la dello (scarso) numero dei partecipanti (qualche decina?), quello che mi ha colpito in negativo è stata la qualità degli interventi. Per carità, tutti bravi ragazzi, corretti, educati, alcuni anche ben preparati sull’argomento trattato, ma........&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il dibattito è stato molto educato, le diverse posizioni sono state esposte in modo corretto, nessuno ha urlato o interrotto per sopraffare chi esponeva una &amp;gt;tesi diversa o contraria. Anche gli applausi sono stati equamente attribuiti a tutti, salvo che al pomeriggio, ove nella tavola rotonda con i “grandi” si è vista la presenza delle “tifoserie”, ma…..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma è che da giovani di venti – ventiquattro anni mi sarei aspettato qualcosa &amp;gt;di molto, molto diverso, da una critica o da una difesa della riforma Gelmini, o da una richiesta di maggiori interventi degli Enti Locali per le sedi universitarie alessandrine, cioè dalla ripetizione di tesi e argomenti già svolti nei partiti dai “grandi”.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non voglio ripensare alle motivazioni per le quali un giovane della mia &amp;gt;generazione è entrato in politica (accennerò, per quel che mi riguarda a un solo episodio: 1956: invasione dell’Ungheria, manifestazioni di piazza, cariche della "celere"), ma, con quello che succede oggi in Italia, ascoltare dei bravi ragazzi che discutono molto correttamente su argomenti anche importanti di politica scolastica o di equilibrio fra i poteri o di politica estera, in modo così educato da costituire certo un buon esempio per gli adulti che si azzannano invece nei dibattiti televisivi, non credo che possa essere trainante per altri giovani.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi in Italia, dove tra i giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni solo uno su quattro trova un lavoro, dove 800.000 donne in dieci anni avendo avuto un figlio, si son viste costrette a lasciare il lavoro, dove 2 Milioni di anziani son costretti a vivere con meno di 500 Euro al mese,dove la corruzione dilaga ad ogni livello, dove le varie mafie conquistano spazi anche nel Nord opulento e operoso, i giovani dovrebbero indignarsi, scendere in piazza, come è accaduto in Tunisia, in Egitto, in Siria ed ora anche in Spagna, paesi nei &amp;gt;quali i giovani si son messi alla testa di una protesta pacifica contro la corruzione, la emarginazione economica e sociale. E in Italia? Che alla guida della protesta debbano mettercisi le “pantere grigie” visto che i giovani invece di contrapporsi ai loro padri, sembrano le loro fotocopie sbiadite ? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-1751851901011237226?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/1751851901011237226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=1751851901011237226' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/1751851901011237226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/1751851901011237226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2011/06/i-giovani-e-la-politica.html' title='I giovani e la politica'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-719160440216222025</id><published>2011-06-03T23:39:00.004+02:00</published><updated>2011-06-03T23:54:25.088+02:00</updated><title type='text'>C’E UN MOSTRO IN VIA PLANA. IL SINDACO NE ORDINI L’ABBATTIMENTO</title><content type='html'>Ecco il testo dell'interrogazione con la quale, come Consigliere Comunale de LA Destra ho chiesto la immediata rimozione del "mostruoso" dehors installato in via Plana.&lt;br /&gt;INTERROGAZIONE&lt;br /&gt;Oggetto: Mostruoso dehors in via Plana&lt;br /&gt;Il sottoscritto Consigliere Comunale,&lt;br /&gt;premesso&lt;br /&gt;-che da qualche settimana è stato installato in via Plana un “dehors”, il quale, oltre a violare apparentemente tutte le norma del regolamento comunale &amp;gt;in materia approvato con delibera consiliare n. 44/95/269 del 20.05.2009, soprattutto in tema di composizione e copertura del dehors, divieto di ostacolo alla libera circolazione dei pedoni sul marciapiede, obbligo di distanza dai balconi, rispetto delle norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche, risulta elemento di terrificante bruttezza, completamente avulso dall’ambiente circostante;&lt;br /&gt;INTERROGA&lt;br /&gt;Il Signor Sindaco e/o il competente Assessore, per conoscere:&lt;br /&gt;- Il nominativo del Funzionario Responsabile dell’Ufficio per la Diffusione della Bruttezza che ha autorizzato l’installazione del manufatto ed il tempo &amp;gt;entro il quale intenda ordinarne la immediata rimozione.&lt;br /&gt;Alessandria 26 Maggio 2011&lt;br /&gt;Il Consigliere Comunale Aldo Rovito&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-719160440216222025?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/719160440216222025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=719160440216222025' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/719160440216222025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/719160440216222025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2011/06/ce-un-mostro-in-via-plana-il-sindaco-ne.html' title='C’E UN MOSTRO IN VIA PLANA. IL SINDACO NE ORDINI L’ABBATTIMENTO'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-6123103478678819461</id><published>2011-06-03T23:36:00.000+02:00</published><updated>2011-06-03T23:39:44.072+02:00</updated><title type='text'>UN'OCCASIONE PERDUTA</title><content type='html'>Martedì scorso, si sono svolte le prove di quello che nei prossimi mesi potrebbe essere il leit motif della vita politica cittadina: l’intensificarsi nella nostra Città del tentativo di trasformare la dialettica politica anche vivace nel trionfo della più vieta demagogia.&lt;br /&gt;Era stata convocata nella sala del consiglio comunale la Commissione Consiliare “Territorio” per esaminare la relazione predisposta da un tecnico (geologo) incaricato dal Comune, sulla situazione idrogeologica delle aree collinari della nostra Città.&lt;br /&gt;Era stata convocata appositamente per le ore 21 (un orario insolito) proprio per consentire al Comitato di Valle San Bartolomeo e ai cittadini interessati di assistere alla seduta e di ascoltare direttamente dai tecnici i risultati della ricerca.&lt;br /&gt;Purtroppo, i cittadini, arrivati in Piazza Libertà, sono stati indotti ad ascoltare le arringhe dell’emulo di de Magistris, il nuovo Masaniello in salsa “mandrogna”, il consigliere Bellotti e a disertare i lavori della Commissione.&lt;br /&gt;Non possiamo non esprimere il nostro disappunto: è stata persa una occasione importante perché il Comitato e gli abitanti delle zone collinari venissero a conoscenza di un importante strumento di cui l’Amministrazione si è dotata per salvaguardare il territorio collinare dai rischi del dissesto idrogeologico e potessero magari rendersi conto della volontà dell’amministrazione di intervenire.&lt;br /&gt;Peccato! Ci faremo carico noi de La Destra di portare a conoscenza dei cittadini i risultati della relazione tecnica, di ascoltare le loro proposte e di portarle in Consiglio.&lt;br /&gt;Claudio Prigione&lt;br /&gt;Aldo Rovito&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-6123103478678819461?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/6123103478678819461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=6123103478678819461' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/6123103478678819461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/6123103478678819461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2011/06/unoccasione-perduta.html' title='UN&apos;OCCASIONE PERDUTA'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-2814155591865276869</id><published>2010-01-19T19:56:00.001+01:00</published><updated>2010-01-19T19:57:44.337+01:00</updated><title type='text'>TOMAS CARINI NICOLÒ GIANI E LA SCUOLA DI MISTICA FASCISTA</title><content type='html'>TOMAS CARINI.  NICOLÒ GIANI E LA SCUOLA DI MISTICA FASCISTA&lt;br /&gt;Mursia 2009 €. 21,00.&lt;br /&gt;Come mai un giovane, nato nel 1976, iscritto alla facoltà di filosofia dell’Università di Torino, vincitore di una borsa di studio dell’Associazione Perseguitati Politici Italiani Antifascisti e dell’Istituto Storico della Resistenza, decide di fare la sua tesi di laurea in filosofia con un professore marxista, indirizzando le proprie ricerche verso un argomento sconosciuto ai più, rimosso non solo dalle cattive coscienze degli intellettuali antifascisti alla Bobbio, ma anche dalle conoscenze dei tanti pseudo neo o post fascisti, ritenuti tali solo per becere manifestazioni più o meno folcloristiche e non per vera riflessione storico-politica, come la Scuola di Mistica Fascista, fondata e diretta da Nicolò Giani?Questa la prima domanda che si pone alla riflessione dopo la lettura del libro, opportunamente edito da MURSIA, e tratto da quella tesi di laurea. Ma un altro interrogativo si trova all’interno dello stesso volume, e non è l’Autore a porselo, ma Indro Montanelli, che molti di quei giovani che in quella scuola discettavano di un Fascismo più puro, più aderente alle Idee e ai Principi della Rivoluzione, li aveva conosciuti e frequentati, il quale molti anni dopo, dalla sua comoda posizione di “giornalista di regime” (quello democristiano, come prima lo era stato di quello fascista), si chiedeva se non fossero stati proprio quei giovani, i Nicolò Giani, i Berto Ricci, i Guido Pallotta, benchè sconfitti assieme al regime che con la loro scuola avrebbero voluto riportare alla purezza delle origini, i veri vincitori, nel confronto con gli intellettuali, loro coetanei, che dopo la sconfitta, quello stesso regime condannavano e demonizzavano.Nel volume è contenuta anche una citazione interessante; è di uno studioso marxista, Luciano Canfora, il quale invita gli studiosi a non accontentarsi dei dati acquisiti da chi si è occupato in precedenza di una certa materia, ma invita a proseguire gli studi, attraverso la ricerca continua, consapevole che nuovi studi possono condurre a nuovi esiti.Alla fine del libro, quasi stupiti con l’autore del fervore e del rigore morale di Giani e degli altri allievi di quella Scuola, viene spontaneo un altro interrogativo: ma come mai, ancora ad oltre 60 anni dalla fine del regime fascista e del suo capo e fondatore, il fascismo suscita ancora interesse, il suo studio pone ancora interrogativi e promuove dibattiti accademici, pubblicazioni di saggi, come quello del torinese Carini o anche ambientazioni di romanzi “noir” come quello del torinese (anche lui!)Ballario? Che il “male assoluto” sia solo il pensiero debole di chi con quella fase volle definire quel periodo della storia italiana?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-2814155591865276869?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/2814155591865276869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=2814155591865276869' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2814155591865276869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2814155591865276869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2010/01/tomas-carini-nicolo-giani-e-la-scuola.html' title='TOMAS CARINI NICOLÒ GIANI E LA SCUOLA DI MISTICA FASCISTA'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-872028323755121208</id><published>2010-01-19T19:27:00.002+01:00</published><updated>2010-01-19T19:41:11.806+01:00</updated><title type='text'>In ricordo dei caduti sul lavoro</title><content type='html'>Anche il 2010 si è aperto con un grave incidente sul lavoro, accaduto proprio nella nostra provincia a Sale, che ha fatto registrare ben due morti. Altri due lavoratori stroncati mentre andavano a guadagnarsi il pane quotidiano, altre due famiglie nel lutto e nel dolore. Mentre a Torino stancamente si apre il processo per i morti dell'amianto contro i vertici della Eternit, e prosegue quello contro i responsabili della Thyssen Krupp. Non vorremmo però più parlare di processi, di indagini, di risarcimenti: vorremmo parlare di "buone pratiche" per l'eliminazione degli infortuni sul lavoro o per lo meno per una significativa riduzione del loro numero e della loro gravità. Le leggi ci sono, bisogna applicarle e farle applicare, da un lato razionalizzando la complessa rete dei controlli e dall'altro, rafforzando gli organici degli enti (forse troppi) preposti a questi controlli. Intanto segnalo che negli stessi giorni la Commissione toponomastica del Comune di Alessandria, approvava all'unanimità la proposta di intitolare una sede stradale alle Vittime della Thyssen Krupp. Proponenti erano stati due consiglieri comunali il "compagno " Bellotti (PdS) e il "camerata" Rovito (La Destra). Forse perchè frastornati dalle polemiche un po' "retrò" per altre intitolazioni, i giornali locali non ne hanno parlato. Ci auguriamo che al momento dell'inaugurazione dell'intitolazione, non si elevino i soliti discorsi intrisi di retorica, ma si possa assistere ad una seria presa di coscienza di un problema che non saranno certo le "liberalizzazioni" (siano di Bersani o di tremonti, non importa) a risolvere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-872028323755121208?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/872028323755121208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=872028323755121208' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/872028323755121208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/872028323755121208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2010/01/in-ricordo-dei-caduti-sul-lavoro.html' title='In ricordo dei caduti sul lavoro'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-2617968859312238686</id><published>2010-01-19T19:23:00.001+01:00</published><updated>2010-01-19T19:25:01.773+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni tra politica e storia'/><title type='text'>ALESSANDRIA INTITOLERA’ UNA SEDE STRADALE A GIORGIO ALMIRANTE?</title><content type='html'>ALESSANDRIA INTITOLERA’ UNA SEDE STRADALE A GIORGIO ALMIRANTE?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra di sì, stando al voto espresso dalla Commissione Toponomastica, che dobbiamo ricordare, non è una commissione con poteri decisionali, in quanto l’ultima parola spetta al Sindaco. Intanto, come cofirmatario col collega Bocchio della proposta di intitolare una sede stradale a Giorgio Almirante, voglio ringraziare pubblicamente i Gruppi Consiliari che hanno espresso parere favorevole: La Lega Nord, AN-PdL, Forza Italia - PdL, Prima Alessandria. Mi dispiace che gli altri gruppi, astenendosi, non partecipando al voto o votando contro, abbiano impedito una votazione unitaria, lasciando prevalere lo spirito di fazione su quello della pacificazione nazionale.Voglio qui brevemente ricordare uno solo dei meriti politici  che la Storia ha già riconosciuto a Giorgio Almirante (tralascio pertanto di parlare di altre qualità che pur possedeva in sommo grado: la cultura, la capacità oratoria, l’onestà, la dirittura morale), per soffermarmi su un aspetto che va riconosciuto a Lui come Segretario per lunghi anni del Movimento Sociale Italiano e comunque come leader importante di quel partito anche nei periodi in cui non ne era alla guida. Si deve infatti ad Almirante (ed agli altri fondatori del MSI, fra tutti ad Arturo Michelini e a Pino Romualdi) se nell’immediato dopoguerra una massa di giovani reduci, di epurati, di ex prigionieri, di rimpatriati dalle Colonie e dalle Terre perdute, che altrimenti avrebbero potuto subire la pericolosa fascinazione del ricorso alla lotta armata (anche se magari solo per autodifesa o per spirito di rivalsa), fu indirizzata invece verso la democrazia intesa dapprima, forse, soltanto come metodo, ma poi, progressivamente, sempre più, come valore in sé. Erano infatti già nati i FAR (Fasci di Azione Rivoluzionaria) in quel 1946, e a Roma come a Milano e a Torino avevano già compiuto alcune azioni rilevanti, anche se solo dimostrative, ma non era difficile prevedere che, anche a fronte di una probabile reazione violenta dello schieramento avversario (si noti che peraltro la “Volante Rossa” agì a Milano ancora nel 1947 e nel 1948 con gli omicidi del giornalista De Agazio e del generale Gatti: non avrebbe avuto certo bisogno di molte provocazioni per scatenarsi ancora di più!), si sarebbero potuti riaccendere i fuochi non ancora sopiti della guerra civile.Ma la giovane democrazia italiana non aveva bisogno di ciò!L’integrazione della “generazione che non si è arresa” (così fu definita quella massa di giovani che, a guerra chiaramente perduta, erano accorsi a combattere sotto i vessilli della RSI solo “per l’Onore d’Italia” contro quello che era ritenuto il “tradimento dell’8 Settembre”) nella vita democratica del Paese, è stato senza dubbio un risultato di cui va dato merito a Giorgio Almirante.Se è ovvio e scontato attribuire ai Partiti rappresentati nell’Assemblea Costituente, il ruolo di fondatori della Repubblica Italiana, non si puo’ sottovalutare, dal punto di vista appena illustrato, il contributo del Movimento Sociale Italiano e di Giorgio Almirante quantomeno al rafforzamento e al consolidamento delle Istituzioni Repubblicane.Ecco perché sarebbe stata preferibile una approvazione a più larga maggioranza, ma credo che gli Alessandrini condivideranno queste mie considerazioni.&lt;br /&gt;Aldo RovitoConsigliere Comunale Segretario Provinciale La Destra&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-2617968859312238686?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/2617968859312238686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=2617968859312238686' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2617968859312238686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2617968859312238686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2010/01/alessandria-intitolera-una-sede.html' title='ALESSANDRIA INTITOLERA’ UNA SEDE STRADALE A GIORGIO ALMIRANTE?'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-2132754588625185545</id><published>2010-01-19T19:04:00.001+01:00</published><updated>2010-01-19T19:16:46.776+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>CHI VUOLE LA TURCHIA IN EUROPA?</title><content type='html'>“Chi vuole la Turchia in Europa?” questo il tema della Tavola Rotonda organizzata da LA DESTRA a Novi Ligure presso la Sala dell’Hotel Viaggiatori nel pomeriggio dello scorso sabato 16 gennaio.. Sulla base di una relazione del dr. Fabio Robotti, che ha analizzato le motivazioni culturali, economiche, sociali e politiche che rendono almeno problematica l’adesione della Turchia all’Unione Europea, e che fanno propendere La Destra per un deciso NO!  Anche tra gli altri partecipanti alla Tavola Rotonda è prevalso un chiaro indirizzo contrario, per lo meno nelle attuali condizioni (posizioni dell’UDC, Sig.ra Depetro, dell’ApI, Comm. Giannattasio e cel PdL Ferretti, che auspica in un prossimo futuro un cambiamento delle condizioni interne della Turchia per favorirne l’ingresso nell’U.E.; decisamente contraria, invece, la posizione espressa dal Capogruppo dei “Novesi per la Libertà”, Pietro Dolcino,  e dal rappresentante della Lega Nord, Molinari (La Turchia non è Europa).&lt;br /&gt;Nelle conclusioni dell’incontro, il segretario regionale de La Destra, Lonero, si è complimentato con la dirigenza Novene de La Destra per il successo della manifestazione che è riuscita a mettere attorno allo stesso tavolo, i rappresentanti di Partiti così diversi e con opinioni divergenti anche sul tema oggetto della tavola rotonda e ha ribadito l’impegno de LA DESTRA di opposizione all’ingresso della Turchia in Europa, in quanto esso snaturerebbe completamente l’essenza stessa dell’Unione Europea e le ragioni fondanti dell’Europa, facendo notare che solo La Destra, nelle scorse Elezioni europee ha iscritto questo tema nel suo programma elettorale, mentre l’attuale governo (PdL – Lega Nord), sembra non volersi occupare del problema, lasciando che a decidere siano le burocrazie  e le lobby affaristiche di Bruxelles.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-2132754588625185545?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/2132754588625185545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=2132754588625185545' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2132754588625185545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2132754588625185545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2010/01/chi-vuole-la-turchia-in-europa.html' title='CHI VUOLE LA TURCHIA IN EUROPA?'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-6395487247008193865</id><published>2009-11-10T18:42:00.001+01:00</published><updated>2009-11-10T18:44:55.709+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SOCIETA&apos;'/><title type='text'>A proposito di aziende in crisi e di licenziamenti</title><content type='html'>Di ritorno dalla seconda conferenza programmatica de LA DESTRA svoltasi a Pomezia, ci immergiamo nella dura realtà del momento: aziende (anche pubbliche) in crisi, riduzioni di personale, licenziamenti. Per carità nulla da eccepire, nell’ottica del libero mercato. Ma, intanto, vorrei domandare una cosa: è dall’inizio del secolo che tutti, politologi, commentatori, politici,ecc., ci imbottiscono la testa oltre che le orecchie con lo slogan della fine delle ideologie del passato, ma se così è, come mai, l’unica ideologia sopravvissuta  ed anzi apparentemente vincente è quella del liberalismo? Una ideologia, nata, ricordiamocelo, nell’ottocento, in quell’ottocento, nel quale le condizioni dei lavoratori e delle loro famiglie erano quelle così abilmente descritte da Charles Dickens nei suoi romanzi. Nel secolo successivo, il cosiddetto “secolo breve”, si tentò di correggere quelle distorsioni, anzi quelle aberrazioni: nacquero in Europa, variamente modulate, le prime forme di Welfare, in parte importate negli USA dalla politica economica del Presidente Roosvelt. Ma la forza delle Lobbies finanziarie, impedì l’avverarsi del sogno di Ezra Pound di costruire “case con pietra solida” senza usura: la seconda guerra mondiale, i suoi tragici esiti, misero in crisi il modello europeo di terza via. Nel 1989, il crollo del muro di Berlino poneva fine definitivamente ad ogni illusione di un comunismo autoriformatosi nella glasnost e nella libertà; così oggi siamo ritornati, pur nell’epoca della globalizzazione e della tecnologia avanzata, alla più cruda applicazione delle leggi di mercato.&lt;br /&gt;NON CI STIAMO! Per noi il lavoratore NON ‘E UN COSTO DELLA PRODUZIONE: è una ricchezza per l’azienda ed un valore aggiunto per la società: Licenziare un lavoratore non diminuisce i costi aziendali: IMPOVERISCE la comunità. Dobbiamo partire da qui per affermare un nuovo modello economico, in cui i lavoratori siano chiamati a partecipare alla gestione e agli utili delle aziende,in cui il lavoro non sia considerato più un semplice costo di produzione da comprimere a tutti i costi, ma il mezzo con il quale l’uomo esplicita la propria personalità  a beneficio dell’intera comunità, ricordandoci che il lavoro è per l’uomo, e non l’uomo per il lavoro.&lt;br /&gt;N. B. Ogni riferimento a fatti reali  e locali è interamente voluto. Aggiungiamo che nella recente crisi finanziaria, le responsabilità dei dirigenti delle banche, delle finanziarie, dei trusts (anche noi usiamo l’inglese!) sono state ben accertate, ma nessuno ha pagato, anche attenuatasi la bufera, si sono riaumentati stipendi e benefits (aridagli con l’inglese!): bene pensiamo che, per risanare l’economia un licenziamento collettivo di dirigenti (anche di società pubbliche) sia quanto mai necessario! Aldo Rovito&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-6395487247008193865?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/6395487247008193865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=6395487247008193865' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/6395487247008193865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/6395487247008193865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2009/11/proposito-di-aziende-in-crisi-e-di.html' title='A proposito di aziende in crisi e di licenziamenti'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-3144788922107652491</id><published>2009-11-10T18:12:00.003+01:00</published><updated>2009-11-10T18:41:57.330+01:00</updated><title type='text'>Rovito chiede l'istituzione del Garante dei diritti dei detenuti presso il Comune di Alessandria</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;                                                                    CITTA’ DI ALESSANDRIA&lt;br /&gt;                                                                          Consiglio Comunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sottoscritto Consigliere,&lt;br /&gt;premesso che:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-il pieno rispetto della persona umana e la esigibilità dei suoi diritti fondamentali sono principi basilari  della Costituzione della Repubblica;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-la garanzia del rispetto e della tutela di tali principi deve, conformemente all’art. 27 della Costituzione, riguardare anche chi ha violato le leggi;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-in tale spirito si è affermato anche a livello europeo l’esigenza di dare vita ad una figura che si ponga quale promotore dei diritti di cittadinanza attiva delle persone private a qualunque titolo della libertà personale, mentre la Convenzione dell’ONU contro la tortura del 1987, cui anche l’Italia ha aderito, impone a tutti gli Stati firmatari di dotarsi di uno strumento che nel solco dell’Ombudsman della tradizione anglosassone operi nell’ambito penitenziario;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-a livello nazionale sono state presentate diverse proposte di legge al riguardo sia nella precedente legislatura che nell’attuale, ma non si è andati oltre l’esame in Commissione;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-a livello Regionale e Comunale invece sono stati istituiti e nominati i Garanti dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale nella Regione Lazio, che è stata la prima ad istituire (L. R. 17.09.2003) l’”Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale” ed a nominare il Garante, seguita dalle Regioni Campania, Lombardia, Marche e Sicilia, altrettanto è avvenuto nei Comuni di Bergamo, Bologna, Brescia, Ferrara, Firenze, Nuoro, Pisa, Pescara, Reggio Calabria, Roma, Rovigo, San Severo, Sulmona, Sassari e Torino e nelle Province di Ferrara, Lodi, Milano e Roma. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-il nostro Comune è sede di due Istituti Penitenziari, dei quali in diverse occasioni, sia in relazione alle condizioni generali di vita dei detenuti che in particolare per l’esercizio del diritto allo studio, il Consiglio Comunale e la Commissione per le Politiche Sociali si sono occupati;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-il sostegno anche alle persone che hanno violato le leggi rientra nello spirito non solo dello Statuto del Comune di Alessandria, ma anche della “Alessandrinità” in sè e per sé intesa, se è vero come è vero che, ad opera del &lt;strong&gt;Rattazzi&lt;/strong&gt; (più noto per le vicende del nostro Risorgimento che portarono all’Unità d’Italia), Alessandria conobbe l’Istituto dell’Avvocatura dei Poveri;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                 PROPONE&lt;br /&gt;con l’approvazione della delibera di seguito estesa, la istituzione nell’ambito del Comune di Alessandria del Garante dei diritti dei cittadini sottoposti a misure restrittive della libertà personale.&lt;br /&gt;Tale figura per le funzioni affidategli (promozione della cultura dell’umanizzazione della pena, promozione di iniziative d’intesa con gli Enti competenti per la fruizione di tutti i diritti da parte delle persone detenute o limitate nella libertà personale, osservazione, vigilanza e segnalazione di ogni eventuale criticità alle competenti autorità), non solo deve essere rigorosamente super partes, ma deve anche possedere acclarata competenza nel campo delle scienze giuridiche, sociali e nella tutela dei diritti, oltre che conoscenza   delle realtà penitenziarie cittadine.&lt;br /&gt;Alessandria  22 Ottobre2009    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                  Il Consigliere Comunale   Aldo Rovito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                    Proposta di Delibera di iniziativa consiliare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avente ad oggetto:  Istituzione nell’ambito del Comune di Alessandria dell’Ufficio del Garante dei diritti dei cittadini privati della libertà personale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 1- Istituzione del Garante dei diritti dei cittadini sottoposti a misure restrittive della libertà personale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘E istituito nell’ambito del Comune di Alessandria il Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, di seguito denominato Garante, al fine  di tutelare, in conformità ai principi di cui agli artt. 2, 3 e 4 della Costituzione e nell’ambito delle materie di competenza comunale, i diritti di tali persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 2. – Funzioni del Garante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Garante:&lt;br /&gt;a) promuove l’esercizio dei diritti  e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e di fruizione dei servizi comunali delle persone private delle libertà personali residenti o dimoranti nel territorio comunale di Alessandria con particolare riferimento ai diritti fondamentali alla casa, al lavoro, alla formazione, alla tutela della salute, allo sport, per quanto attiene alle attribuzioni e alle competenze del Comune, e tenuto conto della loro condizione di restrizione;&lt;br /&gt;b) promuove iniziative di sensibilizzazione pubblica sul tema dei diritti umani delle persone private della libertà personale e della umanizzazione della pena detentiva;&lt;br /&gt;c) promuove iniziative congiunte ovvero coordinate con altri soggetti pubblici competenti nel settore per l’esercizio delle funzioni di cui alla lettera a);&lt;br /&gt;d) promuove con le Amministrazioni interessate protocolli di intesa utili a poter espletare le sue funzioni anche attraverso visite ai luoghi di detenzione, in accordo con gli organi preposti alla vigilanza penitenziaria.&lt;br /&gt;2. I soggetti nei confronti dei quali il Garante espleta le sue funzioni sono: le persone ristrette negli Istituti Penitenziari, quelle in in esecuzione penale esterna, le persone sottoposte a misure cautelari personali, le persone in stato di arresto o di fermo, nonché le persone presenti nelle strutture sanitarie in quanto sottoposte a trattamento sanitario obbligatorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 3 -  Nomina e durata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Garante è nominato dal Sindaco con proprio decreto, previa consultazione con la Conferenza dei Capigruppo, e previo svolgimento delle procedure previste dall’art.65 del Regolamento del Consiglio Comunale, entro 60 giorni dalla elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale.&lt;br /&gt;2.  Il Garante resta in carico per cinque anni. L’incarico è rinnovabile per non più di una volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 4 – Requisiti per la nomina. Incompatibilità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Garante è scelto tra persone dotate di indiscussa e acclarata competenza nel campo delle scienze giuridiche, delle scienze sociali, ovvero delle attività sociali negli istituti di prevenzione e pena e nei Centri di servizio sociale e di esperienza acquisita nella tutela dei diritti, e che offrano la massima garanzia di indipendenza, obiettività, competenza e capacità di esercitare con efficacia le proprie funzioni.&lt;br /&gt;2.  La carica di Garante è incompatibile con quella di membro del Parlamento, Ministro, Consigliere o Assessore Comunale, Provinciale o Regionale, nonché di Amministratore di ente pubblico, azienda pubblica o società a partecipazione pubblica o di ente o associazione che riceva a qualsiasi titolo sovvenzioni o contributi dal Comune.&lt;br /&gt;3. Il Garante non può esercitare, durante il mandato, altre attività di lavoro autonomo o subordinato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 5 – Relazione agli organi del Comune&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Entro il 30 Marzo di ogni anno il Garante presenta una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente e sui risultati ottenuti al Sindaco e, in apposita seduta, al Consiglio Comunale.&lt;br /&gt;2.  Copia della relazione annuale del Garante viene inviata a tutti i responsabili delle strutture di cui all’art. 3, comma 2.&lt;br /&gt;3. Il Garante può comunque riferire e richiedere iniziative e interventi all’Amministrazione Comunale di propria iniziativa ogni qualvolta lo ritenga opportuno per i fini di cui all’art. 2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 6 – Struttura, personale e indennità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Per lo svolgimento dei propri compiti, il Garante è assistito da un ufficio dell’Amministrazione Comunale, che sarà istituito con successiva deliberazione della Giunta Comunale.&lt;br /&gt;2. Il Garante ha diritto a percepire, per tutto il periodo durante il quale esercita il suo mandato,  una indennità pari al 50% di quella spettante al Sindaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 7 – Norme transitorie e finaliIl Garante nominato per la prima volta a seguito della approvazione della presente delibera cessa dal proprio incarico contemporaneamente alla cessazione del mandato del Sindaco, e tale nomina è da ritenersi non produttiva di effetti ai fini di cui all’art. 3, Comma 2 della presente del&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-3144788922107652491?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/3144788922107652491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=3144788922107652491' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3144788922107652491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3144788922107652491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2009/11/rovito-chiede-listituzione-del-garante.html' title='Rovito chiede l&apos;istituzione del Garante dei diritti dei detenuti presso il Comune di Alessandria'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-5884482712286931716</id><published>2009-10-25T19:55:00.001+01:00</published><updated>2009-10-25T19:57:47.570+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Immigrazione'/><title type='text'>Centro Studi sull'Immigrazione e l'Emigrazione</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=177607923453"&gt;Centro Studi sull'Immigrazione e l'Emigrazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; lunedì 19 ottobre 2009&lt;br /&gt;STIAMO COSTITUENDO UN “CENTRO STUDI SULL’IMMIGRAZIONE E L’EMIGRAZIONE”, per il quale chiediamo di contattare giovani neolaureati/e in Sociologia, Economia, Demografia, Statistica, Giurisprudenza, per collaborazione. Il centro Studi si basa sulla seguente PremessaL’Italia ha conosciuto di recente il fenomeno dell’immigrazione. Il nostro è stato un popolo che ha vissuto l’emigrazione come opzione spesso stimolata dalla necessità di trovare una soluzione alla propria condizione di indigenza e insoddisfazione sociale. Molti italiani hanno rincorso, sopratuuto all’inizio del XX secolo il sogno americano dove la fiducia all’autorealizzazione ha magnetizzato un enorme flusso di popolazione.Da un recente contributo del sociologo americano Jeremy Rifkin (in Il Sogno Europeo, 2004) emerge il declino del “Sogno Americano”, privato dei suoi elementi originari e costitutivi, cui fa da contraltare il “Sogno Europeo” in ascesa con i suoi tratti innovativi, che presenta potenzialità in grado di ripercorrere, riadattandola, l’esperienza americana come polo di attrazione per individui animati dal desiderio di affermazione.Dice Rifkin:“Il sogno europeo pone l’accento sulle relazioni comunitarie più che sull’autonomia individuale, sulla diversità culturale più che sull’assimilazione, sulla qualità della vita più che sull’accumulazione di ricchezza, sullo sviluppo sostenibile più che sull’illimitata crescita materiale, sul “gioco profondo” più che sull’incessante fatica, sui diritti umani universali e su quelli della natura più che sull’incessante fatica, sui diritti umani universali e su quelli della natura più che sui diritti di proprietà, sulla cooperazione globale più che sull’esercizio unilaterale del potere”.Oggi l’Europa si presenta come la nuova terra delle opportunità per milioni di persone che aspirano ad inserirsi in un’area estesa in cui i rischi connessi alle opportunità di realizzazione sono mitigati, ammortizzati dagli istituti protettivi e di sostegno all’eventuale insuccesso.La scelta migratoria può avere motivazioni volontarie, indotte dall’attrazione esercitata dai paesi recettori, o imposte, originate dai paesi produttori del flusso migratorio. Entrambe le tendenze convergono delineando un ambivalente impulso declinato sia nel desiderio di opportunità ignote sia nella evasione da un ambiente ostile al quale tuttavia si appartiene.Occorre studiare i fenomeni per conoscerli e conoscerli è il presupposto essenziale, per poter agire. Per questo nasce il “Centro studi economici, giuridici e sociali sull’immigrazione e l’emigrazione”, come palestra per gli studiosi, ma anche come strumento per chi, avendo responsabilità di governo, ad ogni livello, voglia prendere decisioni, che abbiano un valore di prospettiva e non siano fondate solo sull’immediata esigenza dell’emotività.Contattateci, per ora, qui, oppure su  Facebook, oppure al mio indirizzo aldo.rovito@libero.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-5884482712286931716?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/5884482712286931716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=5884482712286931716' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5884482712286931716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5884482712286931716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2009/10/centro-studi-sullimmigrazione-e.html' title='Centro Studi sull&apos;Immigrazione e l&apos;Emigrazione'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-3650745030564699061</id><published>2009-10-25T19:51:00.001+01:00</published><updated>2009-10-25T19:54:47.403+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Immigrazione'/><title type='text'>Principi guida per una possibile politica di integrazione</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=175734228453"&gt;Principi guida per una possibile politica di integrazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; sabato 17 ottobre 2009 alle ore 12.30&lt;br /&gt;'E UN ARGOMENTO DIFFICILE:NON PRETENDO, a differenza di tanti, DI AVERE LA VERITA' IN TASCA: CHIEDO CRITICHE,PROPOSTE E CONFRONTO Grazie!L’Italia ha conosciuto di recente il fenomeno dell’immigrazione. Il nostro è stato un popolo che ha vissuto l’emigrazione come opzione spesso stimolata dalla necessità di trovare una soluzione alla propria condizione di indigenza e insoddisfazione sociale. Molti hanno rincorso, sopratuuto all’inizio del XX secolo il sogno americano dove la fiducia all’autorealizzazione ha magnetizzato un enorme flusso di popolazione.Da un recente contributo del sociologo americano Jeremy Rifkin (in Il Sogno Europeo, 2004) emerge il declino del “Sogno Americano”, privato dei suoi elementi originari e costitutivi, cui fa da contraltare il “Sogno Europeo” in ascesa con i suoi tratti innovativi, che presenta potenzialità in grado di ripercorrere, riadattandola, l’esperienza americana come polo di attrazione per individui animati dal desiderio di affermazione.Dice Rifkin:“Il sogno europeo pone l’accento sulle relazioni comunitarie più che sull’autonomia individuale, sulla diversità culturale più che sull’assimilazione, sulla qualità della vita più che sull’accumulazione di ricchezza, sullo sviluppo sostenibile più che sull’illimitata crescita materiale, sul “gioco profondo” più che sull’incessante fatica, sui diritti umani universali e su quelli della natura più che sull’incessante fatica, sui diritti umani universali e su quelli della natura più che sui diritti di proprietà, sulla cooperazione globale più che sull’esercizio unilaterale del potere”.L’Europa si presenta come la nuova terra delle opportunità per milioni di persone che aspirano ad inserirsi in un’area estesa in cui i rischi connessi alle opportunità di realizzazione sono mitigati, ammortizzati dagli istituti protettivi e di sostegno all’eventuale insuccesso.La scelta migratoria può avere motivazioni volontarie, indotte dall’attrazione esercitata dai paesi recettori, o imposte, originate dai paesi produttori del flusso migratorio. Entrambe le tendenze convergono delineando un ambivalente impulso declinato sia nel desiderio di opportunità ignote sia nella evasione da un ambiente ostile al quale tuttavia si appartiene.L’Italia ha una collocazione geografica che la espone agli sbarchi clandestini provenienti sia dall’Europa Orientale sia dal Nord Africa.Nell’affrontare la tematica relativa al flusso migratorio bisogna avere la consapevolezza che sono fallimentari gli approcci finalizzati al suo arresto; bisogna invece interrogarsi su iniziative di governo del fenomeno sia sotto il profilo della sicurezza, ispirato alla fermezza, sia sotto il profilo dell’opportunità, orientato alla solidarietà.La fermezza si esprime nel contrasto alla clandestinità che oltre a collocarsi nell’ambito dell’economia irregolare del lavoro nero, rappresenta fonte di inquietudine sociale per i suoi potenziali risvolti criminosi.L’opportunità di governare l’immigrazione parte dal presupposto che è sbagliato ipotizzare il blocco delle frontiere, perché la povertà dei paesi da cui si origina il flusso migratorio persisterà. Inoltre, il lavoro extracomunitario mantiene vitali determinati settori produttivi, pertanto ha una valenza economica positiva che non possiamo mortificare, ma assecondare, agevolando l’effettiva integrazione degli immigrati.L’integrazione costituisce un fattore di contenimento dei possibili focolai di rivolta sociale animati dalla discriminazione che promuove un risentimento dell’escluso.Dice Rifkin in Il Sogno Europeo:“…la discriminazione perpetua il ciclo povertà-alienazione e alimenta le fiamme della rivolta sociale, generando un circolo vizioso che non è facile spezzare. A ciò si aggiunga che spesso i i genitori immigrati non hanno la capacità di esercitare sui figli il controllo parentale che, nella comunità di origine, avrebbero esercitato tradizionalmente. L’indebolimento dell’autorità della famiglia, combinato con la povertà e con il senso di sradicamento, costituisce un potente fattore di innesco di comportamenti criminosi ed antisociali”.Come non sono tollerabili azioni discriminatorie verso coloro che intendono agire nell’ambito della legalità e inserirsi nella società ospitante, accettandone i valori comuni come esito di una sedimentazione culturale ancestrale, altrettanto intollerabili risultano forme di importazione della criminalità, che rifiutano il sistema cogente del diritto nazionale.L’invecchiamento progressivo della popolazione italiana –ed europea- e lo scarso indice di natalità, debbono imporre una politica di promozione della famiglia e della natalità.