giovedì 11 dicembre 2008

DOSSIER PIAZZA NAVONA

Che succede in Italia? C’è rischio che sia sconvolta di nuovo come tanti anni fa nel sanguinoso periodo degli anni di piombo? Speriamo di no, ma c’è più di qualche motivo per essere preoccupati. Sullo scontro avvenuto a Piazza Navona il 29 ottobre 2008 durante le giornate di protesta studentesca contro il decreto Gelmini si è avuta molta informazione scandalistica e imprecisa.Nei giorni successivi agli scontri sui vari quotidiani nazionali è stata intentata una vera e propria campagna diffamatoria nei confronti dei ragazzi del Blocco Studentesco.Format quali Matrix, Anno Zero si sono occupati della vicenda.Alcuni portando avanti il loro operato sospinti dal dover di cronaca,altri,“Chi l’ha visto?” è solo un esempio,un po’meno.La cosa incredibile è che quello stesso dovere di cronaca, quella fame di verità e giustizia dovrebbe costituire presupposto aprioristico di qualsiasi giornalista che aspiri a chiamarsi tale.Già, dovrebbe.Ma alcuni “riscontri oggettivi” ci inducono a ritenere che nella prassi, purtroppo, non è esattamente così.Ci hanno chiamato violenti, aggressori,picchiatori, bastonatori di bambini.Poco importa se eravamo noi gli aggrediti. Poco importa se i “bambini” avevano tutti o quasi più di trent’anni, ese erano armati anche loro.Poco importa se ancora una volta il libero pensiero è stato sopraffatto (mediaticamente, si badi) dalla strumentalizzazionebecera e dagli interessi di pochi vecchi tromboni che hanno visto dietro “l’onda anomala” una torta troppo golosa per non essere sbafata. Poco importa se fino al 29 ottobre in piazza erano scesi più di 20000 studenti senza distinzioni politiche, poco importa se “l’onda anomala” era anomala per davvero. E poco importa se nel delirio mediatico generale, è stata approvata una riforma ancora una volta penalizzante perla scuola pubblica. Tutti troppo occupati nella ricerca del “cattivo” da cacciare.Tutti troppo occupati a ergersi garanti della protesta“pacifica, moderata, benpensante, media”.Tutti troppo occupati a esprimere solidarietà a una redazione, quella di “Chi l’ha visto?”, che, fuori tema peraltro, non ha fatto che aumentare il clima di tensione già palpabile nei giorni successivi a Piazza Navona. Hanno svenduto le nostre facce come carne da macello, noi che la faccia, ce la mettiamo sempre. Ci hanno accusato, infamato e diffamato, dandoci perfino degli infiltrati. Hanno giocato con le nostre vite. Hanno giocato sporco. E hanno giocato male. Hanno giocato male perché il Blocco Studentesco è ancora qui, e non arretra di un passo. Hanno giocato male perché “l’onda anomala”, quella vera, non la affogheranno mai. Sembra essersi infranta addosso allo scoglio dell’antifascismo, dell’egoismo, dello sporco interesse politico, ma già si sta preparando in fondo al mare per tornarepiù alta che mai. Perché i sogni non li puoi distruggere. Perchè la speranza e l’irrazionale voglia di vivere non le puoi fermare. Perché quelle parole:“Nè rossi, nè neri, ma liberi pensieri” sono rimaste impresse nel marmo di quella piazza. E risuonano ancora. Hanno giocato con le nostre vite. Hanno giocato sporco. E hanno giocato male. Di fronte a tutto questo non abbiamo altra possibilità che dare un segnale, forte. Questo libro vuole essere una risposta, a tutti loro. Una risposta politica, ovviamente, perché è quella che ci riesce meglio. Una risposta con i fatti ,ovviamente, perché non mentono mai.
(Dall'Introduzione a "dossier Piazza Navona, per g.c. di Blocco Studentesco - casa Pound Italia)