“L’età media in Europa, oggi di 37,7 anni, nel 2050 sarà di 52,3, mentre nello stesso periodo negli Stati Uniti l’età media non toccherà i 35,4 anni”(in J. Rifkin, già citato). Le analisi previsionali sostengono che la popolazione europea al 2050 diminuirà del 13%. Sono dati sui quali riflettere e non per ritenere l’immigrazione un fenomeno “necessitato” anche per sostenere la competitività economica del sistema europeo, o per lo meno non soltanto per questo. In primo luogo una sera e programmata politica demografica, fatta di concreti sostegni alla famiglia e alla natalità. Contemporaneamente occorrerà anche dotarsi di una strategia politica che favorisca l’integrazione partecipata, rispettosa e sentita, in cui i diritti siano affiancati dai doveri, respingendo con “tolleranza zero” i fautori della decomposizione della struttura sociale e culturale dei paesi di accoglienza perché non ambiscono ad integrarsi ma a disintegrare.Dice Pera in Senza Radici:“Integrare è diverso da aggregare, profondamente diverso: l’integrazione presuppone un dialogo a partire dalla mia posizione (a partire dai valori propri), l’aggregazione presuppone l’accondiscendenza. L’integrazione non implica la parità delle posizioni di partenza; implica la pari disponibilità ad accettare l’eventuale approdo comune.”Il maggior indice di natalità proprio delle popolazioni di cultura mussulmana e non, provenienti dall’Africa è un dato di fatto: da ciò può ipotizzarsi, rebus sic stantibus, cioè in assenza di una strategia politica complessa, che ad una politica di sostegno e promozione della famiglia e della natalità affianchi una strategia di valorizzazione e conservazione dei propri connotati culturali caratteristici, una preponderanza demografica di tali popolazioni nel vecchio continente. L’inerzia sarà causa di una progressiva estinzione fisica e culturale del Vecchio Continente. Senza alimentare posizioni razziste o discriminatorie, occorre agire con la consapevolezza che abbiamo l’obbligo morale di preservarci come cultura e impedire che gli ingressi di oggi siano il primo passo della colonizzazione di domani, pretendendo e, se occorre, imponendo a chi vuole soggiornare nei nostri territori, il rispetto dei nostri valori, l’osservanza delle nostre leggi, il riconoscimento dei principi fondamentali su cui si basa la nostra Costituzione.La Carta Costituzionale contiene valori sociali che sono stati ispirati anche dalla tradizione cristiana: la sua accettazione soltanto può rappresentare la vera volontà di effettiva integrazione e di consapevole rispetto delle regole del Paese ospitante.Se non reagiamo, il rischio è l’estinzione della nostra cultura per l’effetto congiunto della depressione demografica e del radicalismo religioso.Al giorno d’oggi non esistono più sistemi culturali confinati negli ambiti nazionali. La mobilità insita nel concetto di globalizzazione rende la diaspora culturale un viaggio non di sola andata: i sistemi di comunicazione mantengono vitali i rapporti con le fonti culturali da cui si trae incessante alimento. Il modello di interazione può definirsi reticolare, instaurando un collegamento ininterrotto tra i vari nodi che compongono la rete. Difendere e perorare la propria specificità culturale, la propria identità, pretendendone il rispetto, non significa trincerarsi dietro posizioni xenofobe. Le diversità debbono coabitare, rispettarsi, riconoscersi e conservare ciascuna la propria tradizione,senza imporsi sulle altre perché la propria “origine” non deve coincidere con la “fine” delle altre fonti culturali.Come esempio concreto di integrazione in atto, possiamo esaminare la riunificazione europea a 25 stati, che rappresenta un caleidoscopio di identità e di sentimenti che si armonizzano in una nuova comunità europea che si riconosce nell’UNITA’ NELLA DIVERSITA’. Questo è il principio che meglio condensa i propositi integrativi e quelli di preservazione della ricchezza identitaria. L’Europa come collettore di identità diverse che confluiscono in una comune cornice istituzionale, integrandosi senza alcuna propensione o volontà di sopraffazione, in quanto consapevoli delle comuni radici.“Radicizzare” una identità è cosa ben diversa dal “radicalizzarla” perché non vi è alcun intento finalizzato a rivestire l’essenza di una tradizione (culturale, storica, religiosa,…) con l’abito dell’intolleranza.Il presupposto dell’autentica integrazione è rappresentato da una realtà nella quale inserirsi: NON CI SI INTEGRA NEL NULLA!Occorre per questo avere piena consapevolezza delle proprie tradizioni culturali, per potersi confrontare con “altre” tradizioni e per pretendere che queste “altre” tradizioni ad esse si adeguino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-3650745030564699061?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/3650745030564699061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=3650745030564699061' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3650745030564699061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3650745030564699061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2009/10/principi-guida-per-una-possibile.html' title='Principi guida per una possibile politica di integrazione'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-1614420580093499019</id><published>2009-10-25T19:46:00.001+01:00</published><updated>2009-10-25T19:50:33.054+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ANTIMAFIA'/><title type='text'>Palermo. Dava notizie di mafia:giornalista punita.</title><content type='html'>Palermo. Dava notizie di mafia:giornalista punita&lt;br /&gt; domenica 9 agosto 2009 alle ore 11.35&lt;br /&gt;PalermoDava notizie di mafiagiornalista punitaInserire notizie di crona-ca giudiziaria che riguardanopolitici sotto processo per ma-fia nella rassegna stampa rovi-na “i sani interessi aziendali”dell’Ast, l’Azienda Siciliana trasporti. Per questo motivola Giornalista Valeria Giarrus-so, dipendente dell’azienda, èstata sollevata dall’incarico direalizzare, appunto, la rasse-gna stampa. Nei suoi confron-ti il Presidente dell’Ast, Dario Lo Bosco, ha pure avviato unaContestazione “a tutela” della società. Questa la notizia, come riportata dalla Stampa del 6 agosto a pag.18. Non so se e con quanta evidenza altri quotidiani nazionali l’abbiano riportata, né tantomeno so come si siano comportati i giornali siciliani. Certo, nella stessa pagina della Stampa quel giorno la notizia più importante, titolo su quattro colonne e foto, era dedicata allo sciopero dei bagnini sulle spiagge di Rimini.Qualche settimana prima tutti i giornali avevano dedicato chi più chi meno ampi spazi al ricordo dell’eccidio mafioso in cui fu assassinato il giudice Paolo Borsellino. Ma, passato l’anniversario e la sua celebrazione, torna il silenzio. Fatti come quello della giornalista di Palermo rimossa dall’incarico perché inseriva notizie di cronache giudiziarie riguardanti politici sotto processo per mafia, sono invece ancora più gravi di un omicidio perpetrato, perché spiegano meglio e più di ogni indagine sociologica o di ogni inchiesta parlamentare, come e perché la mafia in Sicilia, malgrado tutti i colpi che Magistratura e Forze dell’Ordine continuano a infliggerle continui a prosperare. Ovviamente non conosco gli sviluppi dei fatti, ma mi piacerebbe apprendere che il Sig. Dario Lo Bosco sia stato rimosso dalla carica. In attesa, vorrei non essere il solo ad esprimere solidarietà alla Sig.ra Giarrusso: propongo che le rassegne stampa realizzate dai Comuni, dalle Provincie e dalle Regioni OBBLIGATORIAMENTE contengano notizie tratte dalle cronache giudiziarie locali o nazionali riguardanti la mafia.&lt;br /&gt;P.S. Dopo una settimana, sempre da La stampa si è appresa che la mobilitazione registratasi in tutta Italia, ha fatto revocare l'annunciato trasferimento della giornalista&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-1614420580093499019?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/1614420580093499019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=1614420580093499019' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/1614420580093499019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/1614420580093499019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2009/10/palermo-dava-notizie-di.html' title='Palermo. Dava notizie di mafia:giornalista punita.'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-9116161842668439527</id><published>2009-03-16T19:48:00.002+01:00</published><updated>2009-03-16T19:56:41.773+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mutuo Sociale'/><title type='text'>Mutuo Sociale:potrebbe diventare realtà in Piemonte</title><content type='html'>Il Consigliere Comunale Aldo ROVITO, Segretario Provinciale de LA DESTRA,ha depositato presso la segreteria del Consiglio Comunale di Alessandria il progetto di legge regionale d'iniziativa del Comune di Alessandria, per facilitare l'accesso del risparmio alla proprietà della prima casa d'abitazione, attraverso il sistema del Mutuo Sociale.Se la proposta sarà approvata dal Consiglio Comunale di Alessandria, essa diverrà proposta di legge del Comune di Alessandria al Consiglio Regionale del Piemonte. Finalità della Legge è di dare una casa a chi non ce l'ha e non può permettersi i costi perversi di un mutuo bancario o di un canone di locazione usuraio. Con la originale formula del Mutuo Sociale (ideata dai giovani di "&lt;strong&gt;CasaPound" di Roma&lt;/strong&gt; e fatta propria dal programma de &lt;em&gt;LA DESTRA&lt;/em&gt; di &lt;strong&gt;Storace&lt;/strong&gt; nel Congresso dello scorso Novembre), invece anche chi ha un basso reddito può accedere alla proprietà della casa, in quanto la rata mensile versata dagli assegnatari rappresenta una quota, in nessun caso superiore ad un quinto del reddito del nucleo familiare assegnatario del totale del debito - calcolato aggiungendo al costo di costruzione dell'alloggio la quota interessi sulla base del tasso ufficiale annualmente stabilito - ripartito secondo piani di ammortamento personalizzati, appunto, sulla base del reddito disponibile del nucleo familiare assegnatario e, se necessario, rimodulati secondo le variazioni del reddito di riferimento. Inoltre la proposta del Consigliere Rovito prevede anche che, in fase di realizzazione delle nuove costruzioni, siano privilegiati criteri di bioarchitettura tradizionale, a bassa densità abitativa,e siano applicate tecniche innovative in materia di fonti energetiche rinnovabili e siano previsti ampi spazi verdi comuni, attrezzati e fruibili dagli abitanti.Da precisare che la formula del Mutuo Sociale non rientra nel sistema di assistenza alloggiativa, sistema che, peraltro, rimane in vigore, ma presuppone un rapporto “vita natural durante” tra la famiglia proprietaria dell’alloggio costruito dal dipartimento per il Mutuo Sociale e il Dipartimento stesso e pertanto è applicabile solo ai cittadini italiani residenti nella Regione Piemonte da almeno 5 anni. Alleghiamo il testo integrale della proposta del Consigliere Rovito. &lt;br /&gt;&lt;a name="PDL"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Proposta di legge  Regionale di iniziativa del Comune di Alessandriaper facilitare l’accesso del risparmio alla proprietà della casa in attuazione dell’art. 47, Comma 2 della Costituzione, attraverso l’istituzione dei Dipartimenti Regionali  per il  Mutuo Sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Relazione al Progetto di Legge&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Si è solennemente celebrato l’anno scorso il  60°  anniversario della entrata in vigore  della Costituzione della Repubblica Italiana.&lt;br /&gt;Sino ad oggi non è stato varato alcun provvedimento che abbia realmente garantito l’accesso del risparmio popolare alla proprietà della abitazione, come impone la Carta fondamentale del nostro Stato.&lt;br /&gt;Occorre prendere altresì atto dell’emergenza casa, che, ancora di recente è stata denunciata da un rapporto dell’ANCE, elaborato su dati della Banca d’Italia in questi termini:”In Italia si fa più difficile comprarsi la casa, ma anche l’alternativa dell’affitto, e questo non lascia scampo a troppe persone a reddito basso e anche medio: per quasi il 2% delle famiglie con mutuo – la frangia più disagiata-  il peso delle rate si sta avvicinando alla quota (insostenibile) della metà del reddito complessivo. Più precisamente, ipotizzando un periodo di ammortamento di 15 anni per le famiglie con reddito inferiore ai 12.00 euro l’anno il peso delle rate costituisce il 44,2% degli introiti (+ 11% rispetto al 2004). A trovarsi in tali condizioni è per l’esattezza l’1,7% delle famiglie con mutuo., ma&lt; se i tassi saliranno ancora sarà presto raggiunta e superata la soglia del 2%.&lt;br /&gt;I problemi però non riguardano solo le fasce dei percettori di redditi più bassi, perché le difficoltà investono anche le famiglie a medio reddito. Molti nuclei familiari che vivono in affitto trovano difficoltà a pagare il canone mensile. In generale il reddito medio delle famiglie in affitto è inferiore di circa il 40% rispetto a quello delle famiglie proprietarie, ma anche chi ha un reddito non modesto fatica a mantenersi l’alloggio in locazione.. Infatti nel periodo 1997/2007 l’incremento dei canoni è stato pari a circa il 50% nelle aree urbane e questo ha contribuito a peggiorare la situazione economica delle famiglie in affitto. Il canone medio annuo di affitto corrisposto dalle famiglie nel 2006 è stato pari a 4.120 Euro, pari al 19,4% del reddito medio familiare (che sale al 27,9% se si aggiungono le spese di condominio e quelle per il riscaldamento, il gas e l’acqua.&lt;br /&gt;Ma nelle medie e grandi città l’incidenza dei canoni d’affitto, per i nuclei familiari compresi tra i 10.500 e i 21.500 euro annui nell’ipotesi più favorevole di locazioni ai canoni più bassi (rilevabili nelle zone più periferiche), inciderebbe per il 40,5% del reddito nelle grandi città e per il 33,6% nelle città intermedie. Mutuo impossibile, affitto proibitivo: come si fa a vivere? E si aggiunga che le famiglie in queste condizioni sono aumentate per la grave crisi finanziaria ed economica che, a far tempo dalla seconda metà dello scorso anno ha investito il nostro Paese e sono destinate ad aumentare almeno fino al 2010.&lt;br /&gt;Occorre pertanto porre mano seriamente ad un progetto di attuazione del principio costituzionale richiamato in premessa, e cioè favorire nella nostra Regione l’effettivo accesso del risparmio delle famiglie piemontesi alla proprietà non speculativa dell’abitazione familiare.&lt;br /&gt;Con la presente proposta di legge si intende impegnare la regione a costruire case da assegnare in proprietà a chi non ne possiede una. La famiglia, pagate le rate del Mutuo Sociale diventa proprietaria del 95% della casa. Il restante 5% rimane di proprietà della Regione che lo inserisce nel proprio patrimonio indisponibile.&lt;br /&gt;Di fatto la casa acquistata con il Mutuo Sociale non si trasforma in capitale economico speculativo, ma adempie esclusivamente alla sua funzione naturale che è quella di dare un tetto alla famiglia: il proprietario infatti non potrà rivenderla, ipotecarla, affidarla a terzi.&lt;br /&gt;La formula del Mutuo Sociale non rientra nel sistema di assistenza alloggiativa, sistema che, peraltro,  rimane in vigore, ma presuppone un rapporto “vita natural durante” tra la famiglia  proprietaria dell’alloggio costruito dal dipartimento per il Mutuo Sociale e il Dipartimento stesso e pertanto è applicabile ai cittadini italiani residenti nella Regione Piemonte da almeno 5 anni.&lt;br /&gt;Una particolare attenzione è riservata nella p.d.l. a che, in fase di realizzazione delle nuove costruzioni, siano privilegiati criteri di bioarchitettura tradizionale, a bassa densità abitativa,e siano applicate tecniche innovative in materia di fonti energetiche rinnovabili e siano previsti ampi spazi verdi comuni attrezzati e  fruibili dagli abitanti.&lt;br /&gt;La realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria sarà a carico dell’impresa costruttrice, la quale avrà come contropartita la disponibilità di parte dei locali destinati ad uso commerciale previsti dal progetto di edificazione del nuovo insediamento, locali che l’impresa potrà gestire in proprio o immettere liberamente sul mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In attuazione della presente Legge tutto il patrimonio immobiliare “utile” costituito da terreni ovvero da stabili già costruiti, ma non occupati, sarà iscritto con la Legge Regionale di Bilancio nel patrimonio dei Dipartimenti per il Mutuo Sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Progetto di Legge&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Art. 1&lt;br /&gt;(Finalità)&lt;br /&gt;&lt;a name="art1_com1"&gt;1. &lt;/a&gt;In attuazione dell’art. 47, Comma 2 della Costituzione della Repubblica Italiana, presso ciascuna delle Aziende Territoriali per la Casa (A.T.C.) di cui all’art. 3 della L.R. n. 11/1993 e s.m.i. sono istituiti i Dipartimenti Regionali per il Mutuo sociale, di seguito denominati Dipartimenti dotati di propria autonomia, secondo quanto disposto dal successivo articolo 3, comma 2, con specifiche funzioni atte a garantire la realizzazione e la vendita, con la formula del Mutuo Sociale, di manufatti di edilizia residenziale pubblica destinati all'assistenza abitativa.&lt;br /&gt;&lt;a name="art1_com2"&gt;2.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tutto il patrimonio immobiliare destinato all'assistenza abitativa deve entrare nella sfera della proprietà dei legittimi assegnatari, attraverso assegnazioni, per gli stabili di nuova costruzione, ovvero attraverso cessioni, così come disposto dall'articolo 6, con la formula del Mutuo Sociale.&lt;br /&gt;Art. 2&lt;br /&gt; (Principi, funzioni e compiti)&lt;br /&gt;1.&lt;br /&gt;I Dipartimenti Regionali per il Mutuo Sociale sono muniti di completa autonomia finanziaria,  gestionale e di bilancio rispetto ad altri dipartimenti e enti regionali. Tutti i beni demaniali trasferiti alla Regione, dovranno annualmente essere iscritti nello stato patrimoniale dei dipartimenti, con la legge di bilancio regionale. Ai dipartimenti è concessa facoltà di reperire fondi anche dal mercato privato ovvero da aziende pubbliche, per mezzo di convenzioni, sponsorizzazioni ed analoghe formule contrattuali, secondo la logica dell'integrazione tra settori pubblico e privato.&lt;br /&gt;2.&lt;br /&gt;Le procedure di evidenza pubblica dovranno costituire, per le aziende appaltatrici, semplice prestazione di servizi. In nessun caso gli aggiudicatari del bando entrano in possesso del manufatto edile, che invece è iscritto nell'attivo patrimoniale del dipartimento. La procedura di aggiudicazione non potrà prevedere ribassi, in quanto il valore del manufatto dovrà coincidere con il suo prezzo di costo - calcolato sulla base del costo di materiali di qualità e di mano d'opera qualificata - e dovrà tener conto unicamente della rispondenza del progetto ai principi di cui alla presente legge, della capacità realizzativa e innovativa dell'impresa, dell'impatto occupazionale e ambientale e di altri criteri stabiliti di volta in volta.&lt;br /&gt;Le opere di urbanizzazione primaria sono a carico della Impresa costruttrice, alla quale viene assegnata, a copertura di tali spese, la proprietà di parte dei locali commerciali previsti dal progetto. Qualora l’Impresa non intenda mantenere la proprietà di tali locali, essi potranno essere ceduti sul libero mercato, con l’unico vincolo della destinazione d’uso prevista originariamente in sede di progettazione. Al termine della costruzione di tutti i locali commerciali individuati dal progetto, verranno assegnati con il vincolo della destinazione stabilita, in sede di aggiudicazione, secondo le indicazioni del comune su cui l'immobile insiste.&lt;br /&gt;3.&lt;br /&gt;Ai Dipartimenti Regionali per il Mutuo Sociale, per il miglior conseguimento delle finalità previste dalla presente legge, sono altresì assegnate le seguenti funzioni:&lt;br /&gt;ricerca, recupero e riqualificazione di edifici, di proprietà dello Stato e degli enti locali, in stato di abbandono o illegalmente occupati;&lt;br /&gt;sperimentazione e realizzazione di modelli di architettura tradizionale con riferimento a nuovi insediamenti a bassa densità abitativa anche con ipotesi di sostituzione edilizia ai fini della riqualificazione sociale ed ambientale dei quartieri, nel rispetto del principio di sostenibilità e valorizzazione delle tecniche innovative in materia di fonti energetiche rinnovabili, recuperabili o alternative, anche in collaborazione con università, istituti culturali e di ricerca pubblici e privati e con gli ordini professionali;&lt;br /&gt;studio, progettazione e realizzazione urbanistico - edilizia, manutentivo - gestionale e di assetto territoriale su incarico di enti pubblici e di privati.&lt;br /&gt;4.&lt;br /&gt;I quartieri di nuova costruzione dovranno rispondere a criteri di bioarchitettura tradizionale, a bassa densità abitativa, con tecniche innovative in materia di fonti energetiche rinnovabili e spazi comuni da destinare ad aree verdi attrezzate fruibili dagli abitanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 3&lt;br /&gt;(Requisiti soggettivi)&lt;br /&gt;&lt;a name="art2_com1"&gt;1.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I Dipartimenti Regionali per il Mutuo sociale hanno lo scopo di garantire il diritto alla proprietà della casa a tutti coloro i quali siano in possesso dei seguenti requisiti soggettivi:&lt;br /&gt;&lt;a name="art2_com1_let1"&gt;a)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cittadinanza italiana;&lt;br /&gt;&lt;a name="art2_com1_let2"&gt;b)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;residenza anagrafica o attività lavorativa esclusiva o principale nel comune o in uno dei comuni compresi nell'ambito territoriale cui si riferisce il bando di concorso, da almeno dieci anni, salvo che si tratti di lavoratori destinati a prestare servizio presso nuovi insediamenti produttivi compresi nel suddetto ambito o di lavoratori emigrati all'estero, per i quali è ammessa la partecipazione per un solo comune;&lt;br /&gt;&lt;a name="art2_com1_let3"&gt;c)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;mancanza di titolarità di diritti di proprietà o usufrutto su qualsiasi alloggio sul territorio nazionale, sempre che l'alloggio non sia utilizzabile o sia perito senza dar luogo al risarcimento del danno o sia stato espropriato per pubblica utilità.&lt;br /&gt;2.&lt;br /&gt;Resta inteso che per le categorie di cittadini privi dei requisiti enunciati, restano in vigore  tutte le altre forme di assistenza alloggiativa.&lt;br /&gt;&lt;a name="art2_com3"&gt;3.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L' accesso al Mutuo Sociale si effettua in base ad una graduatoria che verrà compilata dal Dipartimento regionale per il Mutuo sociale. Restando fermo il principio che il criterio di accesso è quello di non essere proprietari di altro immobile, le graduatorie che verranno stilate adotteranno il principio di priorità per le situazioni di disagio immediato. Avranno la precedenza i non proprietari con sfratto esecutivo e la graduatoria sarà stilata,  garantendo il principio di priorità all'accesso partendo dalle fasce sociali economicamente svantaggiate, secondo le norme di cui al regolamento d’attuazione che dovrà essere approvato dalla Giunta Regionale entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge.&lt;br /&gt;&lt;a name="art3_com2"&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="art4"&gt;Art. 4&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(Mutuo sociale)&lt;br /&gt;&lt;a name="art4_com1"&gt;1.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le competenze in materia dei Comuni e degli ATC di cui alla L.R. n. 11/1993 e s.m.i. rimangono invariate.&lt;br /&gt;2.&lt;br /&gt;La formula dell'assegnazione subisce invece una radicale modificazione, in quanto l’assegnazione costituisce un vero e proprio passaggio di proprietà.&lt;br /&gt;&lt;a name="art4_com2"&gt;2.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La rata mensile versata dagli assegnatari rappresenta una quota, in nessun caso superiore ad un quinto del reddito del nucleo famigliare assegnatario del totale del debito - calcolato aggiungendo al costo di costruzione dell'alloggio la quota interessi sulla base del tasso ufficiale annualmente stabilito - ripartito secondo piani di ammortamento personalizzati, appunto, sulla base del reddito disponibile del nucleo familiare assegnatario e, se necessario, rimodulati secondo le variazioni del reddito di riferimento.&lt;br /&gt;&lt;a name="art4_com3"&gt;3.&lt;/a&gt;&lt;a name="art4_com4"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se tutti i membri maggiorenni del nucleo familiare risultano disoccupati, la famiglia può dichiarare lo stato di “totale disoccupazione” ed il pagamento delle rate viene sospeso senza che si perda il diritto di proprietà. La famiglia riprenderà il pagamento delle rate quando tornerà ad avere introiti economici.&lt;br /&gt;&lt;a name="art4_com5"&gt;4.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Estinto il finanziamento, il novantacinque per cento dell'alloggio entra nella piena disponibilità della famiglia assegnataria; il restante cinque per cento resta di proprietà del dipartimento, il quale provvede ad iscriverlo in bilancio quale attività patrimoniale indisponibile. La quota di proprietà del dipartimento tuttavia costituisce vincolo nei confronti degli assegnatari, i quali, in alcun modo, possono alienare, affittare, concedere, a qualsiasi titolo, a terzi, prestare in garanzia o ipotecare l'immobile.&lt;br /&gt;5.&lt;br /&gt;L'immobile ottenuto con la formula del Mutuo sociale è economicamente inerte. I successivi passaggi che caratterizzeranno la vita del bene saranno sempre soggetti a verifica da parte del dipartimento, secondo quanto disposto dal regolamento attuativo.&lt;br /&gt;Art. 5&lt;br /&gt;(Decadenza dall’assegnazione dell’alloggio con la formula Mutuo Sociale)&lt;br /&gt;&lt;a name="art5_com1"&gt;1.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'assegnatario di alloggio di edilizia residenziale pubblica ottenuto con la formula Mutuo Sociale decade automaticamente dall' assegnazione ed il contratto di locazione è risolto di diritto, con restituzione all'assegnatario del capitale versato fino a quel momento con le rate di Mutuo sociale e conseguente rientro da parte del Dipartimento regionale per il Mutuo sociale nella totale disponibilità dell'alloggio, al momento dell'accertamento da parte dell'ente gestore di una delle seguenti condizioni:&lt;br /&gt;&lt;a name="art5_com1_let1"&gt;a)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;aver ceduto a terzi, in tutto o in parte, l'alloggio assegnatogli;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="art5_com1_let2"&gt;b)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;non abitare stabilmente l'alloggio assegnatogli, salvo il caso in cui l'ente gestore non lo autorizzi per gravi motivi;&lt;br /&gt;&lt;a name="art5_com1_let3"&gt;c)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;aver mutato la destinazione d'uso dell'alloggio;&lt;br /&gt;&lt;a name="art5_com1_let4"&gt;d)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;svolgere nell'alloggio attività illecite, accertate sulla base delle risultanze dell'autorità giudiziaria competente;&lt;br /&gt;&lt;a name="art5_com1_let5"&gt;e)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;mancato pagamento della quota di Mutuo sociale in presenza di introiti economici accertati;&lt;br /&gt;&lt;a name="art5_com1_let6"&gt;f)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;essere diventato proprietario anche in parte di altro immobile destinato ad uso abitativo su tutto il territorio nazionale.&lt;br /&gt;&lt;a name="art6"&gt;Art. 6&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(Alienazione del patrimonio immobiliare regionale)&lt;br /&gt;&lt;a name="art6_com1"&gt;1.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'intero patrimonio immobiliare regionale deve essere alienato con la formula del Mutuo Sociale, ai legittimi assegnatari, che siano in possesso dei requisiti di cui al predetto art. 3. Il prezzo di vendita sarà calcolato decurtando dal valore dell'immobile, l'ammontare di quanto già versato a titolo di canone. L'importo eventualmente residuo, sarà ripartito in rate mensili secondo il meccanismo previsto dall'articolo 4.&lt;a name="ann1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-9116161842668439527?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/9116161842668439527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=9116161842668439527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/9116161842668439527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/9116161842668439527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2009/03/mutuo-socialepotrebbe-diventare-realta.html' title='Mutuo Sociale:potrebbe diventare realtà in Piemonte'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-5858330275582535505</id><published>2009-01-18T14:11:00.000+01:00</published><updated>2009-01-18T14:13:13.167+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Vogliamo una lista unica di Destra alle Elezioni Europee del 2009!!!</title><content type='html'>Vogliamo una lista unica di Destra alle Elezioni Europee del 2009!!!&lt;br /&gt;Globale&lt;br /&gt;&lt;a name=""&gt;&lt;/a&gt;Informazioni di base&lt;br /&gt;Tipo:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/s.php?k=200000010&amp;amp;c1=3"&gt;Organizzazioni&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://www.facebook.com/s.php?k=200000010&amp;amp;c1=3&amp;amp;c2=51"&gt;Organizzazioni politiche&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Descrizione:&lt;br /&gt;Riuniamo la destra italiana.Invitiamo i seguenti partiti/associazioni/movimenti a presentare una lista unica alle elezioni europee del 2009:_ La Destra_ Movimento Sociale Fiamma Tricolore_ Forza Nuova_ Movimento Idea Sociale_ Nuovo MSI - Destra Nazionale_ Nuova Destra Sociale_ Casa Pound Italia_ Fronte Verde_ Movimento No EuroSecondo passo: PARTITO UNICO DI DESTRA (&lt;a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=48921297845" target="_blank"&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=48921297845&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;Notizie recentiAdesioni:PARTITI:_ Nuova Destra Sociale - Identità, Rivoluzione, TradizioneSINDACATI:_ COSNIL (Confederazione Sindacati Italiani Lavoratori)MOVIMENTI/ASSOCIAZIONI/CIRCOLI:_ Movimento Sociale Nazionalista (M.S.N.)_ Associazione "Salerno Futurista"_ Movimento "Augusto"_ Circolo "Fiamma di Capitanata"BLOG:_ Archivio Non Conforme (&lt;a href="http://archiviononconforme.blogspot.com/" target="_blank"&gt;http://archiviononconforme.blogspot.com/&lt;/a&gt;)_ Figli Della Lupa (&lt;a href="http://figlidellalupa.blogspot.com/" target="_blank"&gt;http://figlidellalupa.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-5858330275582535505?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/5858330275582535505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=5858330275582535505' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5858330275582535505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5858330275582535505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2009/01/vogliamo-una-lista-unica-di-destra-alle.html' title='Vogliamo una lista unica di Destra alle Elezioni Europee del 2009!!!'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-928836233791286893</id><published>2009-01-18T14:06:00.001+01:00</published><updated>2009-01-18T14:08:25.716+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ANTIMAFIA'/><title type='text'>Menzogne su Borsellino di Salvatore Borsellino</title><content type='html'>Leggo sul sito dell'Espresso una lettera di Nicola Mancino titolata "Verità su Borsellino" nella quale Mancino continua piuttosto ad insistere nelle sue menzogne, o nel migliore dei casi, nelle sue croniche amnesie.. Ne riporto alcuni passi : "Escludo in maniera categorica che lo Stato abbia trattato con esponenti della mafia (dal servizio del settimanale sembrerebbe con Riina tramite Ciancimino): nessuno dei vertici delle forze di polizia me ne parlò né chiese il mio parere....". Ora sul fatto che una "trattativa" ci sia stata credo che non ci sia ormai più ombra, di dubbio. Ci sono delle sentenze, dei processi e delle indagini in corso al riguardo e solo una persona in assoluto stato confusionale potrebbe affermare il contrario. Se ci sono dei punti controversi riguardano solo il fatto che la trattativa stessa sia iniziata dopo la strage di Via D'Amelio, come affermano Mori e De Donno che la trattativa condussero in prima persona con Vito Ciancimino, o se, come ha rivelato di recente Massimo Ciancimino, il figlio di Vito, che per il padre faceva da corriere, tale trattativa sia iniziata a metà Giugno, dopo la strage di Capaci e quindi, come io sostengo da tempo e come adesso cominciano a ipotizzare anche i magistrati incaricati delle inchieste a Caltanissetta a Palermo e a Firenze, possa essere stata la causa scatenante dell'assassinio di Paolo e della sua scorta. Sarebbe più semplice per Mancino sostenere, come sostiene, soltanto che lui sia stato tenuto all'oscuro di questa trattativa, il fatto invece che escluda "in maniera categorica" che questa trattativa sia mai avvenuta non fa altro che mettere in evidenza la sua mala fede. Dice ancora Mancino : "Per quanto riguarda il mio presunto incontro con il giudice Borsellino il primo luglio 1992, giorno del mio insediamento al Viminale, ai magistrati di Caltanissetta, che mi interrogarono come testo nel 1998, ebbi a dire - e tuttora confermo - di non averne memoria - non conoscevo fisicamente quel magistrato, ma non ho escluso che fra le tante strette di mano pre congratularsi con me ci potesse essere anche quella del giudice Borsellino". Queste parole mi indignano, signor Mancino, la mano di Borsellino non era una mano qualsiasi tra tante altre, era la mano di un giudice che in quei giorni sapeva, come tutti gli Italiani sapevano, tranne lei a quanto pare, che era solo questione di giorni perchè arrivasse la sua morte annunciata, era la mano di un morto che camminava e lei non si può permettere di sostenere che "non conoscevo fisicamente quell giudice". Dovrebbe allora sostenere che dalla strage di Capaci in poi lei non abbia più letto i giornali o guardato la televisione, Paolo in quei giorni compariva in tutti i telegiornali e la sua fisionomia, la sua immagine, avrebbe dovuto essere stampata nella sua testa, come lo e era in quella di tutto il resto degli italiani. E ancora: "Nessuno me lo presentò, neppure il capo della Polizia Parisi, che pure nel pomeriggio di quel giorno, mi aveva chiesto se avessi avuto nulla in contrario a che il dott. Borsellino mi venisse a salutare". Forse farebbe meglio, signor Mancino, a continuare ad insistere sulla sua amnesia e non aggiungere altri particolari che rendono meno verosimili le sue affermazioni, oppure ci dovrebbe spiegare perchè il dott. Parisi avrebbe dovuto a ipotizzare che lei potesse avere qualcosa in contrario ad incontrare il dott. Borsellino, si trattava forse di una persona pericolosa o a lei poco gradita ? E poi : "non ho mai visto il fratello che pure ingiustamente mi accusa, adesso, di cinica indifferenza prima, - ma soltanto dopo molti anni dal tragico evento, di avere mentito sul fatto di non avere incontrato il fratello". Lei non mi avrà mai incontrato ma io ricordo di averla vista parlare negli anni immediatamente successivi al '92 al tristemente noto "Centro Borsellino" di Palermo e forse avrà notato una persona alzarsi dalla prima fila e allontanarsi dalla sala mentre lei, parlando di Paolo, asciugava una lacrima che riteneva le bagnasse gli occhi, quella persona era il fratello di Paolo Borsellino, una persona che non ha mai sopportato le ipocrisie dello Stato che, come alla Cattedrale di Palermo, si presenta a piangere le persone che ha contribuito a far si che fossero uccise. E infine : "mi riservo ogni azione penale nei confronti del signor Massimo Ciancimino, assurde ingiuriose e calunniose apparendomi le ammissioni di quest'ultimo (conoscenza delle trattative) nei confronti di chi, come me, si è opposto ad ogni ipotesi di trattativa sul caso Moro....". Forse farebbe meglio, on. Mancino, in qualità di vicepresidente del CSM, ad aspettare l'esito delle indagini e dei procedimenti in corso su questo argomento, a meno che le azioni che si riserva non sono le stesse azioni che il CSM ha espletato nei confronti di Luigi De Magistris, di Clementina Forleo o l'ultima, peggiore di ogni altra nei confronti del Procuratore Apicella, cioè dei veri e propria assassinii senza bisogno di tritolo.&lt;br /&gt;Salvatore Borsellino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-928836233791286893?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/928836233791286893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=928836233791286893' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/928836233791286893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/928836233791286893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2009/01/menzogne-su-borsellino-di-salvatore.html' title='Menzogne su Borsellino di Salvatore Borsellino'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-7231202208439725648</id><published>2009-01-18T14:00:00.001+01:00</published><updated>2009-01-18T14:05:49.001+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='INFORMAZIONE LIBERA'/><title type='text'>Le dodici verità dell'informazione</title><content type='html'>CITTA’ DI ALESSANDRIA&lt;br /&gt;Consiglio Comunale&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;Il Consiglio Comunale di Alessandria unanime per la pace nella striscia di Gaza. Approvato l’o.d.g. proposto dal Consigliere Rovito&lt;br /&gt;Nella sua ultima seduta del 29 Dicembre il Consiglio comunale di Alessandria ha approvato all’unanimità un o.d.g. proposto dal Consigliere Rovito (La Destra), con il quale “si invita il Governo Italiano a farsi promotore attivo di ogni attività diplomatica che porti ad una immediata cessazione del conflitto”. Espressa solidarietà alle numerose vittime civili del conflitto, il Consigliere Rovito, nel suo intervento, si è fatto interprete delle preoccupazioni per il propagarsi e l’estendersi del conflitto, che le notizie che di ora in ora si susseguono dal M.O. fanno sorgere. Modificato a seguito di un emendamento proposto dal Capogruppo Maconi (A.N.) l’O.d.g. veniva messo in votazione ed approvato all’unanimità. “Sono lieto, che malgrado qualche intervento sopra le righe, il Consiglio comunale, anche a seguito dell’accoglimento dell’emendamento Maconi, non si sia diviso tra filoisraeliani e filopalestinesi, ma abbia espresso un serio e forte impegno per la pace”, ha commentato il Consigliere Rovito, al termine della seduta, “di ciò sono grato ai capigruppo e al presidente del Consiglio Comunale che hanno consentito alla discussione dell’o.d.g.”&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Questo comunicato, già pubblicato sul blog, non è stato minimamente ripreso dai media locali, probabilmente anche in Alessandria vigono le seguenti&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dodici verità, auree e infallibili, che i media sono obbligati ad adottare:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; 1 - In Medio Oriente, gli arabi attaccano sempre per primi, e Israele difende sempre sé stessa. Questa difesa si chiama “rappresaglia”.&lt;br /&gt;2 - Né arabi, né palestinesi, né libanesi hanno il diritto di uccidere civili. Questo è “terrorismo”.&lt;br /&gt;3 - Israele ha il diritto di uccidere civili. Questa si chiama “legittima difesa”.&lt;br /&gt;4 - Quando Israele uccide civili in modo massiccio, le Potenze Occidentali le chiedono di farlo con cortesia o educazione. Questa si chiama “reazione della comunità internazionale”.&lt;br /&gt;5 - Né i palestinesi né i libanesi hanno il diritto di catturare soldati israeliani all’interno di installazioni militari con sentinelle e postazioni di combattimento. Questo si chiama “rapimento di civili indifesi”.&lt;br /&gt;6 - Israele ha il diritto di rapire tutti i palestinesi o i libanesi che vuole, e in ogni momento o luogo. Le cifre correnti sono di circa 10.000 prigionieri, di cui 300 bambini e 1.000 donne. Non c’è bisogno di nessuna prova della loro colpevolezza. Israele ha il diritto di tenere in carcere questi prigionieri sequestrati tutto il tempo che vuole, anche se si tratta di persone elette democraticamente dai palestinesi. Questa deve essere chiamata “incarcerazione di terroristi”.&lt;br /&gt;7 - Ogni volta che viene menzionata la parola “Hezbollah”, è obbligatorio aggiungere, nella stessa frase, “sostenuta e finanziata da Siria e Iran”.&lt;br /&gt;8 - Quando viene nominata Israele è assolutamente proibito aggiungere “sostenuta e finanziata dagli Stati Uniti”. Questo potrebbe dare l’impressione che il conflitto sia disuguale e che l’esistenza di Israele in fondo non è a rischio.&lt;br /&gt;9 - In ogni dichiarazione su Israele, deve essere evitata ogni menzione delle frasi seguenti: “territori occupati”, “risoluzioni dell’Onu”, “violazioni dei diritti umani” o “Convenzione di Ginevra”.&lt;br /&gt;10 - I palestinesi, come i libanesi, sono sempre “vigliacchi” che si nascondono dietro la popolazione civile, che li odia. Se dormono in alloggi militari insieme alle proprie famiglie, questo ha un nome: “vigliaccheria”. Israele ha il diritto di annientare con bombe e missili gli alloggi dove dormono. Questa deve essere chiamata un’”azione chirurgica, di alta precisione”.&lt;br /&gt;11 - Gli israeliani parlano inglese, francese, spagnolo o portoghese meglio degli arabi. Ecco perché meritano di essere intervistati più frequentemente, e di avere migliori opportunità di spiegare diffusamente al pubblico le regole suddette, da uno a dieci. Questa si chiama “neutralità dei media”.&lt;br /&gt;12 - Chiunque sia in disaccordo con le regole suddette deve essere bollato come un “terrorista antisemita molto pericoloso”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-7231202208439725648?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/7231202208439725648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=7231202208439725648' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7231202208439725648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7231202208439725648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2009/01/le-dodici-verit-dellinformazione.html' title='Le dodici verità dell&apos;informazione'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-4138641111604414476</id><published>2009-01-18T13:58:00.001+01:00</published><updated>2009-01-18T14:00:34.681+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>EUROPEE, SINTESI POLITICA IN AREA A DESTRA PDL, di Teodoro Buontempo</title><content type='html'>(15 Gennaio 2009)&lt;br /&gt;Alla vigilia delle elezioni Europee tutta l’area a destra del PdL ha il dovere di trovare una sintesi politica, per poter parlare con più forza e credibilità a quel vasto mondo del disagio sociale, del non voto e a quegli italiani di ogni ceto sociale che si sentono demotivati dall’impegno politico di fronte al trasformismo, al carrierismo e al qualunquismo di coloro che hanno abbandonato una battaglia ideale in nome del potere, anche a costo di una perdita di dignità personale.&lt;br /&gt;Non c’è tempo da perdere e non ci possono essere personalismi che bloccano l’espressione di una comunità politica che ha il dovere di non cancellare la propria memoria storica e di proiettare, nel futuro, quella grande idea sociale che dagli anni Trenta è stata la sola che abbia garantito equità e sicurezza contro le derive ultraliberiste.&lt;br /&gt;Ciascun soggetto politico del mondo dell’area vasta a destra del PdL deve avere l’umiltà e il coraggio di fare un passo indietro per farne poi due in avanti, al fine di abbattere i recinti all’interno dei quali vorrebbero rinchiudere la nostra comunità.Gli italiani oggi cercano una forza politica alternativa al bipartitismo forzato, una forza che possa rappresentare gli ideali della tradizione e della destra politica, ma essere anche un polo di attrazione per quel voto di sinistra tradito da una classe dirigente asservita al potere finanziario.&lt;br /&gt;Sintesi politica e unità operativa per non essere marginali, ma protagonisti di una battaglia di popolo necessaria per rispondere ai nuovi bisogni, alle nuove povertà e alle insicurezze che derivano anche da una politica autoreferenziale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-4138641111604414476?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/4138641111604414476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=4138641111604414476' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4138641111604414476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4138641111604414476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2009/01/europee-sintesi-politica-in-area-destra.html' title='EUROPEE, SINTESI POLITICA IN AREA A DESTRA PDL, di Teodoro Buontempo'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-4164996990056634651</id><published>2009-01-18T13:55:00.002+01:00</published><updated>2009-01-18T13:58:07.072+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>DESTRA: STORACE, PARLERÒ CON ROMAGNOLI PER IPOTESI INTESA</title><content type='html'>(dal blog del Sen. Storace) Una dichiarazione del Segretario de LA DESTRA e alcuni commenti pubblicati sul sito &lt;a href="http://www.storace.it/"&gt;www.storace.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;16 Gen 2009&lt;br /&gt;“Credo che dopo la manifestazione del 24 gennaio a Napoli vada assunta un’iniziativa politica per dare rappresentanza organica all’area alla destra del PdL. Mi riprometto di parlarne con Luca Romagnoli, prescindendo da quale legge elettorale europea sarà in vigore, per capire se vogliamo introdurre qualche elemento di concreta novità nella politica italiana”. Lo dichiara Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.