mercoledì 10 dicembre 2008

GIUSTIZIA E RIFORME

Ha ragione il Presidente Buontempo quando sostiene che la riforma della Giustizia non può essere fatta sotto l’emotività del momento, sulla spinta di fatti di cronaca, anche se gravi.
L’illegalità nella quale oggi è immersa gran parte della classe politico-amministrativa del PD (e non solo, visto che in Abruzzo lo scandalo che ha colpito il Presidente della Giunta Regionale ha coinvolto in maniera più o meno estesa anche esponenti del PdL con responsabilità di governo nella precedente giunta di centrodestra), non può essere l’occasione per regolamenti di conti o per riforme affrettate. Sembra che si voglia fare una riforma, per impedire ai Giudici di indagare sulle malefatte di una Casta che non ha più distinzioni di partiti, ma che trasversalmente attraversa tutti gli schieramenti. Il fatto che Violante, a nome della Sinistra, si sia dichiarato disponibile a collaborare con la maggioranza, la dice lunga sulle reali intenzioni dei novelli riformatori.
Tutti nel PD e nel PdL guardano all’America (e anche qualche Magistrato sproloquia di pubblico Ministero eletto dal popolo), ma negli USA l’FBI, servendosi di intercettazioni telefoniche (quell’utilissimo strumento di indagine che in Italia si vorrebbe eliminare) ha inchiodato alle sue responsabilità il Governatore di uno Stato, sbattendolo in cella con l’accusa di corruzione e concussione. In Italia, invece un Ministro è riuscito a far allontanare dalla sua sede un Magistrato (caso de Magistris) che voleva indagare sulla corruzione di pubblici amministratori. Ciò vuol dire che negli USA l’indipendenza della Magistratura è garantita, mentre in Italia l’indipendenza dei singoli Magistrati è alquanto precaria, se l’Organo di autogoverno della Magistratura ha avallato la scelta di quel Ministro.
L’unica riforma giudiziaria da fare è quella che riesca a coniugare la massima celerità dei processi, con il massimo di garanzie per i cittadini e di indipendenza (anche dalle correnti interne) per i Magistrati
E concludo, sempre con le parole del Presidente Buontempo: “Quando è in gioco la libertà delle persone si ha il dovere di fare le riforme con il massimo della serenità e astraendosi dalla realtà del momento. Non può essere la patologia della Giustizia a indicare la strada giusta per una riforma che è sì necessaria e urgente, ma che non può essere realizzata con gli stimoli politici attuali”
Aldo Rovito

venerdì 5 dicembre 2008

Cresce la destra nel Foggiano

Nell’ultimo consiglio comunale di S.Giovanni Rotondo il consigliere Michele Di Iorio,eletto nelle file dell’UDC,ha dichiarato ufficialmente la sua adesione alla Destra animato da grande enfasi ed entusiasmo.
Il passaggio del consigliere comunale di S.Giovanni Rotondo è la conferma di una progressiva e costante crescita esponenziale della Destra in terra di capitanata,logico ed evidente risultato di una politica messa in atto dalla Destra nel territorio dauno,azione politica protesa a dare risposte concrete ai bisogni primari ed essenziali di tutti quei cittadini che non riescono ormai a far fronte al quotidiano. La Destra a Foggia e nella sua provincia è al fianco degli agricoltori messi in ginocchio dalla grave crisi della agricoltura con la discesa a prezzi bassissimi del grano e delle olive tali da determinare un indebitamento delle aziende agricole a volte spesso irreversibile con la triste scelta di abbandono dei terreni;ne è dimostrazione l’impegno importante dell’On. Agostinacchio nella sua qualita’ di consigliere provinciale con ordini del giorno presentati in consiglio provinciale.
Ma l’azione della Destra in capitanata è decisa con posizioni di grande fermezza rispetto a temi pregnanti quali l’ambiente e il pesante impatto che spesso si ripercuote sulla salute di coloro che sono residenti nei territori in cui sono dislocate centrali e discariche abusive.Altresi’ l’azione della Destra come impegno sociale è stato forte e rilevante anche su un tema quale quello del “Diritto alla vita”sollevato recentemente in maniera drammatica e toccante dal caso della giovane Eluana Englaro chiedendo un intervento legislativo immediato ma facendosi anche portavoce del rispetto totale ed assoluto della tradizione cristiana che deve essere struttura portante della nostra civilta’.
La Destra si fara’ promotrice in tempi brevi di svariate manifestazioni su tutto il territorio provinciale che possano sensibilizzare l’opinione pubblica ed è ,inoltre,prevista nel mese di gennaio una importante conferenza programmatica che vedra’ impegnata la classe dirigente tutta della Destra. di Foggia.
Attualmente la Federazione provinciale della Destra annovera tra i suoi rappresentati degli enti locali oltre all’On. Paolo Agostinacchio come consigliere provinciale,consiglieri comunali nei comuni di Manfredonia, Mattinata,Lesina oltre al gia’ citato S.Giovanni Rotondo;a breve dovrebbero registrarsi altre adesioni alla Destra di consiglieri comunali di importanti centri della provincia.