&lt;br /&gt;12 commenti a “DESTRA: STORACE, PARLERÒ CON ROMAGNOLI PER IPOTESI INTESA”&lt;br /&gt;1.                              Giovanni-Lecce scrive:&lt;br /&gt;Condivido in pieno l’iniziativa del Segretario Nazionale.L’area a destra del PdL non può restare frammentata e confinata.Molta gente di destra è frastornata e disorientata dall’atteggiamento dei ” notabili ” di AN.Bisogna pertanto che la ” DESTRA ” rappresenti un punto di riferimento preciso per il popolo autentico di destra.E’ il momento dell’unità per sempre!Forza Segretario.&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.storace.it/2009/01/16/destra-storace-parlero-con-romagnoli-per-ipotesi-intesa/comment-page-1/#comment-450214#comment-450214"&gt;Lasciato il 16 Gennaio 2009 alle 16:47&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;2.                              &lt;a href="http://www.anxamici.com/"&gt;Nic&lt;/a&gt; scrive:&lt;br /&gt;Bene ma speriamo di non sconfinare nell’ estremismo. Non mi si addice.&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.storace.it/2009/01/16/destra-storace-parlero-con-romagnoli-per-ipotesi-intesa/comment-page-1/#comment-450343#comment-450343"&gt;Lasciato il 16 Gennaio 2009 alle 18:11&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;3.                              Francesco scrive:&lt;br /&gt;Ottimo!! Avanti segretario!!!Unità La Destra - Fiamma Tricolore!!PARTITO UNICO!Una sola destra, una sola fiamma!&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.storace.it/2009/01/16/destra-storace-parlero-con-romagnoli-per-ipotesi-intesa/comment-page-1/#comment-450417#comment-450417"&gt;Lasciato il 16 Gennaio 2009 alle 18:51&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;4.                              &lt;a href="http://parmadestra/"&gt;Mario Bertoli&lt;/a&gt; scrive:&lt;br /&gt;sono totalmente daccordo con l’articolo/auspicio del mio Presidente Teodoro Buontempo e di conseguenza con l’iniziativa politica che si appresta a mettere in atto il segretario Storace!Mario Bertoli segretario provinciale di Parma&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.storace.it/2009/01/16/destra-storace-parlero-con-romagnoli-per-ipotesi-intesa/comment-page-1/#comment-450486#comment-450486"&gt;Lasciato il 16 Gennaio 2009 alle 19:32&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;5.                              alessandro civitavecchia scrive:&lt;br /&gt;condivido&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.storace.it/2009/01/16/destra-storace-parlero-con-romagnoli-per-ipotesi-intesa/comment-page-1/#comment-450653#comment-450653"&gt;Lasciato il 16 Gennaio 2009 alle 22:30&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;6.                              &lt;a href="http://www.ladestrapiazzabologna.blogspot.com/"&gt;RIVOLTA IDEALE - ROMA PIAZZA BOLOGNA&lt;/a&gt; scrive:&lt;br /&gt;PERFETTO!&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.storace.it/2009/01/16/destra-storace-parlero-con-romagnoli-per-ipotesi-intesa/comment-page-1/#comment-450671#comment-450671"&gt;Lasciato il 16 Gennaio 2009 alle 22:42&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;7.                              BARBARIGO scrive:&lt;br /&gt;Bene STORACE questo ti fa onore,la speranza è che non sia un naufragio come Alternativa Sociale,se ognuno mette da parte l’essere per forza protagonista e ci si mette seduti intorno ad un tavolo, tenedo presente i valori che ci unisconoe i comuni caduti in nome di un grande ideale,allora si può veramente parlare di UNITA’ D’AREAALLORA AVANTI TUTTA ED IN BOCCA AL LUPO!!&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.storace.it/2009/01/16/destra-storace-parlero-con-romagnoli-per-ipotesi-intesa/comment-page-1/#comment-450834#comment-450834"&gt;Lasciato il 17 Gennaio 2009 alle 07:16&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;8.                              &lt;a href="http://ladestrapisa.blogspot.com/"&gt;Giuseppe Busceti - PPP&lt;/a&gt; scrive:&lt;br /&gt;superiamo tutti i personalismi e costruiamo una grande forza di destra sociale per il bene del paese. Se l’accordo fosse definitivo non avremmo altro che benefici.&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.storace.it/2009/01/16/destra-storace-parlero-con-romagnoli-per-ipotesi-intesa/comment-page-1/#comment-450839#comment-450839"&gt;Lasciato il 17 Gennaio 2009 alle 08:42&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;9.                              Aldo Rovito La Destra Al. scrive:&lt;br /&gt;Caro Segretario, condivido il Tuo pensiero, ritengo, anzi che bisognerebbe andare più in là: una lista unica per le Europee, non solo con Fiamma tricolore, ma anche con tutti gli altri gruppi minori(?). Ritengo che dobbiamo operare senza escludere nessuno, se non mafiosi, massoni e camorristi, ma nei tanti movimenti di destra che esistono in Italia di tali arnesi non ce ne sono, pertanto agendo con buona volontà e TANTA umiltà, l’obiettivo si può raggiungere. Ritengo comunque che abbiamo il DOVERE storico e morale di provarci SERIAMENTE.&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.storace.it/2009/01/16/destra-storace-parlero-con-romagnoli-per-ipotesi-intesa/comment-page-1/#comment-450997#comment-450997"&gt;Lasciato il 17 Gennaio 2009 alle 12:58&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;10.                          Federico Pulcinelli "Il Fascista Missino"-G.I. Umbria scrive:&lt;br /&gt;Grazie infinite Segretario per quello che sta facendo. La prego di continuare di questo passo, perchè solo con l’unità dell’area della destra sociale potremo rapresentare il nuovo per i cittadini italiani.&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.storace.it/2009/01/16/destra-storace-parlero-con-romagnoli-per-ipotesi-intesa/comment-page-1/#comment-451319#comment-451319"&gt;Lasciato il 17 Gennaio 2009 alle 18:59&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;11.                          lanfranco scrive:&lt;br /&gt;leggo e mi associo. Per me la ricerca dell’unita’ della destra italiana e’ un pilastro portante per il programma politico della DESTRA.&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.storace.it/2009/01/16/destra-storace-parlero-con-romagnoli-per-ipotesi-intesa/comment-page-1/#comment-451611#comment-451611"&gt;Lasciato il 17 Gennaio 2009 alle 22:31&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;12.                          Aldo Rovito La Destra Al. scrive:&lt;br /&gt;Caro segretario, concordo con il Tuo intervento, ed anche con l’intervento del Presidente Buontempo. So benissimo che la strada è molto in salita, che le difficoltà sono molteplici, che in questo nostro strano mondo, dove c’è una immensa ricchezza di idee, c’è anche povertà estrema di umiltà e di autocritica. Sacrificarsi per il bene comune dell’area, sembra una bestemmia, convinto com’è ognuno di noi, del fatto che la propria verità, sia LA VERITA’ ASSOLUTA. Io ti ho seguito ne LA DESTRA per oppormi innanzi tutto al bipolarismo imposto per legge da Veltrusconi, di cui il paventato scioglimento di A.N. nel c.d. “partito unico di c.d.” non sarebbe stato che il primo passo. Per contrastare questo obiettivo, antipopolare ed antidemocratico, occorre che tutto ciò che sta a destra del P.d.L. si unifichi, almeno come cartello elettorale; cominciando a stare insieme si potrà verificare come molte delle presunte differenze, siano solo di facciata; comunque di fronte all’esigenza primaria di battere il bipartitismo che si vuole riproporre, tutto il resto deve passare in seconda linea.&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.storace.it/2009/01/16/destra-storace-parlero-con-romagnoli-per-ipotesi-intesa/comment-page-1/#comment-451739#comment-451739"&gt;Lasciato il 18 Gennaio 2009 alle 12:51&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-4164996990056634651?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/4164996990056634651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=4164996990056634651' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4164996990056634651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4164996990056634651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2009/01/destra-storace-parler-con-romagnoli-per.html' title='DESTRA: STORACE, PARLERÒ CON ROMAGNOLI PER IPOTESI INTESA'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-2018391977707740119</id><published>2009-01-18T13:24:00.001+01:00</published><updated>2009-01-18T13:54:37.391+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Sull'unità dei movimenti "a destra" del P.d.L. di L.Romagnoli</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Articolo di Romagnoli (Segretario Nazionale M.S. Fiamma Tricolare)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque il bipartitismo o lo riescono a imporre ora, oppure, con la crisi e con l'inesorabile calo di consensi che non potrà non coinvolgere i "grandi", sia quelli che amministrano che quelli che fanno o meglio non fanno opposizione (é bene essere chiari, l'opposizione vera la può fare solo chi ha degli eletti nei consessi rappresentativi, altrimenti é l'opposizione di pensiero e limitatissima di parola che possono interpretare i Partiti piccoli e/o i movimenti extraparlamentari, che ne confina l'azione al semplice "solletico delle coscienze"), il quadro dei partiti italiano verrà quindi nuovamente stravolto dai poteri sopra menzionati.A noi rimane essenzialmente un'arma nelle mani, oltre che la doverosa azione di "solletico delle coscienze" e di controinformazione, come da molto tempo sostengo: l'arma ora brandeggiabile é quella della denuncia, il più pubblica e trasparente possibile, delle ingiustizie, dei soprusi dei diritti negati e dei doveri mancati, in sintesi del disagio e dei mali sociali.Ciò che ora sentiamo con più forza è la consapevolezza dell'insufficienza con cui riusciamo a informare sulle nostre proposte, perché per preservare un nesso fra sociale e politico, l'informazione é indispensabile e purtroppo nel regime in cui viviamo da questa siamo da sempre pressoché esclusi. Avremmo dovuto anche, almeno in relazione all'esito delle diverse elezioni, succedutesi dopo le europee del 2004, ridiscutere la "forma" partito novecentesca (tutti coloro che la hanno mantenuta in questi anni, hanno perso consensi), e il significato che ha, non per il militante, ma per l'elettore, la rappresentanza, onde adeguare la "forma" a quest'ultima. Tutto è oggi diverso, mutato, frammentato, individualizzato, e nella precarietà dilagante dell'esistenza invece che vedere un ritorno alle idee e ai sentimenti abbiamo assistito al dilagare del nichilismo, del disimpegno. Peggio: del menefreghismo più becero.In questa temperie una parte delle nostre responsabilità va riconosciuta nell'insufficienza della nostra capacità di trasformare il nostro progetto, la nostra proposta alle domande e necessità dell'oggi: certe questioni/rivendicazioni che girano in rete tra militanti dell'area (scusate inserisco anche quelli, soprattutto i giovani, che da AN stanno transitando nel PDL), lasciano basiti per la contraddittorietà o per l'incapacità di andare oltre la superficialità, francamente becera, che produce giudizi tranciati e spesso assai poco informati sul tutto, giudizi soprattutto incapaci di svincolarsi definitivamente dal "siamo, vorremmo essere, ma dobbiamo invece dire e fare altro". Il quadro bipartitista, é, in effetti, frutto delle ipocrisie e demagogie grilliste/dipietriste, cui si sono unite quelle del giornalismo anticasta e quelle di una sinistra militante che, pur di fare dispetto alla "sinistra già istituzionale", la ha clamorosamente sconfessata e scaricata: sono loro che hanno permesso la velocissima accelerazione che ha portato al PD e quindi al PDL.Loro hanno prodotto, loro hanno incontestabilmente dato il "la" definitivo alla transizione italiana, apertasi con il malnato varo del Partito Democratico e, almeno in apparenza, prossima a chiudersi con la costituente del PDL. Recuperare la capacità del Partito di avere una reale rappresentanza sociale passa per il coinvolgimento sociale e questo non può essere solo militante. Ritengo che ogni ipotesi federativa, che quindi ha come presupposto principale l'alleanza di diversi partiti, è per noi superata dallo stato dei fatti, anche per l'indisponibilità di molte delle altre forze politiche organizzate, a mettersi in discussione e partecipare a un percorso innovativo di riforma dei temi e dei relativi approcci.Oggi quello che è in gioco è non solo la rappresentanza politica della "destra" (uso per comodità questa dizione che so non tutti rappresentare, ma viene assai comoda alla bisogna) ma la sua ragione d'essere, il suo significato profondo, iscritto nella possibilità reale di cambiare il mondo.La "destra" italiana deve rinascere e disegnare il suo profilo nella costruzione di un'opposizione alle politiche di un "centrodestra" o di un "centrosinistra" cercando in primis di rigenerare il nodo tra sociale e politico/ideologico. Già altri molteplici soggetti agiranno in un quadro variabile di opposizione al PDL come al PD, cercando di riannodare quanto sopra detto: sindacati, centri sociali, il movimento di Beppe Grillo/Di Pietro, presto anche organizzazioni semi indipendenti d'immigrati, alcune grandi associazioni (si pensi ad esempio al potere della Lega Ambiente). Rimettere la nostra soggettività al centro della costruzione del corpo sociale per proporre un sistema diverso, richiede grande capacità (senza "rinnegare" nulla), ma comprendendo bene che, oltre al "non restaurare" si deve impostare la proposta sul domani, attraverso apertura, relazione e confronto sui problemi dell'oggi: occupazione/professionalità, assistenza, previdenza, socialità/associazionismo, dignità e sicurezza dell'esistenza, ambiente, in somma, in una parola, "qualità della vita", che oggi molti preoccupa assai più dei massimi sistemi. Altre questioni, soprattutto dello "ieri", oggi, temo, rimangano ormai di nicchia e certamente non di proposta politica. Occorre un'apertura non solo sul versante delle identità, dei contenuti e dei valori, ma sul metodo di trasmetterli, non solo perché si promuovono ma anche perché con questi valori ancora pretendiamo si debba confrontare la cultura dominante che é molto distante dalla nostra. Ma da soli, nel terzo millennio, purtroppo e con tutto l'amaro che quest' ammissione provoca, i valori non bastano.Per quanto sopra occorre tempo, si dirà, ma il tempo te lo toglie in questo caso la contingenza.Con una legge che impone uno sbarramento del 4% e liste bloccate con recupero delle preferenze solo oltre una certa percentuale del voto di lista, probabilmente con il tentativo che già si profila di imporre anche a chi ha il parlamentare eletto/uscente la raccolta delle firme, per essere comunque presente, ci sono solo due possibilità: - un qualche accordo per partecipare nelle liste dei "grandi" in posizione di vaga possibilità d'elezione; - una proposta nazionale unica, che non sia un cartello elettorale o una federazione o un'alleanza come già esperito, ma...insomma, mi viene in mente un unico tentativo per arginare, per provare a resistere a chi, imponendo anche per le europee un sistema anti minoranze, vuole arrivare al controllo maggioritario delle rappresentanze (oggi operato dal cosiddetto centrodestra domani, nella "cultura dell'alternanza" che perseguono, dal centrosinistra, arrivando così a chiudere prima o poi il "cerchio-discorso" che Casini ha perfettamente illustrato nell'intervista al Corriere della Sera del 12 gennaio). Mi sembra quindi che formare un unico Partito, il cui progetto tenti la "missione impossibile" o soccomba nell'impresa (se così sarà), ma dia questa volta, forse per l'ultima volta, agli italiani la possibilità di decretarne non solo elettoralmente, ma anche politicamente il diritto a continuare ad esistere.Se (e solo se anche la legge elettorale per le europee cambierà come si prefigura con uno sbarramento al 4%) formare un Partito unico dal punto di vista pratico si può fare accettando di svolgere una rapidissima assemblea costituente (febbraio) che ratifichi l'assegnazione di quote paritetiche ai tre soggetti ancora rappresentati nell'area (in ordine "storico" di costituzione Fiamma Tricolore, Alternativa Sociale e La Destra), che vincoli i partecipanti a cinque anni d'impegno e militanza assolutamente senza compromessi o accordi con "i grandi", e coinvolga i suddetti nel massimo rispetto delle quote menzionate per la gestione organizzativa e le opportunità di rappresentanza elettiva. Questo, e concludo, si può fare se tutti i menzionati partecipano e soprattutto senza ipocrisie e infingimenti varano e accettano uno statuto e condividono un progetto politico che rimetta al suo posto come finalità l'unica idea guida che ancora si differenzia da quello che é stata la proposta di Alleanza Nazionale e che é tuttora la proposta della "destra liberista": insomma una linea guida che esplicitamente persegua lo Stato nazionale del lavoro e la socializzazione (art. 1 dello Statuto MSI). Se questa non fosse la finalità, che interesse possono avere i nostri militanti e "quei missini" già orfani del MSI (ora orfani anche del riferimento simbolico e a volte utilitaristico che li ha comunque tenuti "collegati" ad AN), a impegnare, ancora, energie e sentimenti? Altrimenti non ci sarebbe alcuna differenza tra la nostra proposta e "l'altra destra", altrimenti della nostra originalità e della nostra storia, duole ammetterlo, non ci sarà più traccia nel confronto politico/istituzionale d'Italia.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-2018391977707740119?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/2018391977707740119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=2018391977707740119' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2018391977707740119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2018391977707740119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2009/01/sullunit-dei-movimenti-destra-del-pdl.html' title='Sull&apos;unità dei movimenti &quot;a destra&quot; del P.d.L. di L.Romagnoli'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-2170789842035047357</id><published>2009-01-05T17:06:00.000+01:00</published><updated>2009-01-05T17:08:14.877+01:00</updated><title type='text'>PER UN 2009 A TUTTADESTRA! di Francesco Storace</title><content type='html'>E’ stato durissimo il 2008 che spira. Sarà stato per la coincidenza bisestile, ma non è stato un anno fortunato per noi.Abbiamo dovuto affrontare prove durissime, si pensi alle elezioni politiche anticipate, alle regionali anch’esse anticipate in Abruzzo. E per un partito appena nato non era facile.Ma è stato anche l’anno del Congresso, in cui ci siamo voluti presentare come l’unica forza politica capace di parlare ancora di etica. Gli altri hanno in testa solo il chiodo fisso del potere. Noi no.&lt;br /&gt;Il 2009 dovrà essere il nostro anno, e con questo auspicio rivolgo il mio augurio personale alla comunità che si ritrova attorno alle bandiere de La Destra, ai nostri indisciplinati bloggers del sito che porta il mio nome, ai dirigenti, ai militanti, ai simpatizzanti, agli elettori, a quanti riceveranno questa mia semplicemente perché abbiamo un indirizzo email a cui scriviamo e che siamo pronti a cancellare se ce ne verrà fatta richiesta.&lt;br /&gt;Auguri anche a chi ha preferito altri lidi, perché la strada che abbiamo scelto si rivela troppo impervia per palati fini, poco abituati a lottare e a pazientare in attesa del tempo che verrà. Una strada dura, ma bella, che ci fa sentire degni di vivere.&lt;br /&gt;Auguri, dunque, anche a Daniela Santanchè, che tutti davano a un passo dal governo e che ha dovuto anche lei amaramente accorgersi di quante bugie sono capaci i signori che stanno alla guida di questo nostro Paese. Chissà se oggi si rende conto che valeva la pena di restare di qua, soffrire un po’ con noi per gioire domani. Ma non dobbiamo avere rancore, al massimo un po’ di dispiacere augurandoci che il tempo saprà lenire le ferite. Anche perché proprio l’Abruzzo ha dimostrato che ci ci tradisce non viene eletto altrove….&lt;br /&gt;Ma auguri soprattutto a tutti noi, a questa nostra gente con la pelle dura e tanto orgogliosa di continuare a essere di destra.&lt;br /&gt;Noi ricominciamo dal 24 gennaio, con la manifestazione di Napoli, i cui dettagli sono curati da Aldo Traccheggiani, responsabile dell’organizzazione (&lt;a href="mailto:aldotrac@tiscali.it"&gt;aldotrac@tiscali.it&lt;/a&gt;) e da Livio Proietti (&lt;a href="mailto:prolivio@vodafone.it"&gt;prolivio@vodafone.it&lt;/a&gt;), responsabile amministrativo, insieme ai dirigenti regionali e provinciali del Movimento delle varie zone d’Italia.        Sarà una manifestazione, la nostra prima manifestazione, che abbiamo deciso di svolgere a Napoli, perché è l’emblema di una politica corrotta che rovina l’Italia a partire dalle zone più infestate dalla criminalità e dall’affarismo, in un intreccio orribile che va spazzato via, in cui sono tristemente coinvolti esponenti di entrambi i poli. Sarà una manifestazione per presentare La Destra contro tutte le caste, capeggiate da Berlusconi e Veltroni, che hanno tolto rappresentanza reale agli interessi degli italiani.Sarà la manifestazione che preparerà il terreno alla grande affermazione che dobbiamo ottenere alle elezioni Europee: si voterà col proporzionale, non ci sarà l’attrazione del maggioritario, tutto dipendenderà solo dalla nostra capacità di esserci, con le liste e con le firme che raccoglieremo, per un continente rispettoso della nostra identità cristiana, deciso ad affermare i diritti sociali, stufo di cinesismi e turchismi che già minacciano la nostra vita.  &lt;br /&gt;Sarà la manifestazione con cui proporremo al popolo dell’astensione di ritrovarsi in una casa abitata da chi ha scelto di rinunciare ai privilegi di casta, per battersi per i diritti di cittadinanza della nostra gente; è l’appello che lanciamo anche a chi si ostina a non capire che La Destra può essere il contenitore ideale per chi ha scelto di essere altro rispetto al PdL e ai resti di quella che fu An.Ci sarà tempo per litigare, ora è il tempo di unire le forze attorno a un simbolo che può essere la bandiera di tutti. A prescindere da chi deve o vuole fare il parlamentare europeo. E’ il futuro che dobbiamo costruire e non le nostre fortune personali. &lt;br /&gt;Dal 24 gennaio, dunque, si riparte: sarà il nostro Capodanno politico, che dovrà portarci all’appuntamento del 6 e 7 giugno con l’Europa.&lt;br /&gt;A giorni daremo anche notizia, quattrini permettendo, delle iniziative di comunicazione libera e locale che vogliamo affrontare nelle varie regioni d’Italia, per dare spazio alle idee di cui siamo portatori.Insomma, a Veltrusconi dispiacendo, non vogliamo farci cogliere impreparati. E tutti vedranno, capiranno, scopriranno che La Destra c’è.&lt;br /&gt;Buon anno a tutti, con grande affetto.                                                            &lt;strong&gt;Francesco Storace&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-2170789842035047357?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/2170789842035047357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=2170789842035047357' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2170789842035047357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2170789842035047357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2009/01/per-un-2009-tuttadestra-di-francesco.html' title='PER UN 2009 A TUTTADESTRA! di Francesco Storace'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-4895084376388713692</id><published>2008-12-23T20:01:00.000+01:00</published><updated>2008-12-23T20:03:42.454+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GIUSTIZIA'/><title type='text'>INTERCETTAZIONI: NO A LEGGE CHE  LE VIETI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;UN APPUNTO PER IL MINISTRO ALFANO.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Proprio mentre prendono corpo le varie inchieste sulla corruzione negli enti locali e nella pubblica amministrazione, che vedono coinvolti assessori, consiglieri, parlamentari e funzionari pubblici, ipotizzare di fare una legge che vieti le intercettazioni sarebbe fatto grave, che danneggerebbe la credibilità delle istituzioni e la sicurezza del cittadino.&lt;br /&gt;Gran parte delle attuali inchieste, ad esempio quella sui furbetti del quartierino, che si arricchivano impoverendo i piccoli risparmiatori e quella sull’ospedale di Milano, che fabbricava malati per attingere risorse dal sistema sanitario nazionale, traggono origine proprio dalle intercettazioni telefoniche e quando in queste non si ravvisano estremi di reato, comunque evidenziano un comportamento immorale da parte di uomini pubblici, che non dovrebbero mai disgiungere il loro operato dai principi etici.&lt;br /&gt;Cosa diversa è condannare con severità chi fa un uso improprio delle intercettazioni e chi diffonde quelle parti che non attengono a fatti sotto inchiesta e punire coloro che non mantengono il segreto istruttorio, diffondendo le intercettazioni per fare del male alle persone e per inquinare la vita democratica.Ad oggi, però non si ha notizia di inchieste andate a buon fine, né su chi diffonde ciò che dovrebbe rimanere coperto dal segreto istruttorio, né su chi rivela le notizie. Ovviamente, questa parte non può coinvolgere i giornalisti, i quali, invece, hanno il dovere di diffondere le notizie di cui entrano in possesso, anche perché con il mantenerle segrete, come è avvenuto in passato, si rischia che vengano utilizzate per ricatti o per ottenere favori.&lt;br /&gt;Bisogna mobilitarsi con forza, per richiamare l’opinione pubblica affinché si impedisca alla Casta, quella trasversale a tutti gli schieramenti, di approfittare dell’uso improprio di alcune intercettazioni, le meno importanti ai fini delle inchieste, per approvare una legge che metterebbe il bavaglio alla giustizia e rappresenterebbe la garanzia che il ceto politico possa fare impunemente tutto e il contrario di tutto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-4895084376388713692?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/4895084376388713692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=4895084376388713692' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4895084376388713692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4895084376388713692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/12/intercettazioni-no-legge-che-le-vieti.html' title='INTERCETTAZIONI: NO A LEGGE CHE  LE VIETI'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-3833594066714610575</id><published>2008-12-20T21:03:00.002+01:00</published><updated>2008-12-20T21:15:34.011+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SCANDALI'/><title type='text'>Questione morale e politici del malaffare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Non ho nessuna paura di perdere voti... per i disonesti non c´è posto nel Pd... verremmo meno alle nostre responsabilità se ci comportassimo in maniera diversa" dichiara Veltroni aprendo la direzione nazionale del Partito.&lt;br /&gt;Sono questi momenti, quelli in cui sembra che si sia raggiunto un fondo che sembra non raggiungersi mai, che le pulsioni più recondite del "popolo", la demagogia becera, e il populismo da bar, prendono forma, s´incarnano e si giustificano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Destra o sinistra sono tutti uguali" si sente al bar e tra le panchine del parco. Sembra non essersi ancora liberati da quella patina di disprezzo da I Repubblica, che, anzi, sembra essere aumentata, nella misura in cui può aumentare l´astio verso chi ci assicurava un cambiamento in meglio della situazione. E allora "sono senza vergogna". Frase di un populismo disprezzato dalla sinistra e usato a proprio uso e consumo dalla destra.&lt;br /&gt;«Non ho mai creduto al primato morale della sinistra, oggi c´è addirittura una situazione di tracollo morale» dice &lt;strong&gt;Gasparri&lt;/strong&gt; a chi lo intervista sui fatti di Napoli. Si grida contro il tracollo morale, contro la presunta superiorità morale della sinistra, a cui credevano solo i politicanti di sinistra e quelli di destra che la usavano per puntare il dito a ogni minimo scandaluccio da due soldi. A ricordarcelo è &lt;strong&gt;Berlusconi&lt;/strong&gt;: "Certamente la sinistra italiana sbagliava quando pretendeva di avere l´esclusiva dell´etica. Non ce l´ha e non l´ha mai avuta". Grazie!&lt;br /&gt;Ma forse il nome di &lt;strong&gt;Bocchino&lt;/strong&gt;, quello di &lt;strong&gt;Nonno &lt;/strong&gt;(consigliere comunale in quota AN), piuttosto che il capolavoro acrobatico di &lt;strong&gt;Laboccetta&lt;/strong&gt;, associati agli appalti napoletani non dicono nulla.&lt;br /&gt;"La questione morale esiste, ma la crisi della politica è spesso legata agli errori della politica. Non dobbiamo ripercorrere le strade del passato, dobbiamo evitare gli sbagli già fatti". Errori già fatti? Evitare? Ma dove erano &lt;strong&gt;Casini,&lt;/strong&gt; Berlusconi e Gasparri quando solidarizzavano col&lt;strong&gt; Cuffaro&lt;/strong&gt; condannato a 5 anni, ma contento, lui e tutti i suoi sodali, perché non ha aiutato il sistema, ma solo singoli mafiosi. "Non mi dimetto" diceva Cuffaro tra un´attestato di solidarietà e l´altro.&lt;br /&gt;Ma sarebbe troppo facile parlare di Cuffaro e della destra italiana. Non è ammissibile una giustificazione a sinistra ("si ma la destra però..."), un ridimensionamento della gravità dei fatti. Quello che appare evidente è che questa sembra l´unica cosa bipartisan a cui poter aspirare.&lt;br /&gt;La demagogia diventata norma. Il luogo comune che si svela, che da brutto anatroccolo si trasforma in cigno. "Non bisogna mettere tutto in un calderone", "fare di tutt´erba un fascio", parole al vento, che svaniscono un attimo dopo che sono state dette, sotterrate dall´ennesimo scandalo che colpisce la persona moralmente più alta, quella che "ci metterei la mano sul fuoco"&lt;br /&gt;Quindi ci chiediamo perché Veltroni chiedeva a destra le dimissioni di Bassolino, mentre sussurrava a sinistra che gli avrebbe dato un seggio alle prossime europee? Veramente bisogna credere al fatto che lo voglia mandare il più lontano possibile? O forse non è più semplice credere che cacciare Bassolino vorrebbe dire perdere una quantità di voti di cui, oggi, il PD non può privarsi?&lt;br /&gt;"Non mi dimetto!" si sente echeggiare ovunque, al nord al sud, in un filo che lega Palermo a Genova, Napoli a Trento, Roma a Milano.&lt;br /&gt;Non si dimette la Jervolino, che ha raggiunto il record di dichiarazioni uguali nell´arco di due anni. Un mantra che ripete dal 2006, anno della rielezione, nonostante lo sdandalo rifiuti, nonostante l´allarme sicurezza in città (allarme ridimensionato a qualche piccolo problema), all´allarme camorra, fino ad oggi e a mezzi politici campani arrestati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlavamo di capolavoro acrobatico di Laboccetta. Bene, eccolo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L´Adn Kronos, il 17 dicembre alle 13.52, batte le dichiarazioni dell´onorevole Laboccetta (AN): "A questo punto il caso Napoli è una questione di ordine pubblico e dignità nazionale (...) Il sindaco Iervolino afferma che occorre un chiarimento. È un´affermazione patetica e risibile. Piuttosto se volessimo applicare al suo caso il teorema di Di Pietro secondo cui chi è al vertice `non poteva non sapere´ sarebbero configurabili sue dierette responsabilità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell´ordinanza però, a pagina 96 si legge: "(...) dopo circa un´ora, intercorre la telefonata tra &lt;strong&gt;Romeo&lt;/strong&gt; e Laboccetta (che non risulta tra gli indagati ndr) dalla quale è possibile, innanzitutto, inferire che quest´ultimo era già stato in precedenza compulsato per sondare gli orientamenti ed, eventualmente indirizzare, i consiglieri di AN in ordine al progetto Global Service (...Volevo sapere se quelle chiacchierate erano andate bene...), evidentemente le informazioni assunte dal Romeo sul punto sono (negativamente) suggestive, attesi gli esiti della seduta consiliare, e mirano ad ottenere interventi ulteriori e più incisivi (...ma puoi incidere puoi fare ancora un po´ di cose...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si legge ancora, nelle 580 pagine dell´Ordinanza: "(...) il colloquio telefonico tra i due (...) prosegue il giorno dopo in una conversazione in cui Laboccetta continua a rassicurare l´apparentemente prostrato Romeo che, onde garantirsi con certezza il risultato, continua a pressare i politici di riferimento, sia per evitare sorprese ed intralci ulteriori (...) sia per continuare a controllare eventuali posizioni a vantaggio dell´Acen". Segue l´intercettazione e l´ordinanza continua: "Il lessico adoperato, tutt´altro che criptico, rimarca, ancora una volta la preoccupazione del Romeo di una improvvisa "cordata" pro ACEN e di discriminazioni per la sua impresa (...l´importante è che non sia discriminante per l´impresa che fanno già questo hai capito?..."...non ci sono raccordi con l´ACEN? ...questa gente che?..) dando ulteriormente conto del modus operandi del Romeo che, secondo le stesse parole adoperate dal Laboccetta, può ed è solito avvalersi di una rete di protezione tale da incedere sicuro verso l´obiettivo (sì...fra l´altro tu c´hai tanti amici pure là che hai comunque coinvolto in queste situazioni...ho visto...).&lt;br /&gt;Un capolavoro. Un´acrobazia che nessuno saprà mai, ma sarà destinata a rimanere tra le 580 pagine dell´ordinanza del Tribunale di Napoli.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-3833594066714610575?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/3833594066714610575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=3833594066714610575' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3833594066714610575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3833594066714610575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/12/non-ho-nessuna-paura-di-perdere-voti.html' title='Questione morale e politici del malaffare'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-5654289897321588560</id><published>2008-12-18T20:57:00.001+01:00</published><updated>2008-12-18T21:00:54.566+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SICUREZZA'/><title type='text'>APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE DI ALESSANDRIA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nella seduta del 17 dicembre il Consiglio Comunale di Alessandria ha discusso e approvato (a larga maggioranza) l’o.d.g. presentato dal consigliere &lt;strong&gt;Aldo Rovito&lt;/strong&gt;, segretario provinciale de La Destra, con il quale si chiede al Governo nazionale di estendere il beneficio della detassazione degli “straordinari” anche agli appartenenti alle Forze dell’Ordine. La Giunta, con l’intervento dell’Assessore &lt;strong&gt;Zaccone&lt;/strong&gt; aveva espresso parere favorevole all’o.d.g., a seguito della presentazione del quale, avvenuta nello scorso mese di Luglio, lo steso Sindaco, Piercarlo &lt;strong&gt;Fabbio&lt;/strong&gt;, si era fatto parte diligente nel richiedere al Governo nella persona del Ministro &lt;strong&gt;Sacconi&lt;/strong&gt;, di prendere in esame la proposta.Nel suo intervento, Rovito, nel ribadire il ringraziamento al sindaco e alla Giunta per le azioni già intraprese, ha invitato il Consiglio ad esprimere un voto favorevole, per correggere quella che oltre a rappresentare una evidente ingiustizia perpretata ai danni delle Forze dell’Ordine, si appalesa per i più come un provvedimento, per molti aspetti, discriminatorio e incostituzionale&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-5654289897321588560?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/5654289897321588560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=5654289897321588560' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5654289897321588560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5654289897321588560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/12/approvato-dal-consiglio-comunale-di.html' title='APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE DI ALESSANDRIA'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-1384450548324733897</id><published>2008-12-17T18:11:00.000+01:00</published><updated>2008-12-17T18:13:19.227+01:00</updated><title type='text'>FINI all’assalto del suo passato si scaglia contro le leggi razziali e contro la Chiesa</title><content type='html'>Non ha evidentemente resistito al richiamo della distruzione così il Presidente della Camera, leader di Alleanza Nazionale torna sul Fascismo e sulle leggi razziali. Solo che stavolta chiama in causa anche la Chiesa puntanto il dito contro, in sostanza, Pio XII. Aprendo di fatto per il suo partito uno scontro tra quello che fu il vecchio Msi, da sempre legato al mondo cattolico, e la Chiesa apostolica romana. Il che avrà certamente conseguenze. Critica il fascismo e l’ideologia razzista che lo ha sostenuto, descrive “infami” le leggi del 38, ma punta il dito anche contro la Chiesa che non fece abbastanza per opporsi a tutte quelle atrocità. Così il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel suo intervento a Montecitorio, in apertura del convegno “1938-2008: settant'anni dalle leggi antiebraiche e razziste, per non dimenticare, non usa mezzi termini”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-1384450548324733897?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/1384450548324733897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=1384450548324733897' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/1384450548324733897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/1384450548324733897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/12/fini-allassalto-del-suo-passato-si.html' title='FINI all’assalto del suo passato si scaglia contro le leggi razziali e contro la Chiesa'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-3027758132026823795</id><published>2008-12-17T18:08:00.001+01:00</published><updated>2008-12-17T18:11:54.266+01:00</updated><title type='text'>NAPOLI: Inquisiti BOCCHINO (AN-PdL) e LUSETTI (PD)</title><content type='html'>NAPOLI - La bufera giudiziaria annunciata per giorni e giorni da indiscrezioni e boatos è arrivata. Tredici ordinanze di custodia cautelare scuotono il Comune di Napoli: per presunte irregolarità nella delibera del Global service finisce in carcere un big dell'imprenditoria, Alfredo Romeo, che secondo i pm avrebbe fatto in modo di ottenere un appalto "cucito" su misura. Ai domiciliari due assessori della giunta Iervolino, Ferdinando Di Mezza e Felice Laudadio, e due ex componenti della squadra del sindaco: Enrico Cardillo, che solo pochi giorni fa aveva annunciato l'addio alla politica, e Giuseppe Gambale, già sottosegretario all'istruzione e componente della commissione antimafia. Tra i destinatari delle misure cautelari anche l'ex provveditore alle opere pubbliche della Campania Mario Mautone, e il colonnello della Guardia di finanza già in forza alla Dia Vincenzo Mazzucco, accusato di aver fatto da "talpa" a beneficio degli indagati. Nell'inchiesta spuntano poi i nomi di due parlamentari, Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd): avrebbero favorito Romeo, e per loro è stata chiesta al Parlamento l'autorizzazione all'uso di intercettazioni che li coinvolgono. Il sindaco Iervolino sospende i due assessori arrestati, non parla di dimissioni (dopo aver più volte ripetuto in questi giorni di avere "le mani pulite al 500 per cento") e annuncia però l'apertura di un confronto su quanto accaduto, sia in Giunta che con i partiti della coalizione. La delibera sul Global service era un affare da 400 milioni di euro, in realtà mai partito. Si intendeva affidare a un unico gestore, come avvenuto in altre città, l'appalto per una serie consistente di lavori pubblici e manutenzioni di competenza del Comune. La delibera fu varata ma il relativo appalto non è mai stato bandito, a causa della mancanza di copertura finanziaria. Secondo l'inchiesta del procuratore aggiunto Franco Roberti e dei sostituti Enzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli, Romeo avrebbe organizzato un vero e proprio comitato composto da tecnici, professionisti, assessori e pubblici funzionari i quali ruotando intorno alla sua figura "a fronte delle prebende che egli è in condizioni di distribuire (in termini di posti di lavoro, in incarichi e consulenze ed in termini di denaro sonante) piegano la loro funzione ed i loro doveri in favore del primo assicurandogli l'aggiudicazione di appalti di opere e di servizi pubblici", sostengono i pm. In base agli elementi raccolti dalla Procura di Napoli ciò avveniva attraverso una vera e propria 'blindatura' dei bandi di gara, redatti "su misura" a beneficio di Romeo. I magistrati hanno disposto il sequestro di tutte le società ed i conti correnti riferibili direttamente o indirettamente all'imprenditore - compreso l'albergo recentemente inaugurato in città - per un valore di centinaia di milioni di euro.BOCCHINO DISSE A ROMEO,SIAMO UN SODALIZIO... "Quindi poi ormai...siamo una cosa...quindi...consolidata, un sodalizio, una cosa solida...una fusione di due gruppi". Così il parlamentare del Pdl Italo Bocchino si rivolge all'imprenditore Alfredo Romeo in una telefonata ritenuta assai significativa dai pm che indagano sulle presunte irregolarità negli appalti del Comune di Napoli. I magistrati sostengono l'esistenza di una "struttura organizzata unitaria" in una "ottica di contiguità, stabile comunanza e reciprocità di interessi che lega tra loro molti degli indagati". Nella conversazione intercettata vi è la dichiarazione di "un soddisfatto Bocchino - commentano i pm - all'esito del ritiro degli emendamenti più 'fastidiosi' proposti dal gruppo consiliare di An con riferimento alla delibera avente ad oggetto il progetto Global Service".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-3027758132026823795?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/3027758132026823795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=3027758132026823795' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3027758132026823795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3027758132026823795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/12/napoli-inquisiti-bocchino-pdl-e-lusetti.html' title='NAPOLI: Inquisiti BOCCHINO (AN-PdL) e LUSETTI (PD)'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-9184934127035941156</id><published>2008-12-12T20:51:00.001+01:00</published><updated>2008-12-12T20:54:26.520+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='INFORMAZIONE'/><title type='text'>Solidarietà a Alberto Rosselli, autore di destra, minacciato dagli estremisti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;  Ci sono persone che ogni combattono una battaglia per una Storia davvero libera. Perché? Perché amano profondamente la libertà. Ecco l´amico &lt;strong&gt;Alberto Rosselli&lt;/strong&gt; (giornalista e scrittore genovese) è una di queste persone. Che è stato ripetutamente minacciato da estremisti turchi che "a qualunque ora del giorno e della notte lo chiamano a casa, sul cellulare e ovunque si trovi, minacciandolo di tagliare la gola a lui e a sua moglie.". Perché? Perché nel suo ultimo libro, "&lt;strong&gt;L'olocausto armeno" (Edizioni Solfanelli),&lt;/strong&gt; ha raccontato "come nei primi anni del Novecento un milione e mezzo di cristiani armeni vennero massacrati dalle truppe islamiche turco-curde. Uomini, donne, vecchi e bambini: l'intera popolazione dell'Anatolia, colpevole soltanto di essere cristiana in una terra circondata da una maggioranza musulmana, venne barbaramente sterminata nei modi più efferati.". Questo volume vuole essere la testimonianza di come il piano di eliminazione di un intero popolo, non fosse soltanto il prodotto della politica attuata dal "sedicente partito progressista dei Giovani Turchi, ma traeva le sue profonde origini dalle antiche e mai del tutto sopite contrapposizioni tra la maggioranza musulmana turco-curda e la minoranza cristiana armena". "Nel biennio 1894-1896 le milizie ottomane, affiancate da quelle curde, rasero al suolo 2500 villaggi armeni sterminando circa 300mila persone tra uomini, donne, vecchi e bambini. Sempre nel 1896 il sultano Abdul Hamid ordinò quella che è passata alla storia come la strage di Urfa. Le milizie del sultano costrinsero circa 3mila armeni terrorizzati a rifugiarsi nella locale cattedrale, alla quale poi diedero fuoco, causando la morte di tutti i fedeli. Non contenti, rapirono anche 100mila donne e costrinsero un egual numero di cristiani a convertirsi all?Islam. Ma il genocidio vero e proprio - racconta Rosselli -  fu progettato nel 1913 quando il comitato centrale dei Giovani Turchi pianificò il genocidio attraverso la messa a punto di un´efficiente struttura paramilitare, l´Organizzazione Speciale (OS), coordinata da due medici, Nazim e Shakir. In un intervento del 25 marzo 1915, il dottor Nazim, segretario esecutivo del comitato, disse: La Jemiet (Assemblea) ha deciso di salvare la madrepatria dalle ambizioni di questa razza maledetta (gli armeni) e di prendersi carico di cancellare questa macchia che oscura la storia ottomana. La Jemiet, incapace di dimenticare tutti i colpi e le vecchie amarezze, ha quindi deciso di annientare tutti gli armeni viventi in Turchia, senza lasciarne vivo nemmeno uno, e a questo riguardo è stata data al governo ampia libertà d´azione. Il primo eccidio avvenne il 24 aprile l915 quando 500 esponenti del Movimento Armeno vennero incarcerati e strangolati col fil di ferro. In un rapporto del 1917 l´ufficiale medico tedesco Hans Stoffels riferì di avere osservato a Mosul (Irak settentrionale) interi villaggi armeni con migliaia di corpi in decomposizione. I bambini - racconta - precedentemente violentati, sodomizzati e torturati nei modi più orrendi. Poi inventarono l´utile combustione: i prigionieri armeni venivano buttati vivi dentro le caldaie delle locomotive per fornire energia addizionale ai mezzi. L´ultimo sterminio, racconta sempre Rosselli, avvenne nel 1922 a Smirne, quando il nuovo regime repubblicano di Kemal Ataturk, che continuava a negare il massacro, fece uccidere circa 100mila civili greci e armeni". Rosselli, ci dice, inoltre, che "lo sterminio dei cristiani anatolici è già stato riconosciuto dal governo d´Israele nel 1994, dai Parlamenti russo, bulgaro e cipriota nel 1995, dal Vaticano e dal Parlamento Europeo nel 2000. Un´accurata e ampia ricostruzione delle vicende storiche che ha portato l´Europa a imporre "il riconoscimento del genocidio da parte di Ankara" quale condizione imprescindibile per l´integrazione turca nella UE".&lt;br /&gt;"Il libro - racconta Rosselli - uscì nel 2007. Dopo alcuni mesi cominciai a ricevere a casa telefonate minacciose, sia nei mie riguardi, sia verso mia moglie. Voci sempre diverse ci dicevano che eravamo dei bastardi, che ci avrebbero ucciso e così via. E alle telefonate seguirono anche messaggi dello stesso tono via e-mail. A quel puntomi recai in Questura a denunciare il fatto, ma fu inutile. Pare, infatti, che le telefonate vengano dall´estero, così come le e-mail. In pratica, mi suggerirono di lasciar perdere e di non dare un peso eccessivo alla cosa. Il punto è che questi signori rivelano di conoscere perfettamente le mie mosse e quelle di mia moglie. Sanno persino che ho un cane e come si chiama. E questo può significare solo una cosa: da un anno mi controllano da vicino". La situazione che più ha spaventato Rosselli è avvenuta sabato 27 settembre, cioè il giorno in cui a Anguillara Sabazia, amena cittadina sul lago di Bracciano, in Lazio, stava ricevendo il Premio letterario internazionale Arché, proprio per il suo libro. L´anno prima aveva vinto lo stesso premio per il saggio «Sulla Turchia e l´Europa». Quel pomeriggio, mentre si trovava in un albergo della zona, una voce con accento straniero lo ha chiamato al telefono della stanza e ancora una volta lo ha minacciato di morte, coprendolo di insulti. Un´altra volta in cui ha ricevuto queste minacce è stato domenica 26 ottobre, sul suo cellulare, mentre stava recando a Palazzo Tursi per partecipare al dibattito organizzato dal senatore Enrico Musso (Pdl) sul progetto del sindaco Marta Vincenzi di costruire una moschea a Genova. &lt;br /&gt;Ma perché, vi domanderete, questa vicenda non trova uno spazio adeguato sui media? Semplice. Perché Rosselli è di destra. Ovvero non fa parte di tutto quel carrozzone dell´intellghenzia radical - chic che, ultimamente, è distratta da un noto reality show e perciò finge di non vedere e di non sentire.&lt;br /&gt;Ora, però, questa vicenda ha cominciato a fare il giro del mondo. Perché Il Giornale, nell´edizione genovese, se n´è occupato, con un articolo di Rino Di Stefano. "In questi giorni mi hanno chiamato la BBC di Londra, il quotidiano francese Le Figarò, la redazione nazionale di Sky, la Radio Vaticana e Il Foglio - dice Rosselli - Lunedì 8 dicembre, per esempio, l'Armenian Television, un'emittente di Stato, ha trasmesso un servizio sul mio caso, citando il vostro articolo. Tutto è cominciato dopo quella pubblicazione. Per circa una settimana quasi silenzio. Sono stato contattato soltanto da qualche amico e conoscente. Poi, improvvisamente, la notizia è stata ripresa da numerosi siti Internet, che hanno pubblicato per intero la recensione. È stata una catena. Proprio di queste ore è la notizia che la Federazione Europea degli Armeni, mercoledì 3 dicembre, ha presentato al Parlamento Europeo di Bruxelles un rapporto nel quale, citando quanto avete scritto voi, ha accostato il mio nome a quello del giornalista turco Dogan Ozguden e del professor Ronald Monsch, anche loro minacciati da estremisti turchi, per aver parlato pubblicamente del genocidio degli armeni. So per certo che, fino ad oggi, l'articolo è stato tradotto in inglese, turco e armeno. Ad esempio, c'è stata una pubblicazione integrale sul quotidiano on line L'Italo-Europeo, un giornale di cultura e approfondimento in italiano e inglese, diffuso in tutti i Paesi europei. Ma è arrivato anche Oltreatlantico. In Canada è stato pubblicato dal Corriere Italo-Canadese, mentre negli Stati Uniti è apparso in inglese su un giornale armeno. Insomma, questa storia ha avuto una diffusione che davvero non mi aspettavo".Secondo Rosselli, a fare da cassa di risonanza all'articolo del Giornale è stata soprattutto la Comunità Armena di Roma che, subito dopo aver saputo della pubblicazione, ha diffuso immediatamente il testo in tutti i suoi canali mediatici. Uno dei primi a riportare l'articolo è stato il sito Zatik dell'Associazione Amicizia Italo-Armena.Senza contare le varie pubblicazioni, quotidiane e periodiche, che in qualche modo hanno riportato la notizia un po' ovunque, come ha fatto appunto la britannica BBC. "Forse - spiega Rosselli - è stato l'effetto Saviano che ha innescato tutto questo interesse. Anche se, devo dire, il punto centrale è un problema di politica internazionale, quale l'ingresso della Turchia in Europa. L'Unione Europea ha posto ad Ankara, come condizione imprescindibile per l'integrazione della Turchia, il riconoscimento del genocidio da parte di Ankara. Riconoscimento che, detto per inciso, non è ancora avvenuto. Non più tardi di martedì 2 dicembre, l'eurodeputata olandese Ria Oomen-Ruijten, del Partito Popolare Europeo, ha presentato la versione provvisoria del suo rapporto 2008 sulla Turchia alla Commissione degli Affari Esteri del Parlamento Europeo. Ed è un fatto oggettivamente significativo che questa presentazione sia avvenuta tardivamente e davanti ad una sparuta platea di eurodeputati, conosciuti per il loro appoggio incondizionato alla Turchia, oltre a qualche giornalista dell'Anatolia. L'interesse, voglio dire, non è al massimo livello. E il non voler riconoscere l'olocausto armeno, non fa altro che peggiorare la posizione turca nei confronti dell'Europa".&lt;br /&gt;Manifestiamo all'amico Alberto Rosselli, uomo e storico libero, tutta la nostra solidarietà. Non lasciamolo mai solo e non lasciamo soli tutti coloro che combattono la "buona battaglia" per la cultura non - conformista. Che è una battaglia di verità.&lt;br /&gt;(Gino Salvi)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-9184934127035941156?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/9184934127035941156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=9184934127035941156' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/9184934127035941156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/9184934127035941156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/12/solidariet-alberto-rosselli-autore-di.html' title='Solidarietà a Alberto Rosselli, autore di destra, minacciato dagli estremisti'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-7977664085052869237</id><published>2008-12-11T18:53:00.002+01:00</published><updated>2008-12-11T18:58:44.008+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SOLIDARIETA&apos;'/><title type='text'></title><content type='html'>Gent. Sig.a&lt;br /&gt;Silvana Tiberti Segretaria Generale&lt;br /&gt;Camera del Lavoro di Alessandria&lt;br /&gt;ALESSANDRIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         In occasione della manifestazione che si svolgerà  nella giornata di domani indetta da codesta Organizzazione Sindacale sui temi del carovita e della sicurezza sul lavoro (temi sui quali la Commissione Consiliare da me presieduta è impegnata a lavorare, pur nei limiti delle competenze assegnate dalla legge all’Ente Locale), giungano i sentimenti di solidarietà e di partecipazione miei personali e di tutta la Commissione da me presieduta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         Cordiali saluti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandria  11 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                           Aldo Rovito&lt;br /&gt;                                                        Presidente Commissione Politiche Sociali&lt;br /&gt;                                                        del Comune di Alessandria&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-7977664085052869237?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/7977664085052869237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=7977664085052869237' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7977664085052869237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7977664085052869237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/12/gent.html' title=''/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-26821166927769632</id><published>2008-12-11T18:46:00.002+01:00</published><updated>2008-12-11T18:53:13.516+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='INFORMAZIONE'/><title type='text'>DOSSIER PIAZZA NAVONA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Che succede in Italia? C’è rischio che sia sconvolta di nuovo come tanti anni fa nel sanguinoso periodo degli anni di piombo? Speriamo di no, ma c’è più di qualche motivo per essere preoccupati. Sullo scontro avvenuto a Piazza Navona il 29 ottobre 2008 durante le giornate di protesta studentesca contro il decreto &lt;strong&gt;Gelmini&lt;/strong&gt; si è avuta molta informazione scandalistica e imprecisa.Nei giorni successivi agli scontri sui vari quotidiani nazionali è stata intentata una vera e propria campagna diffamatoria nei confronti dei ragazzi del &lt;strong&gt;Blocco Studentesco&lt;/strong&gt;.Format quali &lt;strong&gt;Matrix&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Anno Zero&lt;/strong&gt; si sono occupati della vicenda.Alcuni portando avanti il loro operato sospinti dal dover di cronaca,altri,“Chi l’ha visto?” è solo un esempio,un po’meno.La cosa incredibile è che quello stesso dovere di cronaca, quella fame di verità e giustizia dovrebbe costituire presupposto aprioristico di qualsiasi giornalista che aspiri a chiamarsi tale.Già, dovrebbe.Ma alcuni “riscontri oggettivi” ci inducono a ritenere che nella prassi, purtroppo, non è esattamente così.Ci hanno chiamato violenti, aggressori,picchiatori, bastonatori di bambini.Poco importa se eravamo noi gli aggrediti. Poco importa se i “bambini” avevano tutti o quasi più di trent’anni, ese erano armati anche loro.Poco importa se ancora una volta il libero pensiero è stato sopraffatto (mediaticamente, si badi) dalla strumentalizzazionebecera e dagli interessi di pochi vecchi tromboni che hanno visto dietro “l’onda anomala” una torta troppo golosa per non essere sbafata. Poco importa se fino al 29 ottobre in piazza erano scesi più di 20000 studenti senza distinzioni politiche, poco importa se “l’onda anomala” era anomala per davvero. E poco importa se nel delirio mediatico generale, è stata approvata una riforma ancora una volta penalizzante perla scuola pubblica. Tutti troppo occupati nella ricerca del “cattivo” da cacciare.Tutti troppo occupati a ergersi garanti della protesta“pacifica, moderata, benpensante, media”.Tutti troppo occupati a esprimere solidarietà a una redazione, quella di “Chi l’ha visto?”, che, fuori tema peraltro, non ha fatto che aumentare il clima di tensione già palpabile nei giorni successivi a Piazza Navona. Hanno svenduto le nostre facce come carne da macello, noi che la faccia, ce la mettiamo sempre. Ci hanno accusato, infamato e diffamato, dandoci perfino degli infiltrati. Hanno giocato con le nostre vite. Hanno giocato sporco. E hanno giocato male. Hanno giocato male perché il Blocco Studentesco è ancora qui, e non arretra di un passo. Hanno giocato male perché “l’onda anomala”, quella vera, non la affogheranno mai. Sembra essersi infranta addosso allo scoglio dell’antifascismo, dell’egoismo, dello sporco interesse politico, ma già si sta preparando in fondo al mare per tornarepiù alta che mai. Perché i sogni non li puoi distruggere. Perchè la speranza e l’irrazionale voglia di vivere non le puoi fermare. Perché quelle parole:“Nè rossi, nè neri, ma liberi pensieri” sono rimaste impresse nel marmo di quella piazza. E risuonano ancora. Hanno giocato con le nostre vite. Hanno giocato sporco. E hanno giocato male. Di fronte a tutto questo non abbiamo altra possibilità che dare un segnale, forte. Questo libro vuole essere una risposta, a tutti loro. Una risposta politica, ovviamente, perché è quella che ci riesce meglio. Una risposta con i fatti ,ovviamente, perché non mentono mai.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Dall'Introduzione a "dossier Piazza Navona, per g.c. di Blocco Studentesco - casa Pound Italia)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-26821166927769632?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/26821166927769632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=26821166927769632' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/26821166927769632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/26821166927769632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/12/dossier-piazza-navona.html' title='DOSSIER PIAZZA NAVONA'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-2352881806688211382</id><published>2008-12-10T17:39:00.000+01:00</published><updated>2008-12-10T17:41:15.836+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GIUSTIZIA'/><title type='text'>GIUSTIZIA E RIFORME</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ha ragione il Presidente &lt;strong&gt;Buontempo&lt;/strong&gt; quando sostiene che la riforma della Giustizia non può essere fatta sotto l’emotività del momento, sulla spinta di fatti di cronaca, anche se gravi.&lt;br /&gt;L’illegalità nella quale oggi è immersa gran parte della classe politico-amministrativa del PD (e non solo, visto che in Abruzzo lo scandalo che ha colpito il Presidente della Giunta Regionale ha coinvolto in maniera più o meno estesa anche esponenti del PdL con responsabilità di governo nella precedente giunta di centrodestra), non può essere l’occasione per regolamenti di conti o per riforme affrettate. Sembra che si voglia fare una riforma, per impedire ai Giudici di indagare sulle malefatte di una Casta che non ha più distinzioni di partiti, ma che trasversalmente attraversa tutti gli schieramenti. Il fatto che Violante, a nome della Sinistra, si sia dichiarato disponibile a collaborare con la maggioranza, la dice lunga sulle reali intenzioni dei novelli riformatori.&lt;br /&gt;Tutti nel PD e nel PdL guardano all’America (e anche qualche Magistrato sproloquia di pubblico Ministero eletto dal popolo), ma negli USA l’FBI, servendosi di intercettazioni telefoniche (quell’utilissimo strumento di indagine che in Italia si vorrebbe eliminare) ha inchiodato alle sue responsabilità il Governatore di uno Stato, sbattendolo in cella con l’accusa di corruzione e concussione. In Italia, invece un Ministro è riuscito a far allontanare dalla sua sede un Magistrato (caso de Magistris) che voleva indagare sulla corruzione di pubblici amministratori. Ciò vuol dire che negli USA l’indipendenza della Magistratura è garantita, mentre in Italia l’indipendenza dei singoli Magistrati è alquanto precaria, se l’Organo di autogoverno della Magistratura ha avallato la scelta di quel Ministro.&lt;br /&gt;L’unica riforma giudiziaria da fare è quella che riesca a coniugare la massima celerità dei processi, con il massimo di garanzie per i cittadini e di indipendenza (anche dalle correnti interne) per i Magistrati&lt;br /&gt; E concludo, sempre con le parole del Presidente Buontempo: “Quando è in gioco la libertà delle persone si ha il dovere di fare le riforme con il massimo della serenità e astraendosi dalla realtà del momento. Non può essere la patologia della Giustizia a indicare la strada giusta per una riforma che è sì necessaria e urgente, ma che non può essere realizzata con gli stimoli politici attuali”&lt;br /&gt; Aldo Rovito&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-2352881806688211382?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/2352881806688211382/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=2352881806688211382' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2352881806688211382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2352881806688211382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/12/giustizia-e-riforme.html' title='GIUSTIZIA E RIFORME'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-4602759828260273461</id><published>2008-12-05T17:42:00.000+01:00</published><updated>2008-12-05T17:44:37.684+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cresce la destra'/><title type='text'>Cresce la destra nel Foggiano</title><content type='html'>Nell’ultimo consiglio comunale di S.Giovanni Rotondo il consigliere Michele Di Iorio,eletto nelle file dell’UDC,ha dichiarato ufficialmente la sua adesione alla Destra animato da grande enfasi ed entusiasmo.&lt;br /&gt;Il passaggio del consigliere comunale di S.Giovanni Rotondo è la conferma di una progressiva e costante crescita esponenziale della Destra in terra di capitanata,logico ed evidente risultato di una politica messa in atto dalla Destra nel territorio dauno,azione politica protesa a dare risposte concrete ai bisogni primari ed essenziali di tutti quei cittadini che non riescono ormai a far fronte al quotidiano. La Destra a Foggia e nella sua provincia è al fianco degli agricoltori messi in ginocchio dalla grave crisi della agricoltura con la discesa a prezzi bassissimi del grano e delle olive tali da determinare un indebitamento delle aziende agricole a volte spesso irreversibile con la triste scelta di abbandono dei terreni;ne è dimostrazione l’impegno importante dell’On. Agostinacchio nella sua qualita’ di consigliere provinciale con ordini del giorno presentati in consiglio provinciale.&lt;br /&gt;Ma l’azione della Destra in capitanata è decisa con posizioni di grande fermezza rispetto a temi pregnanti quali l’ambiente e il pesante impatto che spesso si ripercuote sulla salute di coloro che sono residenti nei territori in cui sono dislocate centrali e discariche abusive.Altresi’ l’azione della Destra come impegno sociale è stato forte e rilevante anche su un tema quale quello del “Diritto alla vita”sollevato recentemente in maniera drammatica e toccante dal caso della giovane Eluana Englaro chiedendo un intervento legislativo immediato ma facendosi anche portavoce  del rispetto totale ed assoluto della tradizione cristiana che deve essere struttura portante della nostra civilta’.&lt;br /&gt;La Destra si fara’ promotrice in tempi brevi di svariate manifestazioni su tutto il territorio provinciale che possano sensibilizzare l’opinione pubblica ed è ,inoltre,prevista nel mese di gennaio una importante conferenza programmatica che vedra’ impegnata la classe dirigente tutta della Destra. di Foggia.&lt;br /&gt;Attualmente la Federazione provinciale della Destra annovera tra i suoi rappresentati degli enti locali oltre all’On. Paolo Agostinacchio come consigliere provinciale,consiglieri comunali nei comuni di Manfredonia, Mattinata,Lesina oltre al gia’ citato S.Giovanni Rotondo;a breve dovrebbero registrarsi altre adesioni alla Destra di consiglieri comunali di importanti centri della provincia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-4602759828260273461?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/4602759828260273461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=4602759828260273461' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4602759828260273461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4602759828260273461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/12/cresce-la-destra-nel-foggiano.html' title='Cresce la destra nel Foggiano'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-3488301352573895283</id><published>2008-12-05T16:23:00.003+01:00</published><updated>2008-12-05T17:35:21.901+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CRIMINALCAPITALISMO'/><title type='text'>6 Dicembre:Anniversario della strage alla Thissen Krupp</title><content type='html'>Domani, 6 Dicembre, ricorre il 1° anniversario della strage alla Thissen Krupp di Torino.&lt;br /&gt;Ad un anno di distanza si rinnova il dolore e la rabbia aumenta. Aumenta perchè la situazione non è per nulla migliorata. Anzi, pare che, a causa della crisi economica, le aziende risparmieranno ancora di più proprio sulla sicurezza degli operai. Pertanto aumenteranno i rischi di morte per i "fortunati" (!) che potranno continuare a lavorare, vittime del sistema criminal-capitalista. E mentre concordemente dal Governo e dalla finta opposizione del P.D. si sostiene che non servono leggi più severe e controlli più ferrei, ma basta una semplice opera di educazione alla sicurezza da cominciare a impartire nelle scuole, gli operai continueranno a morire.&lt;br /&gt;Ma la vogliamo capire che, se non si recupera il valore del lavoro, in tutte le sue forme, manuale, intellettuale, organizzativo, come massima espressione della personalità e della libertà dell'uomo (homo faber), se non si comprende che il sistema liberal-capitalista come è oggi strutturato è la negazione della libertà della persona, perchè autorizza lo sfruttamento dell'uomo e la sua subordinazione alle esigenze del più vieto economicismo, l'aumento delle morti bianche e il degrado del pianeta diventeranno fenomeni irreversibili?&lt;br /&gt;Ritorniamo alla CIVILTA' DEL LAVORO!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-3488301352573895283?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/3488301352573895283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=3488301352573895283' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3488301352573895283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3488301352573895283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/12/6-dicembreanniversario-della-strage.html' title='6 Dicembre:Anniversario della strage alla Thissen Krupp'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-808860404351690311</id><published>2008-12-05T16:18:00.001+01:00</published><updated>2008-12-05T16:20:47.268+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CASA'/><title type='text'>Emergenza abitativa, qualcosa si muove alla Camera</title><content type='html'>Basta con Bengodi. Registriamo con soddisfazione che oggi alla Camera, nella discussione sul decreto in  materia di disagio abitativo, verrà discusso un emendamento particolarmente interessante,  presentato da tre deputati non del centrodestra, ma dell’Italia dei Valori, Pifferi, Monai e Scilipoti.&lt;br /&gt;Reca il numero 1.04 e propone di affidare alle regioni nuovi criteri di assegnazione delle case popolari.&lt;br /&gt;Prioritariamente, vanno individuati come beneficiari anziani poveri, nuclei familiari a basso reddito, soggetti sotto sfratto.&lt;br /&gt;Fin qui tutto ovvio. Ma il "dettaglio" più interessante è l'ultimo requisito: "immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale ovvero da almeno cinque anni nella medesima  regione".&lt;br /&gt; Avremmo preferito un'indicazione più netta sulla nazionalità italiana come titolo preferenziale per la case  popolari, ma comunque si comincia a fare strada un principio: qui non è Bengodi. Per beneficiare di strutture pubbliche italiane devi stare nel nostro Paese da almeno dieci anni. O da almeno cinque nella regione dove si vive.&lt;br /&gt;Chissà se il centrodestra passerà dalle parole ai fatti….&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-808860404351690311?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/808860404351690311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=808860404351690311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/808860404351690311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/808860404351690311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/12/emergenza-abitativa-qualcosa-si-muove.html' title='Emergenza abitativa, qualcosa si muove alla Camera'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-145663256891992001</id><published>2008-12-02T20:07:00.000+01:00</published><updated>2008-12-02T20:08:08.958+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GIUSTIZIA'/><title type='text'>GIUSTIZIA (!) ASSURDA</title><content type='html'>Roma - All'assurdità della Cassazione sembra proprio che non ci siano limiti. Specie se si tratta di bambini. Così secondo la Corte Suprema una madre che si dedica all'accattonaggio portando con sè i figli piccoli risponde di maltrattamenti, ma non di riduzione in schiavitù se il "lavoro è limitato all'orario d'ufficio", dalle 9 alle 13. Lo hanno deciso i giudici della Cassazione, che ha spiegato: "L'elemosina costituisce una condizione di vita tradizionale molto radicata nella cultura e nella mentalità di alcune popolazioni".&lt;br /&gt;I giudici della quinta sezione penale hanno perciò annullato in parte la condanna a 5 anni di reclusione per l'accusa di "riduzione in schiavitù" inflitta dai giudici della Corte d'assise d'appello di Napoli a una giovane nomade che era stata fermata mentre chiedeva l'elemosina nel casertano portando con sé i due figli piccoli. Secondo la Cassazione il comportamento della donna deve essere punito, ma secondo quanto stabilisce il meno grave reato di maltrattamenti in famiglia. Per questo il verdetto dei giudici di merito è stato annullato con rinvio e il nuovo processo, dopo aver tenuto conto delle osservazioni dei giudici di piazza Cavour, dovrà anche stabilire la nuova pena, inferiore rispetto ai 5 anni della precedente condanna.&lt;br /&gt;In particolare, nelle motivazioni della sentenza, i giudici della Suprema corte hanno sottolineato che quando "l'adulto si dedica alla mendicità per alcune ore al giorno, ciò rende possibile che dopo tale attività nelle ore del mattino, nella restante parte della giornata si prenda cura dei figli in modo adeguato, cercando di venire incontro alle loro necessità e consentendo anche di giocare e frequentare altri bambini". Secondo i giudici campani, invece, la nomade aveva "approfittato di una situazione di inferiorità psichica del minore costretto all'accattonaggio con finalità di sfruttamento economico".&lt;br /&gt;La Cassazione, con la sua sentenza articolata, invita a "prestare attenzione alle situazioni reali e a non criminalizzare condotte che rientrino nella tradizione culturale in un popolo". Il riferimento è al "mangel", l'accattonaggio praticato dalle popolazioni nomadi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-145663256891992001?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/145663256891992001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=145663256891992001' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/145663256891992001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/145663256891992001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/12/giustizia-assurda.html' title='GIUSTIZIA (!) ASSURDA'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-7577920728449355213</id><published>2008-12-02T20:02:00.003+01:00</published><updated>2008-12-02T20:06:27.782+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BANCHE'/><title type='text'>Ma a fine mese non ci si arriva... Lettera aperta di Francesco Storace a Silvio Berlusconi</title><content type='html'>Hai voglia, Berlusconi, a spargere spiccioli alla povera gente.    Il problema è ben più serio e si capisce che cosa vuol dire non avere una forza di destra vera al governo&lt;br /&gt;del Paese, che le sue proposte le ha messe nero su bianco nella mozione approvata dal Congresso.40 euro al mese ai più poveri sono fuffa.Rinunciare a lanciare sulla casa un proposta rivoluzionaria come il mutuo sociale è dire che chi non ha continuerà a non avere.   Detassare gli straordinari per il privato e non per il pubblico equivale a dividere chi lavora, sfruttando i&lt;br /&gt;primi e penalizzando i secondi (tra cui quei poliziotti e carabinieri a cui dite sempre di impegnarsi per la sicurezza dei cittadini).&lt;br /&gt;Avete promesso di abolire le province e il bollo auto ed è finita che fate gestire il bollo auto dalle province.&lt;br /&gt;Avete di nuovo lasciato il campo agli speculatori dell’acqua, che non volete più pubblica.&lt;br /&gt;Trovate i soldi per dare quattrini ingenti a Gheddafi, ma gli immigrati continuano a sbarcare e le&lt;br /&gt;tredicesime sono sempre più povere.&lt;br /&gt;Negli asili nido e nelle case popolari entrano più stranieri e meno italiani: è questa la giustizia sociale?&lt;br /&gt;No, tutto questo è demagogia, è vecchia storia sinistra che abbiamo già conosciuto nella nostra storia quando con le bandiere rosse si ingannavano i più poveri.&lt;br /&gt;Ora sono diventate azzurre, ma che cambia?&lt;br /&gt;Vai dicendo in giro, per soggezione culturale, che la tua è una politica di sinistra e ci chiediamo perché uno di destra ti debba votare…&lt;br /&gt;Lo hanno fatto e credo che in giro ci sia qualche pentimento.&lt;br /&gt;Noi ti e vi aspettiamo al varco. Non ne possiamo più di farci prendere in giro.&lt;br /&gt;Anche perché,&lt;br /&gt;mentre regali un euro al giorno ai più poveri, il risanatore di Alitalia, Fantozzi, si cucca 15 milioni di euro, dicono….E noi paghiamo. Ma le banche no.&lt;br /&gt;Noi lo diremo il 24 gennaio a Roma. Per la coesione nazionale, contro l’egoismo sociale.&lt;br /&gt;A dire che l’uomo viene prima del lavoro. La persona prima del profitto.&lt;br /&gt;Tu non ci sarai. Sennò Bossi ti molla.&lt;br /&gt;Francesco Storace&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-7577920728449355213?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/7577920728449355213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=7577920728449355213' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7577920728449355213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7577920728449355213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/12/ma-fine-mese-non-ci-si-arriva-lettera.html' title='Ma a fine mese non ci si arriva... Lettera aperta di Francesco Storace a Silvio Berlusconi'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-7659591718588436928</id><published>2008-11-25T18:51:00.003+01:00</published><updated>2008-11-25T19:01:21.321+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='InComune'/><title type='text'>CONTRO IL CAROVITA: OSSERVATORIO COMUNALE DEI PREZZI</title><content type='html'>Nella Commissione Consiliare Politiche Sociali di cui sono Presidente, è stata esaminata la proposta di istituire, a cura del Comune di Alessandria in collaborazione con le Associazioni dei Commercianti, degli Agricoltori, dei Consumatori e con la Camera di Commercio, un "Osservatorio Comunale dei prezzi", il cui compito sarebbe quello di rilevare giornalmente sui mercati, nei supermercati e, se possibile, anche nei negozi di vicinato il prezzo di una serie di prodotti di largo consumo per le famiglie. I prezzi rilevati, dovrebbero essere raccolti presso il Comune e diffusi immediatamente, sia mediante la pubblicazione sul sito internet del Comune che tramite le radio private e gli altri mezzi di comunicazione che volessero collaborare all'iniziativa. I "rilevatori" dei prezzi dovrebbero essere dei volontari, messi a disposizione e opportunamente addestrati dalle associazioni dei Consumatori operanti in Città. Lo scopo, evidente, è quello di rendere il consumatore più informato e consapevole nelle sue libere scelte e non ha alcun intento punitivo nei confronti dei commercianti. La proposta, suggerita da una iniziativa effettuata in Provincia dall'ADICONSUM e da me proposta alla Commissione ha raccolto interesse dai colleghi Consiglieri e sarà formalizzata nella seduta di venerdì 21 p.v.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-7659591718588436928?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/7659591718588436928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=7659591718588436928' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7659591718588436928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7659591718588436928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/11/contro-il-carovita-osservatorio.html' title='CONTRO IL CAROVITA: OSSERVATORIO COMUNALE DEI PREZZI'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-3869750566446523873</id><published>2008-11-25T18:49:00.000+01:00</published><updated>2008-11-25T18:50:56.568+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='InComune'/><title type='text'>CONTRO IL CAROVITA: UN RISTORANTE SOCIALE</title><content type='html'>CONTRO IL CAROVITA, UN RISTORANTE SOCIALE&lt;br /&gt;(na. min. 24/11) - La Commissione Politiche Sociali, presieduta da Aldo Rovito ha incontrato stamattina il consigliere anziano dell’Aristor, Antonio Facciano, per esaminare possibili interventi comunali contro i problemi legati al carovita. Nel corso della discussione è emerso il progetto di creare il primo “Ristorante Sociale” alessandrino, in cui verrebbero forniti pasti completi (primo, secondo, contorno, bevanda) a un prezzo di poco inferiore a 5 euro.&lt;br /&gt;Il consigliere Facciano ha confermato che la possibilità esiste e che quindi si può cominciare a lavorare per la sua realizzazione concreta. “Occorrerà studiare un metodo – commenta il presidente Rovito – per regolare l’accesso dei cittadini, favorendo le classi più disagiate. L’amministrazione comunale dovrà ora individuare i locali più adatti, per capienza e ubicazione.&lt;br /&gt;Questo ristorante, inoltre, permetterà all’Aristor di fornire un servizio in più, aumentando quindi la sua capacità imprenditoriale”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-3869750566446523873?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/3869750566446523873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=3869750566446523873' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3869750566446523873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3869750566446523873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/11/contro-il-carovita-un-ristorante.html' title='CONTRO IL CAROVITA: UN RISTORANTE SOCIALE'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-886075144192331737</id><published>2008-11-23T18:48:00.001+01:00</published><updated>2008-11-23T18:51:24.065+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GIOVANI'/><title type='text'>IL SIGNORE SI' CHE SE NE INTENDE !</title><content type='html'>«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri… Nel senso che le forse dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano… Questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio» (1).Guardando le tante immagini degli scontri di ieri mattina in piazza Navona a Roma, mi sono tornate in mente queste parole di Francesco Cossiga, ex presidente della Repubblica, ma sopratutto esperto ex ministro degli Interni. Proprio quel Ministro degli Interni che in Parlamento nel 1980, ad appena 48 ore dall’attentato alla stazione di Bologna, annunciò solennemente - ben prima di qualsiasi indagine - che la bomba era “fascista” («Non da oggi si è delineata la tecnica terroristica di timbro fascista. Il terrorismo nero ricorre essenzialmente al delitto di strage perché è la strage che provoca paura, allarme, reazioni emotive e impulsive»), dando il via ad un’intensa stagione di repressione a senso unico nei confronti della destra extraparlamentare e non. Solo undici anni dopo, davanti al “Comitato per i servizi di sicurezza” (15 marzo 1991) riconobbe di aver sbagliato nell’addebitare la strage alla ‘destra’, sostenendo che «il giudizio espresso allora fu il frutto di errate informazioni che mi furono fornite dai Servizi e dagli organi di polizia. La subcultura e l’intossicazione erano agganciate a forti lobby politico-finanziarie». Neanche una parola per le decine di ragazzi che furono travolti e rovinati da quell’inchiesta giudiziaria.La sua “ricetta democratica” somiglia pericolosamente all’atteggiamento tenuto ieri dalle forze dell’ordine, che ‘odora’ di direttive superiori. Prima hanno ‘scortato’ in piazza Navona il corteo degli universitari, pesantemente inquinato dalla presenza di centinaia di appartenenti ai centri sociali (considerando l’età apparente, c’erano numerosi ‘fuori corso’), poi hanno consentito ai più esagitati - corroborati dalla colonna sonora con “Bella ciao” e “siamo tutti antifascisti” - di attrezzarsi per lo scontro con caschi, passamontagna, bastoni, bottiglie e sassi (qualche minuto dopo si riforniranno anche di sedie e di tavolini ‘presi in prestito’ da un locale della piazza). Quindi, miracolosamente sono spariti dalla piazza, evitando di frapporsi tra questi pacifici manifestanti ed i ragazzi di “Blocco studentesco”, che presidiavano la piazza insieme agli studenti delle superiori al suono di “Né rossi né neri, solo liberi pensieri”.Infine, a completare il quadro anomalo, altri reparti in assetto antisommossa che, pur controllando gli accessi alla piazza, sono intervenuti con una calma serafica lasciando scatenare gli scontri ed operando 2 arresti (in una sorta di ‘par condicio’, uno per parte, anche se… 34 anni il ‘rosso’, 19 il ‘nero’) e 21 fermi, in questa categoria l’organizzazione studentesca di destra si è aggiudicata il 100%.Accaduto ciò, da ieri si parla più degli scontri che dei contenuti del decreto Gelmini, si affaccia prepotentemente la criminalizzazione della presenza nella protesta dei giovani di destra non governativi, riecheggiano nuovamente richieste di scioglimento di organizzazioni giovanili e partiti. Tutto ciò mi ricorda qualcosa…&lt;br /&gt;Faber&lt;br /&gt;(Vignetta di Forattini - 1977)&lt;br /&gt;1) Quotidiano Nazionale, 23 ottobre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-886075144192331737?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/886075144192331737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=886075144192331737' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/886075144192331737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/886075144192331737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/11/il-signore-si-che-se-ne-intende_23.html' title='IL SIGNORE SI&apos; CHE SE NE INTENDE !'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-4947516645551347755</id><published>2008-11-20T21:12:00.000+01:00</published><updated>2008-11-20T21:15:09.061+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SCANDALI'/><title type='text'>SCANDALO AL PORTO DI NAPOLI</title><content type='html'>Scandalo al Porto di Napoli-Torbidi intrecci politico-affaristici  A Napoli vanno azzerate e rinnovate da cima a fondo tutte le Istituzioni-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Secondo una nota dell'Ufficio Stampa de LA DESTRA la notizia che rende nota l´ordinanza di misura cautelare coercitiva con «divieto di dimora» nell´intera Regione Campania nei confronti del presidente dell´autorità portuale di Napoli, Francesco Nerli, esponente storico della Sinistra, già deputato del Pci  e senatore del Pds, indagato per il reato di concussione aggravata e continuata ai danni di numerosi rappresentanti di società operanti nel porto di Napoli per aver imposto dazioni di danaro al suo partito, è la grave conferma del livello di degrado generalizzato che investe la Città e La Regione.&lt;br /&gt;    Ma sono di queste ore-prosegue la nota de LA DESTRA- anche le notizie di stampa che  raccontano del torbido intreccio di interessi ed affari politico, economici ed imprenditoriali che vedrebbero collegate tra loro tutte le più importanti operazioni finanziarie e gli appalti pubblici napoletani e campani degli ultimi 15 anni:  dalla Soresa alla Banca del Sud, dalle consulenze milionarie dei rifiuti, alla Pentar (società della famiglia Romiti nata dopo il business monnezza a Napoli), tutto direttamente riconducibile a professionisti e faccendieri  gravitanti intorno ad un noto Studio professionale di Napoli, sito in via Melisurgo.&lt;br /&gt;   Tutto ciò dimostra-Afferma LA DESTRA-  che il degrado ha contaminato tutte le Istituzioni, che vanno azzerate e rinnovate cima a fondo senza ulteriori protezioni e coperture consociative.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-4947516645551347755?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/4947516645551347755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=4947516645551347755' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4947516645551347755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4947516645551347755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/11/scandalo-al-porto-di-napoli.html' title='SCANDALO AL PORTO DI NAPOLI'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-176693641380482480</id><published>2008-11-20T17:32:00.001+01:00</published><updated>2008-11-20T17:36:51.362+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>una firma per l'Europa</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;ELEZIONI PER IL PARLAMENTO EUROPEO 7-8 Giugno 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UNA FIRMA PER “La DESTRA”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al centro della nostra proposta politica la Persona con la sua Dignità&lt;br /&gt;LA DESTRA PER LA VITA CONTRO LA CULTURA DELLA MORTE:&lt;br /&gt;NO ALLA DROGA! NO ALL’EUTANASIA!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER L’AUTONOMIA ENERGETICA DELL’EUROPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UNA POLITICA ESTERA E MILITARE EUROPEA&lt;br /&gt;per tutelare gli interessi dell’Europa e non quelli degli USA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GESTIONE EUROPEA DEL PROBLEMA IMMIGRAZIONE:&lt;br /&gt;Diventi reato l’Immigrazione clandestina&lt;br /&gt;Quote europee per l’immigrazione regolare per studio e lavoro&lt;br /&gt;CONTRO L’EUROPA DEI BANCHIERI PER L’EUROPA DEI CITTADINI&lt;br /&gt;Sostegno ai redditi bassi&lt;br /&gt;Diritto alla casa&lt;br /&gt;L’acqua come bene pubblico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TURCHIA IN EUROPA? NO, Grazie!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CINQUE MILIARDI DI €uro a Gheddafi?NO,Grazie!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.storace.it/"&gt;http://www.storace.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La destra –v. dell’Erba, 1 Alessandria 334/6203914 &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-176693641380482480?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/176693641380482480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=176693641380482480' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/176693641380482480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/176693641380482480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/11/elezioni-per-il-parlamento-europeo-8-9.html' title='una firma per l&apos;Europa'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-6698223019716941534</id><published>2008-11-17T20:17:00.002+01:00</published><updated>2008-11-17T20:19:42.932+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SICUREZZA'/><title type='text'>SICUREZZA STRADALE: FATTI E NON PAROLE!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;I morti degli ultimi giorni sulle strade italiane, dimostrano ancora una volta il completo fallimento di quella politica della sicurezza finora portata avanti solo con proclami  e con provvedimenti banali quanto inefficaci.   La realtà che si fa finta di ignorare è che nessuna forma di prevenzione è possibile senza un maggior numero di Agenti a vigilare sull’osservanza del Codice della Strada.