6 Dicembre:Anniversario della strage alla Thissen Krupp

Domani, 6 Dicembre, ricorre il 1° anniversario della strage alla Thissen Krupp di Torino.
Ad un anno di distanza si rinnova il dolore e la rabbia aumenta. Aumenta perchè la situazione non è per nulla migliorata. Anzi, pare che, a causa della crisi economica, le aziende risparmieranno ancora di più proprio sulla sicurezza degli operai. Pertanto aumenteranno i rischi di morte per i "fortunati" (!) che potranno continuare a lavorare, vittime del sistema criminal-capitalista. E mentre concordemente dal Governo e dalla finta opposizione del P.D. si sostiene che non servono leggi più severe e controlli più ferrei, ma basta una semplice opera di educazione alla sicurezza da cominciare a impartire nelle scuole, gli operai continueranno a morire.
Ma la vogliamo capire che, se non si recupera il valore del lavoro, in tutte le sue forme, manuale, intellettuale, organizzativo, come massima espressione della personalità e della libertà dell'uomo (homo faber), se non si comprende che il sistema liberal-capitalista come è oggi strutturato è la negazione della libertà della persona, perchè autorizza lo sfruttamento dell'uomo e la sua subordinazione alle esigenze del più vieto economicismo, l'aumento delle morti bianche e il degrado del pianeta diventeranno fenomeni irreversibili?
Ritorniamo alla CIVILTA' DEL LAVORO!

Emergenza abitativa, qualcosa si muove alla Camera

Basta con Bengodi. Registriamo con soddisfazione che oggi alla Camera, nella discussione sul decreto in materia di disagio abitativo, verrà discusso un emendamento particolarmente interessante, presentato da tre deputati non del centrodestra, ma dell’Italia dei Valori, Pifferi, Monai e Scilipoti.
Reca il numero 1.04 e propone di affidare alle regioni nuovi criteri di assegnazione delle case popolari.
Prioritariamente, vanno individuati come beneficiari anziani poveri, nuclei familiari a basso reddito, soggetti sotto sfratto.
Fin qui tutto ovvio. Ma il "dettaglio" più interessante è l'ultimo requisito: "immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale ovvero da almeno cinque anni nella medesima regione".
Avremmo preferito un'indicazione più netta sulla nazionalità italiana come titolo preferenziale per la case popolari, ma comunque si comincia a fare strada un principio: qui non è Bengodi. Per beneficiare di strutture pubbliche italiane devi stare nel nostro Paese da almeno dieci anni. O da almeno cinque nella regione dove si vive.
Chissà se il centrodestra passerà dalle parole ai fatti….