&lt;br /&gt;Inoltre, il ricorso spasmodico agli Autovelox è solo un patetico palliativo per fare cassa, in quanto questi, che peraltro intervengono solo ad infrazione avvenuta, non impediscono certamente all’automobilista spericolato di compiere manovre pericolose, ponendo a rischio la vita altrui. L’unica vera prevenzione si ottiene invece attraverso una presenza costante degli uomini della Polizia Stradale sulla rete viaria, evitando che gli stessi debbano essere ancora costretti a una sorta di “pendolarismo” da una provincia e da una regione all’altra, per effettuare quei controlli “a macchia di leopardo” che, grazie ad una abile e spregiudicata regia politica e al massiccio impiego dei mass-media, vengono oggi spacciati come la soluzione definitiva del problema.&lt;br /&gt;Ma la verità che si nasconde agli italiani è ben diversa!  Esiste, per la sola Polizia Stradale, una carenza di organico di almeno 5000 Agenti sull’intero territorio nazionale, mentre mancano le auto e gli equipaggiamenti e, non vengono corrisposte le indennità e gli straordinari, se non con notevole ritardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dipartimento della P.S., a causa dei tagli economici disposti dal Governo, si accinge altresì a chiudere molte Sezioni e Distaccamenti della stessa Polstrada, così lasciando che centinaia e centinaia di chilometri di strade restino del tutto prive di controllo, in barba alle tanto sbandierate misure per la sicurezza stradale. &lt;br /&gt; Il Ministero dei Trasporti si appresterebbe poi a potenziare sulle più importanti arterie stradali il sistema di rilevazione “TUTOR”, il quale svolge sostanzialmente le funzioni di un autovelox calcolando la velocità di transito di un veicolo tra un tratto stradale e l’altro.   In tal caso, gli Uffici Verbali della Polstrada saranno inevitabilmente “ingolfati” da una moltitudine di contravvenzioni, per la cui gestione si dovrà necessariamente far ricorso ad altro personale, probabilmente sottraendolo ai servizi di pattuglia su strada. Sollecitiamo il ripristino delle condizioni di operatività della Polstrada e l’inasprimento delle pene per i conducenti ubriachi o drogati, stigmatizziamo quindi l’incapacità del Governo di impedire che altre vittime innocenti paghino con la vita le altrui colpevoli inefficienze in materia di sicurezza stradale e, torniamo a chiedere al Ministro dell’Interno Roberto MARONI  e al Ministro delle Finanze Tremonti più uomini e più risorse per la Specialità, nonché il mantenimento di tutte quelle Sezioni e quei Distaccamenti che si intenderebbe inopinatamente chiudere, sguarnendo i territori interessati dalla necessaria vigilanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandria 17 Novembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                         Marinella Vallini                                                                                    Commissione Sicurezza “La Destra”       &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-6698223019716941534?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/6698223019716941534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=6698223019716941534' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/6698223019716941534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/6698223019716941534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/11/sicurezza-stradale-fatti-e-non-parole_17.html' title='SICUREZZA STRADALE: FATTI E NON PAROLE!'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-1246312203153657391</id><published>2008-11-17T20:12:00.001+01:00</published><updated>2008-11-17T20:17:01.331+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cresce la destra'/><title type='text'>CONCLUSO IL CONGRESSO NAZIONALE DE LA DESTRA: IL PARTITO RIAFFERMA LA SUA INDIPENDENZA, MA APRE ALLE ALLEANZE CON IL PDL E CON l’UDC.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dopo tre giorni di intenso dibattito, si è concluso nel tardo pomeriggio di domenica, il 1° Congresso Nazionale de LA DESTRA, la formazione politica fondata poco più di un anno fa dal Senatore Francesco &lt;strong&gt;Storace&lt;/strong&gt;. Francesco Storace e Teodoro &lt;strong&gt;Buontempo&lt;/strong&gt; sono stati eletti per acclamazione Segretario e presidente Nazionale del Movimento. I milleduecento congressisti erano chiamati a confrontarsi sia sulle proposte di modifiche statutarie, tendenti a rendere più salda la struttura organizzativa del partito, sia sulla possibilità di alleanze future con il PdL. Su questo secondo punto, è stato chiaro il Sen. Storace. “Siamo un partito democratico orgoglioso della sua indipendenza,” ha detto nell’intervento conclusivo, “siamo nati per raccogliere consensi e per dare ai cittadini. Non siamo un’opposizione. Verrà anche il momento delle alleanze” “Dobbiamo essere capaci - ha sottolineato Storace - di spostare a Destra l’asse del bipolarismo italiano. Io sono contento, come uomo politico, di aver lavorato per il bipolarismo. Tuttavia oggi mi batto per un bipolarismo che non abiuri i valori della Destra”.&lt;br /&gt;Tra i tanti interventi, di particolare interesse quello dell’On. &lt;strong&gt;Roberto Salerno&lt;/strong&gt;, coordinatore del Piemonte, che ha invitato a considerare anche l’ipotesi di costituzione di un polo di centro-destra vero, quale quello che potrebbe essere rappresentato da un’alleanza tra La Destra e l’UDC.&lt;br /&gt;Vivamente apprezzato da tutti i delegati il messaggio del Capo dello Stato, On. &lt;strong&gt;Giorgio&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Napolitano&lt;/strong&gt;, il quale, in risposta al messaggio del sen. Storace, ha scritto:&lt;br /&gt;“E' significativo che ella abbia posto al centro dell’appuntamento congressualepuntuali e impegnativi richiami ai valori etici e alla centralità della persona - in un contestocaratterizzato dal crescente inserimento nei processi di globalizzazione internazionale -così come alla necessità di sollecitare la partecipazione dei cittadini alla politica nazionalenel rispetto del metodo e dei principi democratici”.&lt;br /&gt;Quattro gli alessandrini eletti nel Comitato Centrale, il “parlamentino” de La Destra; sono il Segretario Provinciale, &lt;strong&gt;Aldo Rovito&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Mauro Tasso&lt;/strong&gt; (Novi Ligure), &lt;strong&gt;Gino Santapà&lt;/strong&gt; (Valenza) e &lt;strong&gt;Marinella Vallini&lt;/strong&gt; (Quattordio), chiamati ben presto a tornare a Roma il 29 Novembre per la prima riunione nella quale si dovranno approvare le liste dei candidati per le elezioni europee della prossima primavera e organizzare la grande manifestazione di piazza del prossimo 24 Gennaio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-1246312203153657391?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/1246312203153657391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=1246312203153657391' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/1246312203153657391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/1246312203153657391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/11/dopo-tre-giorni-di-intenso-dibattito-si.html' title='CONCLUSO IL CONGRESSO NAZIONALE DE LA DESTRA: IL PARTITO RIAFFERMA LA SUA INDIPENDENZA, MA APRE ALLE ALLEANZE CON IL PDL E CON l’UDC.'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-7388279264107961580</id><published>2008-11-17T20:08:00.002+01:00</published><updated>2008-11-17T20:11:43.538+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cresce la destra'/><title type='text'>Nuove adesioni a La DESTRA</title><content type='html'>GROSSETO (26.10.2008). Il movimento Giovani Indipendenti aderisce a La Destra. Lo comunica il responsabile provinciale Florio Salusti: "Pur mantenendo autonomia politica invitiamo associati e simpatizzanti ad aderire all'unico partito che rispecchia le nostre posizioni politiche" Da Salusti auguri di buon lavoro al segretario provinciale de La Destra, Adriano Renis.&lt;br /&gt;MONTE DI PROCIDA (28.10.2008). Luigi Illiano, assessore al Bilancio del Comune di Monte di Procida aderisce al partito di Storace. A seguito di incontro con il responsabile provinciale on.le Bruno Esposito ed il responsabile dell'Organizzazione Provincia ing. Maurizio Bruno, nel corso del quale -informa una nota dell'uffico stampa de LA DESTRA- è stata registrata la più ampia convergenza circa le politiche e le iniziative da intraprendere per il risanamento ambientale e per lo sviluppo economico e sociale dell'intero comparto  flegreo, l'assessore Illiano ha sottoscritto l'adesione al partito che comunicherà ufficialmente nella prossima seduta del Consiglio Comunale di Monte di Procida.&lt;br /&gt;NAPOLI (5.11.2008). La Federazione provinciale de LA DESTRA di Napoli comunica- in una sua nota- l'adesione dell'on.le Massimo Abbatangelo al partito.Si tratta -afferma il portavoce provinciale Maurizio Bruno- di una decisione importante che si colloca in un momento significativo per la destra italiana.Dal suo canto l'on.le Abbatangelo ( consigliere comunale di Napoli dal 1964 al 1987-deputato al Parlamento per quattro legislature 1979/1994-europarlamentare- dirigente nazionale del MSI e di Alleanza Nazionale-oggi componente dell'Assemblea Nazionale) afferma che a pochi giorni dal primo Congresso nazionale de LA DESTRA che si svolgerà il 7/8/9 a Roma, era giusto schierarsi al fianco di Storace e dei suoi amici di sempre, Antonio Rastrelli, Bruno Esposito, Michele Florino, Maurizio Bruno e tanti altri, per riaffermare con forza quei valori che la Destra ha strenuamente difeso in Italia sin dal dopoguerra e che sono indispensabili per la crescita morale e civile della Nazione italiana, soprattutto in un  momento come l'attuale di crisi generalizzata del Paese e dell'incertezza e delle contraddizioni nelle quali si muove l'attuale Governo.Il mio impegno-conclude la nota- sarà particolarmente incentrato nel risanamento morale, civile, sociale ed economico della Campania e quindi nell'avvicendamento delle "giunte rosse" che hanno contribuito all'attuale grave degrado istituzionale, affinchè si apra una fase nuova e profondamente diversa.&lt;br /&gt;BRINDISI (17.11.2008). Il consigliere comunale di Brindisi, Massimiliano Cursi e quello circoscrizionale, Luca Di Giulio, lasciano Alleanza nazionale e aderiscono a La Destra, insieme a un consistente numero di iscritti. Intanto, è stata fissata per venerdì 21 novembre, alle ore 19,30 a Brindisi, in piazza Cairoli 5, l'inaugurazione della nuova sede locale de La Destra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-7388279264107961580?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/7388279264107961580/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=7388279264107961580' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7388279264107961580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7388279264107961580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/11/nuove-adesioni-la-destra.html' title='Nuove adesioni a La DESTRA'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-6677580084716757870</id><published>2008-10-21T15:53:00.002+02:00</published><updated>2008-10-21T16:30:55.436+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica Alessandria'/><title type='text'>A proposito della chiusura delle scuole con meno di 50 alunni.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;MODESTA PROPOSTA PER PREVENIRE POLEMICHE INUTILI E MAGARI PER RISOLVERE  – PARZIALMENTE - IL PROBLEMA DELLO SPOPOLAMENTO E DELL’ABBANDONO DEI PICCOLI COMUNI&lt;br /&gt;PREMESSA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’art. 3 del Decreto n. 154/08 (Definizione dei piani di dimensionamento delle istituzioni scolastiche rientranti nelle competenze delle regioni e degli enti locali) il Governo, agendo per l’attuazione di una normativa voluta fin dal 1998 dall’allora Governo Prodi e dal Ministro Bassanini, avente lo scopo di “razionalizzare” la rete scolastica, cioè ridurre i costi per la scuola, ha voluto rendere inderogabili le norme, ripetiamo varate fin dal 1998, ed ha imposto alle Regioni, tutte sino ad oggi inadempienti, ad ultimare, di concerto  con i Comuni interessati i Piani di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche, rientranti nelle competenze delle regioni e degli enti locali, in modo che il piano di razionalizzazione della rete scolastica nazionale possa cominciare ad essere attuato per l’inizio dell’anno scolastico 2009/2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘E evidente che l’imposizione di un termine così breve può suonare come un attacco alle competenze delle Regioni ed a tutto il sistema delle Autonomie Locali, se non fosse che l’intervento  del Governo si limita a sollecitare un adempimento per il quale Regioni (e i Comuni interessati) avrebbero potuto cominciare a provvedere fin dal 1998, anno in cui fu approvata la norma voluta dal Ministro Bassanini (governo di centrosinistra).&lt;br /&gt;Non serve a nulla, oggi, protestare e strapparsi le vesti, come fa la governatrice del Piemonte, Mercedes Bresso, o tanti  esponenti di sinistra del mondo della scuola, anche sindacali, che in questo giorni guidano la protesta anti-Gelmini, imputandole anche questo attacco alle scuole dei piccoli comuni, dei Comuni montani, delle piccole isole, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indubbiamente è strano che un governo di centrodestra, cerchi di mettere in pratica un provvedimento voluto, ma non attuato, né dal Governo di centrosinistra che lo approvò, ne da quelli che si sono succeduti alla guida del paese dal 1998 ad oggi. ‘E strano su questo tema il silenzio della Lega; infatti soprattutto  la Lega, ma anche il Pdl,  hanno dimenticato gli interessi della gente di Montagna che li ha votati .  Per evitare lo spopolamento delle  Valli da parte dei giovani e delle famiglie, i piccoli Comuni e le Comunità Montane da anni, con grandi sacrifici ed impegno, mantengono le scuole in loco  con la massima economia ed efficienza.&lt;br /&gt;Ancora più paradossale è poi il fatto che i partiti di centrosinistra che quel provvedimento votarono nel 1998, oggi protestino contro l’attuale governo che  ne pretende l’attuazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROPOSTA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premesso quanto sopra e ribadito che comunque le Regioni hanno avuto 10 anni di tempo dal 1998 ad oggi per redigere i Piani di ridimensionamento delle reti scolastiche e che questi 10 anni li hanno sprecati, occorre verificare cosa si può fare in concreto per ribaltare la situazione.&lt;br /&gt;Rileviamo ancora come la chiusura dei plessi scolastici in cui non si raggiungano i 50 alunni, una volta attuata farà risparmiare (quanto?) nel bilancio della P.I., ma scaricherà delle spese sui Comuni e sulle famiglie, ad es. per il trasporto alunni, o per l’ampliamento delle sedi che accoglieranno gli alunni dei plessi chiusi, scaricando sui comuni più deboli spese insostenibili, oltre ad aumentare i disagi delle famiglie  e degli scolari. &lt;br /&gt;Occorre inoltre tener presente che i piccoli comuni  rappresentano una realtà strategica per il presidio del territorio e la tenuta culturale ed identitaria del Paese e l'imposizione di obiettivi numerici a scala regionale, rischia di creare situazioni di svantaggio rispetto alla piena garanzia del diritto all'istruzione per i cittadini delle aree più marginali, tra le quali  molti piccoli Comuni, non solo di montagna, o delle piccole isole, ma anche di tante realtà collinari, o di campagna. Non dimentichiamo la specificità del nostro territorio e  la particolare sofferenza di tante aree che i minacciati tagli alle sedi scolastiche contribuiranno ad accentuare, perché la necessità di  garantire ai propri figli la possibilità dell'istruzione,  senza doverli sottoporre fin da piccolissimi ai sacrifici e ai disagi del  pendolarismo,  spinge  le famiglie ad emigrare laddove il servizio è garantito.&lt;br /&gt; Le scuole dei piccoli Comuni, infatti, non solo rappresentano  un servizio essenziale che contribuisce alla permanenza abitativa di famiglie e giovani generazioni, ma sono  anche un importante, ed a volte l'unico, presidio educativo e culturale del territorio, in cui svolgono un'opera insostituibile di salvaguardia e sono portatrici di cultura, saperi e tradizioni.&lt;br /&gt;Tutto ciò premesso, noi riteniamo che da parte di tutti gli attori interessati, Regioni, Comuni sedi di plessi scolastici a rischio, Provincie (se vogliono uscire dal grigiore della loro percepita inutilità), istituzioni scolastiche, occorre mettere in campo tutte le risorse di idee e di progetti per rilanciare la funzione dei piccoli Comuni,  come sedi di iniziative culturali, ma anche come luoghi in cui, sotto tanti aspetti, la qualità della vita può essere considerata migliore di quella dei  grandi centri urbani.&lt;br /&gt;In questo progetto le Regioni hanno un grande potere ed una grande responsabilità, ma anche una grande opportunità: non debbono limitarsi a rivendicare le loro competenze, ma debbono, e possono, agire concretamente. Le Regioni, infatti, sono erogatrici dei fondi per l’edilizia residenziale pubblica attraverso le ATC, e per l’edilizia residenziale agevolata e convenzionata. Ebbene sarebbe sufficiente che le Regioni, destinassero una parte cospicua di tali fondi alla realizzazione di unità alloggiative da assegnare a giovani coppie o a coppie che abbiano figli in età scolare, nei piccoli comuni (non importa se montani o collinari, o di pianura), e chiedessero anche alle Fondazioni Bancarie di indirizzare su tale obiettivo i loro finanziamenti.&lt;br /&gt;I Sindaci di tali Comuni dovrebbero impegnarsi a trovare le risorse per reperire e mettere a disposizione i terreni necessari, a basso costo, non solo, ma anche per assicurare a giovani coppie che volessero fissare la loro residenza nel comune una serie di agevolazioni (anche minime, ma significative, in termini di messaggio promozionale della volontà di accogliere nuovi nuclei familiari, ad es. l’esonero dalle spese per il rilascio della Carta d’identità, l’esonero dal pagamento della Tassa Raccolta Rifiuti per i primi tre anni).&lt;br /&gt;Gli alloggi dovrebbero essere costruiti, secondo ferree norme di risparmio energetico e di rispetto per l’ambiente. La progettazione dovrebbe essere affidata a giovani architetti, all’uopo formati e selezionati dalla Regione. La costruzione, dovrebbe essere affidata, con procedure semplificata a imprese aventi sede in Regione, o, meglio ancora, nella Provincia in cui si realizza l’intervento.&lt;br /&gt;Nell’assegnazione degli alloggi costruiti nei piccoli Comuni individuati nel piano regionale, si assegnerebbe un punteggio maggiore alle coppie giovani e un punteggio ancor più elevato a quelle con figli, anche in relazione all’età di questi ultimi: bambini più piccoli =  punteggio più elevato), coppie che abbiano il requisito minimo della residenza in regione da almeno cinque anni e sul territorio nazionale da almeno 10, con ulteriore punteggio preferenziale per chi si sposta dai centri maggiori.&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;Riteniamo che si tratti di una proposta molto semplice ed attuabile, con un po’ di buona volontà da parte di tutti; in particolare ci rivolgiamo ai Sindaci dei piccoli Comuni perché la facciano propria e chiedano alle regioni di uscire dalla consuetudine di intervenire solo o principalmente sui grandi centri urbani.&lt;br /&gt;Trieste        23  Ottobre 2008&lt;br /&gt;Andrea Ballauri, consigliere comunale di Varisella (TO)&lt;br /&gt;Massimo Bisio. Vice sindaco di Fresonara (AL)&lt;br /&gt;Angelo Cignatta, Consigliere Comunale di Carrosio (AL)&lt;br /&gt;Aldo Rovito, Consigliere Comunale di Alessandria&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-6677580084716757870?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/6677580084716757870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=6677580084716757870' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/6677580084716757870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/6677580084716757870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/10/proposito-della-chiusura-delle-scuole.html' title='A proposito della chiusura delle scuole con meno di 50 alunni.'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-4774981787272854360</id><published>2008-10-21T15:47:00.003+02:00</published><updated>2008-10-21T15:50:46.631+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica Alessandria'/><title type='text'>L’ex Caserma dei vigili del Fuoco “regalata” agli occupanti abusivi. Dove finiscono legalità e socialità?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;“Apprendiamo con “stupore”, dichiara il portavoce Provinciale del partito La Destra di Francesco Storace, l’avv. Aldo Rovito, “della decisione del Presidente Filippi, di regalare, immaginiamo in comodato d’uso gratuito, i locali dell’ex Caserma dei Vigili del Fuoco a coloro che ne hanno fatto oggetto di occupazione abusiva ed illegale”.&lt;br /&gt;“Noi avevamo chiesto che l’immobile fosse messo a disposizione, di concerto con l’ATC e con il Comune di Alessandria, per costruire alloggi di edilizia economica e popolare, per sopperire alla carenza di almeno 600 alloggi di questa tipologia esistente nel solo Comune di Alessandria: la Giunta Filippi intende invece premiare l’ala estrema della sua coalizione, creando così un pericoloso precedente nella nostra Città, ed avallando il ripetersi di episodi di illegalità (occupazione abusiva di alloggi, sfratti bloccati, ecc.), dei quali il Presidente dell’ATC, Gianni Vignuolo, si è già pubblicamente lamentato.”&lt;br /&gt;“Auspico, conclude Rovito, “che all’interno della Giunta, ci sia ancora chi, predicando in continuazione rispetto delle regole e rispetto della legalità, faccia sentire la propria voce e si opponga a questo atto illegittimo e, comunque inopportuno. E l’opposizione, se c’è, batta un colpo!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;A seguito della diffusione di questo comunicato, registriamo solo una presa di posizione della Lega nord, con una dichiarazione del suo presidente Provinciale, Tino Rossi; e gli altri ? PdL in primo luogo?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-4774981787272854360?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/4774981787272854360/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=4774981787272854360' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4774981787272854360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4774981787272854360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/10/lex-caserma-dei-vigili-del-fuoco.html' title='L’ex Caserma dei vigili del Fuoco “regalata” agli occupanti abusivi. Dove finiscono legalità e socialità?'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-4041786042685783907</id><published>2008-10-17T12:45:00.002+02:00</published><updated>2008-10-17T12:48:18.343+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>PECORELLA: Chi era? (chi è?)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il voto segreto rinforza la memoria?&lt;br /&gt;Tra memoria negata, memoria ripudiata e memoria corta, lo schieramento destro della politica italiana ormai non conosce rivali. Il tempo passa ed i tentativi di dimenticare, di giustificare, di sminuire, addirittura di negare, crescono a dismisura. Allora, è utile che qualcuno si trasformi in dose massiccia di ‘memoril’ perché il tempo non cancelli le azioni ed i pensieri degli uomini politici con un semplicistico colpo di spugna. Appunto perciò SPIGOLI saluta con gioia la ‘trombatura’ di Gaetano Pecorella - fortemente voluto dal Cavaliere come giudice della Corte Costituzionale - e, ‘obtorto collo’, un sentito ringraziamento va ad Antonio Di Pietro ed agli ex ‘compagni’ dell’avvocato-parlamentare di Forza Italia.Non tanto, o non solo, perché il suo percorso politico, prima di approdare alla ‘corte berlusconiana’, risulta alquanto originale. Nella Milano degli anni ’70, era un simpatizzante del Movimento studentesco, ha quindi lambito gli ambienti di Potere operaio, collaborando col servizio giuridico di Soccorso Rosso che prestava aiuto legale e finanziario ai ‘compagni vittime della repressione’, infine fu candidato alle regionali lombarde con Democrazia proletaria.Chi era in quegli anni Pecorella lo raccontava il Corriere della Sera: «Assai vicino al Movimento studentesco, ne condivide le idee, firma manifesti e proteste, ma evita di issare cartelli e striscioni durante le manifestazioni di piazza… indossa la toga e difende quelli che nei cortei agitano i pugni chiusi. Ci sono gli avvocati di Soccorso rosso, di cui è punta avanzata Giuliano Spazzali e c’è il gruppo degli ‘avvocati democratici’: Pecorella detto ‘Nino’, Marco Janni, Luca Boneschi, Gigi Michele Mariani, Michele Pepe» (1).Il sincero ringraziamento all’attuale opposizione parlamentare è motivato soprattutto da un episodio che risulta impossibile cancellare dalla memoria di chi ha vissuto o conosciuto l’antifascismo militante. Siamo nel 1987 al Tribunale di Milano, dopo ben 12 anni si svolge il processo agli assassini di Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù milanese ammazzato da militanti di Avanguardia operaia a colpi di chiave inglese ‘hazet 36’, proprio quella lunga ‘appena’ quaranta centimetri. Gaetano Pecorella è l’avvocato difensore di Saverio Ferrari, imputato - e condannato a 5 anni e 6 mesi - per un’aggressione collegata all’omicidio Ramelli, che aveva visto come co-protagonisti alcuni assassini di Sergio, ed aveva causato il grave ferimento di tre ragazzi: Fabio Ghilardi (due operazioni, coma, polmone d’acciaio, epilessia permanente), il 16enne Giovanni Maida (quattro fratture alla mandibola ed una alla spalla) e Bruno Carpi (doppio sfondamento della calotta cranica).Durante l’arringa, il penalista - forte del suo passato politico ed ancora lontano dai banchi parlamentari azzurri - si lasciò andare appassionatamente, come raccontato dalla cronaca giudiziaria di una fonte insospettabile come “l’Unità”: «Quando i diritti fondamentali di una comunità non vengono realizzati, come la messa al bando del MSI, la comunità ha il diritto di riappropriarsi di quei diritti… Togliere agibilità politica e spazi di aggregazione ai fascisti non è un reato, ma la legittima applicazione di un principio costituzionale» (2).Frase che un decennio dopo, Pecorella - folgorato sulla via di Arcore con la sua prima candidatura al Parlamento - ha negato, forse anche perché nel collegio uninominale erano necessari anche i voti degli elettori di Alleanza nazionale: «Una frase che sicuramente non ho mai detto. Primo perché non mi riconosco in quei concetti e in quei termini, secondo perché da avvocato, avrei reso un pessimo servizio al mio assistito» (3).Eppure, Ignazio La Russa - in quel processo avvocato della famiglia Ramelli - appena due anni fa confermava: «Lui fu uno dei pochi che nell’arringa finale ribadì che uccidere un fascista era meno grave. Invece gli avvocati Giuliano Spazzali e Giuliano Pisapia misero da parte la militanza e fecero prevalere le loro capacità giuridiche» (4).Chissà, se tra le decine di voti che questa mattina - nel segreto dell’urna - sono mancati a Pecorella ci saranno state anche le schede del Ministro della difesa e di tanti altri ex missini ed ex camerati di Sergio. Mi piace crederlo…&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Faber &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;1) Corriere della Sera, 22 giugno 19982) l’Unità, 6 maggio 1987(articolo citato nel volume “Sergio Ramelli: una storia che fa ancora paura” curato da Guido Giraudo - Sperling &amp;amp; Kupfer Editori)3) Corriere della Sera, 3 giugno 19984) Magazine Corriere della Sera, 9 febbraio 2006&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-4041786042685783907?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/4041786042685783907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=4041786042685783907' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4041786042685783907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4041786042685783907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/10/pecorella-chi-era-chi.html' title='PECORELLA: Chi era? (chi è?)'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-8921119746849614902</id><published>2008-10-17T11:53:00.002+02:00</published><updated>2008-10-17T12:02:07.416+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ANTIMAFIA'/><title type='text'>SAVIANO:rimpiango il PCI ed il MSI che si battevano contro la mafia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dal Corriere della Sera: Lo scrittore «Sulla criminalità una rimozione bipartisan»&lt;br /&gt;Saviano: dico no alla politica che non parla più di mafia  «Mi volevano dal Pd ad An. Ma non posso essere di parte»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA — Roberto Saviano è ancora un ragazzo. E ogni tanto riesce anche a sorridere, con le labbra che si tendono su una faccia sempre più tesa, sempre più pallida. Quando racconta della presentazione di Gomorra ad Helsinki, con lo speaker che lo introduce come «Roberto Soprano», e i finlandesi che sono lì soltanto per via della serie televisiva americana, riesce pure a ridere di «loro». Li chiama così, «loro». I suoi nemici. Come se fosse una questione personale, tra lui e i mafiosi di Casal di Principe che lo hanno costretto ad una vita infame, da animale braccato. Quella di Saviano è una storia di paradossi. Con il suo libro ha avuto fama, celebrità, il traguardo del milione di copie vendute tagliato in questi giorni. Con il suo libro ha perso il resto, la libertà personale, la possibilità di vedere il mondo con i propri occhi. «È come se mi sentissi sempre in colpa» sintetizza così il suo stato d'animo, come se qualcuno andasse da sua madre a chiedere «cosa ha fatto tuo figlio?» Ad un certo punto, Saviano si era anche convinto che in Italia ci fosse qualcuno disposto a condividere la sua ossessione. Da Walter Veltroni alla Sinistra Arcobaleno, passando per il Popolo della Libertà, sponda An, tutti hanno cercato l'autore di Gomorra, blandendolo con la lotta al potere mafioso. «Ma non è il mio mestiere. Non si può parlare di mafia ad una sola parte politica. È un argomento sul quale non ci si può permettere di essere partigiani. La mia responsabilità è la parola ». Chi è stato il più insistente? «Quando Veltroni mi ha chiamato nel suo ufficio al Campidoglio, abbiamo parlato a lungo di mafia e appalti. Mi disse che quello sarebbe stato uno dei primi punti della sua agenda». Promessa mantenuta? «Non mi sembra. Ma il Pd è in buona compagnia. Purtroppo, la lotta alla mafia è la grande assente di questa campagna elettorale, a sinistra come a destra». Altri pretendenti? «Fausto Bertinotti mi ha fatto arrivare una proposta tramite l'assessore regionale campano Corrado Gabriele. Io ho molto apprezzato il lavoro di Forgione alla commissione antimafia, ma credo che anche la sinistra debba fare outing, e ammettere di non essere stata così rigorosa nell'allontanare gli affaristi collusi con la mafia». Avanti con l'elenco delle avances. «Alleanza nazionale mi ha mandato messaggi di apprezzamento. Persino l'Udeur prima che si dissolvesse». Destra, sinistra, centro. «Io sono cresciuto in una terra dove Pci e Msi stavano dalla stessa parte, contro la camorra. E vorrei tanto che il centrodestra riprendesse i valori dell'antimafia, quelli che aveva Giorgio Almirante e che avevano ispirato Paolo Borsellino. Li vedo trascurati, nonostante una base che al Sud ha voglia di sentirli affermare». A sentirla, non sembra che il Pd sia molto più attivo. «Affatto. Anzi, a Veltroni ho detto che a mio parere anche il centrosinistra ha commesso molti errori in questi anni». Il più grande? «L'intellighenzia di sinistra dà sempre per scontato che la mafia stia dal-l'altra parte. Il complesso di superiorità applicato alla criminalità organizzata. Credersi immune dalle infiltrazioni, pensare che questo sia sempre e solo un problema degli altri. Le dico di più: spero che il Pd riesca a non aver paura di perdere le elezioni pur di cambiare. Solo così potrà davvero vincere». Dove vuole arrivare? «Spero che non abbia paura di parlare del voto di scambio, di denunciarlo. Fino ad ora non lo ha fatto nessuno. Ed è il voto di scambio che determinerà l'esito delle prossime elezioni. Si vince o si perde nei piccoli paesi, dove il clientelismo è l'unica moneta corrente. Si vincono le elezioni per bollette pagate, cellulari regalati, di questo bisogna parlare. La vera sfida sarebbe quella di non svendere il voto. E alzare la voce, denunciare». E invece? «Il grande silenzio. La mafia è la più grande azienda italiana, il suo giro d'affari è il triplo di quello della Fiat. È innaturale che non se ne parli in campagna elettorale. Ma è così. Al massimo qualche cosa simbolica, una celebrazione, qualche commemorazione. Una rimozione bipartisan». Si è chiesto il perché? «È un tema pericoloso sul piano della comunicazione. Se qualcuno parla di mafia, molta gente pensa che si stia occupando soltanto di una parte ben circoscritta del Paese, che si interessi di cose ai margini, lontane. Nessuno è riuscito a far passare l'idea che la mafia sia qualcosa che riguarda anche Milano, Parma, Roma, Torino. È tornata ad essere un fatto esotico, lontano, noioso». «Non valete niente». Era il 23 settembre 2006 quando sfidò i boss di Casal di Principe a casa loro. Lo rifarebbe? «A vedermi da fuori, come se non fossi stato io, lo rifarei. Ma sarei falso se non dicessi che con quel gesto ho distrutto la mia vita. Mi è diventato impossibile vedere il mondo, confrontarmi con altre persone, poter sbagliare. Sono diventato un simbolo, ma in cambio ho perso tutto». Quando ha scritto Gomorra, cosa si aspettava? «Confesso l'ambizione. Volevo fare un libro che davvero cambiasse le cose. All'inizio, la camorra lo ignorò. I miei problemi cominciarono verso le centomila copie. La gente pensa che io sono come Salman Rushdie, colpito da una fatwa della camorra. Ma non è così. Lui rischia per quel che scrive, io perché mi leggono. Non è Saviano ad essere pericoloso, ma Gomorra e i suoi lettori».Il disinteresse della politica rende più difficile la sua situazione? «Acuisce la solitudine, questo sì. Gomorra ha fatto sì che la letteratura diventasse un problema per la mafia. Parlarne è un modo per fermarli. Perché la politica non fa lo stesso? È come se questo paese non accettasse di essere raccontato così. Ma è il silenzio che ci distrugge». Se pensa al suo futuro, cosa immagina? «Spero di riavere la mia libertà, un giorno. Come un ragazzino, immagino di aprire la porta e poter camminare in strada, da solo. Ma è solo un sogno». E la realtà? «Me la faranno pagare. Troveranno un modo per colpirmi. Prima con la diffamazione, diranno che è tutto falso, l'operazione di un ragazzotto assetato di visibilità. Poi chissà. È l'unica certezza che ho».&lt;br /&gt;Marco Imarisio Lo scrittore «Sulla criminalità una rimozione bipartisan» (dal Corriere della sera)&lt;br /&gt;Saviano: dico no alla politica che non parla più di mafia&lt;br /&gt;«Mi volevano dal Pd ad An. Ma non posso essere di parte»&lt;br /&gt;ROMA — Roberto Saviano è ancora un ragazzo. E ogni tanto riesce anche a sorridere, con le labbra che si tendono su una faccia sempre più tesa, sempre più pallida. Quando racconta della presentazione di Gomorra ad Helsinki, con lo speaker che lo introduce come «Roberto Soprano», e i finlandesi che sono lì soltanto per via della serie televisiva americana, riesce pure a ridere di «loro». Li chiama così, «loro». I suoi nemici. Come se fosse una questione personale, tra lui e i mafiosi di Casal di Principe che lo hanno costretto ad una vita infame, da animale braccato. Quella di Saviano è una storia di paradossi. Con il suo libro ha avuto fama, celebrità, il traguardo del milione di copie vendute tagliato in questi giorni. Con il suo libro ha perso il resto, la libertà personale, la possibilità di vedere il mondo con i propri occhi. «È come se mi sentissi sempre in colpa» sintetizza così il suo stato d'animo, come se qualcuno andasse da sua madre a chiedere «cosa ha fatto tuo figlio?» Ad un certo punto, Saviano si era anche convinto che in Italia ci fosse qualcuno disposto a condividere la sua ossessione. Da Walter Veltroni alla Sinistra Arcobaleno, passando per il Popolo della Libertà, sponda An, tutti hanno cercato l'autore di Gomorra, blandendolo con la lotta al potere mafioso. «Ma non è il mio mestiere. Non si può parlare di mafia ad una sola parte politica. È un argomento sul quale non ci si può permettere di essere partigiani. La mia responsabilità è la parola ». Chi è stato il più insistente? «Quando Veltroni mi ha chiamato nel suo ufficio al Campidoglio, abbiamo parlato a lungo di mafia e appalti. Mi disse che quello sarebbe stato uno dei primi punti della sua agenda». Promessa mantenuta? «Non mi sembra. Ma il Pd è in buona compagnia. Purtroppo, la lotta alla mafia è la grande assente di questa campagna elettorale, a sinistra come a destra». Altri pretendenti? «Fausto Bertinotti mi ha fatto arrivare una proposta tramite l'assessore regionale campano Corrado Gabriele. Io ho molto apprezzato il lavoro di Forgione alla commissione antimafia, ma credo che anche la sinistra debba fare outing, e ammettere di non essere stata così rigorosa nell'allontanare gli affaristi collusi con la mafia». Avanti con l'elenco delle avances. «Alleanza nazionale mi ha mandato messaggi di apprezzamento. Persino l'Udeur prima che si dissolvesse». Destra, sinistra, centro. «Io sono cresciuto in una terra dove Pci e Msi stavano dalla stessa parte, contro la camorra. E vorrei tanto che il centrodestra riprendesse i valori dell'antimafia, quelli che aveva Giorgio Almirante e che avevano ispirato Paolo Borsellino. Li vedo trascurati, nonostante una base che al Sud ha voglia di sentirli affermare». A sentirla, non sembra che il Pd sia molto più attivo. «Affatto. Anzi, a Veltroni ho detto che a mio parere anche il centrosinistra ha commesso molti errori in questi anni». Il più grande? «L'intellighenzia di sinistra dà sempre per scontato che la mafia stia dal-l'altra parte. Il complesso di superiorità applicato alla criminalità organizzata. Credersi immune dalle infiltrazioni, pensare che questo sia sempre e solo un problema degli altri. Le dico di più: spero che il Pd riesca a non aver paura di perdere le elezioni pur di cambiare. Solo così potrà davvero vincere». Dove vuole arrivare? «Spero che non abbia paura di parlare del voto di scambio, di denunciarlo. Fino ad ora non lo ha fatto nessuno. Ed è il voto di scambio che determinerà l'esito delle prossime elezioni. Si vince o si perde nei piccoli paesi, dove il clientelismo è l'unica moneta corrente. Si vincono le elezioni per bollette pagate, cellulari regalati, di questo bisogna parlare. La vera sfida sarebbe quella di non svendere il voto. E alzare la voce, denunciare». E invece? «Il grande silenzio. La mafia è la più grande azienda italiana, il suo giro d'affari è il triplo di quello della Fiat. È innaturale che non se ne parli in campagna elettorale. Ma è così. Al massimo qualche cosa simbolica, una celebrazione, qualche commemorazione. Una rimozione bipartisan». Si è chiesto il perché? «È un tema pericoloso sul piano della comunicazione. Se qualcuno parla di mafia, molta gente pensa che si stia occupando soltanto di una parte ben circoscritta del Paese, che si interessi di cose ai margini, lontane. Nessuno è riuscito a far passare l'idea che la mafia sia qualcosa che riguarda anche Milano, Parma, Roma, Torino. È tornata ad essere un fatto esotico, lontano, noioso». «Non valete niente». Era il 23 settembre 2006 quando sfidò i boss di Casal di Principe a casa loro. Lo rifarebbe? «A vedermi da fuori, come se non fossi stato io, lo rifarei. Ma sarei falso se non dicessi che con quel gesto ho distrutto la mia vita. Mi è diventato impossibile vedere il mondo, confrontarmi con altre persone, poter sbagliare. Sono diventato un simbolo, ma in cambio ho perso tutto». Quando ha scritto Gomorra, cosa si aspettava? «Confesso l'ambizione. Volevo fare un libro che davvero cambiasse le cose. All'inizio, la camorra lo ignorò. I miei problemi cominciarono verso le centomila copie. La gente pensa che io sono come Salman Rushdie, colpito da una fatwa della camorra. Ma non è così. Lui rischia per quel che scrive, io perché mi leggono. Non è Saviano ad essere pericoloso, ma Gomorra e i suoi lettori».Il disinteresse della politica rende più difficile la sua situazione? «Acuisce la solitudine, questo sì. Gomorra ha fatto sì che la letteratura diventasse un problema per la mafia. Parlarne è un modo per fermarli. Perché la politica non fa lo stesso? È come se questo paese non accettasse di essere raccontato così. Ma è il silenzio che ci distrugge». Se pensa al suo futuro, cosa immagina? «Spero di riavere la mia libertà, un giorno. Come un ragazzino, immagino di aprire la porta e poter camminare in strada, da solo. Ma è solo un sogno». E la realtà? «Me la faranno pagare. Troveranno un modo per colpirmi. Prima con la diffamazione, diranno che è tutto falso, l'operazione di un ragazzotto assetato di visibilità. Poi chissà. È l'unica certezza che ho».&lt;br /&gt;Marco Imarisio &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Fin qui l'intervista.Ora una considerazione personale. La Destra, quando parla di valori, deve, tra i valori da difendere, comprendere anche la lotta alla mafia.Non tanto per il ricordo del passato (il Prefetto Mori, ecc.) ma sopratutto per tutta una tradizione che viene dal MSI e dalle sue battaglie per la legalità che furono anche battaglie contro la mafia. Vorrei qui ricordare Angelo Nicosia, il giudice Borsellino e il giornalista Beppe Alfano, tutti cresciuti alla scuola del MSI e tutti a vario titolo impegnati nella lotta alla mafia. Riprendiamo le loro battaglie!&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-8921119746849614902?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/8921119746849614902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=8921119746849614902' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/8921119746849614902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/8921119746849614902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/10/savianorimpiango-il-pci-ed-il-msi-che.html' title='SAVIANO:rimpiango il PCI ed il MSI che si battevano contro la mafia'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-2580326236495137157</id><published>2008-10-16T20:25:00.001+02:00</published><updated>2008-10-16T20:28:26.088+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RAZZISDMO'/><title type='text'>Anti-Gelmini, ma dove vivete?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sui muri del Paese dove abito sono comparse delle scritte: «Via i romeni da B.». Ne parlo con la giovane mamma romena che fa i mestieri a casa mia. «No, no, adesso mia figlia è integrata», mi dice. Prima, la bambina (9 anni, bravissima a scuola, forse l’unica che legge libri anche a casa) non era integrata: nel senso che i compagni la minacciavano fisicamente, la angariavano attivamente. Poi la mamma ha parlato alla maestra, e le cose sono migliorate. L’attuale integrazione della scolara romena nella terza elementare di un paesino viterbese consiste in questo: i suoi compagni di scuola italiani non giocano con lei perché non ha abiti firmati. Quando viene interrogata, ridono per la sua pronuncia (ottima, molto più italiana che romanesca). Quando, su domanda dell’insegnante, dice in classe i nomi di mamma e papà, tutti i compagni ridacchiano, e la deridono, perché sono nomi «strani». Una volta, una maestra ha chiesto a tutti di costruire il loro albero genealogico. La piccola romena non ha voluto, perché si vergogna dei nomi dei suoi genitori e nonni. Quando la classe esce per qualche motivo, ogni compagno tiene per mano un altro. Lei, nessuno la vuol tenere per mano. Per fortuna c’è in classe un bambino albanese, che nessuno vuol tenere per mano, e lei va con lui. Quando giocano, lei è esclusa dai giochi, per una intesa corale degli scolari italiani.&lt;br /&gt;Insomma, la «integrazione» della bambina pare consistere dunque nel fatto che, per ora, i compagnetti griffati si astengono dallo sbranarla viva. Quando le mamme vanno a parlare con le insegnanti, le altre mamme non rivolgono la parola alla mamma romena, stanno fra loro ostentatamente. «Non si confondono» con una «serva», per di più «immigrata». Ora che sono apparse le scritte sui muri ho paura che la bambina sia in pericolo. E quindi, vorrei sommessamente chiedere agli insegnanti, ai pedagoghi e ai «progressisti» in genere che rumorosamente difendono i tre insegnanti per classe: possibile che tre insegnanti non vedano che una bambina viene discriminata e mortificata, per motivi ignobili? Che non corrano ai pedagogici ripari? Mi piacerebbe chiederlo ai presidi delle «Facoltà di Scienze della Formazione» che, riuniti in «conferenza», si sono scagliati contro la Gelmini «nell’interesse dei bambini, delle famiglie e del futuro del nostro Paese», ed assicurano: «Il modulo organizzativo della scuola primaria, sancito dalla legge n.148/1990, prevedendo tre docenti su due classi, ha consentito ai docenti stessi un progressivo approfondimento dell’ambito disciplinare insegnato, ed è stata dunque una misura che è andata nella direzione di un irrobustimento dell’alfabetizzazione di base, oltre a garantire una pluralità di punti di vista preziosa per sviluppare l’intelligenza nella molteplicità delle sue forme. Un solo maestro può limitare l’esperienza socio-affettiva degli alunni, che risulta invece arricchita dall’attuale pluralità di figure». Umilmente vorrei domandare: non hanno il dubbio che la loro pedagogia triplice abbia fatto cilecca proprio nello «sviluppare l’intelligenza nella molteplicità delle sue forme», visto che dilaga il bullismo da quattro soldi, prova certa di intelligenze mai sviluppate, del tutto prive di capacità di apprezzare «pluralità dei punti di vista» culturali? Non vediamo altro, negli scolaretti con zainetto firmato, che limitatissima «esperienza socio-affettiva», la primordiale malvagia divisione fra «noi» e «loro», tipicamente tribale. Viene persino il dubbio: magari nella diseducazione enorme, arrogante e stupida che attanaglia la nazione e si manifesta in mille forme - dalle tifoserie agli esultanti fancazzisti Alitalia - c’entra qualcosa la scuola elementare italiota? I pensosi presidi di «Scienze della Formazione» ci insegnano: «In un’economia globale basata sulla conoscenza, lo stato di salute del sistema socio-economico nazionale è legato al tenore delle competenze disciplinari e relazionali acquisiste dalle persone nei percorsi di formazione. Il nostro Paese è di fronte ad una vera e propria sfida dell’istruzione. Per affrontarla con successo occorre assicurare a tutti la padronanza delle conoscenze fondamentali dei saperi linguistici, storici e matematico-scientifici. Tale padronanza può essere garantita solo da un’alfabetizzazione forte fin dall’inizio della scuola primaria».&lt;br /&gt;Sommessa domanda: come mai tanti analfabeti letterali, ma soprattutto morali, già nelle elementari, che ridono perché ci sono compagni di classe coi nomi «strani», e che dovrebbero almeno essere fatti vergognare di questa ristrettezza mentale e ignoranza provinciale? Ancora i presidi scienziati della formazione: «Non è pensabile che un singolo insegnante possa avere un’adeguata padronanza di tutti e tre questi ambiti e delle loro forme d’insegnamento. Occorre un modello combinato di formazione iniziale e in servizio dei docenti che, oltre a garantire la necessaria preparazione pedagogica e didattica, e una cultura di tipo interdisciplinare volta a preservare l’unità del sapere, assicuri l’approfondimento di un ambito disciplinare tra il linguistico, lo storico, e il matematico-scientifico». Si osa chiedere rispettosamente: quello dei tre insegnanti che ha una «parziale specializzazione» nell’«ambito storico», non potrebbe spiegare ai bambini che se il nonno della piccola romena ha un nome che finisce in -u (Popescu, ad esempio, o Ceausescu, o Jonescu, o Codreanu), è perché quei nomi sono di origine latina, e un tempo finivano in -us? E non potrebbe spiegare, il corpo insegnante che voi scienziati avete dotato di «interdisciplinarietà», cosciente delle «competenze disciplinari e relazionali» che devono far acquistare agli scolari con le scarpe griffate «nei percorsi di formazione», che quei nomi sono latini, perché i romeni d’oggi discendono dai legionari romani che l’Impero, dopo la conquista della Dacia, sistemò nelle pianure del Danubio, ciascuno col suo campicello, onde avesse un sostentamento nella vecchiaia e presidiasse, da soldato-contadino, quella zona di confine? Non potrebbe informare i piccoli ignoranti di genitori ignoranti che la lingua romena contiene l’85% di parole latine, ed ha un’identità prestigiosa, antico-romana, che quel popolo ha difeso con orgoglio per secoli di fronte alla marea slava? Altrimenti viene il dubbio che gli insegnanti che le Facoltà di Scienze Formative formano da anni, non siano capaci di alcun «approfondimento dell’ambito disciplinare» loro proprio, sia «linguistico, storico o matematico-scientifico».Clotilde Pontecorvo, docente di Psicologia dell’Educazione all’Università di Roma 1, ha approvato con vigore Mario Lodi, scrittore progressista ed ex maestro che, su L’Unità, ha scritto: «Il grembiule può anche far pensare che i bambini di una certa classe siano tutti eguali, mentre sono tutti e sempre molto diversi». E’ cosciente - chiedo col massimo rispetto - la pedagoga Clotilde che invece, con tutti i loro abitini firmati e costosi, i bambini sono davvero «tutti eguali», nel senso che sono standardizzati dalla pubblicità e dai falsi valori del consumismo, si comportano tutti nello stesso modo, usano lo stesso gergo, vogliono le stesse cose per conformismo feroce, sicchè imporre loro il grembiule è l’inizio di una pedagogia che vieta di notare le disuguaglianze stupide del lusso e della moda, vieta di deridere la povertà? «Di questa diversità che la scuola si deve fare carico e che è senza dubbio uno dei punti di forza della nostra attuale scuola primaria», continua la Clotilde: «la quale è una scuola accogliente, che ha consentito una buona integrazione degli allievi disabili, con la presenza dell'insegnante di sostegno e la riduzione del numero degli alunni per classe (...). Ma il problema nuovo, di cui il ministro Gelmini sembra del tutto inconsapevole, è il grande numero di studenti di lingua e di cultura diversa da quella italiana che sono oggi presenti nella scuola, in particolare nella scuola di base. E che soprattutto nella scuola dell'infanzia prima e poi nella scuola primaria, possono trovare lo spazio comunicativo e il tempo per poter padroneggiare la nostra lingua e la nostra cultura, in cui la presenza di più figure di insegnanti è fondamentale per consentire un dialogo ravvicinato». Scuola «accogliente», psico-professoressa Clotilde? Chieda ad una mamma romena di una bambina che si vergogna di dire i nomi dei suoi nonni per non essere derisa, che i compagni non fanno partecipare ai giochi, a cui non rivolgono la parola. Si domandi se le insegnanti si «fanno carico» di questo problema, se «aprono lo spazio comunicativo» alla piccola scolara che viene da un paese latino, i cui antenati erano soldati di Roma, e magari venivano dalla Tuscia, e i cui padri e nonni hanno combattuto e sono morti sulle nevi russe accanto ai nostri alpini, in un ieri non tanto lontano; magari, ricordare che ci fu tra le nostre nazioni una fraternità nel dolore e nella sciagura, può aiutare i piccoli ignoranti maleducati a rispettare chi, per sventura, deve emigrare.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe fare qualche domanda anche a Giancarlo Cerini, che scrive su «Insegnare», rivista di un sindacato di maestri, quanto segue: «Non basta un solo docente per aiutare i bambini ad incontrare la ricchezza dei saperi. E' un'idea povera quella che vorrebbe affidare ad una sola figura il ‘filtro’ dei tanti stimoli che giungono spesso disordinatamente ai bambini (linguaggi, forme espressive, gadget tecnologici, strumenti, riferiti al mondo dell'arte, della musica, delle scienze, della storia, delle lingue, ecc.), ma che vanno riorganizzati, ristrutturati, rielaborati per conoscere la realtà, per comprenderla, per descriverla. Ogni disciplina può diventare una ‘finestra aperta’ sul mondo, non però se viene trasmessa come un corpus statico di conoscenze già date, ma perché ognuna è uno spazio simbolico da percorrere e da agire (ecco la didattica «operativa») maneggiando - di volta in volta - immagini, rappresentazioni, simboli, codici che ‘alimentano’ e ‘vestono’ l'intelligenza (Olson)». Di grazia: come mai il risultato di tutto questo «maneggiare di immagini, rappresentazioni, simboli e codici», è il bullismo di massa, il conformismo vestimentario-pubblicitario infinitamente idiota, ributtante e per giunta impunito? Dov’è, chiedo scusa, la capacità di far diventare «ogni disciplina una finestra aperta sul mondo», se i bambini italioti dimostrano una crescente chiusura e ristrettezza mentale, spiccatamente neo-neanderthaliana? Ma di quale «ricchezza di saperi» va sproloquiando, Cerini Giancarlo? Non basta insegnare, nelle elementari, l’essenziale e il senza-tempo, l’inattuale? Non è necessario soprattutto insegnare le aste e la dignità che si deve al povero, il non giudicare dai vestiti i compagni, la famosa «uguaglianza» di fronte alla legge e a Dio, le vite degli eroi antichi, modello di dignità e di valore per i ragazzini? Magari basta un insegnante a fare da filtro, quando si tratta di insegnare la vergogna per le azioni prepotenti e ignobili e meschine, per lo stupido orgoglio del vestito e dei soldi, insomma le regole basilari della civiltà e del civismo, della cordialità e dell’amicizia. Non mi pare, ahimè, che la triplice docenza sia in grado di «riorganizzare, ristrutturare, rielaborare» i famosi «tanti stimoli che giungono disordinatamente ai bambini». Chissà, almeno per quegli «stimoli» che sono «riferiti al mondo dell’arte, della musica, delle scienze, della storia», uno dei tre insegnanti potrebbe cogliere il destro della presenza in aula di un bambino albanese per ricordare agli altri, gli ignoranti con lo zainetto firmato, una breve storia degli illirici, dicendo magari che Diocleziano era un albanese? O, data la presenza di una bambina romena che viene fatta vergognare della sua origine dagli stupidi che conoscono solo pregiudizi, parlare un po’ di quanto la cultura europea deve a personalità romene d’oggi, come Mircea Eliade, Cioran, Jonescu.Capisco che alle elementari non si parli di Eliade. Ma gli insegnanti sanno chi è Eliade? Le Facolta di Scienze della Formazione ne ha un’idea? Ma nemmeno si chiede tanto. Basterebbe che gli insegnanti elementari si allarmassero, quando davanti alla loro scuola appaiono scritte come «Via i romeni», o «morte agli albanesi», scritte evidentemente da loro scolari. E dessero almeno l’allarme, com’è loro dovere di operatori civili della educazione e della formazione. Perché questo problema è urgente, e ci riguarda tutti. Specie oggi, che i fuochi del consumismo scemo e del superfluo a rate devono forzatamente finire. La crisi, la depressione, sarà decennale, e così la penuria. Bambini educati a considerare «essenziali» telefonini ultima moda e zainetti firmati, cosa faranno quando non se li potranno permettere? Ammazzeranno i pensionati per scipparli e comprarsi la roba, il gadget tecnologico ultimo modello? Stiamo, state educando delle belve, degli esseri rozzi, insensibili al dolore altrui, moralmente bassi, incapaci di vergogna; al più basso livello di civiltà e umanità immaginabile. Magari non è tutta colpa vostra, insegnanti: anche voi siete «educati» dai tempi correnti, da Mediaset, dalle volgarità pubblicitarie, anche voi vivete come «valori» i successi dei Briatore e delle Carfagna, o delle veline. L’Italia è un Paese che, in tutti questi anni di falsità, è stato «abbandonato a se stesso» che ha smesso di sforzarsi per crescere, essere migliore, alzarsi almeno all’altezza dei tempi; ed è ritornato indietro, verso localismi padani o tribalismi napoletani, segno allarmante di regressione. Perciò anche a voi, nessun potere pubblico ha additato ciò che dovete insegnare alla nazione futura: a valorizzare l’onestà, la dedizione al bene comune, la responsabilità non solo verso il proprio stipendio ma verso il futuro della comunità, il sacrificio che nessuno vede, lo studio serio che non va in TV né all’Isola dei Famosi. Ma ora, con la vostra Scienza appresa nelle Facoltà di Formazione, dovete sforzarvi di vedere i tempi mutati, e di prepararne voi e gli scolari. Philippe Frémeaux, un economista, dice che ormai occorre una «visione dell’economia che lasci meno spazio alla cupidigia, alle ineguaglianze, al disprezzo delle conseguenze collettive dei comportamenti individuali» egoistici. Ma come si fa a preparare questi tempi di penuria, serietà e dignità, se voi per primi siete contro il grembiulino uguale per tutti, che copra le «diversità» che si comprano nei negozi, con carta di credito?&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Maurizio Blondet&lt;/strong&gt; – da: &lt;strong&gt;www.effedieffe.com&lt;/strong&gt;, 9 ottobre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-2580326236495137157?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/2580326236495137157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=2580326236495137157' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2580326236495137157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/2580326236495137157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/10/anti-gelmini-ma-dove-vivete.html' title='Anti-Gelmini, ma dove vivete?'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-4263496663391184546</id><published>2008-10-16T20:22:00.000+02:00</published><updated>2008-10-16T20:25:13.520+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RAZZISMO'/><title type='text'>Il RAZZISMO antiitaliano di alcuni  antirazzisti andrebbe sanzionato.</title><content type='html'>Ecco le delizie RAZZISTE della societa' multiculturale,  impostaci da cattolici e sinistre senza avere mai proposto un referendum:&lt;br /&gt; &lt;a href="http://www.verbavalent.com/" target="_blank"&gt;http://www.verbavalent.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Italiani di merda, Italiani bastardiInserito da dacia il Mer, 2008-10-01 13:24 Voi non riuscite nemmeno a immaginare quanto sia difficile per me scrivere, tentando di non ferire le vostre povere sensibilità di piccoli bianchi, totalmente ignoranti del loro passato di carnefici di neri, ebrei e musulmani. Non conoscete nulla di quello che avete nel vostro DNA storico, vi riempite la bocca di ebrei solo per salvarvi la coscienza, raccontando di come gente tipo Perlasca - un fascista di merda che dovrebbe morire mille volte solo per essere stato fascista ed aver sostenuto fossanche per un solo minuto quel regime - ne ha salvato alcuni. Siete un popolo senza futuro perché siete un popolo senza memoria. Me ne fotto degli italiani brava gente. Anzi, mi correggo, me ne fotto degli italiani bianchi e cristiani, naturalmente brava gente.  Non lo siete.  Siete ignoranti, stupidi, pavidi, vigliacchi.  Siete il peggio che la razza bianca abbia mai prodotto.  Brutti come la fame, privi di capacità e di ingegno se non nel business della malavita organizzata e nella volontà delle vostre donne (studentesse, casalinghe, madri di famiglie) di prostituirsi e di prostituire le proprie figlie.  Anche quando dimostrate un barlume di intelligenza, questa si perde nei rivoli del guadagno facile e del tirare a fregare chi sta peggio di voi. Nessuna delle vostre battaglie ha un senso per altri se prima non produce un tornaconto per voi stessi.  Dalla politica alla religione, dal sociale alla cultura, siete delle nullità. Capaci di raccogliere firme e manifestare, salvo poi smentire con ogni vostro atto quotidiano quello che a grande voce dichiarate pubblicamente. Andate a marciare da soli, che marci siete e marci rimarrete e non vi voglio profumare.  Non avete una classe media, siete una penosa e noiosa classe mediocre, incivile e selvaggia. I giornali più venduti sono quelli che trattano di gossip e i programmi televisivi più gettonati - al fine di vendere le proprie figlie come bestiame, come le vacche che sono destinate inevitabilmente a diventare, vista la vostra genia - sono i reality.  Avete acclamato qualsiasi dittatore e sottoscritto qualsiasi strage, salvo poi dimenticarvene ed assurgere come vittime di un élite. Non avete un'élite, coglioni, fatevene una ragione: i vostri deputati e senatori sono delle merde tali e quali a voi, i vostri capitani d'azienda sono dei progetti andati a male dei centri di collocamento, ma che o avevano buoni rapporti famigliari o il culo l'hanno dato meglio di voi.  Non solo quelli al governo (o che fanno capo all'area governativa), anche e soprattutto quelli che fanno capo all'opposizione.  Da quelli oggi al governo non ci aspettiamo nulla se non quello che da anni ci danno: razzismo, esclusione, spedizioni punitive, insulti ed umiliazioni. Ma da quelli all'opposizione, quelli che si sono arricchiti con anni di Arci, Opere Nomadi, Sindacati Confederali, e sempre sulla nostra pelle, facendoci perdere diritti che ormai davamo per acquisiti, ci aspettiamo che si facciano da parte. Sono ormai troppi anni che deleghiamo le nostre lotte a persone che in teoria dovrebbero averle fatte proprie, dimenticandoci l'infima qualità dell'italiano pseudobianco e pseudocristiano: non vale un cazzo perché non ha valori che valgano.&lt;br /&gt; Un popolo di mafiosi, camorristi, ignoranti bastardi senza un futuro perché non lo meritano: che possano i loro figli morire nelle culle o non essere mai partoriti. Questo mondo non ha bisogno di schiavi dentro come lo siete voi, feccia umana, non ha bisogno di persone che si inginocchiano a dei che sia chiamano potere e denaro e nemmeno di chi della solidarietà ha fatto business. Ha bisogno di altro, che voi non avete e quindi siete inutili.  Dite che non è così?  Ditelo ai Rom perseguitati in tutta Italia, ditelo ad Abdoul, ditelo ai 6 di Castelvoturno, ditelo a Emmanuel, ditelo ai gay massacrati da solerti cristiani eterosessuali.  Ditelo a mio fratello, bastardi.  Ditelo alle decine di persone vere, non zecche e pulci come voi, che non denunciano perché sanno che se vanno dalla vostra polizia bastarda e assassina li umilieranno e magari li picchieranno di più e forse li uccideranno come l'Aldro [ammazzato come un cane perché pensavano fosse un extracomunitario], e se sono donne le violenteranno, e non avranno nessuno a cui rivolgersi per essere difesi.  Ditelo a quelli che rinchiudete per mesi nei vostri campi di concentramento senza alcun genere di condanna, solo per gonfiare le casse di qualche associazione che finanzierà un qualche partito, generalmente di sinistra, ditelo a quelli che lavorano per i vostri partiti e sindacati da lustri senza avere un contratto ma in nero, ditelo a quelli che si sono fidati di voi per anni, ditelo a quelli che raccolgono l'ultimo respiro di quei maiali dei vostri vecchi, e a quelli che si sfilano dalle fighe delle nostre ragazze per infilarsi in quelle larghe e flaccide delle vostre donnacce, ditelo ai nostri ragazzi che vincono medaglie e che saranno il futuro di questo paese, ditecelo, figli di puttana.  Ditelo col cappello in mano, e gli occhi bassi, cani bastardi. Ma sappiate che la risposta ve l'hanno già data a Castevolturno: Italiani bastardi, Italiani di merda. Io ci aggiungo bianchi, perché il discrimine è questo. Valete poco perché avete poco da dire e nulla da dare.  &lt;strong&gt;DaciaValent &lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-4263496663391184546?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/4263496663391184546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=4263496663391184546' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4263496663391184546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4263496663391184546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/10/il-razzismo-antiitaliano-di-alcuni.html' title='Il RAZZISMO antiitaliano di alcuni  antirazzisti andrebbe sanzionato.'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-5767041647820127047</id><published>2008-10-15T18:25:00.001+02:00</published><updated>2008-10-15T18:29:30.482+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CASA'/><title type='text'>La ex-caserma dei Vigili del Fuoco di Alessandria sia destinata a edilizia popolare.</title><content type='html'>La DESTRA chiede che l’Amministrazione Provinciale di Alessandria, non solo si preoccupi di ristabilire legalità e rispetto delle regole, facendo cessare l’occupazione abusiva dello stabile, già sede della Caserma dei Vigili del Fuoco in via Piave, ma si preoccupi di dare, in accordo con il Comune di Alessandria e con l’Agenzia Territoriale per la Casa, una destinazione d’uso consona ai gravi problemi che la Città di Alesandria attraversa in tema abitazioni.&lt;br /&gt;“Come abbiamo potuto constatare nelle audizioni della Commissione Politiche Sociali, c’è carenza di abitazioni popolari in Alessandria per rispondere alle necessità di circa 600 famiglie, dice il Portavoce Provinciale della DESTRA, Avv. Aldo Rovito, che della Commissione Consiliare è il Presidente, “ma attualmente i programmi prevedono la costruzione di circa 200 alloggi. L’area della ex caserma dei Vigili del Fuoco in via Piave, potrebbe essere destinata alla costruzione di ulteriori alloggi di edilizia popolare attraverso un accordo di programma tra Amministrazione Provinciale, Amministrazione Comunale  e Agenzia Territoriale per la Casa. Proporrò al sindaco di farsi carico del problema e promotore di un incontro con gli Enti interessati.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-5767041647820127047?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/5767041647820127047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=5767041647820127047' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5767041647820127047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5767041647820127047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/10/la-ex-caserma-dei-vigili-del-fuoco-di.html' title='La ex-caserma dei Vigili del Fuoco di Alessandria sia destinata a edilizia popolare.'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-5310897864076159155</id><published>2008-10-15T18:13:00.003+02:00</published><updated>2008-10-15T18:30:57.124+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DESTRA'/><title type='text'>Né destra, né sinistra (Intervista a Franco Cardini)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Segnalatomi da Gino salvi (A destra per il sociale), pubblico lo stralcio di una intervista a Franco Cardini, pubblicata sul sito di ARIANNA EDITRICE. (L'intervista è realizzata da Gabriele Repaci).&lt;br /&gt;…………………………………...............................................................................................................................&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passando a tutt’altro argomento, Professor Cardini, lei in gioventù è stato iscritto al Movimento Sociale Italiano e poi alla Giovane Europa, il movimento transnazionale di estrema destra fondato da Jean Thiriart. Al giorno d’oggi si sente ancora un uomo di “destra”?E’ sempre stato difficile, ma ormai è impossibile definire sul serio che cosa siano la “destra” e la “sinistra”. Aveva ragione Giorgio Gaber.Comunque, per quanto riguarda certe mie opzioni, specie in politica socioeconomica, a parte l’essere di destra o di sinistra, io mi sono sempre sentito, e da parecchi anni, piuttosto di stare a sinistra; e mi succedeva del resto già quando ero un giovane missino. Eppure, non mi sono mai granché inalberato quando mi definivano “di destra”, e mi succede ancora di tollerarlo, magari replicando con qualche distinzione a mio avviso legittima.Cercherò di spiegarmi. “Destra” e “sinistra” hanno una lunga e complessa storia, dalla fine del XVIII secolo ad oggi: e che la destra valuti soprattutto la “persona” laddove la sinistra privilegia “l’individuo” e “le masse”, che la destra sia per la “comun ità” e la sinistra invece per la “società” (la famosa dicotomia di Tönnies), che la destra privilegi la “libertà” e la sinistra “l’eguaglianza” ( o quanto meno la “giustizia”), che la destra sia per il radicamento e la nazione e la sinistra per il cosmopolitismo e l’internazionalismo, che la destra sia “conservatrice” e la sinistra “progressista”, sono coppie d’opposti tutte plausibili ma in fondo lasciano il tempo che trovano: e, nel concreto processo storico, vengono sovente disattese e contraddette. Era di sinistra Guevara, e magari perfino Stalin? Era di destra Peron, e magari perfino Mussolini? Allora, Tanto vale tornare al cane che è di destra e il gatto di sinistra, al bagno in vasca che è di destra e la doccia di sinistra.Quanto a me, per dire la verità, io mi sono sentito sempre “di destra” esclusivamente nel senso che mi ha insegnato tra 1958 - quando l’ho conosciuto – e 1966 - quando la tubercolosi contratta in guerra l’ha portato via -, uno dei miei più cari Maestri, Attilio Mordini, studioso tradizionalista, cattolico e terziario francescano. Per Mordini, essere “di destra” aveva un senso metafisico, metastorico e metapolitico: significava, per ogni uomo, ancorarsi alla propria Tradizione, le scaturigini della quale sono sempre divine. Mordini, filologo e filosofo del linguaggio, insegnava che le lingue hanno origini non “naturali” e “umane”, bensì metafisiche e sacrali; e che ogni Tradizione è sacra e ogni popolo, ogni gruppo umano storicamente qualificato deve tenersi fedele alla propria. Le Tradizioni dialogano senza dubbio, e sono portatrici tutte di una Verità analoga, anzi omogenea. Ma non spetta agli uomini trovare la chiave di questa analogia, di questa omogeneità: per quanto non sia illecito cercarla con gli strumenti del sapere gnostico o di quello mistico. La Tradizioni, tutte collegate tra loro, non comunicano orizzontalmente tra loro, bensì verticalmente, in Dio. Era lo stesso insegnamento di Nicola Cusano. Nella tradizione occidentale, la fedeltà alla Tradizione si traduceva, storicamente, nella fedeltà ai valori cristiani, gerarchici e solidaristici dell’Europa prerivoluzionaria: quindi nell’opposizione rispetto ai due massimi nemici di essa, l’individualismo e il culto del danaro per il danaro, del progresso per il progresso. Il punto è che, sul piano storico, almeno dalla metà dell’Ottocento la “destra” si è sviluppata, come “luogo” d’una tendenza politica, proprio come vocazione all’individualismo, alla produzione e gestione della ricchezza, alla venerazione del progresso: danaro e progresso sentiti non già come mezzo bensì come fine, ma un fine che per sua natura escludeva qualunque altri fini e non fissava neppure un termine per se stesso. Individualismo e meccanismo produzione-profitto-consumo come mète costanti ma inesauribili del genere umano. Rispetto a questa “destra” liberale, liberista, progressista, materialista (anche se cristiana sotto il profilo formale), la Destra tradizionalista non può che sentirsi agli antipodi: anzi, sovente molto più vicino ad alcune aree della sinistra, le quali propongono obiettivi almeno in superficie e in apparenza più vicini a lei, quali il rispetto delle culture folkloriche, il solidarismo, la giustizia sociale. Il Cristo Re della Destra e il “Cristo socialista” di certe aree della sinistra si somigliano tra loro almeno quanto consenta ad entrambi di riconoscersi nella lotta contro l’Anticristo turbocapitalista; e se l’Anticristo turbocapitalista affascina alcune Chiese cristiane storiche, tanto peggio per quelle Chiese. Vi sono poi idee come quella di “Nazione”, nata alla fine del Settecento “a sinistra” (per fronteggiare il Trono e l’Altare) e finite “a destra”, ma in un tipo di “destra” che, dall’esperienza bonapartista al saintsimonismo al socialismo utopistico (soprattutto Sorel) al sindacalismo rivoluzionario, è sempre stata permeata di valori sociali. Il fascismo, per esempio, è nato da questi valori, anche se essi forse non si sarebbero mai “innescati” nella storia senza la tragedia della falsa e ingiusta pace di Versailles del 1918.Quanto a me, ogni uomo ha la sua storia. Sono arrivato al MSI in calzoni corti, tredicenne, nel 1953: erano i tempi di Trieste italiana; poi ci sono rimasto a causa del 1956 e della sollevazione ungherese. La mia educazione cattolica e l’amicizia stretta con il gruppo di Attilio Mordini mi hanno subito vaccinato da liberismo, nazionalismo e giacobinismo, i pericoli della pur schizofrenica destra neofascista missina; l’antisemitismo, eredità ambigua e rivoltante dell’ultimo fascismo, mi è sempre stato estraneo e l’ho sempre avvertito come repellente (anche quando, prima dell’affare Eichmann, in realtà se ne parlava pochissimo), grazie soprattutto sia appunto alla mia educazione cattolica, sia al magistero di Attilio Mordini che aveva intrapreso con grande ammirazione lo studio della Kabbalà, era membro di un’associazione fiorentina d’amicizia cristiano-ebraica e profondamente radicato nella rivendicazione dell’eredità ebraica come seme fecondo del cristianesimo. Semmai, dell’esperienza fascista m’interessavano le “fronde”, che sovente avevano inclinato verso simpatie socialiste, anarchiche o addirittura comuniste; penso soprattutto all’esperienza di Berto Ricci e a quello che uno studioso contemporaneo ha definito il suo “fascismo impossibile” (a mia volta, ho preferito chiamare quella mia esperienza adolescenziale un “fascismo immaginario”). Condividevo questi gusti e queste tendenze con un piccolo gruppo di amici. A questo ambiente di margine, ma culturalmente vivo e fecondo, debbo ovviamente l’uscita nel 1965 dal MSI e l’incontro – nell’ambito del gruppo europeista di Jean Thiriart – con la complessa e contraddittoria produzione intellettuale dei “fascisti” francesi, “fascisti” senza dubbio alquanto a modo loro e in molti modi tra loro differenti e opposti; e, tra tutte quelle forme, la più vicina e congeniale alla mia formazione fu il “socialismo fascista” ed europeista di Pierre Drieu la Rochelle. Ho ormai superato da oltre un quarantennio queste forme d’ispirazione e di sollecitazione, ma riconosco che ad esse debbo ancora molto: anzitutto il mio radicale, incrollabile, rigoroso europeismo. E’ ovvio che questa Unione Europea, burocraticamente oppressiva e politicamente inesistente, non mi piaccia: ma a contribuire alla costruzione di un’autentica Patria Europea non rinunzierò mai.5. Lei si ritiene anticapitalista?Ho già risposto implicitamente poco fa. Sono decisamente solidarista e apprezzo la dottrina sociale della Chiesa; se non sapessi che il socialismo è in realtà qualcosa di molto di più e di molto diverso rispetto a una semplice teoria socioeconomica, non esiterei a definirmi socialista. Ciò dichiarato, debbo tuttavia aggiungere che come forma storico-sociale il capitalismo, quando e nella misura in cui accetta di farsi “civico” (secondo del resto la “classica” indicazione di John StuartMill), può convivere e collaborare ad esempio con lo “stato sociale”, dimensione politica e istituzionale che una seria e sana destra politica dovrebbe difendere strenuamente, come sua ultima vera ridotta, contro l’offensiva delle lobbies multinazionali senza volto, senza patria e senz’altro scopo che non sia il profitto. Mi sembra invece che la stessa sinistra stia abbandonando questo spalto, correndo dietro ancora una volta – è fenomeno frequente negli ultimi anni – alla destra nella politica delle “privatizzazioni”, della quale in genere diffido e che in alcuni casi specifici mi sembra davvero sconsiderata.6. Crede che la debacle elettorale della sinistra radicale (ma anche dell’estrema destra) alle ultime elezioni politiche sia il frutto dell’americanizzazione della società italiana?Premesso che è bene non nasconderci dietro a un dito e non tacere che la débacle delle “estreme” radicali (nel senso etimologico dell’aggettivo) è stata causata anche dalla miseria del livello dei loro quadri dirigenti ed esecutivi, è chiaro che è un po’ così: anche se esiterei a chiamarla, riduttivamente, “americanizzazione”. Il fatto è che oggi le società civili e le opinioni pubbliche dei vari paesi europei sono ridotte a larve miserabili, a sacche vuote prive di qualunque informazione sulla realtà che le circonda e di qualunque aspirazione: che poi esse siano preoccupate dai segni della crisi incipiente, è prova ulteriore della loro vuotezza. Dinanzi al fallimento gigantesco del turbocapitalismo, che sta già avanzando a gran passi e che si annunzia ovviamente come crisi che colpirà prima e soprattutto i ceti più fragili, si sta reagendo o con la totale “demobilitazione delle masse” (al contrario di quel che facevano i grandi totalitarismi del XX secolo), con l’anestetizzazione totale a base di culto delle libertà individuale e dei consumi nonché di forti dosi di “società-spettacolo” e di “politica-spettacolo” che riducono i cittadini a spettatori e a consumatori, oppure con le colossali e ben congegnate campagne imbonitrici che mettono in guardia contro pericoli inesistenti (caso-limite il terrorismo islamico) e ne assumono anzi il pretesto per la riduzione delle libertà civili effettive (si pensi allo scandaloso Patriot Act negli Stati Uniti). E’ chiaro che una società così condizionata “serra al centro”, nell’illusoria sicurezza della “pace” e della “sicurezza”, magari demonizzando qualunque prospettiva alternativa, trattata da “male assoluto”. Destra e sinistra finiscono con il somigliarsi, propongono entrambe “rilancio”, “ripresa” e appunto “pace” e “sicurezza”, e si tengono a galla offrendo ai poteri che davvero contano (le varie lobbies) i servigi di un “comitato d’affari” costituito da uno staff politico e parlamentare oligarchico, garantito da competizioni elettorali sempre più addomesticate (si pensi alle ultime elezioni politiche in Italia, con liste “blindate” dalle singole segreterie e quindi un parlamento designato da ciascuna di esse, per quanto poi formalmente legittimato da un fiacco voto popolare). I politici divengono in tal modo sempre più la cinghia di trasmissione dalla volontà delle lobbies finanziarie e imprenditoriali alle sedi del potere legislativo ed esecutivo incaricate di elaborare e legittimare provvedimenti in linea con gli interessi di quelle stesse lobbies.7. Qual è la sua opinione sulla xenofobia e sul razzismo? Secondo lei è motivata la paura della cosiddetta “invasione islamica”, tesi sostenuta da vari movimenti della destra radicale e dalla Lega Nord?La xenofobia (cioè la paura del “diverso”, dell’ “estraneo”, è fenomeno che infallibilmente si verifica, in varia misura, nelle società coinvolte in rapidi e massicci fenomeni di mutamento sociodemografico: si fonda su istinti in fondo “naturali” e, a piccole dosi, è come i germi del morbillo o della scarlattina: finisce col creare una lieve infezione che alla lunga ha effetto immunizzante. Se le dosi si fanno massicce o i tempi di esposizione al contagio si fanno intensi, il discorso cambia. Sappiamo bene, da molti e illustri esempi storici, che la “paura dell’Altro” (l’ebreo che ti seduce la donna, il marocchino che ti ruba il lavoro e così via…) servono da tempo come alibi per impedire che la gente si renda conto con maggior chiarezza e precisione delle peraltro complesse dinamiche sociali che dominano i processi storici in tempi di crisi. Un esempio. I gruppi di estrema destra o della Lega Nord sono sostanziosamente finanziati da vari anni, tra l’altro, da imprenditori di pochi scrupoli i quali chiudono (contro la legge) le loro fabbriche in Italia, vanno a riaprile in luoghi dove la manodopera è molto più a buon mercato (la Romania, l’Albania ecc.) e in questo modo sottraggono – cioè, letteralmente, rubano – lavoro agli italiani e al tempo stesso si arricchiscono sfruttando la sottopagata manodopera euro-orientale: dopo di che, hanno interesse a che i responsabili della rarefazione del lavoro in Italia siano identificati negli extracomunitari. E’ d’altronde un dato obiettivo che l’alto afflusso di extracomunitari clandestini crea ogni sorta di problemi e concorre a far crescer varie forme di microdelinquenza. Si deve lottare contro questi fenomeni con rigore: e le leggi al riguardo ci sono; se non ci sono, si possono sempre fare. Chi parla al riguardo di “tolleranza zero” esprime un parere assurdo: dal momento che dovrebbe essere sottinteso che, nei confronti di qualunque forma di delinquenza, la tolleranza in un stato di diritto deve per forza essere sempre “zero”. Quanto all’invasione islamica, semplicemente: non esiste. In Italia, paese di sessanta milioni di abitanti, i musulmani non sono nemmeno un milione: dunque non arrivano al 2% , di cui circa 10.000 (vale a dire l’1% di loro) sono italiani convertiti, che per il fatto di essere diventati musulmani non hanno certo cessato di essere “occidentali”. Molti di questi musulmani sono cittadini italiani, magari da poco, hanno casa, famiglia, lavoro; altri sono immigrati in regola con la legge. Una minoranza tra loro fa attività sociale, culturale, e in pochi e ristretti casi (noti e controllati) anche proselitistica. Da sette anni, cioè dall’indomani dell’11 settembre del 2001 a oggi, i casi di musulmani fermati per attività terroristica si contano sulle dita delle mani, e sono stati poi quasi tutti regolarmente rilasciati senza che al loro carico emergesse un minimo d’indizio concreto. Nel nostro paese, non c’è mai stato alcun attentato che sia stato fatto risalire a una matrice “islamico-fondamentalista”. Ci sono imprenditori musulmani e qualche intellettuale musulmano, ma non mi sembra che la loro attività sia particolarmente presente sul nostro territorio. A che cosa allude chi parla dei “minareti” che andrebbero a “disturbare” il nostro paesaggio? Di moschee con minareto, in Italia c’è solo quella di Roma, che non disturba un bel niente: anzi, è architettonicamente apprezzabile. Il paesaggio lo hanno distrutto da mezzo secolo a questa parte i nostri speculatori: basti vedere come sono ridotti alcuni tratti del nostro litorale e alcune nostre periferie cittadine. Io vado a messa ogni domenica: ma, siccome per il mio alvoro mi muovo molto, frequento differenti chiese in varie città d’Italia. Non mi è mai capitato, in tanti anni, di trovarmi davanti a un picchetto di musulmani che distribuisse materiale proselitistico. Le nostre tradizioni si vanno autodistruggendo, è vero: ma si tratta di un processo lungo, iniziato da molto tempo. L’Islam non c’entra. Le tradizioni non si distruggono dall’esterno, franano sempre dall’interno. Del resto, l’islamofobia è un po’ passata di moda: i centri che la promovevano ora hanno interessi di altro genere, guardano alla Russia e alla Cina. Sempre cercando il Nemico Metafisico da sbattere in prima pagina per impedire alla gente di accorgersi che il vero pericolo, il vero nemico, s’identifica con quelle forze che ormai da anni gestiscono il turbocapitalismo e la speculazione finanziaria; quelle stesse che, ora che il petrolio sta esaurendosi, sono già partite addirittura all’appropriazione e alla privatizzazione dell’acqua.8. L’intellettuale transalpino Alain de Benoist ha sostenuto molte volte del concetto di Impero. Secondo de Benoist la crisi dello Stato Nazione, troppo grande per rispondere alle aspettative quotidiane della gente e troppo piccolo per far fronte alle problematiche che si sviluppano oramai su scala planetaria, richiederebbe di ripensare l’Europa in termini Imperial-federali. Qual è la sua opinione sul tema dell’Europa Imperiale?“Impero” è una gran bella parola, ma temo che la gente la confonda con il suo pseudosemiomonimo, “imperialismo”, che al contrario è bruttissima. L’empire, c’est la paix, diceva Napoleone III: ma alludeva alla repubblica retta da un monarca e da una dinastia in quanto garanzia contro il disordine. Oggi, intenderei la parola “impero” – in armonia del resto con i suoi esempi storici, o alcuni fra essi: l’impero romano, la “monarchia di Spagna” – nel senso di un’auctoritas suprema e indiscussa che sia giudice e regolatrice d’una pluralità di soggetti diversi tra loro, ciascuno retti da proprie istituzioni e armonicamente conviventi. In questo senso, l’ “impero” sta all’esatto opposto delle compagini magari eterogenee, ma tenute insieme dall’autorità e dalla forza di uno stato egemone, che naturalmente tende a gestirne politica ed economia secondo i suoi interessi. “Europa Imperiale” è un’altra bella espressione: sarebbe stato l’ideale – credo sostenuto in buona fede – da Napoleone: un’unione di differenti nazioni sotto l’egida di una potenza garante e protettrice che però accetti di non giocare (magari passato il momento della necessaria emergenza) un ruolo egemone. Ma quel disegno si è infranto ancora prima di Waterloo: è morto nelle pianure russe e tra le cannonate della battaglia di Lipsia. Una potenza egemone è comunque necessaria, di solito, a creare formazioni federali o confederali: si pensi alla storia dell’Italia e della Germania nell’Ottocento, con i loro Piemonte e Prussia. Ma, fenomenologicamente, non è sempre detto. Anche Hitler aveva un’idea “napoleonica” dell’”Europa Imperiale”, l’idea alla quale fu guadagnato Drieu La Rochelle: ma il suo impero era senza dubbio più nettamente e pesantemente egemonia germanica di quanto Napoleone non concepisse l’egemonia francese. Thiriart, neobonapartista e anche un po’ filohitleriano (quanto meno sotto il profilo del suo europeismo), pensava in termini un po’ astratti a una “Europa-Nazione”. Ma il suo concetto era rozzamente elaborato e stoticamente poco realistico: gli statunitensi possono pensare a se stessi come alla “Nazione americana”, ma i singoli states hanno una storia diversa, più breve e fragile di quelli europei; e c’è inoltre un sostanziale monolinguismo, valore importantissimo. Pensare a un’ “Europa-Nazione” è impossibile. Credo si possa invece pensare ad essa come a un Grossvaterland che sintetizzi e riassuma, senza annullarli, i vari Vaterländer nazionali o anche etnici. Ma per questo è necessaria una struttura federale o confederale: l’Unione Europea non è nulla di tutto questo: e non lo sarà mai finché i singoli stati non si decideranno a creare una vera compagine istituzionale cui affidare, cedendola, una parte dei poteri detenuti fino ad oggi dai singoli governi, soprattutto in politica estera e nella difesa. Senza leggi federali valide dappertutto, una comune politica estera e un esercito comune, non si costruisce alcuna unità né federale, né confederale. Nell’Unione Europea attuale – che non è “dei popoli”, bensì “dei governi” – di davvero comune c’è solo la moneta. Necessaria, fondamentale: ma non sufficiente.9. Qual è la sua opinione sullo Stato d’Israele?Sia chiaro anzitutto che quanto ho detto circa la mia ammirazione per l’ebraismo, che avverto come profondamente intrinseco al cristianesimo, non influenza in alcun modo – a parte un’istintiva simpatia – il mio giudizio sullo stato d’Israele. Ho anzi più volte criticato, a anche con durezza, le scelte di questo o di quel governo israeliano. Ciò premesso, la mia visione favorevole a Israele necessita di una presentazione storica sintetica, ma tale da non lasciar adito a malintesi.Lo stato d’Israele è nato da un lungo e tenace sogno, quello del movimento sionista dell’Ottocento: un movimento nazionalista come tanti ce n’erano in quell’età romantica ch’è stata l’età del nascere delle nazioni contemporanee. Tale sogno è divenuto gradualmente realtà in seguito a una serie di congiunture che si debbono conoscere, se si vuol farne seriamente la storia: il favore dell’impero ottomano che aveva tutto l’interesse, tra Otto e Novecento, a una qualificata colonizzazione dell’area palestinese (e i coloni sionisti erano ottimi: corretti, colti, pagavano puntualmente le terre che compravano e gli stipendi che corrispondevano ai lavoratori arabi, aiutavano spesso le popolazioni locali, erano ben visti); l’appoggio di una parte consistente dell’ebraismo della diaspora; il sostegno di molti governi europei.Tuttavia, la fine dell’impero ottomano con la prima guerra mondiale, l’atteggiamento ambiguo delle potenze europee cointeressate a quell’area (Francia e soprattutto Inghilterra), il sorgere d’un nazionalismo arabo deluso dalle promesse non mantenute d’unità nazionale avanzate soprattutto dagli inglesi stessi – e ben presto tradottosi anche in un sentimento d’inimicizia nei confronti dei coloni ebrei, tra l’altro sentiti come “occidentali” complici degli inglesi, il che fra l’altro non era vero -, l’emergere di un forte e inaspettato antisemitismo politico in Europa e infine la tragedia della shoah mutarono fortemente il quadro di armonico sviluppo d’una comunità ebraica coloniale che si apprestava a cercare nuovi sbocchi istituzionali nei quali inquadrare la sua compagine. La cattiva coscienza europea dopo l’olocausto e il pericolo costituito, per le potenze occidentali, dagli stati arabi che con l’insorgere della “guerra fredda” si andavano orientando in senso sempre più occidentale, determinarono un accelerarsi della situazione: la ricerca di equilibrio fra i coloni ebrei e i residenti palestinesi – musulmani o cristiani che fossero – insediati nella zona, cedette il passo nel ’48 – dopo preoccupanti avvisaglie che già si erano avute negli Anni Venti e Trenta – a un precipitare della situazione. La comunità ebraica, tempestivamente, si eresse in “stato d’Israele”; i palestinesi, divisi e disorientati, forse anche mal consigliati, non vollero o non seppero fare altrettanto, confidando tra l’altro in una “solidarietà araba” che nel tempo si sarebbe rivelata inefficiente o fallace. Israele seppe crearsi una sua solida compagine statale e militare, anche appoggiata dalle rimesse di denaro dell’ebraismo “della diaspora” e, almeno dopo la guerra del 1967, dal costante appoggio diplomatico degli Stati Uniti che le fornì la copertura diplomatica necessaria a consentirle di disattendere quelle risoluzioni delle Nazioni Unite che le avrebbero impedito di raggiungere una continuità territoriale garantita dai “presidii” di due aree non annesse al territorio metropolitano d’Israele, bensì “occupate”, i territori galileo-samaritano-giudaici, cioè i cosiddetti “territori occupati”, addossati al Giordano (con il relativo controllo idrico), e le alture del Golan. Tutto ciò, pagando il prezzo di quello che alcuni giovani storici “revisionisti” israeliani hanno definito “il peccato originale d’Israele”: l’espulsione sistematica degli abitanti palestinesi da alcune terre, che va peraltro giudicata alla luce di un movimento qualitativamente e quantitativamente diverso ma speculare: la cacciata (senza risarcimento dei beni sequestrati) di molti ebrei, all’inizio della crisi israeliano-palestinese, dai paesi arabi nei quali essi avevano posizioni e assi patrimoniali sovente di rilievo: Egitto, Giordania, Siria, Iraq. Altro elemento d’inciampo: la “legge del ritorno”, secondo la quale qualunque ebreo del mondo (nato cioè da madre ebrea) è naturaliter cittadino d’Israele, solo che lo voglia. Se, in ipotesi assurda, tutti i circa trenta milioni di ebrei della diaspora decidessero di usufruire questa legge e rientrare in Israele, basterebbero frontiere dal Nilo all’Eufrate all’Oronte per ospitarli tutti?Credo pertanto che oggi il diritto d’Israele a vivere e a mantenere il suo posto tra le libere nazioni del mondo sia definitivamente, irreversibilmente acquisito e innegabile: al punto che lo stesso chiedersi se esso sussista è assurdo. Ne sono sempre stato un convinto sostenitore, come ho dimostrato in tutti i miei scritti (richiamo in special modo l’Introduzione al libro edito anni fa dalla Dedalo di Bari e la monografia Gli ebrei, popolo eletto e perseguitato). Tale diritto va però corroborato con l’instaurazione di una vera e solida pace, impossibile dopo un conflitto durato ben oltre mezzo secolo senza il soddisfacimento delle legittime richieste della comunità palestinese ormai eretta in Authority amministrativa, ma non ancora in stato indipendente e sovrano. Queste richieste danno luogo a un contenzioso riassumibile in quattro punti: 1. Spartizione della città di Gerusalemme, cui né israeliani, né palestinesi vogliono né possono rinunziare (anche se in realtà i palestinesi si acconterebbero di una porzione modesta e periferica di essa; a parte, resterebbe da esaminare il problema dell’internalizzazione dei Luoghi Santi non ebraici, cioè cristiani e musulmani: che però interessa il solo ristretto perimetro della città storica); 2. Ridistribuzione del territorio isrealiano-palestinese in modo che, con modestissimi ritocchi e mantenendo a Israele i territori acquisiti dal 1948 a oggi, si possa garantire la necessaria e indispensabile continuità territoriale al futuro stato palestinese; 3. Ristabilimento di un corretto confine tra i due stati con relativa libertà di circolazione per i molti palestinesi che lavorano in Israele, eliminazione appena possibile del “muro” e soluzione del problema costituito dalle colonie ebraiche clandestine insediate in territorio palestinese; 4. Attuazione di un piano economico-finanziario di risarcimento delle famiglie tanto ebraiche quanto palestinesi che hanno perduto la casa, la terra e gli averi dal 1948 ad oggi (con relativo abbandono delle pretese di “ritorno”, comprensibili e perfino toccanti, ma inattuabili). Per l’attuazione di questo piano generale, sarebbero necessari la mediazione e l’impegno (anche economico) della comunità internazionale tutta. E’ un’esigenza costosissima, nonché lunga e difficile da attuarsi. Ma finché non l’adotteremo il teatro israeliano-palestinese sarà preda degli opposti fondamentalismi e la malapianta del terrorismo, che si alimenta del disagio nato da quella situazione, non sarà sradicata.E’ ovvio che una franca, aperta e irreversibile accettazione del diritto d’Israele a vivere liberamente e pacificamente implica il diritto della comunità internazionale a dialogare correttamente e serenamente con essa. Israele deve accettare oggi appieno il suo ruolo di paese mediterraneo e vicino-orientale, entrando in franco e leale colloquio con i paesi confinanti e controllando con cura le tentazioni, che al suo interno sono forti, di atteggiarsi a “sentinella avanzata dell’Occidente”. Allo stato attuale delle cose, il sostegno unilaterale statunitense di cui essa ha in molti casi goduto le ha impedito di sviluppare un’attività diplomatica aperta anche in altre direzioni; e ciò, unito al fatto ch’essa è l’unica potenza nucleare di tutta l’area, ha creato uno stato di tensione, di disagio e di sospetto che non può costituire la base d’una pace durevole. Questi sono alcuni dei problemi di cui la società civile occidentale dovrebbe prendere concretamente atto, se non vuole ridurre il suo assenso o il suo dissenso nei confronti della politica israeliana a un atteggiamento non troppo dissimile da una questione di tifo calcistico. Il problema non è essere “pro” o “contro” Israele, bensì prendere atto di concrete questioni e chiedersi come potrebbero essere risolte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=21299"&gt;http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=21299&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-5310897864076159155?