martedì 2 dicembre 2008

GIUSTIZIA (!) ASSURDA

Roma - All'assurdità della Cassazione sembra proprio che non ci siano limiti. Specie se si tratta di bambini. Così secondo la Corte Suprema una madre che si dedica all'accattonaggio portando con sè i figli piccoli risponde di maltrattamenti, ma non di riduzione in schiavitù se il "lavoro è limitato all'orario d'ufficio", dalle 9 alle 13. Lo hanno deciso i giudici della Cassazione, che ha spiegato: "L'elemosina costituisce una condizione di vita tradizionale molto radicata nella cultura e nella mentalità di alcune popolazioni".
I giudici della quinta sezione penale hanno perciò annullato in parte la condanna a 5 anni di reclusione per l'accusa di "riduzione in schiavitù" inflitta dai giudici della Corte d'assise d'appello di Napoli a una giovane nomade che era stata fermata mentre chiedeva l'elemosina nel casertano portando con sé i due figli piccoli. Secondo la Cassazione il comportamento della donna deve essere punito, ma secondo quanto stabilisce il meno grave reato di maltrattamenti in famiglia. Per questo il verdetto dei giudici di merito è stato annullato con rinvio e il nuovo processo, dopo aver tenuto conto delle osservazioni dei giudici di piazza Cavour, dovrà anche stabilire la nuova pena, inferiore rispetto ai 5 anni della precedente condanna.
In particolare, nelle motivazioni della sentenza, i giudici della Suprema corte hanno sottolineato che quando "l'adulto si dedica alla mendicità per alcune ore al giorno, ciò rende possibile che dopo tale attività nelle ore del mattino, nella restante parte della giornata si prenda cura dei figli in modo adeguato, cercando di venire incontro alle loro necessità e consentendo anche di giocare e frequentare altri bambini". Secondo i giudici campani, invece, la nomade aveva "approfittato di una situazione di inferiorità psichica del minore costretto all'accattonaggio con finalità di sfruttamento economico".
La Cassazione, con la sua sentenza articolata, invita a "prestare attenzione alle situazioni reali e a non criminalizzare condotte che rientrino nella tradizione culturale in un popolo". Il riferimento è al "mangel", l'accattonaggio praticato dalle popolazioni nomadi.

Ma a fine mese non ci si arriva... Lettera aperta di Francesco Storace a Silvio Berlusconi

Hai voglia, Berlusconi, a spargere spiccioli alla povera gente. Il problema è ben più serio e si capisce che cosa vuol dire non avere una forza di destra vera al governo
del Paese, che le sue proposte le ha messe nero su bianco nella mozione approvata dal Congresso.40 euro al mese ai più poveri sono fuffa.Rinunciare a lanciare sulla casa un proposta rivoluzionaria come il mutuo sociale è dire che chi non ha continuerà a non avere. Detassare gli straordinari per il privato e non per il pubblico equivale a dividere chi lavora, sfruttando i
primi e penalizzando i secondi (tra cui quei poliziotti e carabinieri a cui dite sempre di impegnarsi per la sicurezza dei cittadini).
Avete promesso di abolire le province e il bollo auto ed è finita che fate gestire il bollo auto dalle province.
Avete di nuovo lasciato il campo agli speculatori dell’acqua, che non volete più pubblica.
Trovate i soldi per dare quattrini ingenti a Gheddafi, ma gli immigrati continuano a sbarcare e le
tredicesime sono sempre più povere.
Negli asili nido e nelle case popolari entrano più stranieri e meno italiani: è questa la giustizia sociale?
No, tutto questo è demagogia, è vecchia storia sinistra che abbiamo già conosciuto nella nostra storia quando con le bandiere rosse si ingannavano i più poveri.
Ora sono diventate azzurre, ma che cambia?
Vai dicendo in giro, per soggezione culturale, che la tua è una politica di sinistra e ci chiediamo perché uno di destra ti debba votare…
Lo hanno fatto e credo che in giro ci sia qualche pentimento.
Noi ti e vi aspettiamo al varco. Non ne possiamo più di farci prendere in giro.
Anche perché,
mentre regali un euro al giorno ai più poveri, il risanatore di Alitalia, Fantozzi, si cucca 15 milioni di euro, dicono….E noi paghiamo. Ma le banche no.
Noi lo diremo il 24 gennaio a Roma. Per la coesione nazionale, contro l’egoismo sociale.
A dire che l’uomo viene prima del lavoro. La persona prima del profitto.
Tu non ci sarai. Sennò Bossi ti molla.
Francesco Storace