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/5310897864076159155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=5310897864076159155' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5310897864076159155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5310897864076159155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/10/n-destra-n-sinistra-intervista-franco.html' title='Né destra, né sinistra (Intervista a Franco Cardini)'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-7442934094260480964</id><published>2008-10-07T19:53:00.002+02:00</published><updated>2008-10-07T19:59:02.896+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CULTURA'/><title type='text'>In classe col computer(Anche il Portogallo ci supera!)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Da LA STAMPA di Martedì 7 ottobre: Addio quaderno, in classe col pc (Primo esperimento europeo in una elementare del Torinese)&lt;br /&gt;Con questo titolo viene presentata l’iniziativa sperimentale di una classe quinta della elementare Don Minzoni di Rivoli e di due classi terze di Pavone Canadese, nelle quali gli alunni saranno, tutti, dotati di un piccolo personal computer portatile, a basso costo, tutto di produzione italiana, che userà come noi usavamo il quaderno. L’articolista enfatizza l’iniziativa, scrivendo: ”&lt;strong&gt;per la prima volta in Europa,&lt;/strong&gt; gli scolari lavoreranno organicamente con lo strumento informatico nella loro classe….”.&lt;br /&gt;Tanta enfasi sembra un po’ fuori luogo, sia perchè la sperimentazione riguarderà solo tre classi in tutta la Regione Piemonte (75 alunni?), sia perché nello stesso quotidiano, nella stessa edizione di Martedì 7 ottobre, avevamo letto, qualche pagina prima, un altro articolo, dal titolo: Portogallo, a scuola con il pc low cost”, in cui si riferisce come “&lt;strong&gt;ben 500.000 alunni dai 6 ai 11&lt;/strong&gt; anni useranno da quest’anno”Magalhaes” (Magellano, in onore del navigatore lusitano che per primo circumnavigò la Terra nel 1521). Un pc più che low cost: da zero a 50 euro a seconda del reddito familiare. Il pc è prodotto in Portogallo, permette di navigare anche attraverso Wi-fi, sistema operativo Windows Xp, usa Office 2007, Microsoft Student Learning Essencial e Microsoft Encarta: costo al governo di Lisbona: 180 Euro. Conclusione: &lt;strong&gt;Portogallo batte Italia 500.000 a 75.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Ma noi abbiamo il grembiulino e il maestro unico!&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-7442934094260480964?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/7442934094260480964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=7442934094260480964' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7442934094260480964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7442934094260480964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/10/in-classe-col-computer.html' title='In classe col computer(Anche il Portogallo ci supera!)'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-7640593662662151246</id><published>2008-10-07T16:52:00.004+02:00</published><updated>2008-10-07T17:01:43.860+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SOLIDARIETA&apos;'/><title type='text'>SOLIDARIETÀ alle enclave SERBE del KOSOVO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Pub&lt;em&gt;&lt;strong&gt;blico volentieri questo appello pervenuto dagli amici dell'Araldo di Torino, ricordando come, l'intervento "umanitario" in Kosovo, fu necessitato a seguito dello scellerato intervento dell'ONU, avallato, per l'Italia, dal "guerrafondaio" D'Alema contro uno stato indipendente, la Serbia.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;A distanza di nove anni dall’intervento umanitario&lt;br /&gt;dell’Onu, il cui fine era la pacificazione dell’antica&lt;br /&gt;terra serba di Kossovo e Metohija garantendo un'esistenza&lt;br /&gt;pacifica per la popolazione serba e l'autonomia politica&lt;br /&gt;per la minoranza albanese, i fatti si sono evoluti&lt;br /&gt;diversamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I guerriglieri dell’UCK - signori della guerra - si sono&lt;br /&gt;lasciati dietro una pesante fardello: antichi monasteri e&lt;br /&gt;chiese rase al suolo, cimiteri distrutti e profanati,&lt;br /&gt;villaggi bruciati, donne violate e bambini assassinati. A&lt;br /&gt;tale genocidio è seguito un esodo della popolazione serba,&lt;br /&gt; sfollata e costretta a sopravvivere, aspettando una&lt;br /&gt;giustizia che è sempre più un miraggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo testimoni impotenti dinanzi a una pulizia etnica&lt;br /&gt;avallata dalla comunità internazionale tramite un silenzio&lt;br /&gt;complice.  La popolazione serba rimasta in Kossovo&lt;br /&gt;testimonia la volontà  di non arrendersi dopo un millennio&lt;br /&gt;di partecipazione alla storia e alla cultura dell'Europa,&lt;br /&gt;vivendo in situazione di costante pericolo e in condizioni&lt;br /&gt;di precarietà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donne e bambini costretti in villaggi come fossero in oasi&lt;br /&gt;protette, circondati da popolazioni ostili e sotto il&lt;br /&gt;rischio costante di aggressioni, che risulterebbero fatali,&lt;br /&gt;a cui si oppone di fatto spesso solo qualche sparuto&lt;br /&gt;presidio dell’Onu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solidarité Kosovo è un’organizzazione non governativa&lt;br /&gt;nata in Francia, che si prodiga al loro sostegno,&lt;br /&gt;raccogliendo fondi e materiale che porta direttamente in&lt;br /&gt;loco organizzando apposite missioni umanitarie&lt;br /&gt;(l’attività svolta è visibile al sito&lt;br /&gt;www.solidarite-kosovo.com).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’associazione ha recentemente dato vita alla sua filiale&lt;br /&gt;italiana che promuove una campagna di raccolta in previsione&lt;br /&gt;della  prossima missione umanitaria nel dicembre 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’obbiettivo è raccogliere giocattoli e vestiario per i&lt;br /&gt;bambini (0 -15 anni) e incentivare i versamenti in denaro da&lt;br /&gt;effettuarsi direttamente sul conto indicato nel sito stesso&lt;br /&gt;(alla pagina “aider” ).  Un dono, un piccolo atto di&lt;br /&gt;solidarietà, che può infondere grande gioia nei bimbi&lt;br /&gt;che lo ricevono, facendoli sentire meno soli, ma anche un&lt;br /&gt;incoraggiamento ai genitori a farli  crescere nelle terre&lt;br /&gt;dei loro avi, secondo le proprie usanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aiutarli non è solo un dovere morale o un obbligo verso il&lt;br /&gt;sofferente, ma un pegno per future generazioni europee, per&lt;br /&gt;dire che ancora ci siamo e ci saremo, nonostante i soprusi,&lt;br /&gt;a prescindere dalla violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Aiutaci ad aiutarli&lt;/strong&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La raccolta avviene:&lt;br /&gt;in via M. Spanzotti 7/a, Torino:&lt;br /&gt;Venerdì dalle 21:00 alle 23:00 : Sabato dalle 16:00 alle&lt;br /&gt;19:00 &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni: telefono 011-3391928 (lun. e ven. 21-23,&lt;br /&gt;sab. 16-19)&lt;br /&gt;e-mail &lt;a href="mailto:solidaritekosovoitalia@yahoo.it"&gt;solidaritekosovoitalia@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-7640593662662151246?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/7640593662662151246/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=7640593662662151246' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7640593662662151246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7640593662662151246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/10/solidariet-alle-enclave-serbe-del.html' title='SOLIDARIETÀ alle enclave SERBE del KOSOVO'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-8375142106646429891</id><published>2008-10-07T15:54:00.002+02:00</published><updated>2008-10-07T18:32:13.342+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FASCISMO e ANTIFASCISMO'/><title type='text'>TUTTI CON FINI(?) di  Faber</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;TUTTI CON FINI(?)&lt;br /&gt;Il dibattito è stato intenso, ma breve e non risolutivo. Ora - a meno di un mese dal diktat finiano - sia gli ‘anti-antifascisti’ che i ‘neo-antifascisti’ fanno finta di nulla e tacciono. Intanto, i cimeli sono rimasti al loro posto nelle case e nelle sezioni, il saluto legionario è ancora protagonista, le ‘celtiche’ restano al collo e tra ventidue giorni sarà il momento delle libagioni celebrative.Nello stilare un bilancio di quel sabato ad ‘Atreju’, escluso lo scontato e ridondante consenso degli ‘afecionados’, l’ennesima &lt;a href="http://www.spigoli.info/archives/190" target="blank"&gt;capriola finiana&lt;/a&gt; ha costretto taluni a compiere spavaldi sforzi dialettici (fino a provare &lt;a href="http://www.spigoli.info/archives/192" target="blank"&gt;noia&lt;/a&gt; nel «parlare di fascismo e antifascismo») per non entrare in contrasto con le sue parole e per tacitare i dissensi, confidando nell’imminente confluenza nel Pdl, dove si prevede non sarà obbligatorio dichiararsi antifascisti. Mentre in Alleanza Nazionale è arrivato il ‘diktat bis’ del ministro Altero Matteoli: «Chi non condivide le parole di Fini si mette fuori da An».Per trovare un clima entusiastico bisogna spostarsi sul fronte avverso, in quel mondo culturale che ha trovato un inaspettato alleato e si è dimostrato subito riconoscente: «Le convinzioni di Fini - ha scritto Gianfranco Pasquino, docente universitario a Bologna e collaboratore de “l’Unita” - sono cambiate nel corso del tempo in maniera coerente e sono approdate al riconoscimento di verità storiche che stanno a fondamento della Repubblica italiana» (1).Maggiormente entusiasta, Luciano Canfora (docente universitario a Bari, nel comitato scientifico della Fondazione Gramsci e frequentatore assiduo dei congressi dei Comunisti italiani): «Non so dove Fini abbia studiato recentemente, ma definire così l’antifascismo è molto avanzato» (2).Un’intellighenzia che, in perenne difficoltà al cospetto del montante ed illuminante filone storico ‘revisionista’, ha trovato un favoreggiatore, subito abbracciato e coccolato, fino a concedergli un consenso pressoché unanime: «Le sue dichiarazioni – spiega Nicola Tranfaglia, docente universitario a Torino e nel comitato scientifico della Fondazione Gramsci - in qualche modo concludono, perché vanno in direzione opposta, il percorso avviato da Luciano Violante nel ’96, con l’apertura ai ‘ragazzi di Salò’. Un discorso infausto. E’ significativo che ci sia questo rovesciamento di ruoli e che arrivi la smentita di Fini alle parole di Violante» (3).Lo storico, ex deputato dei Comunisti Italiani, è stato prontamente supportato da Claudio Pavone (docente universitario a Pisa, vicepresidente dell’Istituto per la storia del movimento di liberazione ed ex partigiano), che ha considerato particolarmente importanti le dichiarazioni di Fini «perché spiazzano tutti coloro che, da qualche anno, hanno fatto del revisionismo la propria bandiera e considerato la contrapposizione fascismo-antifascismo un’anticaglia» (4). E da Piero Sansonetti, direttore del quotidiano “Liberazione”, che tra le conseguenze più rilevanti ha individuato «una battuta di arresto della campagna revisionista avviata dalla destra italiana con lo scopo di smontare la “Civiltà politica” prodotta in Italia dal 1945 in poi. L’iniziativa di Fini tira il freno e ostacola l’offensiva revisionista» (5).Quindi, un inaspettato Fini, in versione ‘quinta colonna’, che conquista profonda riconoscenza per il contributo offerto al contrasto della revisione storiografica, infatti - secondo Pasquino - «incidentalmente, taglia l’erba sotto i piedi anche ad alcuni giornalisti revisionisti i cui libri, critici dell’attività dei partigiani, che certamente non fu sempre impeccabile, hanno avuto grande successo di pubblico (meno, in verità, di critica)» (1). Al suo fianco addirittura un vecchio nemico, l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro: «Le sue riflessioni fanno piazza pulita di certe smanie revisioniste divenute ormai insopportabili» (7). Un clima talmente celestiale da farlo diventare, dopo tanti anni di cattivi esempi di destra, anche un ‘buon maestro’ per eventuali ‘giamburrasca’ con istinti ribelli: «La lezione merita di essere imparata rapidamente anche dai suoi compagni di partito ai quali il successo inopinatamente raggiunto e le cariche fortunosamente conseguite sembrano avere dato alla testa» (1).Il Presidente della Camera è indiscutibilmente lanciato verso nuovi orizzonti ed il suo futuro è ben visibile dietro le sue esternazioni. «Forse rispondono - azzarda Canfora - anche a una serie di esigenze interne: tenere a bada i colonnelli, candidarsi alla successione di Berlusconi» (2), mentre Bruno Gravagnuolo (il Cosacco de “l’Unità”, come lo ha chiamato Giampaolo Pansa) lo interpreta in chiave continentale come un «tentativo di ritagliarsi un ruolo decente di leader della destra democratica europea, con la sua revisione entra alla grande nel Ppe e può aspirare a concorrere da Premier» (6).Nel suo itinerario storico Fini ci ha finora abituato a funamboliche evoluzioni, perciò non ci si può illudere che il suo cammino sia già terminato. In previsione di altre sorprese, potrebbe servirgli tener conto della saggia considerazione di un altro storico, Arrigo Petacco: «Quando comincia la guerra, la prima vittima è la verità: quando finisce, le bugie degli sconfitti vengono smascherate e quelle dei vincitori diventano Storia» (8).&lt;br /&gt;&lt;em&gt;                                                                                                                                                             Faber&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1) Agenzia AGL - L’Espresso, 14 settembre 2008&lt;/div&gt;&lt;p&gt;2) Left, 18 settembre 2008&lt;br /&gt;3) Corriere della Sera, 14 settembre 2008&lt;br /&gt;4) Liberazione, 18 settembre 2008&lt;br /&gt;5) Liberazione, 14 settembre 2008&lt;br /&gt;6) l’Unità, 14 settembre 2008&lt;br /&gt;7) Corriere della Sera, 15 settembre 2008 &lt;/p&gt;&lt;p&gt;8) Il Tempo, 14 Settembre 2008&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A questo punto non rimane che guardarci un interessante video, collegandoci con:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;http://www.storace.it/2008/10/03/iene/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.......... e farci due risate............&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-8375142106646429891?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/8375142106646429891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=8375142106646429891' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/8375142106646429891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/8375142106646429891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/10/tutti-con-fini-di-faber.html' title='TUTTI CON FINI(?) di  Faber'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-5674297241874813830</id><published>2008-10-07T15:49:00.001+02:00</published><updated>2008-10-07T15:53:00.842+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>LA DESTRA SI BATTERA’ PER SALVAGUARDARE IL POTERE D’ACQUISTO DI SALARI E PENSIONI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Tavola Rotonda organizzata dalla Destra Alessandrina sul tema “Carovita: che fare?”. Moderatore: &lt;strong&gt;Gigi Moncalvo&lt;/strong&gt;, partecipano: &lt;strong&gt;Patrizia Garrone&lt;/strong&gt; per l’Associazione Commercianti di Alessandria, &lt;strong&gt;Mario Gatto&lt;/strong&gt; per Mondoconsumatori, l’avv. &lt;strong&gt;Rovito&lt;/strong&gt; Presidente della Commissione Consiliare Politiche Sociali del Comune di Alessandria.&lt;br /&gt;Provocati, più che moderati da Gigi Moncalvo, il noto giornalista anche televisivo, i tre partecipanti alla tavola rotonda hanno espresso da tre diversi punti di vista le normi difficoltà in cui sempre più vasti strati della popolazione si trovano. Il problema della diminuzione del reddito disponibile per i consumi colpisce anche la categoria dei commercianti, che vedono così ancor di più ridotti i loro utili, in conseguenza della diminuzione del volume d’affari, come ha detto la rappresentante dei commercianti, categoria che si vede sempre più stretta tra l’esosità del fisco e la stretta del sistema bancario. Le associazioni dei Consumatori, ha detto il dott. Gatto, possono fare molto, ma occorre che le amministrazioni locali si facciano promotrici di iniziative serie, a partire da un tavolo di concertazione, per calmierare i prezzi, almeno dei generi alimentari di prima necessità. Rovito, ricordando quanto emerso dalle audizioni svoltesi presso la Commissione Politiche Sociali del comune di Alessandria, circa lo stato di povertà relativa, nel quale sempre più ampio è il numero delle famiglie alessandrine coinvolto,  ha preannunciato una serie di proposte che vanno dalla proposta di legge regionale per il Mutuo Sociale per l’acquisto della prima casa, alla proposta di costituire un Ristorante Sociale e  un Banco Alimentare Comunale, all’istituzione di un Fondo di Garanzia per l’acquisto con pagamento rateale dei libri di testo delle scuole Medie.&lt;br /&gt;A conclusione del dibattito è intervenuto il Coordinatore Regionale della DESTRA, on.le &lt;strong&gt;Roberto&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Salerno&lt;/strong&gt;, che, dopo aver tracciato in sintesi gli obiettivi che la destra, sai pone, ha preannunciato la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare, per collegare all’inflazione effettiva, e non a quella programmata, gli incrementi di salari e pensioni. “Solo attraverso un meccanismo di rivalutazione delle pensioni e salari, si potrà restituire a milioni di lavoratori e di pensionati il livello di reddito che avevano prima dell’introduzione dell’Euro, ha puntualizzato, l’on. Salerno, “in tal modo si difende il potere d’acquisto della parte meno abbiente della popolazione, si mantiene il livello dei consumi e combatte la recessione economica incombente: questa è la ricetta della Destra, per superare le attuali difficoltà economiche dell’Italia”.&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-5674297241874813830?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/5674297241874813830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=5674297241874813830' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5674297241874813830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5674297241874813830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/10/la-destra-si-battera-per-salvaguardare.html' title='LA DESTRA SI BATTERA’ PER SALVAGUARDARE IL POTERE D’ACQUISTO DI SALARI E PENSIONI'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-4298061803938036597</id><published>2008-10-07T15:45:00.002+02:00</published><updated>2008-10-07T15:49:46.464+02:00</updated><title type='text'>Si è svolto domenica 28 Settembre il 1° Congresso Provinciale della DESTRA Alessandrina</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Aldo Rovito &lt;/strong&gt;eletto portavoce provinciale. I nomi dei 7 delegati al Congresso Nazionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è svolto domenica scorsa, presso il locale WID CATS in San Michele, il 1° Congresso Provinciale della Destra, il partito del Senatore Francesco Storace, convocato per l’elezione del Portavoce Provinciale e dei 7 delegati al Congresso Nazionale del prossimo Novembre in Roma.&lt;br /&gt;All’inizio dei lavori hanno portato il loro saluto all’assemblea l’On. &lt;strong&gt;Franco&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Stradella,&lt;/strong&gt; il Consigliere Regionale &lt;strong&gt;Ugo Cavallera&lt;/strong&gt;, i Presidenti Provinciali di F.I. e di A.N.,  &lt;strong&gt;Mario Berruti&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Marco Botta&lt;/strong&gt;, il segretario di Fiamma Tricolore &lt;strong&gt;Maurizio Zingales&lt;/strong&gt;, il segretario cittadino dell’UDC, &lt;strong&gt;Bartolomeo Mazzucca&lt;/strong&gt; e i responsabili delle liste civiche “Per la nostra Città”, &lt;strong&gt;Mauro Morando&lt;/strong&gt; e “Prima Alessandria”, &lt;strong&gt;Evaldo Pavanello&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;            Nel corso del dibattito è stato riaffermato da tutti gli intervenuti la necessità in Italia e in Europa di un partito di Destra per riaffermare idee e valori, che non possono confondersi in un indistinto  contenitore, ma debbono avere una propria autonoma rappresentanza, proprio per rafforzare la destra di un centro destra, con il quale “vogliamo dialogare da pari a pari, in vista di eventuali alleanze per le elezioni amministrative della prossima primavera” come ha detto in particolare l’Avv. Rovito nel suo intervento.&lt;br /&gt;            Conseguentemente, da parte di tutti è stato espresso consenso ed apprezzamento per la mozione congressuale “Vivere di Idee, per non morire di potere” di cui è primo firmatario il senatore &lt;strong&gt;Francesco Storace&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;            Dopo lo scrutinio delle schede elettorali, la proclamazione degli eletti: l’avv. Aldo Rovito, è stato eletto all’unanimità Portavoce provinciale, mentre i 7 delegati eletti per il congresso Nazionale sono: Mauro &lt;strong&gt;Tasso&lt;/strong&gt; di Novi Ligure, Luciana &lt;strong&gt;Crivellini&lt;/strong&gt;, Marco &lt;strong&gt;De Michiel&lt;/strong&gt;, Paola &lt;strong&gt;Milan&lt;/strong&gt;  e Fabio &lt;strong&gt;Robotti&lt;/strong&gt; di Alessandria, Carlo &lt;strong&gt;Montepiano&lt;/strong&gt; di Casale Monferrato e Gino &lt;strong&gt;Santapà&lt;/strong&gt; di Valenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-4298061803938036597?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/4298061803938036597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=4298061803938036597' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4298061803938036597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4298061803938036597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/10/si-svolto-domenica-28-settembre-il-1.html' title='Si è svolto domenica 28 Settembre il 1° Congresso Provinciale della DESTRA Alessandrina'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-5562733449721884157</id><published>2008-09-27T22:54:00.002+02:00</published><updated>2008-09-27T22:57:58.082+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>LE DIMISSIONI DELLA SANTANCHE' DALLA DESTRA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE DIMISSIONI DELLA SANTANCHE’ DA LA DESTRA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprendiamo con stupore il comunicato diramato da Daniela Santanchè, per annunciare le sue dimissioni dal Partito e il ritiro della Mozione congressuale che la vedeva prima firmataria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Santanchè sostiene di non volere più far parte de La Destra, perché Storace non vorrebbe pervenire ad accordi e collaborazioni con il PDL: ciò è falso e dimostra come e quanto la Santanchè non sia mai entrata in sintonia con il popolo de La Destra e con la militanza in un partito organizzato, ed è anche in contrasto con quanto sostenuto dalla stessa Santanchè nella sua mozione congressuale, nella quale sosteneva si dovesse sciogliere La Destra per confluire nel PDL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la Santanchè vuol far parte di un partito che intende collaborare con il PDL per diventare partito di governo come sa fare e come merita, si limiti a ritirare la Mozione e rimanga nel partito come militante, lontana dai riflettori e senza poltrone, in caso contrario tutti potranno pensare male sulle reali motivazioni delle sue decisioni di un recente passato e di quelle odierne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Badi bene inoltre la Santanchè a come si esprime da oggi in avanti nei confronti de La Destra e dei suoi militanti, gente vera, sincera, onesta, che non si è risparmiata nel sostenerla da candidata premier, e che non merita certi contorsionismi politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aldo Rovito -  Portavoce Provinciale Alessandria      &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-5562733449721884157?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/5562733449721884157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=5562733449721884157' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5562733449721884157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5562733449721884157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/09/le-dimissioni-della-santanche-dalla.html' title='LE DIMISSIONI DELLA SANTANCHE&apos; DALLA DESTRA'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-732506325934475560</id><published>2008-09-26T19:24:00.000+02:00</published><updated>2008-09-26T19:26:28.007+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CULTURA'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;Si informano gli interessati che è reperibile la collezione completa, su CD, della "Gazzetta Ufficiale d'Italia della R.S.I.", dal 1 settembre 1943 al 30 marzo 1945.&lt;br /&gt;Il costo di acquisizione è di 250 Euro.= per copia. franco destino.&lt;br /&gt;Info: salvatore_francia@libero.it&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-732506325934475560?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/732506325934475560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=732506325934475560' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/732506325934475560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/732506325934475560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/09/si-informano-gli-interessati-che.html' title=''/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-649221255115214345</id><published>2008-09-26T19:09:00.002+02:00</published><updated>2008-09-26T19:19:48.899+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FASCISMO e ANTIFASCISMO'/><title type='text'>E io sto con  Abbiati, ed anche con  Massimo Mucchetti!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le dichiarazioni di Christian Abbiati, portiere del Milan, rese in un’intervista al supplemento settimanale della Gazzetta dello Sport in edicola domenica prossima, pubblicate in anteprima sulla Stampa di oggi, sono senz’altro destinate a far clamore ed a suscitare polemiche infinite, nelle prossime settimane; potranno in futuro, ahimè, costituire un handicap per il giocatore ed anche per la sua squadra (il Milan del Presidente Berlusconi), perché si sa, in Italia la libertà di pensiero e di espressione esiste solo a sinistra. Se un calciatore del Livorno saluta “a pugno chiuso” i suoi tifosi , tutto bene,  invece, quando  Di Canio salutò a palmo aperto i suoi tifosi che inneggiavano per un suo gol successe il finimondo. Se non sbaglio, si beccò anche una squalifica. Vedremo cosa succederà ad Abbiati, al quale auguriamo di avere oltre il coraggio che ha indubbiamente testimoniato di possedere, anche tanto spirito di sopportazione e tanto sangue freddo, da sopportare le future prossime provocazione che sicuramente si troverà ad incontrare sul campo ed anche fuori.&lt;br /&gt;Ma cosa ha detto Abbiati? Qualcosa, molto “fuori dal coro”, soprattutto in questi giorni, in cui anche un certo fini gianfranco, da Bologna, sproloquia di fascismo e di antifascismo, impancandosi a storico e facendosi capofila del “pensiero unico antifascista, pensando di poter ricalcare le orme, di un altro presidente della camera, un certo scalfaro da Novara, il quale,  per conclamati meriti antifascisti,  in quanto, dopo esser stato nominato giudice dalla Repubblica Sociale Italiana, alla quale probabilmente aveva anche giurato fedeltà, fece condannare a morte un certo numero di fascisti repubblichini tra Vercelli ed Alessandria, assurse alla Presidenza della Repubblica. “Io non ho vergogna a manifestare la mia fede politica. Del fascismo condivido ideali come la Patria e i valori della religione cattolica». In quella che viene preannunciata come una  lunga intervista,  il portiere del Milan  accetta di parlare della sua vita fuori dal campo e  spiega che alle ultime elezioni politiche ha votato per «La Destra» dell’ex governatore di Francesco Storace, ed aggiunge:  “Del fascismo  rifiuto le leggi razziali, l’alleanza con Hitler e l’ingresso in guerra, ma mi piace la capacità che aveva di assicurare l’ordine, garantendo la sicurezza dei cittadini”.&lt;br /&gt;                Il guaio per i seguaci del P.U.A.:  Pensiero Unico Antifascista, da fini a veltroni e compagnia bella,  è che sempre oggi, su un altro autorevole quotidiano di regime (Il Corriere della sera) a pagina 11, in un servizio sulla crisi finanziaria americana e sulle misure adottate dal Presidente Bush, si dicono sul Fascismo (senza nominarlo, per carità, qualche cautela è pur necessaria e poi, anche i giornalisti del Corriere “tengono famiglia”) delle cose ancor più interessanti. Un certo Massimo Mucchetti scrive, tra l’altro, “L’America del 2008 ricorda l’Italia del 1933: la banca centrale, prestatrice di ultima istanza, cerca di salvare le banche, non ci riesce e interviene lo Stato. Il governo italiano di allora dimostrò rispetto per il denaro dei contribuenti. Vedremo adesso la Casa Bianca…. L’IRI fu costituita nel 1933 per salvare la Banca d’Italia che era esposta verso Comit, Credit e Banco di Roma per 8 miliardi di lire, quando l’intera base monetaria superava di poco i 13,5 miliardi…. L’IRI rilevò le azioni delle finanziarie collaterali alle banche dov’erano racchiuse tutte le partecipazioni e si trovò così padrona delle banche e delle imprese. Separò le prime dalle seconde, divorzio poi codificato dalla legge bancaria del 1936. Le banche restarono pubbliche per evitare il panico tra i depositanti ed il ripetersi delle avventure degli anni 20…. Nel 1956, in una lettera all’economista Pasquale Saraceno, il più privato dei banchieri, Enrico Cuccia, osserverà che lo Stato aveva fatto un buon affare. L’IRI infatti rilevò attività stimate 8 miliardi e alle banche riconobbe un credito di 12 miliardi, assistito da garanzia pubblica e pagabile in vent’anni al 4%. Nessuna uscita di cassa immediata, ma l’ammissione di un buco gigantesco: 4 miliardi, pari a un terzo della circolazione monetaria di allora. In realtà, detratto il miliardo guadagnato subito con le privatizzazioni (…Le imprese risanate o risanabili vennero poste in vendita. Furono cedute Edison, Bastogi e altre minori per 3,6 miliardi di lire. Le società telefoniche no, perché gli industriali ai quali erano state offerte chiesero in coro –da Vittorio Valletta ad Alberto Pirelli, da Giovanni Agnelli a Vittorio Cini- una dote che il Presidente dell’Iri, Alberto Beneduce, rifiutò reputandola ingiustificata, in questo confortato da Benito Mussolini e dalla storia successiva della telefonia- &lt;quasi&gt; ), considerato che il denaro costava il 5 e non il 4% e che, ben presto, la lira sarebbe stata svalutata, il valore del debito si dimezzava e l’Iri, saldata l’ultima rata, poteva dire di essersi messa nelle condizioni di guadagnare 2 miliardi all’atto del salvataggio.” Conclude Massimo Mucchetti: “Andrà altrettanto bene al contribuente americano?”&lt;br /&gt;                Certo una bella differenza tra le affermazioni di Abbiati e Mucchetti e quelle di gianfranco fini da bologna, sul “fascismo male assoluto””! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aldo Rovito&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-649221255115214345?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/649221255115214345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=649221255115214345' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/649221255115214345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/649221255115214345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/09/e-io-sto-con-abbiati-ed-anche-con.html' title='E io sto con  Abbiati, ed anche con  Massimo Mucchetti!'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-5259592646298516578</id><published>2008-09-24T10:43:00.001+02:00</published><updated>2008-09-24T10:46:31.240+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica Alessandria'/><title type='text'>LA DESTRA DI ALESSANDRIA IN FESTA e A CONGRESSO!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;LA DESTRA DI ALESSANDRIA IN FESTA e A CONGRESSO!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà una giornata molto intensa quella di Domenica prossima, 28 Settembre per i militanti de LA DESTRA di Alessandria. Infatti al mattino, con inizio previsto alle ore 9, 30, nel locale “Wild Cats” in via Casale, 95 San Michele Gerlotti, si terrà il primo Congresso Provinciale del Movimento Politico fondato nello scorso Luglio dal senatore &lt;strong&gt;Francesco Storace&lt;/strong&gt;. Al Congresso parteciperanno con diritto di voto e di parola tutti gli iscritti (un Congresso vero e non di delegati o di partecipanti “di diritto”): dovranno eleggere il Portavoce Provinciale e i sette delegati al Congresso Nazionale che si svolgerà dal 7 al 9 Novembre.&lt;br /&gt;Nel pomeriggio alle ore 17 si terrà una tavola rotonda sul tema”Contro il carovita, che fare?” con la partecipazione di Mondoconsumatori, Associazione Commercianti e Amministratori locali: conduttore della Tavola Rotonda sarà il noto giornalista Gigi Moncalvo. Alle 19,30 è previsto l’intervento dell’On. Roberto Salerno che concluderà la parte politica della giornata,&lt;br /&gt;La sera alle 21, musica dal vivo, con il gruppo “I propaganda” e la partecipazione straordinaria di Max Chiarlone di “Anime in Plexiglas” in “Omaggio a Ligabue”.&lt;br /&gt;Pranzo e cena a prezzi popolari.&lt;br /&gt;“Il nostro partito, ad un anno dalla costituzione, svolge il suo Primo Congresso, per eleggere i propri organi dirigenti locali e nazionali e per indicare la linea politica da seguire nel 2009, anno in cui avremo due importanti appuntamenti politici: le elezioni amministrative (nella nostra Provincia si voterà per il rinnovo dell’Amministrazione Provinciale e di numerosi Comuni, tra cui Novi, Casale Ovada e Tortona) e le elezioni Europee”, sottolinea il portavoce provinciale &lt;strong&gt;Aldo Rovito&lt;/strong&gt;, “dovremo indicare come affrontare, da destra i gravi problemi della società italiana: la casa, il carovita, la disoccupazione, l’immigrazione. Per quanto riguarda le elezioni amministrative, i nostri naturali alleati sono i partiti del centro destra, per quel che ci riguarda siamo disponibili a ripetere lo schema Fabbio, che ha consentito di sconfiggere il centrosinistra al Comune di Alessandria, ma occorre che dal PdL arrivino segnali chiari circa i criteri di scelta del candidato Presidente e dei candidati Sindaci e soprattutto in ordine ai programmi, che devono prevedere un chiaro impegno per la spesa sociale a tutela delle fasce meno abbienti della nostra popolazione, in difesa del potere d’acquisto dei nostri anziani, dei nostri precari, dei tanti disoccupati e delle famiglie monoreddito”. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-5259592646298516578?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/5259592646298516578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=5259592646298516578' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5259592646298516578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/5259592646298516578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/09/la-destra-di-alessandria-in-festa-e.html' title='LA DESTRA DI ALESSANDRIA IN FESTA e A CONGRESSO!'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-4884461916306768104</id><published>2008-09-24T10:40:00.001+02:00</published><updated>2008-09-24T10:48:26.604+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica Alessandria'/><title type='text'>CONGRESSO PROVINCIALE DELLA DESTRA ALESSANDRINA</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOMENICA 28 SETTEMBRE&lt;br /&gt;presso “WILD CATS” v. Casale 95 Gerlotti San Michele -Alessandria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA DESTRA IN FESTA!&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;h. 9,30 - 14,30: 1° &lt;strong&gt;CONGRESSO PROVINCIALE DELLA DESTRA ALESSANDRINA&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;porteranno il loro saluto i rappresentanti dei partiti e delle associazioni invitati; dopo il dibattito riservato agli iscritti si procederà alla elezione del Portavoce Provinciale e dei delegati al Congresso Nazionale; la proclamazione dei risultati è prevista per le ore 15,00&lt;br /&gt;LA FESTA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h.10 Apertura stand (Mostra d’arte, Tiro a segno per bambini, Prodotti locali, Stand Librario)&lt;br /&gt;h. 13,00 Pranzo Comunitario*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h. 17 TAVOLA ROTONDA: Contro il Carovita: che fare?&lt;br /&gt;Conduce: &lt;strong&gt;Gigi Moncalvo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Partecipano: un rappresentante Associazione Consumatori&lt;br /&gt;un rappresentante Segreteria Provinciale CISL&lt;br /&gt;un rappresentante associazione commercianti&lt;br /&gt;Amministratori locali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h. 19,30 Intervento Politico Conclusivo della giornata: On. Roberto &lt;strong&gt;SALERNO&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;h. 20,00 Cena Comunitaria*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h. 21,00 Musica dal vivo con “&lt;strong&gt;I Propaganda&lt;/strong&gt;” e la partecipazione straordinaria di &lt;strong&gt;Max Chiarlone&lt;/strong&gt; in “Omaggio a Ligabue”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h. 24,00 TUTTI A CASA!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*con gli agnolotti di Nonna Lù e grigliata di carne piemontese&lt;br /&gt;Servizio bar tutto il giorno!&lt;br /&gt;Info: 3346203914 &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-4884461916306768104?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/4884461916306768104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=4884461916306768104' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4884461916306768104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/4884461916306768104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/09/congresso-provinciale-della-destra.html' title='CONGRESSO PROVINCIALE DELLA DESTRA ALESSANDRINA'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-3838015900249462590</id><published>2008-09-19T23:24:00.003+02:00</published><updated>2008-09-20T15:57:42.179+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CULTURA'/><title type='text'>STORIA VERITA'</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Qui voglio parlarvi di una persona veramente valida e meritevole di essere conosciuta da un più vasto pubblico. Parlo dello storico e giornalista genovese Alberto Rosselli, che di recente ha rilanciato con un ottimo lavoro la rivista STORIA VERITA', della quale è direttore editoriale. E' una magnifica rivista, una fonte veramente ricchissima di notizie storiche e per approfondire quegli argomenti storici che si riflettono sull'attualità. E' soprattutto una grande opera per uscire da quella greve cappa di conformismo che ha schiacciato e schiaccia in Italia la storiografia, scritta solo, per troppi anni, con l'imprimatur del PCI. Ma Rosselli ha anche una vasta produzione storica, con la quale ci ha fatto conoscere tanti aspetti ignorati soprattutto della Storia del XX secolo. La cosa migliore da fare per conoscere bene questo carissimo amico è visitare il suo sito: &lt;a href="http://wpop3.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=96F2br%2BZ5eDQ//ZCfgKfhziZ2GV5oFvNJSibMb/cUqNX7qRIO6nkcJ3TyWbSYlh1&amp;amp;Link=http%3A//www.albertorosselli.it/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;http://wpop3.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=96F2br%2BZ5eDQ//ZCfgKfhziZ2GV5oFvNJSibMb/cUqNX7qRIO6nkcJ3TyWbSYlh1&amp;amp;Link=http%3A//www.albertorosselli.it/&lt;/a&gt;. E assieme all'amico Rosselli, Vi segnalo l'editore della rivista, Enzo Cipriano, del quale ammiro il grande impegno a difesa della Verità, sia perché la Casa Editrice Settimo Sigillo ha una produzione che tutti dovrebbero conoscere. E' come aprire la finestra e sentire entrare l'aria pura, al posto di quella inquinata e tossica.: andate su &lt;a href="http://wpop3.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=96F2br%2BZ5eDQ//ZCfgKfhziZ2GV5oFvNJSibMb/cUqNX7qRIO6nkcJ3TyWbSYlh1&amp;amp;Link=http%3A//www.libreriaeuropa.it/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;http://wpop3.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=96F2br%2BZ5eDQ//ZCfgKfhziZ2GV5oFvNJSibMb/cUqNX7qRIO6nkcJ3TyWbSYlh1&amp;amp;Link=http%3A//www.libreriaeuropa.it/&lt;/a&gt; e scorrete il catalogo. Ma vediamo che cosa è Che cosa è STORIA VERITA’ e quali sono gli obiettivi culturali che questa piccola ma combattiva testata vanta e persegue? La rivista è nata 12 anni fa per colmare un vuoto e per combattere, con gli strumenti dell’intelletto e in virtù dell’amore per la libertà di espressione, quella sorta di monopolio conformista della Sinistra nel settore della storiografia, soprattutto quella riguardante l’epoca delle grandi ideologie, cioè il Novecento, che si è potuta imporre soltanto grazie all’appoggio sistematico di soggetti politici e finanziari estremamente potenti e ben radicati nei centri nevralgici. Negando, nel contempo, dignità culturale a tutti quei ricercatori che non condividevano determinati principi politici. In particolare il numero di gennaio – aprile 2008 si apre con uno splendido articolo di Salvatore Santuccio dedicato appunto alla urbanistica e all’edilizia modernista nel Ventennio. Ovvero un’architettura che svolse una funzione politica e civile. Un’architettura che definirei, inoltre, “identitaria”. Ovvero che si rifaceva al contesto in cui era calata, alle radici del popolo e al suo rapporto con il luogo. Ma anche, pensiamo alle “Case popolari” della Garbatella, un’architettura umana e vivibile. Scelta come modello per dall’istituto giapponese per l’edilizia popolare. E confrontiamola con i quartieri – incubo e i casermoni – bunker costruiti nel dopoguerra. A questo primo articolo segue un profilo, tracciato da Michele Rallo, di Jacinto Cândido da Silva, fondatore del Partido Nacionalista portoghese, ovvero le radici di quel nazionalismo che sfocerà poi, dal un lato, nel conservatorismo di Antonio de Oliveira Salazar e, dall’altro, nel “nazionalsindacalismo” di Francisno Rolao Preto, che rappresenta l’unico esempio di movimento fascista portoghese. A completare egregiamente questo primo fascicolo vengono illustrate, rispettivamente da Roberto Roggero e da Alberto Rosselli, le epopee delle resistenze nazionaliste e anticomuniste polacca e lituana. Per sfatare il mito che le resistenze nell’Europa occupata dalle armate tedesche furono ispirate e portate avanti in maniera maggioritaria dai partiti comunisti. Movimenti resistenziali che si trovarono, anche per via degli accordi spartitori fra le potenze occidentali e L’Unione Sovietica, tra l’incudine nazista e il martello comunista. L’episodio più famoso e “rivelatore” fu la rivolta di Varsavia l'iniziativa insurrezionale dell'Esercito Nazionale Polacco che fra il primo agosto ed il 2 ottobre 1944 combatté contro le truppe tedesche di occupazione allo scopo di liberare la città di Varsavia prima che giungesse l'esercito sovietico. Infatti Stalin comprendendo il carattere nazionalista ed anticomunista della rivolta dell’Armia Krajowa lasciò che fosse repressa dai reparti dell’esercito e dalle Waffen – SS al comando del generale Erich von dem Bach, su ordine di Heinrich Himmler. Completano questo numero della rivista gli articoli dedicati, da Tito Arnaudi e da Carlo Gambescia, alla guerra del Chaco (combattuta, dal 1932 al 1935, dalla Bolivia e dal Paraguay, sostenute dalla multinazionali Standard Oil e Shell, per il controllo delle risorse naturali della regione del Chaco) e all’incapacità del sistema capitalista di gestire il problema dei flussi migratori. Del numero di maggio – agosto 2008 accenno all’intervista di Bruno Pampaloni al professor Alexandre Del Valle (nella quale si pone in evidenza, per esempio, di come l’America e l’Europa pur condividendo gli stessi valori abbiano caratteri diversi e di conseguenza applichino spesso politiche molto differenti, e sia accenna anche alla situazione del Kosovo e alla conversione dall’Islam al Cattolicesimo del giornalista Magdi Allam) e alle analisi di Carmelo Ferito e di Rodono Sideri sulla carta del Carnaro, redatta da Alceste de Ambris, e sulla visione corporativa di Ugo Spirito.Concludo passando dalle parole ai fatti e invitando tutti i lettori di quest’articolo a sostenere, con l’abbonamento, Storia Verità. Invito tutti i lettori del mio blog a passare dunque all’azione. A sostenere in maniera concreta e militante Storia Verità e, perciò, a farsi tutti portavoce di quell’idea non conformista della ricerca storica per cui Storia Verità combatte da sempre. Quell’idea di storiografia che molti pedagoghi ingessati e conformisti vorrebbero vedere cancellata. Non permettiamolo.ORGANIGRAMMA DELLA TESTATADirettore responsabile, Enzo De Canio,Direttore editoriale, Alberto Rosselli.COLLABORATORI:Giano Accame, Massimiliano Afiero, Mauro Bocci, Adriano Bolzoni, Gianni Bernabò Brea, Giuseppe Brienza, Maurizio Cabona, Emilio Cavaterra, Marco Picone Chiodo, Marco Cimmino, Ansemo Da Montebello, Alain De Benoist, Pino De Rosa, Angelo D’Andrea, Paolo Deotto, Enzo Erra, Carmelo Ferlito, Gabriele Fergola, Massimo Filippini, Massimo Fini, Raffaele Francesca, Dionisio di Francescantonio, Mauro Franciolini, Dalmazio Frau, Gianandrea Gaiani, Carlo Gambescia, Bruno Gatta, Pietro Grassi, Daniele Lembo, Andrea Lombardi, Luigi Emilio Longo, Andrea De Martino, Roberto Mauriello, Mario Merlino, Ercolina Milanesi, Francesca Niccolai, Bruno Pampaloni, Miriam Pastorino, Giovanni Perez, Enrico Petrucci, Paolo Porsia, Luca Pignataro, Michele Rallo, Roberto Roggero, Gino Salvi, Salvatore Santuccio, Mario Bozzi Sentieri, Rodolfo Sideri.STORIA VERITA’Edizioni SETTIMO SIGILLODirezione, Redazione e AmministrazioneVia Santamaura, 15 – 00192 ROMATel. 06/39722155 Fax. 06/39722166&lt;a href="http://wpop3.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=96F2br%2BZ5eDQ//ZCfgKfhziZ2GV5oFvNJSibMb/cUqNX7qRIO6nkcJ3TyWbSYlh1&amp;amp;Link=http%3A//mc283.mail.yahoo.com/mc/compose%3Fto%3Dordini%40libreriaeuropa.it" target="_blank" rel="nofollow" ymailto="/cgi-bin/webmail.cgi?Act_V_Compo=1&amp;amp;mailto=ordini@libreriaeuropa.it&amp;amp;ID=I4dvs6N3YOlCO7P6eXmLGPR5nKjzuuFs6LQPvk9S6plGkeF&amp;amp;R_Folder=aW5ib3g=&amp;amp;msgID=50814&amp;amp;Body=0"&gt;http://wpop3.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=96F2br%2BZ5eDQ//ZCfgKfhziZ2GV5oFvNJSibMb/cUqNX7qRIO6nkcJ3TyWbSYlh1&amp;amp;Link=http%3A//mc283.mail.yahoo.com/mc/compose%3Fto%3Dordini%40libreriaeuropa.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-3838015900249462590?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/3838015900249462590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=3838015900249462590' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3838015900249462590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3838015900249462590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/09/storia-verita_19.html' title='STORIA VERITA&apos;'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-8056181395007495978</id><published>2008-09-19T23:24:00.001+02:00</published><updated>2008-09-20T15:12:31.926+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FASCISMO e ANTIFASCISMO'/><title type='text'>Crestomazia breve di un neoantifascista doc</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;(* Avvertenza: tutti i testi citati si debbono all’attuale Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini e sono stati tratti dalla collezione del quotidiano Il Secolo d’Italia, salvo quelli per cui s’indica una fonte diversa - Essi sono dedicati agli italiani di memoria labile).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1&lt;strong&gt;) Opinioni di Fini sul fascismo e Mussolini (1987-1992)&lt;/strong&gt; Con la formula “Fascismo del Duemila” intedo dire che nei confronti del fascismo non vi puó essere solo nostalgia o rimpianto, legittimi in chi l’ha vissuto, ma patetici per chi è nato dopo....Per questo ho scritto di segreteria “post-fascista” in termini anagrafici...Il fascismo è stato una grande intuizione politica, non completamente attuata, che contiene risposte convincenti ai problemi del nostro tempo...Il fascismo aveva intuito che l’uomo è al centro del divenire e non puó essere assoggettato a logiche materialiste. Il fascismo aveva anche capito che Stato e Nazione non possono essere separati e che i problemi del mondo del lavoro non si risolvono con il capitalismo nè con il comunismo. Sono ricette valide anche per l’Italia d’oggi. Questo è il fascismo del Duemila (18 dic. 1987).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Un sogno per la società italiana&lt;/strong&gt;. Ho registrtato la volontá collaborativa di molti camerati giovani e meno giovani...Cercheremo di attualizzare il nostro sogno, dimostrando che nel fascismo ci sono elementi validissimi per la societá italiana...Nessuno puó concepire il fascismo come un inferno calato sull’Italia (quotidiano “La Repubblica”,15 dic.1987.)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Radici profonde.&lt;/strong&gt; Non ritengo che sia un paradosso per il Msi, così legato alla sue radici, avere un Segretario nato nel Dopoguerra. Vuol dire che quelle radici sono feconde, e che ci sono nuove generazioni che credono nella concezione della vita e nella visione del mondo che fu del fascismo.(11 marzo 1988).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;L’intuizione mussoliniana di una terza via&lt;/strong&gt;. Sono convinto che l’intuizione mussoliniana di una terza via alternativa al comunismo e al capitalismo sia ancora oggi attualissima... Il nostro compito è quello di attualizzare, in una società post-industriuale alle soglie del Duemila, gli insegnamenti del fascismo che con la Carta del Lavoro del 1926, l’Umanesimo del Lavoro di Gentile e i 18 Punti di Verona della Repubblica sociale italiana ha lasciato un testamento spirituale dal contenuto profondamente sociale, dal quale non possiamo prescindere (1 aprile 1988).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il mio fascismo&lt;/strong&gt;. Il Msi si é sempre schierato fin dall’inizio per l’interpretazione, attualizzandoli, degli ideali del fascismo, per farli vivere in questa nostra società. Oggi il Msi continua su quella strada...Noi siamo oggi in Italia la destra, una destra autenticamente fedele alle origini....Il mio fascismo, che è quello di coloro che sono nati dopo la guerra, è soprattutto una concezione della vita tesa a porre l’uomo al centro del divenire. È una organizzazione sociale per superare il capitalismo e il comunismo....Questo è il fascismo del Duemila, tutto il resto oggi non ha significato, e certamente non puó essere giudicato in termini politici ció che appartiene alla Storia...Noi abbiamo soltanto questa presunzione: di non rinnegare il passato e di coglierne gli aspetti positivi...Io non voglio tagliare le mie radici, non per calcoli politici, ma perchè questa è l’essenza del Msi. (25 maggio 1988.)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Fascismo, libertà e pluralismo&lt;/strong&gt;. Il fascismo coniugato con la libertà e con il pluralismo costituisce nell’attualità il punto essenziale di riferimento per un partito che, come il Msi, intende rinnovare l’Italia senza complessi verso la Storia nazionale. (13 giugno 1989).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Niente abiure&lt;/strong&gt;. Nessuno può chiederci abiure della nostra matrice fascista...Non si capisce appieno il Ventesimo secolo e quel che accadde all’Est, se non si comprende la natura del fascismo.(“Il Giornale”, 5 gennaio1990).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Mussolini: una figura necessaria&lt;/strong&gt;. Il pensiero e la figura di Mussolini sono un riferimento di carattere storico e per certi aspetti di carattere politico non soltanto indispensabile al Msi, ma necessario all’Italia per capire se stessa e riconciliarsi con la sua storia (5 febbraio 1992).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il merito del fascismo&lt;/strong&gt;. Se nel 1922 il nostro Paese non divenne una repubblica sovietizzata, il merito fu del fascismo(29 marzo 1992).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Una Piazza per Mussolini&lt;/strong&gt;. L’identità ideologica del Msi si manifesta anche nei rituali (come il saluto romano). Ma il Msi fa politica e non si ferma ovviamente ai rituali. Mussolini sarà consegnato alla storia soltanto quando gli antifascisti avranno accettato di confrontarsi serenamente e senza pregiuidizi con il suo pensiero e le sue opere.In quel momento non penso però che Mussolini sarà appeso ad una parete come un quadro. A lui, come Cavour, Mazzini e Garibaldi, saranno intitolate piazze e monumenti. (“ Il Giornale”, 19 ottobre 1992).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Post-fascismo: non rinnegare, non restaurare.&lt;/strong&gt; Il Msi rappresenta una destra neofascista? Io credo in tutta coerenza che il fascismo sia consegnato ormai in modo irreversibile alla storia e al suo giudizio. Nessuno ci può chiedere di rinnegarlo nel momento in cui diciamo chiaramente che non vogliamo restaurarlo. Siamo anche noi, come tutti gli italiani, non neofascisti, ma post-fascisti. (12 dicembre 1992).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;2) Gianfranco Fini e l’antifascismo (1988-1993)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’antifascismo: un non valore. Il Msi si è sempre rifiutato di considerare l’antifascismo come una sorta di mito unificante, di unica ragione di vita di questa Repubblica. E a maggior ragione ci auguriamo che nel prossimo futuro i nostri figli siano giudicati per quel che dicono, per quel che pensano, per quel che fanno e non per quello che hanno fatto i loro padri e i loro nonni nel 1945. E allora l’antifascismo di per sè non è un valore. (8 gennaio 1988).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Una Repubblica ipocrita.&lt;/strong&gt; La pacificazione nazionale sotterrerebbe definitivamente un mito ipocrita: quello di una Repubblica che nata dalla resistenza, pretende di continuare a campare sull’odio fra italiani. (9 febbraio 1992).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;L’antifascismo non è la pietra fondante della Repubblica di tutti gli italiani&lt;/strong&gt;. Abbiamo scelto il 25 aprile perchè è giunto il momento di confrontarsi con questa data di cui rimane qualche traccia solo in coloro che nel ’45 erano antifascisti in buona fede e che pertanto rispettiamo. Ma pretendo lo stesso rispetto anche per coloro che erano dall’altra parte, per chi è stato sconfitto dalle armi, non certo dalla storia. Non accettiamo più a distanza di quasi cinquant’anni, che dell’antifascismo si possa fare la pietra fondante della Repubblica di tutti gli italiani. Fino a quando le istituzioni non ricomporranno le ferite e non renderanno i giusti meriti, sarò autorizzato a dire che non vi è nel nostro Paese alcun tipo di partecipazione popolare per una data celebrata da chi ha fatto dell’antifascismo il proprio mestiere. (26 aprile 1992).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La “Via dell’Onore” e la “Resistenza”.&lt;/strong&gt; Oggi in Italia la necessità di seminare ancora odio è di chi non può dire altro che “abbiamo fatto la resistenza”, e non di coloro che scelsero la via dell’onore risultando sconfitti soltanto con le armi. (12 ottobre 1993).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;3) &lt;strong&gt;Intermezzo: una profetica avvertenza del 1989-G. Fini e il tempo dei Camaleonti&lt;/strong&gt;. C’è da stare molto attenti affichè non arrivi il tempo dei camaleonti, cioè dei comunisti che cercano affannosamente di riciclarsi con nuove formule e sotto nuove forme e nuovi nomi. (30 dicembre 1989.)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;4) Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati(2008).&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parlando ai giovani di AN, il 12 settembre 2008, Fini striglia i suoi, affermando: . Lo riferisce il Corriere della Sera nella sua edizione on-line del giorno seguente, che riporto con i rispettivi titoli:“I resistenti stavano dalla parte giusta, i repubblichini dalla parte sbagliata. E’ doveroso dire che, se non è in discussione la buonafede, non si può equiparare chi stava da una parte e combatteva per una causa giusta di eguaglianza e libertèa e chi stava dalla parte sbagliata”.Il presidente dalla Casmera Gianfranco Fini approfitta della festa dei giovani di An di Roma per pendere posizione dopo le polemiche scatenate nei giorni scorsi dal ministro Ignazio La Russa e dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno su Salò e le leggi razziali.“La destra – rìafferma Fini – deve ribadire in ogni circostanza questi concetti, proprio per superare il passato, non per archiviarlo, ma per costruire una memoria che consenta al nostro popolo di andare avanti”.Democrazia e antifascismo“Chi è democratico, cioè si riconosce nei valori della libertà, dell’uguaglianza e della giuistizia sociale, è antifascista, ma non tutti gli antifascisti in Italia erano democratici”...“Sono convinto non da oggi – spiega Fini – che la destra italiana debba senza ambiguità e reticenze dire che si riconosce in alcuni valori certamente presenti nella costituzione: la libertà, l’uguaglianza e la giustizia sociale. Valori che hanno guidato e ancora guidano il cammino della destra e che sono valori di ogni democrazia e che, a pieno titolo, sono antifascisti.La sequenza di questi testi, rappresenta la lunga marcia di Gianfranco Fini dal “Fascismo del Duemila” al suo “attuale antifascismo”. Se c’e una lezione morale in questa marcia e nella sua disinvolta conclusione (?) – e, a mio modesto avviso, c’è –la può trarre facilmente il lettore.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-8056181395007495978?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/8056181395007495978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=8056181395007495978' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/8056181395007495978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/8056181395007495978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/09/crestomazia-breve-di-un-neoantifascista.html' title='Crestomazia breve di un neoantifascista doc'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-7036827460864519127</id><published>2008-09-14T13:37:00.002+02:00</published><updated>2008-09-14T13:43:41.160+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FASCISMO e ANTIFASCISMO'/><title type='text'>Fascismo, antifascismo e democrazia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;“In Italia per cinquant’anni si è sviluppato grazie al MSI &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;ed alle sue organizzazioni giovanili il complesso fenomeno del neofascismo, che ha eletto deputati, senatori, parlamentari europei ma anche centinaia di sindaci, assessori e decine di migliaia di consiglieri che, ovunque e al prezzo di indicibili sacrifici, e della vita di numerosi militanti, hanno difeso con orgoglio, coraggio e senza equivoci, un grande patrimonio storico, politico, ideale e sociale, all’insegna del motto di Almirante: non rinnegare e non restaurare, lottare per la verità e per la giustizia. Un fenomeno intorno al quale si sono sviluppate negli anni migliaia di riviste, di giornali, di case&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; editrici, di associazioni, che ha determinato al suo fianco la crescita di un’area culturale viva, vivace che ha contribuito, in maniera significativa ed incidente, ad impedire, in tutti i campi, che la cultura egemonizzante della sinistra trionfasse.”&lt;br /&gt;”I maggiori beneficiari in termini politici e personali del neofascismo-afferma &lt;strong&gt;Bruno Esposito&lt;/strong&gt;, dirigente nazionale de LA DESTRA, la formazione politica che fa capo a Francesco Storace- sono gli attuali dirigenti di Alleanza nazionale, primo fra tutti il presidente della Camera Gianfranco Fini. Che oggi Fini dichiari di essere antifascista, (un termine che ha avuto un significato ben preciso nel dopoguerra fino ad oggi) e che per sua affermazione la formazione politica che egli capeggia sia tale; al di là delle valutazioni che ciascuno possa fare sulla coerenza ed anche sull’ipocrisia di chi lo applaude, è un fatto importante rispetto al quale ciascuno, a destra, sappia come stanno le cose,al di là di ogni infingimento e cosa si debba fare se si vogliono difendere i valori della Destra italiana che Fini ed i suoi calpestano in modo così grave e definitivo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;Faccio mie le dichiarazioni sopra riportate dell’amico Bruno Esposito. Aggiungo: Se non tutti gli antifascisti furono democratici (come ha avuto la bontà di ricordare lo stesso fini, riferendosi a quegli antifascisti che erano tali per devozione al comunismo e all’Unione Sovietica), cosa significa, oggi, e sottolineo, oggi, essere antifascisti?&lt;br /&gt;Fin dal suo nascere il MSI riconobbe la validità del metodo democratico nella lotta politica. Chi ha militato come il sottoscritto, per quasi 50 anni nel MSI prima e in AN fino all’anno scorso, facendo politica tra il popolo e per il popolo, ha riconosciuto e praticato la democrazia (senza retropensieri e senza ipocriti ammiccamenti), ha il diritto di dirsi  e di essere considerato democratico, senza bisogno di ulteriori “sdoganamenti” o  abiure o peggio di tramutarsi in storico o in storiografo (ad ognuno il suo mestiere!). E poi non fummo certo noi a dare a una mozione congressuale il titolo “IL MSI , FASCISMO DEL 2000, ma un certo gianfranco fini, in arte presidente della camera (le minuscole sono volute).&lt;br /&gt;Aldo Rovito.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-7036827460864519127?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/7036827460864519127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=7036827460864519127' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7036827460864519127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/7036827460864519127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/09/fascismo-antifascismo-e-democrazia.html' title='Fascismo, antifascismo e democrazia'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-8202982138582081169</id><published>2008-09-14T13:32:00.000+02:00</published><updated>2008-09-14T13:36:30.461+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FASCISMO e ANTIFASCISMO'/><title type='text'>FASCISMO: DI ASSOLUTO C’E’ IL CAOS CHE REGNA IN AN</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’On. Roberto SALERNO de La Destra così commenta le affermazioni confusionarie di La Russa, Alemanno e Mantovano e dulcis in fundo di Fini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Mi aggiungo ai tantissimi che in questi giorni si sono pronunciati sulle questioni “fasciste” sollevate dai ministri e sindaci del Pdl.&lt;br /&gt;Dico del Pdl e non più di An in quanto se non riconoscevo da tempo il significato di tale sigla in termini politici oggi non lo riconosco più nemmeno in termini giuridici di entità associativa e/o partitica essendo avviata l’ultima fase della sua liquidazione.&lt;br /&gt;Quattro signori, questi, che hanno dato prova di confusione abissale e di un cammino personale maldestro dentro una storia umana, politica e sociale affrontata in questi ultimi anni con gravissima disinvoltura e totale assenza di obiettività.&lt;br /&gt;Me lo ricordo bene l’ambiente di An negli ultimi giorni in cui soffrivo come Parlamentare, iscritto e militante, di un partito che non rispettava la storia e le persone.&lt;br /&gt;Triste era lo spettacolo di ruffiani, di nani e ballerine che circondavano il “Capo” e i sottocapi, tutti sorridenti e pronti a giurare che mai avrebbero fatto ammiccamenti a “quella storia” e mai avrebbero fatto “sconti” a quel ventennio da scordare.&lt;br /&gt;Hanno ingurgitato tutto questi signori e fatto ingurgitare a loro volta senza battere ciglio offendendo anche la memoria storica italiana e la tragedia ad essa legata.&lt;br /&gt;Quando fu pronunciato il termine  “male assoluto” nel lontano 2002 nessuno di questi signori si indignò, impegnati com’erano nella lotta per preservare il loro “culo” (Don Milani insegna che il culo bisogna chiamarlo così quando occorre), nessuno si indignò quando il capo di questo partito disse a una Direzione Nazionale, per giustificare il “lancio” del diritto al voto per gli immigrati, che gli albanesi di oggi sono come gli italiani di ieri.&lt;br /&gt;Questi quattro signori hanno detto tutto e il contrario di tutto ed oggi, penosamente, si dimenano nella loro inconsistenza rilanciando malamente quello che hanno respinto e negato un minuto prima.&lt;br /&gt;Mi ricordo quando Alemanno correndo da Sindaco di Roma, respinse l’alleanza con la Destra che non piaceva alla Comunità Ebraica perché in “odore” di fascismo dimostrando una autentica codardia personale prima ancora che politica.&lt;br /&gt;Ora che sindaco è diventato lo sentiamo balbettare qualcosa che tra non molto giurerà l’esistenza di malinteso: il coraggio è un'altra cosa.&lt;br /&gt;Tralascio altri commenti su ministri e presidenti di camera etc.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Torino 10 settembre ’08                                        &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;On. Roberto SALERNO335/1213121&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-8202982138582081169?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/8202982138582081169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=8202982138582081169' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/8202982138582081169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/8202982138582081169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/09/fascismo-di-assoluto-ce-il-caos-che.html' title='FASCISMO: DI ASSOLUTO C’E’ IL CAOS CHE REGNA IN AN'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-8814792116780792216</id><published>2008-09-12T20:55:00.001+02:00</published><updated>2008-09-12T20:57:37.326+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Mara, non facevi lo stesso?</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;La Carfagna prova orrore per chi vende il corpo. Replica della leader delle prostitute Carla Corso: «Lei non ha forse fatto lo stesso? Non tutti possono venderlo bene. Insomma ognuno lo vende come può» .&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Approvato dal consiglio dei ministri il disegno di legge sulle misure contro la prostituzione, Mara Carfagna ha espresso grande soddisfazione. La ministra delle Pari Opportunità prova «orrore per chi vende il corpo». Ma lei, in fondo, non ha fatto la stessa cosa, ha replicato Carla Corso, storica leader delle prostitute e fondatrice del loro Comitato dei diritti: «La signora ha usato il suo corpo per arrivare dove è arrivata, facendo calendari. Basta aprire internet per vedere le sue grazie».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora: «Non capisco il senso delle sue dichiarazioni e neanche di Forza Italia che credevo un partito laico. E poi, certo, chi lo vende sulle strade lo vende per poco, non tutti possono venderlo bene. Insomma ognuno lo vende come può». Una replica decisamente pungente, ma in fondo ciò che ha detto non è forse vero? La Corso ha preferito non infierire troppo sulla santa ministra, non facendo nessun accenno alla "misteriose" intercettazioni telefoniche tra Mara e Silvio Berlusconi, che conterrebbero allusioni a un rapporto di sesso orale. (Libero News)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-8814792116780792216?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/8814792116780792216/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=8814792116780792216' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/8814792116780792216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/8814792116780792216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/09/mara-non-facevi-lo-stesso.html' title='Mara, non facevi lo stesso?'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-3870360291505090096</id><published>2008-08-21T15:58:00.003+02:00</published><updated>2008-08-21T16:01:51.388+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>AUTUNNO CALDISSIMO…di Roberto Salerno</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Quando i salari aumentano periodicamente dell’1,8 % e l’inflazione del 6 % è il disastro, la catastrofe, per milioni di salariati (lavoratori) e famiglie.E non ci sono dubbi che sarà ciò che attende gli italiani alla ripresa autunnale di settembre finite le vacanze e le ferie d’agosto.I rincari di energia e gas (4-6 %) a causa, si dice, delle continue fluttuazioni dei costi delle materie prime, gli aumenti di tutte le tariffe relative a forniture e servizi ai cittadini, diretta conseguenza dei tagli operati dal Governo ai trasferimenti ai comuni sono i prodromi dell’inesorabile impoverimento dei salari di milioni di italiani.Su tutto regna incontrastata la regina dei fattori destabilizzanti: l’inflazione che sta erodendo e impoverendo senza precedenti le famiglie italiane in special modo quelle a basso reddito, i pensionati con pensioni sociali e tutte le fasce sociali deboli.Tralascio, ma va rilevato, ciò che attende i piccoli imprenditori (che danno lavoro a milioni di italiani) che oltre al bilancio personale devono far quadrare anche quello della loro piccola azienda che non si è vista recapitare alcunché da tutte le manovre che questo Governo ha varato né triennalmente né annualmente.Davanti a questa incombente catastrofe, dal Governo, nessun provvedimento di difesa del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, nessun sostegno alle famiglie, nessun incentivo per le Piccole e Medie Aziende.Si parla e si stima (Il Sole 24 Ore di qualche giorno fa) che la spesa ordinaria (di 1’ necessità) subirà un rincaro medio per famiglia di circa 2 mila euro all’anno con la drammatica risultante di vedere, presto, milioni di italiani diventare (più) poveri e perdere qualità della vita e serenità.Questo, da settembre.E’ una situazione di degrado generale che una forza politica sociale come la Destra deve denunciare e combattere per restituire il diritto ad una qualità della vita degna di tale nome per milioni di famiglie italiane.La scelleratezza con cui questo Governo rimane indifferente a tutto ciò non è accettabile e stupisce l’idea di Tremonti di rilanciare l’economia senza proteggere i redditi medio bassi e senza sostenere la piccola impresa.Quella di cominciare a raccogliere firme per una Iniziativa Popolare di Legge per la difesa del potere d’acquisto dei salari e pensioni è una iniziativa che potrebbe segnare la presenza attiva de la Destra al fianco della “gente”, dei lavoratori e delle famiglie e potrebbe essere utile a recuperare una visibilità politica di cui abbiamo bisogno.Cominciare a settembre proprio da lì, dalla difesa dei lavoratori e pensionati potrebbe essere, quindi, fondamentale.Per quanto riguarda il sottoscritto inizierò a raccogliere firme proprio davanti alla Fiat di Mirafiori, simbolo del lavoro per antonomasia e della fatica dei lavoratori.E dovremmo cominciare a organizzarci tutti.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Roberto SALERNO&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7145970169661752532-3870360291505090096?l=atuttadestra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atuttadestra.blogspot.com/feeds/3870360291505090096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7145970169661752532&amp;postID=3870360291505090096' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3870360291505090096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7145970169661752532/posts/default/3870360291505090096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atuttadestra.blogspot.com/2008/08/autunno-caldissimodi-roberto-salerno.html' title='AUTUNNO CALDISSIMO…di Roberto Salerno'/><author><name>aldo.rovito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06972849910582308063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_taanaJQ0pT8/R3_N-O0xOpI/AAAAAAAAAAM/VuS9uNuHb0c/S220/Aldo-rovito-500.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7145970169661752532.post-7477397520147685230</id><published>2008-08-17T23:09:00.004+02:00</published><updated>2008-08-17T23:15:44.128+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>“Alleati non sudditi” di Gianni Alemanno (luglio 1998)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;      &lt;em&gt;&lt;strong&gt;  CERTO dal 1998 sono passati 10 anni, ma questo articolo di Gianni Alemanno, a me risulta quanto mai attuale: e voi cosa ne pensate?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; “Alleati non sudditi” questo vecchio slogan di politica estera del Fronte della Gioventù può, meglio di tanti discorsi, sintetizzare il nocciolo del problema politico e del dilemma tattico-strategico con cui oggi si deve misurare Alleanza nazionale.&lt;br /&gt;         Usciti frastornati, impolverati e malconci dalla deflagrazione della Bicamerale, rimasti perplessi e delusi dal flop del Polo sulla vicenda della Nato, gli uomini del vertice di Alleanza nazionale si stanno interrogando in questi giorni sul destino della destra politica italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         Come evidenziato ed anche enfatizzato dai giornali, si stanno delineando “due anime” all’interno di An: da un lato i “polisti” o, per i maligni, i cosiddetti “berluscones” che antepongono a qualsiasi strategia il valore primario dell’unità del Polo.&lt;br /&gt;         Tra questi Tatarella che proclama “l’indissolubilità del matrimonio con Forza Italia”, Gasparri che nel momento di massima tensione tra Fini e Berlusconi sulla Bicamerale non ha fatto mistero di dare ragione più al Cavaliere che al nostro Presidente, La Russa che teorizza e tenta di praticare anche l’alleanza con la Lega Nord, Urso che – come documenta l’intervista che pubblichiamo più avanti – si spinge fino al punto di predicare l’urgenza della nascita del “Partito unico” del centrodestra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         Dall’altro lato gli “autonomisti” che invece mettono l’accento sulla “identità” culturale e politica della destra e su tutti gli aspetti problematici del rapporto con Forza Italia, la Lega e il centro cossighiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         Tra questi, oltre l’immarcescibile Tremaglia, Pubblio Fiori e, infine, noi di Area che siamo stati spesso etichettati (tutto sommato a torto) come “nemici giurati” del Cavaliere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         E’ inutile dire che entrambi gli schieramenti finiscono per assolutizzare  due termini che sono in realtà interdipendenti e complementari: identità e alleanze sono i due poli magnetici, le due esigenze imprescindibili nella definizione di ogni strategia politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         Ma sancire questa verità, così profonda da apparire banale, non risolve il problema delle scelte che abbiamo di fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         Cerchiamo quindi di tracciare per punti il “manuale di sopravvivenza” di una destra che non vuole diventare subalterna al neo-centrismo, che non vuole morire né democristiana né berlusconiana.&lt;br /&gt;         Oppure, se preferite, abbozziamo il manifesto degli autonomisti di An, sperando che, almeno in parte, diventi il manifesto della riscossa unitaria del nostro partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)  La destra democratica non è una propaggine estremista del pensiero liberal-liberista, è una cosa diversa. E’ l’incontro tra correnti di pensiero liberale e correnti di pensiero comunitario (nazionale, popolare, partecipativo, sociale anti-statalista), la sintesi tra metodo democratico e il fondamento dei valori naturali, cattolici e tradizionali. Per cui la differenza tra destra e centro non è, come vorrebbero gli amici dell’Udc, quella tra estremisti e moderati, è quella tra modi diversi, ma egualmente equilibrati, di concepire un programma politico. (…..)&lt;br /&gt;2)  In particolare sul terreno delle politiche sociali, l’anima comunitaria della destra ci permette una maggiore capacità di concorrenza con la sinistra e un più sereno equilibrio tra istanze liberiste e istanze popolari, rispetto al partito liberale di massa rappresentato da Forza Italia.&lt;br /&gt;3)  Da quanto detto discende che il “Partito unico” non è affatto l’inevitabile destino del centrodestra a prescindere dalle evoluzioni più o meno maggioritarie della legge elettorale. Il partito unico potrà eventualmente nascere (creando comunque problemi di mercato elettorale in tutti quei contesti, come negli enti locali, in cui si vota con un impianto proporzionale) solo se e quando destra e centro avranno imparato a rispettare le loro diverse identità culturali. Paradossalmente il partito unico non nasce dalla omologazione culturale, ma dalla possibilità di costruire un partito di programma fondato sul rispetto e la dialettica tra anime culturali diversissime. (….)&lt;br /&gt;4)  Altra condizione per immaginare il “Partito unico” come moderno partito di programma è l’esigenza di regole rigorose di democrazia interna, unica garanzia per la convivenza di anime diverse in uno stesso contenitore organizzativo. Su questo piano il ritardo dei partiti di centrodestra è pauroso (….) Unire questi due partiti (FI e AN) non significa risolvere le rispettive carenze democratiche ed organizzative ma moltiplicarle per mille, rischiando la paralisi oligarchica, l’invivibilità dei rapporti umani e l’annullamento di qualsiasi spessore culturale e incidenza nel dibattito politico interno oggi parzialmente tenuto in vita dalla molteplicità delle sigle di partito.&lt;br /&gt;5)  Chi oggi propaganda la creazione del partito unico come una soluzione a portata di mano non è un coraggioso innovatore, né un antesignano di splendidi orizzonti di modernizzazione. E’, come minimo, un teoreta che disegna scenari politologici astratti senza curarsi dell’impatto pratico dei suoi ragionamenti. (….)&lt;br /&gt;6)   Più in generale va messa in discussione anche la teoria di coloro che, pur non ipotizzando l’immediata creazione del partito unico, immaginano il rapporto tra An e Forza Italia come strutturale, organico e irreversibile. Concepita in questi termini l’alleanza del centrodestra fa diventare An la “ruota di scorta” di Forza Italia, una sorta di corrente di destra del partito del Cavaliere. Come è difficile tentare un processo di fusione in assenza di precise regole democratiche interne, è egualmente arduo costruire un rigido coordinamento politico del Polo avendo a che fare con un “monarca” imprevedibile ed estemporaneo come Berlusconi. L’unico rapporto solido e stabile che è possibile costruire con il Cavaliere è quello della subordinazione assoluta, del totale appiattimento su i suoi continui rovesciamenti di fronte, atteggiamenti che però diventano una posta inaccettabile per una destra consapevole del suo ruolo, dei suoi valori e dei suoi programmi.&lt;br /&gt;7)  L’alternativa a tutto questo non è l’isolamento o l’emarginazione in un semplice accordo di desistenza elettorale (come avviene a sinistra tra Ulivo e Rifondazione), l’alternativa è quella di costruire l’alleanza non sulla subordinazione ma sui rapporti di forza. Alleanza nazionale deve fondare la sua legittimazione politica non sulla benevolenza degli alleati ma sul consenso popolare: una destra politica in grado di raccogliere il 15 % del consenso elettorale non è ghettizzabile da nessun centro politico comunque strutturato.&lt;br /&gt;8)  Non a caso sono ormai due anni (dalla sconfitta elettorale del ’96) che è partita una subdola campagna per ridimensionare il peso elettorale di An. Una campagna fondata sia sugli attacchi diretti che sull’abbraccio mortale dei consigli malintenzionati. Prima hanno tentato di snaturarci culturalmente, lanciando dalle colonne dei giornali la trasformazione di An in un partito “thatcheriano”, poi è stata demonizzata in tutti i modi l’anima popolare del partito, che ne costituisce la vera forza e la principale originalità, infine si è cercato di convincere Fini ad adeguarsi ai modelli anglosassoni di mediazione e moderatismo che hanno quasi ucciso il suo carisma da leader. Ma in ogni caso è difficile immaginare il successo elettorale di An se il nostro partito si limita ad essere la fotocopia sbiadita e recalcitrante del maggiore partito del centrodestra. (….)&lt;br /&gt;9)  Fondare un’alleanza sui rapporti di forza, significa rischiare la crisi in tutti i momenti di grande svolta politica, ma è un rischio che non solo deve essere affrontato ma che comunque è di entità molto minore di quello che temono i “polisti” di An. (….) Se la gestione dei rapporti di forza crea dei pericoli per l’alleanza, la mediazione continua e la subordinazione non danno affatto garanzie superiori facendo pagare un prezzo altissimo all’immagine e alla forza elettorale della destra.&lt;br /&gt;10)             L’importante è che i rapporti di forza ed anche gli scontri con gli alleati abbiano come posta in palio grandi prospettive politiche, valori seri, problemi sociali realmente sentiti dalla gente non strategie di “palazzo” come è accaduto nel caso dello scontro tra Berlusconi e il presunto asse D’Alema-Fini sul destino della bicamerale. L’autonomia da Berlusconi si guadagna passando attraverso la gente e non attraverso il palazzo.&lt;br /&gt;11)              (….) In questi due anni sono troppe le occasioni in cui abbiamo fatto sconti alla traballante maggioranza di centrosinistra, di questo la gente se ne rende conto in termini anche esasperati, abbandonando la speranza di una vera dialettica politica e tornando a rassegnarsi alle mediazioni di tipo para-democristiano. E’ una vecchia regola mai smentita: il conflitto politico rafforza la destra, la mediazione dà spazio al centro.&lt;br /&gt;12)             Questa rotta strategica richiede la creazione di un modello di partito veramente aggregante e rivoluzionario rispetto a tutte le logiche di controllo paternalistico dell’orticello elettorale e dell’apparato organizzativo. Certe volte abbiamo una bruttissima sensazione (senz’altro falsa): proprio coloro che teorizzano l’appiattimento di An su Forza Italia sono le stesse persone che sembrano voler contrastare ogni progetto di apertura verso la società civile e di aggregazione di nuove energie. Come se ci si fosse rassegnati ad un ruolo di “riserva indiana” impossibilitata a competere elettoralmente per l’egemonia dentro il Polo. (….) La completa legittimazione della destra democratica avverrà quando sarà plasticamente testimoniata da una prassi interna rigorosamente fondata su principi di partecipazione popolare e di libera circolazione delle élite.&lt;br /&gt;13)             Il nostro discorso termina da dove è partito: Alleanza nazionale è l’incontro tra principi democratici e valori comunitari, è un progetto di profonda modernizzazione fondato sull’identità tradizionale del nostro popolo. Se si riesce veramente ad essere tutto questo, il nostro partito non solo non deve rimanere subalterno a ness
